I più cretini…

Ultimamente sto notando un aumento sconsiderato di cretini tra le fila dei partiti politici che agiscono dalle mie parti. Qualcuno potrebbe tranquillamente rispondermi che succede dappertutto, e probabilmente è vero, la politica in generale non mi pare composta dalle migliori menti del paese, anzi, si potrebbe quasi affermare il contrario. Comunque mi accorgo del fatto che a tramutarsi di botto in politici e spuntarmi come i funghi su tutte le testate locali sono alcuni tra i più cretini del circondario. Oggi ne descriverò solo tre, ma sarebbero molti di più. Partiamo da Mary (nome di fantasia), la conosco abbastanza bene, anni fa frequentavamo la stessa compagnia nella quale Mary era considerata la ragazza con la testa tra le nuvole, bisognava spiegarle le battute perchè non le capiva, spesso dovevamo esporle problemi che aveva creato coi numerosi fidanzati che cambiava a cadenza mensile perchè non se ne rendeva conto, nelle conversazioni era spesso fuori luogo e quindi in certi casi anche offensiva, insomma non era certo una cima e neanche una personalità che si potrebbe prevedere come politico del futuro. E invece care le mie testine a trombetta, Mary oggi è coordinatore locale di un famoso (o forse famigerato…) partito politico. Continua a parlare fuori luogo, in un recente video ha inventato anche alcune parole che non trascrivo qui perchè non vorrei farle pubblicità, tanto si autodistruggerà da sola… Altra nota testa di ca**o della zona è Roberto (altro nome di fantasia), oggi avvocato rampante (forse…), anche lui lanciato in politica tra le fila di un partito opposto a quello di Mary. Roberto si fece da me notare da ragazzo, quando ancora passava i pomeriggi a far finta di studiare nella biblioteca comunale, quando a causa della confusione creata da un coetaneo con evidenti problemi mentali, il quale semplicemente esultava per essere riuscito a prendere la patente o ad aver passato l’esame di scuola elementare, robe così, decise di minacciarlo di violenza fisica se non avesse subito fatto silenzio, e fui costretto a intervenire personalmente perchè l’idiota (e parlo di Roberto, non del ragazzo con problemi…) non capiva (o forse non voleva capire) che quello era probabilmente il momento di massima soddisfazione del ragazzo e che semplicemente quello era il suo modo di esternarlo e di condividerlo con noi. E io un cogl**ne del genere magari me lo ritroverò come Sindaco… non ci voglio pensare… Passiamo al terzo, Gianni (che ve lo dico a fa…) è già stato su questo blog, quindi eccovi il link dell’articolo anche abbastanza recente che parla di lui “Ma sei un Coach, un Generale o un Papà?”. Gianni, anni fa, mi parlò delle sue idee politiche, che non condividevo ma che da buon ascoltatore mi sorbii senza quasi controbattere, avevo già capito che aveva le idee molto confuse e che voleva semplicemente far vedere che ne sapeva quando non era assolutamente così. Il problema è che oggi, udite udite, è nel partito opposto a quello che mi aveva così intensamente pubblicizzato ai tempi, insomma un quadruplo carpiato che neanche i politici più blasonati riescono a portare a termine… Anche per lui inorridisco al pensiero che possa metter bocca nelle robe del mio comune… A volte mi dicono che sono troppo pessimista, sarà anche vero, però come ca**o si fa a essere ottimisti co’ sti cretini….

Menagramo d’un menagramo!

