Così lontano ma così attuale

Volevo scrivere qualcosa che commentasse questo scritto di Mario Andrade e giuro, c’ho provato almeno cinque o sei volte, ma non c’è stato niente da fare, avrei solo ripetuto con parole diverse ciò che ha già espresso perfettamente lui, quindi non scriverò altro, mi limiterò a scegliere una bella musica per accompagnare la lettura…

Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da qui in avanti di quanto non ne abbia già vissuto.
Mi sento come quel bambino che ha vinto una confezione di caramelle e le prime le ha mangiate velocemente, ma quando si è accorto che ne rimanevano poche ha iniziato ad assaporarle con calma.
Ormai non ho tempo per riunioni interminabili, dove si discute di statuti, norme, procedure e regole interne, sapendo che non si combinerà niente.
Ormai non ho tempo per sopportare persone assurde che nonostante la loro età anagrafica, non sono cresciute.
Ormai non ho tempo per trattare con la mediocrità. Non voglio esserci in riunioni dove sfilano persone gonfie di ego.
Non tollero i manipolatori e gli opportunisti. Mi danno fastidio gli invidiosi, che cercano di screditare quelli più capaci, per appropriarsi dei loro posti, talenti e risultati.
Odio, se mi capita di assistere, i difetti che genera la lotta per un incarico maestoso. Le persone non discutono di contenuti, a malapena dei titoli.
Il mio tempo è troppo scarso per discutere di titoli.
Voglio l’essenza, la mia anima ha fretta…
Senza troppe caramelle nella confezione…
Voglio vivere accanto a della gente umana, molto umana.
Che sappia sorridere dei propri errori.
Che non si gonfi di vittorie.
Che non si consideri eletta, prima ancora di esserlo.
Che non sfugga alle proprie responsabilità.
Che difenda la dignità umana e che desideri soltanto essere dalla parte della verità e l’onestà.
L’essenziale è ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta.
Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle persone…
Gente alla quale i duri colpi della vita, hanno insegnato a crescere con sottili tocchi nell’anima.
Sì… ho fretta… di vivere con intensità, che solo la maturità mi può dare.
Pretendo di non sprecare nemmeno una caramella di quelle che mi rimangono.
Sono sicuro che saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora.
Il mio obiettivo è arrivare alla fine soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza. Spero che anche il tuo lo sia, perché in un modo o nell’altro ci arriverai…

Specchi dell’anima… ma siamo sicuri?

