Le donne vampiro

Oggi parlerò (o meglio scriverò) delle donne vampiro. No non traslerò il blog verso il folcloristico o le leggende metropolitane, rimarremo nell’universo conosciuto con i nostri piedini ben saldi a terra anche se, udite udite, le donne vampiro esistono davvero! (credo che esistano anche gli uomini vampiro, ma ne ho sentito parlare solo di uno che non ho mai conosciuto…)

Io ne conosco tre. Partiamo con la donna vampiro n°1, che da adesso per comodità chiameremo V1. Ebbene V1 la conosco da taaanti anni, c’ho avuto pure una mezza storia quando ero poco più che infante, ma con gli ormoni in rivolta… V1 conobbe il suo attuale marito che aveva poco più di vent’anni e nel giro di qualche mese rimase incinta. Lei ha sempre sostenuto che il figlio non lo cercavano ma io so da fonti vicine a lei e molto attendibili che smise volontariamente di prendere contraccettivi nascondendolo al suo uomo. Dopo poco tempo si sposarono e continuarono allegramente a mettere al mondo creature, del resto una volta partiti e in pieno innamoramento per lei fu facile intortarlo ben bene, comunque alla fine hanno tre nani. Dopo l’idillio iniziale lei smise di lavorare per star dietro ai nani e da quel giorno la sua natura di vampiro venne alla luce. Lei nonostante non lavori non si sogna neanche di pulire casa, ci pensa la signora delle pulizie, cucina a fatica perchè spesso preferisce andare a mangiar fuori, esige veri e propri percorsi all’istituto di bellezza che so costare uno sbotto, insomma succhia via il conto corrente del marito che è un piacere, e da quel che so non si limita a quello, ha iniziato da tempo a succhiare anche quello di suo padre perchè suo marito con un piccolo laboratorio da artigiano, non può certo sostenere tutti i costi di V1. Che dire… Un genio… Del male si, ma comunque un genio…

Adesso conosciamo V2 (che non è il famigerato missile della seconda guerra mondiale…). V2 è una vampira da moolto più tempo di V1, accalappiò lo sfortunato marito proprio dopo che il poveretto aveva concluso il suo precedente matrimonio, era mezzo depresso e con un figlio piccolo a carico, lei lo accolse e da principio fu la donna ideale, indipendente, amorevole, si trovava perfino bene col piccolo. Poi, come sempre accade, decisero di fare un altro bimbo e subito dopo la nascita che cosa fece V2? Ebbene si, si licenziò. Da quel giorno V2, proprio come V1, non fa un cazzo dalla mattina alla sera, ma in compenso da maggio a settembre pretende ombrellone e sdraio allo stabilimento balneare più caro, pranzo e cena fuori tutti i giorni, donna delle pulizie, shopping compulsivo al sabato, e ovviamente almeno una vacanza all’anno… E qui scatta l’applausone, e mi pare dovuto dai… fortuna che il marito è messo un po’ meglio di quello di V1, riesce comunque a stento a stare dietro ai bisognucci di V2…

Adesso addentriamoci nei meandri della storia relativa a V3, lei Signori e Signore è il Capostipite dei geni del male, è l’Imperatrice indiscussa, è il Thanos dell’universo matrimoniale. V3 è apparsa nella vita del marito all’improvviso, alcuni dicono addirittura che sia venuta su da in mezzo alle mattonelle, a un certo punto è spawnata, così, di botto. In poco tempo a circuito per bene il poveretto e non essendo più in età riproduttiva ha tessuto la tela del matrimonio con comunione dei beni, ovviamente a neanche un mese di distanza dal matrimonio è scomparsa col malloppo. Si, Signori e Signore, è andata in banca e ha asciugato il conto, poi ha assoldato un avvocato che sta cercando di togliere quanto più possibile degli averi all’ormai ex-marito. Il poveretto preso alla sprovvista ha deciso di indagare su V3 e cos’è venuto fuori? Che V3 questo giochino lo fa da tutta la vita, di mariti ne ha avuti una miriade, non è un vizio, è proprio il suo lavoro e lo sa fare mooolto bene. Allora? E’ o non è Thanos della sfera coniugale?