Ieri mi sono recato a un negozio di una nota catena che si occupa di tecnologia, e mentre ero intento a fare le pulci a dei cavi USB scorgo in lontananza un vecchio conoscente, una persona particolare, non per il suo aspetto o comportamento, ma per la nomea che suo malgrado si porta appresso da tempo immemore, quella di “Iettatore”. Lui è una persona normalissima ma alcuni eventi passati e un giro di amicizie tossiche hanno fatto si che venisse bollato come il menagramo del circondario, ora, io non so se lui sia consapevole di questa diceria, spero vivamente di no per lui, perchè essere affibbiati a certe maldicenze non deve essere uno scherzo. Immaginate di essere additati ovunque si vada, vedere gente che fa riti scaramantici al tuo passaggio con palpate alle parti basse, altri che cercano di evitarti come la peste… non dev’essere un bel vivere, e soprattutto se tu non hai praticamente fatto niente per far si che ciò avvenisse… è un ingiustizia bella e buona… Ricordo che in passato queste pratiche meschine venivano riservate anche a personaggi dello spettacolo, come dimenticare la famosa “sindrome di Marco Masini”, reo di fare uscire solo canzoni tristi… e come dimenticare anche la grande Mia Martini costretta a un ritiro dalle scene proprio per queste, mi si passi il francesismo, “CAZZATE”. Insomma, siamo nel duemilaventitre, sarebbe anche l’ora di smettere con queste infime ciarle di paesino che ci fanno fare la figura di provincialotti che credono alla sfiga del gatto nero che ti attraversa la strada, o del passaggio sotto la scala, cresciamo un pochino… giusto un pelo…

Teoria veritiera… o forse no…

La sera della vigilia di Natale ho deciso di andare con alcuni amici a farmi un aperitivo in centro, abbiamo scelto un localino di quelli che hanno fuori quelle specie di verande coi vetri in plexiglass dove all’interno viene piazzato il famoso “fungo” che in teoria dovrebbe scaldare l’ambiente, ma in pratica abbrustolisce chi gli sta troppo vicino e lascia congelare lentamente chi invece è troppo lontano. Mentre sediamo al nostro tavolo e sorseggiamo i nostri aperitivi la consorte di uno dei miei amici mi fa “hai visto chi c’è là?” mi giro e scorgo una mia ex, lei incalza “non la saluti?” e io “non ci penso neanche, mi sta pure sulle palle…” e lei con aria saccente “se non l’hai ancora perdonata vuol dire che sei ancora innamorato” e io “prego?” e lei “lo sanno tutti, se serbi rancore dopo tutti questi anni vuol dire che sei ancora legato sentimentalmente, l’amore e l’odio sono due sentimenti molto simili”. Ora, io non so questa teoria da dove salti fuori, non voglio neanche sapere se viene ritenuta reale o no, so solo che per quanto riguarda me non funziona. Quindi mi sono girato verso la consorte del mio amico e le ho spiegato, per quanto mi riguarda, come stanno le cose, come? Con un semplice esempio. Mettiamo che durante le scuole superiori o all’Università tu incontri un professore particolarmente infido che ti manca regolarmente di rispetto e ti fa penare continuamente ma comunque tu riesca a diplomarti o a laurearti. Mettiamo che lo rincontri dopo svariati anni, quale sarà il tuo approccio a tale persona? Lo saluterai con affetto e rispetto o semplicemente lo ignorerai come io ho fatto con la mia ex? Perchè io lo ignorerò, cosa vuol dire? Che non l’ho perdonato? Che sono legato ancora sentimentalmente a lui? No, non sono legato per niente né al professore né alla ex, e non li perdono, e poi mi si permetta di dire che superati i sette/otto anni di età, se si vuole essere perdonati, bisognerebbe ammettere i propri errori e chiedere scusa, e poi, ma solo poi, si può essere perdonati. Altrimenti ci comportiamo come con i bambini che perdoniamo perchè non sanno ciò che fanno. E si lo so che l’immenso una volta disse “se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo” ma è una delle sue poche frasi con la quale non sono troppo d’accordo.