Ma siamo sicuri che gli occhi siano davvero lo specchio dell’anima? Intanto bisognerebbe capire se l’anima esiste davvero o è solo un’entità che ci siamo creati, ma entreremmo in un discorso troppo mistico e grande per le nostre piccole testoline a trombetta… Quindi ci limiteremo a discorrere, delle leggende che riguardano gli occhi e ognuno deciderà se crederci o prendere tutto e riporlo nel cassetto immaginario delle cose inutili, inoltre, vedremo cosa ci dice la scienza (che ultimamente grazie alla pandemia ci ha fatto intendere di non capirci quasi un c….) su questi due fari abbaglianti e io ci sono davanti… no, questo era Mal ai tempi di mio padre… Allora, per la gioia di tutti voi, cari avidi lettori, oggi si parla di occhi verdi, e voi vi chiederete e perchè mai che non ce li ha quasi nessuno? Perchè ce li ho io, il blog è mio, e ci scrivo quello che mi pare… In effetti è vero la percentuale di persone con gli occhi verdi nel mondo si attesta a circa il due per cento, siamo veramente pochi, e poi vogliamo dirlo? Ma si diciamolo pure, quanti hanno gli occhi azzurri e dicono di averli verdi per fare i fighi? Lasciateci nella nostra nicchia e fatevi i colori vostri! La scienza dice che il colore verde deriva dall’interazione del gene OCA2 con altri geni responsabili spesso anche dei capelli rossi. Ora, io non li ho rossi ma forse i riflessi si, sarà stato PAPERA2? Bho… A parte i geni si pensa che il colore verde dell’iride sia fisicamente il risultato di una particolare combinazione di pigmenti, la melanina e il lipocromo. Mentre negli occhi marroni il colore è dato dalla presenza di molta melanina e negli occhi azzurri dalla totale assenza, negli occhi verdi c’è anche il lipocromo a entrare in gioco, e si pensa che questo dualismo sia anche la causa del fatto che spesso le persone con questa particolare iride sembra cambino colore al cambiare del tempo. Pare, inoltre, che anche il comportamento dell’individuo possa essere classificato in base a questi geni e al colore dell’iride, uno studio su 468 soggetti di una università svedese afferma che le persone con gli occhi verdi sono generalmente generose e altruiste ma permalose, in effetti non posso dire di non ritrovarmici, amano mettersi in mostra, e questo non fa proprio parte di me, e sono spesso intelligenti, oui c’est moi… Un altra ricerca americana dice invece che siamo originali e creativi, misteriosi, autosufficienti e solitamente molto imprevedibili. Sinceramente queste ricerche mi sembrano un tantino di parte, di tutte le qualità elencate una sola davvero negativa? Mi sembra un po’ pochino. Passiamo adesso alle leggende, dovunque si cerchino leggende sugli occhi verdi state certi che escono sempre le Ninfe dei laghi, pare che tutto sia partito da alcune leggende orientali nelle quali si raccontava che qualunque uomo incontrasse lo sguardo delle Ninfe dei laghi, dotate di due occhi di un verde quasi trasparente con i bordi color nocciola o blu intenso, sarebbe caduto fall in love con la bavetta al lato della bocca per sempre. Se invece torniamo in occidente abbiamo una leggenda tutta italiana che, ovviamente parla di una Ninfa dei laghi, la quale si palesò sulla sponda opposta di un lago a un cacciatore intento a rinfrescarsi nelle acque, una volta fissato dallo sguardo di quei bellissimi occhi verdi, il cacciatore si innamorò perdutamente. Tutti i giorni il cacciatore tornava al lago per rivedere la Ninfa e nonostante i carbonai lo esortassero a non farlo, perchè convinti della natura malevola della Ninfa, lui un giorno le dichiarò il suo amore. Lei fece apparire un ponte di cristallo che una volta percorso avrebbe portato il cacciatore tra le braccia dell’amata, inutile dire che a metà strada il ponte scomparve e il cacciatore fece un triplo carpiato con avvitamento coefficiente di difficoltà millemila e annegò… fine della storia… Se volete andare a cercare la Ninfa potete! Ebbene si il Lago della Ninfa esiste davvero ed è proprio quello della leggenda, dov’è? Sull’appennino tosco-emiliano e più precisamente sul Monte Cimone. Io ci sono stato ma la Ninfa si vede che aveva da fare…