Queste sono le donne vampiro, tanto affascinanti quanto spietate, scaltre ammaliatrici che puntano al portafoglio, e non importa se tu sia ricco o povero loro riusciranno comunque a succhiare via tutto….

Chiuse le sale LAN dall’oggi al domani

In questi ultimi giorni sul web si è fatto un gran parlare della chiusura delle sale LAN, dall’oggi al domani, da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato. Innanzitutto per i profani, cosa sono le sale LAN? La LAN (Local Area Network) è quella che in italiano si dice rete in area locale o rete locale, e quindi in parole semplici le sale LAN sono le sale dove si gioca con console o pc a videogiochi e dove si svolgono i tornei di eSport. La chiusura delle suddette è partita da un esposto di un noto imprenditore titolare di una società che opera nel mondo delle sale giochi (principalmente videoslot e simili), il quale ha fatto presente che le sale LAN spesso non si attengono alle norme previste e quindi esercitano una sorta di concorrenza sleale. Ora, le norme previste si rifanno al lontano 2003 (quando c’erano ancora i vecchi cabinati in cui infilavi la monetina e ti facevi la tua bella partitina) ed è ragionevole pensare che il settore videoludico, visto l’esponenziale progresso della tecnologia nell’ultimo ventennio, sia a sua volta cambiato, e quindi credo sia altresì ragionevole che una regolamentazione nuova e ad hoc sia necessaria. Quindi il problema, a mio avviso, non è tanto quello della regolamentazione, perchè di quella si può discutere, e direi si DEVE discutere, il problema è il modo tutto Italiano di come lo Stato reagisce a un esposto di un privato, e delle conseguenze che tale reazione ha su altri privati. Quello che è successo è che da Venerdì ogni postazione videoludica e ogni console o pc connesso a internet in area pubblica in Italia sono potenzialmente fuori legge, tanto che a una nota sala LAN di Bergamo sono stati messi i sigilli a ogni aggeggio tecnologico, compresi i pc in esposizione e quindi scollegati. Sala dove le persone non vanno solo per giocare, ci sono anche computer particolari che servono a chi ad esempio non ha una macchina abbastanza potente per il rendering, quindi semplicemente si noleggia un pc per un certo tempo. Lo Stato operando in questo modo rischia, di fatto, di creare una confusione senza precedenti, faccio un esempio: se la sala sopracitata non può noleggiare per un certo tempo un pc a qualcuno è ragionevole pensare che anche tutti gli internet point non possano, capite quanti altri esempi di questo genere potrei fare? Si comprende quindi che oltre al buco normativo c’è un problema di come lo Stato interviene in certe situazioni. In questo caso si è deciso di chiudere tutto e subito, fregandosene di tutti quegli imprenditori che hanno investito centinaia di migliaia di euro nelle loro attività, togliendo di botto il lavoro a centinaia di dipendenti e affossando un intero settore che in tutto il mondo è in crescita esponenziale da decenni. Nella vicina Francia lo Stato sta foraggiando gli eSport guadagnando miliardi e noi chiudiamo tutto… In parole semplici l’ennesimo autogoal di Stato… Non si poteva mandare una letterina agli imprenditori e dire, “le regole sono vecchie, a breve devono cambiare, riuniamo le associazioni di categoria e stiliamo un pacchetto di norme ad hoc per il settore in tempi brevi”. No… meglio chiudere tutto subito, guadagnarci zero, e buttare sul lastrico centinaia di famiglie… del resto siamo italiani…