PS: Musichina dall’aria natalizia anche se il testo non c’entra niente col Natale…

Altro attacco di panico altra corsa…

Erano anni che non mi capitava ma ieri ha deciso (chi ha deciso? Bho e che ne so io…) di venirmi un altro attacco di panico. Intenso, lungo e che mi ha lasciato bello scombussolato per qualche ora. La mia storia con gli attacchi di panico nasce tanti anni fa quando ero un pargolo di quattro o cinque anni e nella mia cameretta facevo la nanna tranquillo, poi, a un certo punto della notte mi svegliavo di soprassalto terrorizzato, urlando come un pazzo. Ovviamente i miei genitori accorrevano e dopo qualche minuto riuscivano a calmarmi però ricordo che mi guardavano sbigottiti dall’accaduto, e soprattutto perplessi mi domandavano quale fosse la causa. Purtroppo, e l’ho capito molti anni dopo, erano le domande che mi ponevano a essere sbagliate, eh si, perchè loro mi chiedevano “cosa hai visto?” oppure “Cos’hai sognato?”, beh io non avevo visto un bel niente e sognato ancora meno, quindi non sapevo rispondere, e loro di riflesso si innervosivano e si preoccupavano ancora di più perchè pensavano che non volessi dirlo oppure che non ricordassi l’accaduto. Semplicemente la domanda giusta da fare sarebbe stata “Cos’hai provato?”. Non si trattava di sogni o visioni ma di sensazioni. L’attacco di panico ti fa sentire in pericolo anche quando il pericolo non esiste, il tuo corpo reagisce come se dovesse difendersi o scappare, ma il motivo che innesca questa reazione purtroppo spesso non c’è, o almeno non è un motivo fisico e tangibile in quel preciso istante. Visto che di questi attacchi ne ebbi svariati nel giro di un mese decisero di portarmi a un centro specializzato in psicologia dell’infanzia, ma ai tempi nessuno riuscì a capire cosa avevo, non so se perchè la scienza ancora non aveva scoperto gli attacchi di panico o se perchè erano incompetenti i dottori di quello specifico centro, fatto sta che nessuno ci capì niente, e dopo diverse sedute ce ne tornammo a casa senza risposte. Col passare degli anni gli attacchi diminuirono sia d’intensità che di numero fino a sparire proprio dalla mia vita. Pensavo fossero una cosa che ormai mi ero lasciato alle spalle ma un giorno, avevo circa una ventina d’anni, mentre me ne stavo bel bello a casa a cazzeggiare iniziò a farsi strada dentro di me una strana sensazione, il cuore iniziò a battere più forte, iniziai a sudare e a tremare, non riuscivo a smettere di digrignare i denti, tutto ciò andò avanti per diversi minuti e mi spaventai, credevo di avere una sorta di attacco epilettico e la sensazione era quella di star per svenire, o forse di morire. Si trattava di un altra forma di attacco di panico, non più notturno come quando ero piccolo ma diurno e la sensazione era praticamente la stessa. Nel corso degli anni questi attacchi si sono ripresentati raramente, ma ogni tanto e quando meno me lo aspetto tornano a farmi compagnia. Negli ultimi anni mi sono informato e ho capito cosa sono gli attacchi di panico e credo di aver ormai anche imparato ad affrontarli, ovviamente quando arriva non si può far niente per evitarlo, ma una bella dose di consapevolezza aiuta molto, io ad esempio ieri mi sono sdraiato sul letto e ho semplicemente aspettato che passasse, e infatti lui com’è venuto se n’è andato.

Ma sei un Coach, un Generale o un Papà?