4 chiacchiere sulle relazioni

In questi ultimi giorni per lavoro ho dovuto passare diverso tempo in auto con un collega che conosco poco, ovviamente per ammazzare il tempo ci siamo messi a chiacchierare e inevitabilmente ci siamo ritrovati a parlare della situazione sentimentale. Mi ha spiegato che dopo un matrimonio fallito ha incontrato un’altra persona e adesso, abitando in luoghi non troppo vicini, si vedono una o due volte ogni quindici giorni ma vorrebbero avvicinarsi e vedersi di più, vorrebbero insomma creare il classico due cuori e una capanna. Poi mi ha chiesto di me e io ho risposto che non sono il tipo che cerca la relazione a tutti i costi e che comunque mi vedevo con una tempo fa ma che non è mai scattata la scintilla e ho preferito chiudere svanendo lentamente dalla sua vita. Si vede che la faccia che devo aver fatto sommata alle parole gli ha suscitato qualche dubbio e infatti mi fa “cosa vuol dire che non cerchi la relazione a tutti i costi?” rispondo “ti spiego solo se prometti di non giudicare, so che è difficile, ma tenta almeno di non avere preconcetti” mi fa cenno di si così inizio. “Non cerco la relazione a tutti i costi perchè basandomi su ciò che vedo intorno a me mi rendo conto che la relazione amorosa è maledettamente sopravvalutata, credo ci siano una o forse due coppie che conosco che mi sembrano davvero tali, le altre sono surrogati mal riusciti, probabilmente nati per emulazione. Credo inoltre che il sentimento amoroso abbia una scadenza, si, come lo yogurt si… non ridere… Se poi vogliamo mettere da parte le mie opinioni e i miei pensieri del tutto personali ti dico solo che c’è uno studio del duemiladiciotto che aveva come obbiettivo scoprire quanto i cittadini europei fossero propensi al tradimento, bhè il risultato è che statisticamente in Italia il sessantasette per cento delle persone ha tradito almeno una volta il proprio partner, quindi quando vuoi intraprendere la via della relazione sentimentale devi mettere in conto la probabilità che entrambi facciate parte di quel misero trentatre per cento, che equivale a dire che la vostra coppia sarà tale solo nel sedici virgola cinque per cento dei casi. Ovviamente, tutto ciò solo se decidete di non essere una coppia che in gergo si definisce aperta… in quel caso i numeri vanno a farsi fottere… come voi presumo…” ci pensa un po’ su e mi fa “quindi non vuoi cercare una compagna e fare una famiglia?” e io “No… o meglio, non per forza… Non rinnego la possibilità che possa avvenire ma sono realista sul fatto che trovare la persona giusta per costruire tutto ciò sia altamente improbabile…” e lui “certo che sei strano forte tu…” e io “ti avevo detto di non giudicare…”.

Michelino

Visto che in questi ultimi tempi oltre alle varie restrizioni dovute alla pandemia ci si è messo pure il maltempo, uscire è aimè poco conveniente, quindi mi sono ritrovato a guardare un bel po’ di film, e incredibilmente tra le millemila ciofeche ho scovato un signore che mi ha piacevolmente sorpreso per originalità, capacità narrativa e tecnica, sto parlando di Mike Cahill.

Michelino è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, direttore della fotografia, montatore e creatore di effetti visivi… a questo punto poteva tranquillamente anche fare l’attore… gli manca solo quello… comunque bando alle ciance, dicevamo che Michelino mi ha stupito parecchio e ora vi racconto com’è andata: tra le mani mi passa un film “Bliss” del 2021 con Salma Hayek e Owen Wilson e trattandosi di fantascienza, genere che non mi dispiace se fatto bene, decido di vedermelo.

La trama è molto semplice il protagonista vive a cavallo tra due mondi quello che crede sia il reale e quello che crede sia una simulazione tipo Matrix, il film si regge proprio su questo fatto, la simulazione è tale o no? O forse è il reale che è una simulazione? O magari nessuno dei due sono reali? Non dirò altro della trama per non spoilerare ma dico solo che il film è curioso e ha una finale come piacciono a me, un finale che fa muovere il cervello, che ti sprona a pensare. Finita la visione del film mi chiedo chi è sto pazzo che ha scritto questa svisionata? Vado a cercare info e tac, ecco che spunta Michelino che non solo l’ha scritto ma l’ha anche diretto. Per curiosità vado a vedere quali altri lavori ha fatto e gradevolmente scopro che ha scritto, diretto, montato e prodotto anche un film che ho visto anni fa e che ricordo mi colpì molto sia per la trama che per la messa in scena e cioè “I Origins” del quale non racconterò niente perchè è un film che va visto così, senza sapere niente prima, come successe a me.