Non mandare messaggi vocali da quarto d’ora. Rompi il cazzo…

Si, lo devo dire, e mi rivolgo a voi che mandate i messaggi vocali da quarto d’ora, VI ODIO. E il mio è un odio viscerale e sconfinato, vi prenderei a pistolettate anzi no, a cannonate! Il primo problema che vorrei sottoporvi è la vostra assoluta non conoscenza del dono della sintesi. Per voi è assolutamente normale iniziare un discorso aprire settecento parentesi e non chiuderne neanche una, risultando in questo modo estremamente prolissi e soprattutto incomprensibili. Altro problemino non di poco conto è che mentre registrate la vostra bella notina vocale fate spesso altre cose, tipo mangiare, bere, fumare, parlare con altre persone, e questo fa si che inevitabilmente chi vi ascolta debba sentire i vostri rumori perdendo tempo e mi si permetta a volte anche rimanere schifato. Vogliamo parlare poi dell’aspetto psicologico? Bene, avete notato che chi manda lunghi messaggi vocali è spesso un filino narcisista e con la sindrome della prima donna? Sarà un caso ma per quanto mi riguarda tutti coloro che ho incontrato hanno il medesimo comportamento, inizio a pensare che ci sia un nesso tra queste cose… Ma caro lettore non disperare, c’è un modo per fermare tutto questo, per evitare di essere tediato ingiustificatamente e uscirne vittorioso e libero, ed è mentire. Ebbene si, una piccola bugia a fin di bene. Subito dopo l’arrivo della nota vocale manda un messaggio di testo con le seguenti parole “scusa tanto, ma non riesco a sentire i messaggi vocali, dev’essere un problema di software…”. Subito dopo vedrai che l’interessato ti manderà un messaggio di testo in cui magicamente il dono della sintesi comparirà in tutto il suo splendore, (è ovvio, il giramento di coglioni passa dall’ascoltatore a chi deve comporre sul tastierino frasi di senso compiuto e quindi attivare il cervello) il rumore di lui che ciancica il pasto non ci sarà, così come eventuali interruzioni di nani urlanti, suocere, e animali di vario genere. E la tua psiche potrà godere nuovamente della tranquillità del silenzio… Amen…

Io ne ho viste cose che voi umani #7

Ho visto colleghi che riescono a prendere mesi di malattia non avendo praticamente niente, che in confronto il famoso “marcare visita” del militare è una barzelletta… e soprattutto ho visto datori di lavoro ai quali questo comportamento non da per niente fastidio… bha, valli a capire…

Ho visto persone con la moralità e l’empatia di un attaccapanni diventare psicoterapeuti e mi chiedo, come potranno mai aiutare qualcuno in qualsiasi modo, quando loro stessi sono passati come schiacciasassi sulla psiche di conoscenti, parenti e partner vari?

Ho visto ex-amici insistere per anni a chiedere il contatto skype, chiedere informazioni a conoscenti vari, fare appostamenti in stile detective convinti di non esser visti per ficcare il naso su come me la passo oggi quando a me non frega praticamente niente di loro…

Ho visto il Presidente americano dare la mano al suo amico immaginario e barcollare sul palco in cerca di chissà che… urge un geriatra che lo prenda in cura…