L’altra settimana mi sono recato presso il campetto di calcio dove mio nipote si allena per assistere alla classica partita domenicale. Mentre i bambini disputano la partitella, i genitori e il pubblico in generale seguono da una tribunetta a bordo campo, mentre ero li a guardare i nani giocare scambiavo quattro chiacchere con mio cognato, e lui a un certo punto mi fa “guarda quello laggiù”, mi volto e attaccato alla rete di bordo campo riconosco un uomo con un’aria familiare, osservo con attenzione e riconosco un ragazzo col quale anni fa durante la pausa pranzo estiva ci incontravamo per andare un oretta al mare. Ai tempi mi accorsi subito che era un personaggio particolare, infatti a causa della sua pesantezza ricordo che abbandonai ben presto l’abitudine di passare l’oretta di pausa insieme a lui. Durante la partita mandavo spesso un occhio a bordo campo per vedere cosa faceva e sono davvero rimasto sbigottito, stava impartendo veri e propri ordini al figlio “mantieni la posizione! – allargati e chiedi il passaggio! – entra deciso!”. Non riuscivo a credere ai miei occhi e alle mie orecchie. A parte il fatto che i bambini hanno un allenatore, e quindi si presumerebbe che fosse lui, nel caso, a impartire ordini alla squadra, ma comunque non si mette una pressione così a un giocatore, e soprattutto a un bambino di sei/sette anni! A fine match era assolutamente arrabbiato col figlio, si vede che non aveva obbedito alla lettera al suo generale comandante, e l’ha praticamente trascinato in macchina redarguendolo animatamente. Parlando con mio cognato ho scoperto che spesso litiga con l’allenatore che giustamente, trattandosi di bambini piccoli usa fare dei cambi che più per tattica sono dettati dal voler far giocare tutti i nani per lo stesso tempo. In passato vidi un servizio delle iene sui bambini piccoli che corrono con le mini-moto, e anche lì genitori ossessionati dalle performance del figlio, come se questo nanerottolo dovesse per forza diventare il Valentino Rossi del futuro, gente che mortifica un bambino che a sei/sette anni dovrebbe solo passare la sua oretta di sano sport divertendosi e socializzando coi suoi micro-compagni. Ormai davanti a queste cose non mi chiedo più in che modo ragionino certe persone, mi chiedo solo se davvero abbiano un cervello.

Sono invecchiato male

Non riesco più a innamorarmi. La fase iniziale dell’amore quella delle farfalle nello stomaco, del luccichio negli occhi, delle frasi insensate perchè vorresti dirle mi piaci ma ti esce solo un banalissimo “andiamo a prendere qualcosa da bere?”, mi dura si e no un quarto d’ora, in seguito si inserisce l’apatia che mi contraddistingue miscelata ad arte con un immancabile attenzione ai difetti, e non sto parlando di quelli fisici, del tipo che una sembra brillante, intelligente, poi dice qualcosa che mi fa incazzare e il mio cervello la rifiuta senza possibilità di appello. Prima non ero così, passavo sopra a un sacco di cose, robe da poco eh, tipo non mi dava particolarmente fastidio se si palesava una punta di narcisismo, ora mi viene la nausea solo a nominarlo, oppure convivevo tranquillamente con il repentino cambio d’umore che contraddistingue il gentil sesso (e non datemi del sessista perchè lo fate tutte chi più chi meno… care le mie squinziette…), ora no. Diciamocelo, sono invecchiato male. Lo stupore è un vago ricordo… Il batticuore ce l’ho solo dopo uno sforzo fisico… e nello stomaco le farfalle hanno fatto spazio alla gastrite… o sono morte di gastrite anche loro… bho… Recentemente ho letto una roba, e devo dire che sono abbastanza d’accordo, ve la posto:

La follia d’amore prevede degli arrischianti, che arrischiano attraverso l’amore di entrare nella propria follia, grazie all’altro che ce l’ha individuata. L’amore non è un rapporto tra me e te, l’amore è un rapporto tra me e la mia follia, a cui accedo grazie a te che me l’hai già svelata, per questo non si fa l’amore con tutti, ma lo si fa solo con la persona che ci ha già messi a nudo. Mettere a nudo non è una faccenda di vesti e sottovesti, è un penetrare nella specificità della tua follia. Non so se ve ne rendete conto, noi dal punto di vista della ragione siamo tutti uguali, io parlo come parlate voi, ci si intende proprio perchè usiamo le regole della ragione, ma la differenza tra me, te e lui è nella qualità della nostra follia, che ci da una colorazione al nostro modo di essere nel mondo, per cui nessuno è uguale all’altro, e chi individua la specificità della nostra follia ci fa innamorare, l’amore non è altro che l’esser visti nella propria follia, che noi non conosciamo, e lui/lei ce la svela, e se il rapporto è reciproco nasce l’amore. Per il tempo che dura… l’amore non è eterno.