Dico solo che il finale è una figata. Visto che tutti i film di Michelino che avevo visto fino ad ora mi erano piaciuti mi sono andato a cercare un altro film che ha diretto e scritto a quattro mani insieme all’attrice Brit Marling, sua grande amica che vediamo nel film come protagonista e che poi rivediamo anche in I Origins, e cioè “Another Earth”. Quest’ultimo parla di una ragazza che in un incidente automobilistico da lei causato uccide moglie e figlio del co-protagonista, anni dopo il carcere fa finta di far parte di un impresa di pulizie e si riavvicina all’uomo al quale ha distrutto la famiglia, nel frattempo gli scienziati scoprono un pianeta potenzialmente abitabile che si sta avvicinando alla terra…

e qui mi fermo perchè voi mi chiederete e che c’entra il pianeta con la storia che ci hai appena raccontato? E io vi risponderò vedetevi il film, e soprattutto frenate la tentazione di andare a leggervi la trama sui siti di cinema che novantanove volte su cento spoilerano e vi rovinano la visione. Anche in questo caso il finale è FA-VO-LO-SO! Michelino è bravo, forse il fatto di saper coprire così tanti ruoli all’interno di una produzione cinematografica riescono a dargli una visione d’insieme dalla quale risulta ogni volta un buon lavoro. Scrive di fantascienza ma la componente emotiva e umana alla fine risulta essere preponderante e il genere diventa solo un accompagnamento alla scoperta del vero significato che il regista vuole dare all’opera. Soprattutto nei film più vecchi fa un uso massiccio di primi piani e di camere a mano, che inevitabilmente suscitano, nello spettatore, un’immedesimazione più intima e reale con i protagonisti. Anche la fotografia è sempre ben fatta, e a parte nel film del 2021, nonostante Michelino sia un esperto di effetti visivi, non ce ne sono molti, viene quasi la voglia di diminuirgli il budget per spronarlo a inventarsi qualche magia con la macchina senza ricorrere agli effetti. In alcune scene mi ricorda Carpenter, non so perchè…

Problema di traduzione

Ultimamente sto facendo caso alle traduzioni dei film (per lo più americani) e alla scelta delle parole che i traduttori prendono in considerazione per poi propinarcele nei suddetti film. Ce ne sono alcune che sono ormai da anni usate in casi particolari, sempre quelle, in quella determinata situazione nove volte su dieci stai sicuro che useranno quella parola o quel modo di dire. Volete qualche esempio? Mettiamo che la scena sia questa, al protagonista succede un imprevisto, può essere più o meno grave ma stai pur certo che quello che dirà sarà: “Dannazione…”. Ora, qualcuno di voi che fa cadere a terra un oggetto inavvertitamente, o tampona con l’auto un altro per sbaglio ha mai detto “dannazione”? Si vabbè, io son toscano e noi siamo maestri nel turpiloquio quindi noi usiamo ben altri termini (e con notevole fantasia…) ma chiunque in Italia direbbe mai “dannazione”? Facciamo un altro esempio, la scena stavolta è questa, classico stallo alla messicana, come se ne esce uno dei protagonisti? Ma è ovvio “posa quell’arma o ti faccio saltare le cervella!” cioè capite? Le cervella! Ma avete mai sentito qualcuno in Italia usare il termine “le cervella”? Ma magari un bel “ti spappolo il cranio” o un classicissimo”ti faccio un buco in testa” ma le cervella no dai, risulta anche poco intimidatorio… Facciamo un ultimo esempio, scena in cui il protagonista vede qualcosa di inspiegabile come se ne esce? Ovviamente con un “Ma che diavolo…” frase troncata e espressione di stupore misto a curiosità. Qualcuno di voi ha mai detto “ma che diavolo” in un qualsiasi frangente della propria vita? Io no… Ok mi si dirà che proprio perchè traduzioni di altre lingue questi modi di dire spesso vengono scelti perchè tradotti letteralmente, tipo la parola dannazione è una traduzione (neanche troppo corretta) della parola damned, ma noto sempre più spesso che ormai queste parole o modi di dire vengono usati perchè entrati a far parte del linguaggio cinematografico. Preferirei molto di più che venissero usate espressioni più italiane, non per una questione di campanilismo ma proprio perchè se fai una traduzione si presume che sia rivolta a un pubblico di italiani, quindi cerca di usare un linguaggio più comune alla gente che dovrai intrattenere no?