E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia…

Fortunatamente…

Il labirinto dello Spid

Ebbene si, mi sono dovuto addentrare nell’oscuro labirinto della Pubblica Amministrazione cercando di fare lo Spid (che ricorda la parola inglese “speed” e cioè velocità, ma di veloce nel nostrano Spid vi assicuro che non c’è proprio niente…). Partiamo col dare una definizione di Spid (che poi è S.p.i.d., e cioè l’acronimo di Sistema Pubblico di Identità Digitale), sul sito del Governo si legge “è la chiave di accesso semplice, veloce e sicura ai servizi digitali delle amministrazioni locali e centrali”, ora, quanto sia sicura non lo so, non sono un informatico quindi diciamo che mi fido (poco…), ma sul semplice e veloce no, sono giorni che sto tentando di farlo e siamo ancora in alto mare. Mi sono recato a un negozio che con pochi euro diceva di risolvere in pochi minuti, così mi hanno chiesto carta d’identità e tessera sanitaria per registrarmi a un gestore di identità digitale, poi mi hanno detto che avrei ricevuto una mail e di seguire passo passo la procedura descritta. Così sono tornato a casa e dal pc ho seguito le istruzioni che prevedevano di installare una app, scannerizzare un QR Code, creare una password e alla fine avrei avuto l’attivazione di questo famigerato Spid. Inutile dire che ho fatto tutto ma non funziona perchè appena cerco di rientrare nella app mi chiede un Pin che la stessa mi avrebbe dovuto far creare durante la procedura ma che invece non mi ha fatto creare. Quindi adesso ho mandato una mail all’assistenza della app per ricevere supporto (anche psicologico spero…). A questo punto ho pensato, ma una persona anziana, che magari non ha uno smartphone, o magari anche chi con la tecnologia non se la cava benissimo come fa? Che ne sanno i nostri nonni o genitori di Pin, QR Code, Password, app, e congegni vari? E mia nonna che ne sa che per insegnarle a usare il telecomando della tv ci ho messo qualche anno? E pensare che questo mirabolante metodo di identificazione è entrato in vigore grazie al Decreto Semplificazione e innovazione digitale. Capito? Semplificazione!!! Porcadiquellam#’%$”/+*#°!&=ç*

Il quieto vivere

C’avete fatto caso che il quieto vivere è praticamente ormai scomparso da anni? Siamo continuamente bombardati da problemi, spesso anche belli grossi, che non ci fanno sperare niente di buono per il prossimo futuro, sia esso a breve, medio o lungo termine. E’ una condizione a cui probabilmente alcuni hanno già fatto il callo, altri proprio non riescono a digerirla, fatto sta che questa, care le mie testine a trombetta, pare essere la nuova mirabolante normalità. Poi, nel mio caso, ci si è messa anche la malattia a una persona cara, e se state pensando al Covid, no signori, siete fuori strada, io parlo della malattia, quella lì, la protagonista del secolo, o meglio il protagonista, quello omonimo di un segno zodiacale… che per comodità chiameremo ilmaledettissimofigliodiputtana l’intruso. Vedete il problema, oltre alla persona che deve combatterlo, ce l’ha anche chi deve stare accanto a quella persona, è difficile capire come aiutare, cosa dire, come comportarsi. Io ci sto provando, sono diventato cintura nera di gnorrismo (dicesi “gnorrismo” la pratica continuativa di “fare lo gnorri”, fare finta di niente a oltranza), nonostante a volte stia per scoppiare faccio un bel respiro e vado in apnea statica, una sorta di tanatosi ma con gli occhi aperti. Lo faccio perchè ricordare in un qualsiasi modo la malattia al malato non la vedo una grande mossa, meno ci pensa meglio è. Che poi mi sono anche documentato su come si dovrebbe comportarsi e alla fine l’unica cosa che ho davvero capito è che si deve cercare di far sentire la vicinanza umana alla persona che soffre, essere disponibili al dialogo ma solo ed esclusivamente se la persona ne sente il bisogno, e essere pronti ad aiutare quando le cose si mettono male. Non c’è altro. Non si può fare altro. Qualcuno direbbe che sarebbe meglio raccomandarsi a Dio, io preferisco dire che le cose sono in mano al caso e preferisco raccomandarmi all’Oncologo. Per quanto riguarda te che aiuti poi… puoi tranquillamente piangere quando nessuno ti vede e ti sente. Come sempre…