Che abbia smesso di arrischiare? O forse la mia follia è così indecifrabile che non trovo nessuno con la chiave di decrittazione? Non lo so… Forse sono solo disilluso…

Giornalismo e critica, un binomio estinto

Oggi parlerò di giornalismo e non ne parlerò bene, lascerò da parte la grandissima fetta che scrive di politica perchè quella ormai lo sappiamo che è per il 99% pilotata e di parte, insomma è palese (caro lettore se non te ne sei ancora accorto hai dei grossi problemi cognitivi, vai a farti vedere da uno bravo), mi soffermerò su quella parte dedita allo sport e alla musica perchè anche lì la deriva che stiamo prendendo è altrettanto dedita a pratiche, che per quanto mi riguarda, sono a dir poco spiacevoli. Mi pare che negli ultimi anni anche in questi settori la “Pennivendolite” (la pratica di scrivere articoli commissionati dal cliente di turno) infiorettando la composizione al limite del “Leccaculismo” (la pratica di idolatrare per convenienza un determinato soggetto), la faccia da padrona, ovviamente l’articolo deve assolutamente sottostare anche alla basilare regola del “Pararsi il culo” (vedi Politically Correct). Quindi la critica, quella aspra, quella “de core” è praticamente scomparsa, ad esempio ultimamente non ho letto o sentito nessun giornalista dire che secondo lui l’ultimo album dei Red Hot Chili Peppers fa cagare, e ve lo giuro fa cagare davvero, come nessun loro album prima, una roba sciapa che neanche gli spaghetti in bianco di mia nonna novantenne, oppure, recentemente si parla tanto e gioiosamente del probabile titolo in Motogp di un pilota italiano su moto italiana, ma scusate la Ducati vi sembra italiana? No, perchè a me risulta di proprietà tedesca dal 2012, e più precisamente del gruppo Volkswagen, e non credo proprio di sbagliarmi. Insomma bisogna infiorettare tutto dicendo che è tutto bello, va tutto bene, e occhio a non pestare i piedi a quelli sbagliati che poi te la fanno pagare. Non so a voi ma a me non piace quest’andazzo, quest’era del Marketing allo stato puro sta iniziando a farmi venire le bolle…

Ve lo ricordate Answer?

Ho saputo che tempo fa ha chiuso i battenti Yahoo Answer, per chi non lo sapesse era un sito in cui si potevano postare domande di ogni tipo e si ricevevano risposte dagli utenti stessi, io ad esempio l’ho usato qualche volta per capire meglio il funzionamento di alcuni programmi, c’erano dei nerd di prim’ordine che mi hanno davvero aiutato, bravi, e ancora grazie. Scoprendo la dipartita del sito mi sono imbattuto in alcune domande rimaste famose per l’ilarità che suscitano le stesse oppure le risposte che vengono date, le ripropongo qui sotto:

Per la canzoncina di oggi ho scelto questo pezzo fresco fresco di due giorni, per chi si fosse rotto le scatole delle solite cantanti uscite dai programmi televisivi ecco un modo professionale e originale di usare la voce. Buon ascolto.

Motogp… una farsa…

Ve lo ricordate il famoso “biscotto” del 2015? Si dai, quello in cui Marquez rallentava volutamente Rossi per far vincere il Mondiale a Lorenzo? Eh… Cari amanti della Motogp mi sa proprio che quello che è successo oggi al Circuito Internazionale di Buriram in Thailandia sia per certi versi una brutta copia di quell’episodio. A mio avviso è andata più o meno nello stesso modo, solo che a beneficiarne è stato un nostro connazionale e cioè Pecco Bagnaia, quindi in Italia tutti zitti oppure grande rispetto per “lo scudiero” Zarco.

Johann Zarco

Spieghiamo meglio: verso la fine della gara Pecco, in terza posizione, è stato raggiunto da Marquez e Zarco che avrebbero, in teoria, potuto passarlo e battagliare per la terza posizione, Marquez ci ha anche provato ma è andato lungo e Pecco l’ha rinfilato, segno evidente che comunque Marquez ne aveva per provarci ancora. Solo che a un certo punto Zarco ha passato Marquez con facilità, e chiunque abbia mai visto una gara di moto o sappia anche lontanissimamente cos’è una gara di moto ha pensato “ora Zarco si beve anche Bagnaia e si cucca la terza posizione andando allegramente a festeggiare sul podio insieme al primo e al secondo (Oliveira e Miller) ormai imprendibili”, invece no, Zarco si è messo buono buono dietro a Bagnaia e negli ultimi giri ha addirittura rallentato, facendo rallentare quel tanto che bastava anche Marquez così che non potesse avere l’occasione di sorpassare Bagnaia. Et voilà, le biscuit est fait!