Per la musichina oggi ognuno si sceglie la versione che gli piace di più.

L’Harmochè?

Salve avidi lettori, sapete che il Corvo è appassionato di musica no? Se non lo sapevate… Sapevatelo! Oggi quindi si parla di un aggeggino non ben definito che serve per creare dei rumorini tanto carini che messi in sequenza sensata qualcuno osa definire musica. Sto parlando dell’ Harmonizer. Chi non è avvezzo al mondo musicale starà pensando l’Harmochè? Tranquilli vado a spiegare. L’Harmonizer è un aggeggio che si usa in tandem con uno strumento musicale oppure con la voce del cantante, e serve a, come dice il nome stesso, armonizzare il suono che s’intende riprodurre. Sorvolerò sul come si usa perchè il settaggio è una roba un po’ tecnica e bisogna conoscere le note ma soprattutto le scale, e non quelle per salire al piano di sopra o per scendere in cantina… Fatevi bastare il fatto che tale aggeggio produce degli effetti sonori armonizzati che a mio avviso risultano davvero curiosi. Non confondere mai l’Harmonizer con l’Autotune tanto usato dai rapper e dai trapper negli ultimi anni, a volte l’effetto può sembrare simile ma sono due cose diverse. Credendo fermamente che qualsiasi spiegazione di un fenomeno non potrà mai superare in termini di comprensione un’esperienza diretta, beccatevi questi esempi:

Questa è Hide and Seek di Himogen Heap, canzone divenuta famosa in Italia perchè usata in uno spot televisivo, il curioso effetto che sentiamo per tutta la canzone è l’Harmonizer.

Secondo esempio tutto da ridere, qui abbiamo Claudio Bisio che racconta una storia divertente accompagnato dal mitico Rocco Tanica (al secolo Sergio Conforti) degli Elio e le Storie Tese che gioca letteralmente con l’Harmonizer.

Terzo esempio è l’ultima canzone uscita proprio qualche giorno prima di Natale di Ed Sheeran The Afterglow. E non c’è niente da fare, sto ragazzo è proprio bravo… anche in questo caso l’effetto che sentiamo sulla voce del cantante è l’Harmonizer.

Natale di ieri Vs Natale in lockdown

Ore sei e quindici e mi sono inspiegabilmente svegliato, proprio come quando ero un frugoletto tutto pelle e ossa e la mattina di Natale mi svegliavo trepidante a orari improbabili sperando che Babbo Natale mi avesse portato i regali tanto attesi. Me ne stavo a letto con gli occhi spalancati e le orecchie bene aperte pronto a captare un qualsiasi segnale che facesse intendere che la mia famiglia fosse sveglia, inutile dire che gli unici rumori che sentivo erano quelli dei miei genitori che ronfavano beatamente. Poi, a un certo punto un rumore di porta che si apre e piedi nudi che sgattaiolavano verso la mia stanza, la porta si apriva piano e mia sorella col sorriso a diecimila denti che mi sussurrava “andiamo a vedere se è passato”, così dalle scale sbirciavamo l’albero al piano di sotto ed era sempre stracarico di pacchetti, nastri e coccarde. Quella visione non ci faceva resistere dal piombare in camera dei miei a svegliarli per convincerli ad andare a scartare i regali, dopo cinque o sei inutili tentativi di rimetterci a letto i miei genitori, con le occhiaie che strascicavano per terra, desistevano e all’alba delle sei (ma a volte anche prima) iniziava il rituale. Colazione con latte, cioccolato e fetta di pandoro, scartamento dei regali rigorosamente un pacchetto alla volta e presi a caso da sotto l’albero. Poi mia mamma cucinava per il pranzo, mio padre accendeva il camino e metteva un po’ di musica e io e mia sorella passavamo la mattina di Natale a giocare con i doni che ci aveva portato Babbo Natale. Oggi sveglia all’alba senza motivo, stanchezza generalizzata, gioia pari a quella di un comodino e Natale in lockdown… e ho detto tutto…