Sono stanco… e ho voglia di bere…

Non c’è che dire, il 2022 potrebbe davvero aggiudicarsi il primo premio per l’anno più di merda della mia intera esistenza. Siamo solo ai primi tre mesi e già si susseguono sfighe una dietro l’altra a ritmo incessante, il famoso annus horribilis 2020 è una mezza sega a confronto. E’ come se avessi investito tutto in azioni della Murphy S.p.a. (si… quella della teoria si…) e vedessi la sua costante, inarrestabile crescita sul mercato. Oltre alla morte di un amico, alla nuova scintillante malattia di un familiare, alla vecchia di un altro, al bel clima di incertezza dovuto alla guerra, e come dimenticare la pandemia, ci si è messo anche un amico d’infanzia che bel bello mi ha preso per il culo. Dico bel bello perchè mi ha pure promesso che mi avrebbe aiutato, tra l’altro per un servizio che ho pagato mica a gratis, e invece mi ha rassicurato che ci avrebbe pensato lui, avrebbe seguito la mia pratica personalmente. Si… dopo sette mesi posso affermare senza il dubbio di essere smentito che sostanzialmente, non ha fatto un cazzo… quindi mi rivolgerò ad altra azienda… Quello che mi fa incazzare non è il fatto che non mi abbia aiutato, può succedere e per svariati motivi, siamo adulti se ne parla e festa finita, no, è il fatto che abbia fatto lo splendido che mi manda in bestia! Dicendo “tranquillo, ci penso io, seguirò la tua pratica personalmente”… Cavolo siamo amici da quando eravamo alti un metro e un francobollo steso e mi prendi per il culo così? E poi si meravigliano del fatto che ad alcune cene non vado più… e come si fa se è pieno di teste di cazzo!!!

Sono stanco…

e ho voglia di bere…

Non credo più

Non credo più. No, non mi riferisco alla fede religiosa, del resto quella non l’ho mai avuta, non posso credere a un omino sommamente buono che vede tutto, sa tutto, può tutto, ma non fa un cazzo… Sto parlando di quella minuscola briciola di speranza che avevo nel genere umano, pensavo che a forza di cazzate ci saremmo redenti, avremmo capito i nostri errori proprio come fanno i bambini che si bruciano il ditino sulla stufa e la volta dopo ci passano alla larga, e invece niente, nisba, nada, nulla… Non abbiamo imparato niente dal passato, e non solo perseveriamo nell’errore ma sbagliamo ancora di più. E adesso lo scenario che ci si prospetta è a dir poco inquietante. Facciamo un riassuntino? Guerra alle porte, minaccia nucleare, pandemie, crisi climatica, crisi energetica, probabile crisi alimentare, ci manca solo una bella invasione aliena e abbiamo finito l’album. Eh si, caro E.T. facci la grazia, vieni tu a sistemare questa situazione perchè qui c’è gente che sta cagando fuori dal vasino, e purtroppo, proprio lì, accanto al vasino ci siamo noi… Che poi la cosa più assurda, che si ripete ogni stramaledetta volta, è che invece di stringerci e farci forza uno con l’altro preferiamo odiarci. Odio per chi sceglie diversamente da noi, odio per chi proviene da paesi diversi dal nostro, odio per chi la pensa in modo diverso, odio, odio, odio… e le TV e i giornali che potrebbero in qualche modo calmierare no, molto meglio fomentare… che fa più audience… Basta. Non ti credo più caro Homo Sapiens. Le tue ragioni valle a raccontare a chi se le beve, a chi ha bisogno di schierarsi per la semplice necessità di appartenere a qualcosa. Io no, io non voglio appartenere a niente, a nessuno, so perfettamente di essere una forma di vita in bilico come tutte le altre su questo pianeta, e se lo capissi, anche tu probabilmente smetteresti di credere alle tue stupide convinzioni…