Francesco “Pecco” Bagnaia

Ai microfoni dei giornalisti Zarco l’ha pure ammesso, dicendo che da dopo Misano la Ducati ha raccomandato i propri piloti di guardarsi bene dal dare disturbo a Bagnaia che si sta giocando il Mondiale le parole esatte sono state “È da Misano che ne parliamo con Ducati, ovvero se è possibile non attaccare Bagnaia a meno che non ci sia in palio una vittoria“, subito dopo la gara anche il Direttore della Ducati Luigi Dall’Igna ha serenamente ammesso il buon lavoro di Zarco.

Luigi Dall’Igna

Ma a voi sembra normale? E’ giusto un comportamento del genere? No, perchè io ci vedo un bel po’ di antisportività. Quando lo faceva Marquez era uno stronzo, e lo era anche secondo me, ora sono tutti i piloti Ducati, quindi anche quelli dei Team satellite e va tutto bene? No Signori, questo campionato mi dispiace ma è una bella farsa… e mi dispiace soprattutto per Bagnaia perchè visti gli ultimi risultati di Quartararo secondo me potrebbe vincere anche senza aiuti.

Per la musichina di oggi ho scelto questa di Alicia… che è brava e non c’è discussione… ma è anche tanto, ma tanto, ma tanto tanto bella…

Branco

Come si evince dal titolo oggi si parla di branco, e non mi sto riferendo all’ex calciatore o a un gruppo di lupi, ma a quel comportamento soprattutto maschile dell’essere umano che lo spinge a conformarsi e a cercare una sorta di cameratismo con elementi dello stesso genere, probabilmente per sentirsi più sicuro o semplicemente per sentirsi parte di qualcosa. Non essendo uno psicologo o un sociologo non so dire se sia una pratica già scritta nel dna di ognuno di noi o se lo impariamo col tempo, fatto sta che spesso, e in ogni ambito, si formano dei gruppetti che tendono a usare lo stesso linguaggio e a comportarsi nel medesimo modo. Se la cosa è di lieve entità non credo ci siano troppi problemi, anzi a volte può essere anche divertente, se si esagera invece si rischia spesso di diventare molesti. E’ il caso questo di alcuni amici che nonostante l’età, vista la quale si presumerebbe avessero quel tanto che basta di sale in zucca per accorgersi di ciò e porvi rimedio, continuano a comportarsi in maniera a dir poco bizzarra e spesso inopportuna e irritante, ma solo ed esclusivamente quando sono in gruppo. Presi uno ad uno non sarebbero neanche male, ma messi insieme regrediscono all’età di dodici/tredici anni, facendo battute becere, giochini da deficienti e dulcis in fundo prendendo di mira il più debole e/o timido e subissandolo di molestie. Personalmente è un comportamento che non capisco, non solo non mi diverte, ma lo trovo altamente riprovevole, quindi quando ciò accade tendo ad allontanarmi dal gruppo e spesso se la nausea diventa insostenibile finisco proprio con l’abbandonare la serata. Il fare branco è proprio un comportamento che non mi appartiene, credo che non mi abbiano fatto il file. Alcuni sostengono che l’uomo, essendo un animale sociale si distingua in maschi alpha (leader) e maschi beta (comprimari), e quindi io in che categoria sto? Esiste un maschio gamma? O magari Epsilon! Potendo scegliere io andrei sull’omega…

Per la musichina di oggi ho scelto Silent Lucidity dei Queensrÿche cantata dal mitico Geoff Tate a Roma pochi giorni fa, di seguito la versione in studio perchè la qualità audio della versione live fa abbastanza cag….