Buoni propositi per l’anno a venire

Quest’anno ho dovuto prepararmi per le feste natalizie con largo anticipo, quindi da pochi giorni ho terminato di comprare i regali a genitori, nipoti e parenti vari. Sono stato incredibilmente celere e ho sfruttato diverse offerte che il Black Friday ha partorito, anche se, a dirla tutta, è bene stare attenti alle suddette offerte perchè non sempre lo sono, spesso vengono mascherate da tali ma dietro c’è un aumento di prezzo, per questo ricordatevi sempre di controllare i prezzi su tutti i siti e farvi un idea prima di acquistare, e se siete utenti Amazon esiste un estensione per Browser che è una figata pazzesca, “Keepa” permette di tracciare l’andamento del prezzo nel tempo di un determinato oggetto. Adesso quindi, posso concentrarmi sul lavoro, eh si perchè lavorando per un’azienda che opera nel settore alimentare più ci avviciniamo alle feste e più il mio lavoro aumenta, prevedo picco di esaurimento nervoso verso il ventidue/ventitre dicembre. Comunque, visto che probabilmente non avrò molto tempo per scrivere sul blog mi avvantaggio anche qua e faccio una bella lista di cinque buoni propositi per l’anno a venire:

1- Dieta: Prometto solennemente che sarò più ligio alla dieta (dite che è poco credibile affermare ciò mentre mi sto pappando dei buonissimi marron glacé?)

2- Comportamento: Sarò più buono e gentile in ogni situazione (devo ricordarmelo soprattutto al volante, perchè quando sono in macchina mi trasformo in una specie di mix tra Hulk e Hannibal Lecter…)

3- Amore: Devo smettere assolutamente di cambiare una donna al mese (gran bel proposito… se solo fosse vero…)

4- Sport: Finite le feste ricomincio a correre (questa la dico tutti gli anni, è proprio un ever green, inutile dire che poi non lo faccio mai…)

5- Web: Prometto di non ingiuriare gli altri nei commenti (e questa è la più difficile da portare a termine, a volte sparano delle cazzate così grandi che io mapor*+ç@/’§°&%![=#$£+!#…)

Mi dispiace per voi ma non sono incasellabile…

In questi ultimi tempi mi sto sempre più accorgendo che esiste un problema di fondo, qualcosa di radicato nel tessuto sociale, forse proprio direttamente nella mente di ognuno di noi, ed è il bisogno di incasellare chi abbiamo davanti. Non so da dove provenga questo bisogno ma è evidente che la scala di grigi per la maggior parte di noi è intollerabile, quel qualcuno dev’essere bianco o nero, giusto o sbagliato, vicino o lontano. Probabilmente il nostro pensiero calcolante (perchè ammettiamolo, oggi si pensa in massima parte in termini di convenienza, l’etica, se c’è, è sicuramente secondaria) non tollera sfumature, proprio perchè abituato alla precisione del calcolo non concepisce ciò che non è netto, quantificabile, classificabile. E da qui il bisogno di incasellare anche le idee, hai dei dubbi sulla pandemia in atto? Sei un negazionista. Hai perplessità sulle decisioni prese dai governi? Sei un complottista. Affermi che Maradona non è stato un grand’uomo? Sei un moralista. Per ogni idea o pensiero c’è una definizione che ti marchia a fuoco, non sei più tu con il tuo pensiero, unico e inimitabile, sei uno dei… Per questo vorrei dire a chiunque sta leggendo che non è così, non basta certo una parola a incasellare un uomo o un pensiero, quindi te e il tuo pensiero, e chiunque provi a farlo sta semplicemente seguendo la via più facile, più comoda, che è quella di non cercare di capire, ma additare per confermare i propri preconcetti che chissà dove e da chi saranno stati partoriti…