A volte il surreale è reale

E niente, io non volevo commentare ma come si può tacere davanti alle assurdità che stanno accadendo in questi giorni, roba che appena letta ti suscita incredulità, poi piano piano senti l’ilarità prendere piede dentro di te e accenni un sorriso, per arrivare alla fine in cui la ragione rimette tutto a posto e spiana la strada alla tristezza più totale. Il nostro Presidentissimo riferisce che Zelensky l’ha cercato, ma non si sa per quale cavolo di motivo lui non si è fatto trovare, che doveva fare per non rispondere a un altro Presidente che al momento è la persona più ricercata del pianeta? Dov’era? Cosa faceva? Sarà mica stato in bagno? Allora ha detto che si sono dati un altro appuntamento telefonico per le nove e mezza ma inspiegabilmente, sta volta, è stato Zelensky a non farsi trovare, chissà perchè? Poi successivamente e giustamente Zelensky gli ha fatto sapere che è un po’ difficile trovare il tempo quando sei braccato da mezzo mondo e contemporaneamente devi gestire una nazione che è stata invasa… Altra notiziuola che ti fa davvero cadere le braccia è quella del filmato che hanno mandato in onda al TG2, in cui si vede una contraerea sparata nella notte che risulta essere una cutscene, che in italiano è diciamo un intermezzo, di un videogioco di guerra e cioè “Warthunder”. In pratica, i nostri “professionisti dell’informazione” per condire i telegiornali e rendere i servizi più appariscenti usano immagini di videogames, e non è la prima volta! In passato ci cascò pure il TG di La7 che durante un servizio sugli scontri al Congresso degli Stati Uniti mandò in onda alcune immagini in cui si vedeva un uomo con un lanciafiamme che inceneriva il circostante, tratte dal film “Project X-Una festa che spacca”… Il problema è che questi non solo si definiscono giornalisti, ma sono anche quelli che ci dicono di stare attenti alle fake news… Loro… Insomma c’è del surreale che purtroppo è reale… Bha non so davvero che dire, cosa pensare… Spero solo che le cose che mi vengono in mente non si avverino altrimenti sarà un bel casino… ma magari ne riparliamo in un altro post…

PS: Nice song qua sotto, c’entra qualcosa con il post? Bha… a voi l’ardua sentenza…

Scarborough Fair e dintorni

Oggi ce li avrei gli argomenti di cui parlare, del resto il puntino blu in mezzo alla via lattea di questi tempi brulica di proteste, minacce di guerra, ingiustizie e vessazioni di vario genere, ma ho deciso di rimandare a data da destinarsi, che mica si può sempre farsi il sangue amaro, ogni tanto bisognerà pur essere leggeri. Quindi oggi si parla (o meglio, si scrive e poi a un certo punto si ascolta anche) di musica. E quindi scominciamo subito con la narrazione su una ballata tradizionale inglese e cioè la famosissima “Scarborough Fair”. Non vi tedierò con il solito spiegone delle origini della ballata perchè primo risalgono al Medioevo e quindi vai a sapere se ciò che è giunto a noi sia veritiero o meno, e secondo vi giuro che esistono svariate versioni, alle quali sono attribuite le più astruse paternità, quindi ci concentreremo sul testo e sulla musica, o meglio sul testo e la musica più usati ai nostri tempi e cioè quelli della versione assai più suonata e cantata ovvero quella degli anni ’60 del duo Simon & Garfunkel. Il testo è curioso, in pratica un giovane chiede a un viandante se sta andando alla Fiera di Scarborough, gli chiede inoltre di portare un messaggio a una ragazza che vive là, il messaggio non è altro che una sfilza di compiti impossibili da eseguire, nel caso la ragazza riesca a portare a termine tali compiti potrà essere il suo vero amore. Nel testo però si nota (o almeno io l’ho notato, poi bho magari mi sbaglio) che i compiti da eseguire siano riferibili a lavori e mestieri non solo femminili, ma anche maschili, nel senso che a un certo punto c’è la richiesta di trovare un acro di terra tra il mare e la spiaggia e dopo averlo coltivato di raccoglierlo con una falce di cuoio. Ora, ai tempi, delle coltivazioni si occupavano gli uomini, quindi non vorrei che in origine la canzone fosse stata un botta e risposta tra due innamorati, infatti nella prima strofa lui le chiede di fargli una camicia senza cuciture e senza usare aghi, lavoro assolutamente femminile. Vuoi vedere che la canzone si riferisce proprio a sti due che battagliavano a suon di strofe e compiti impossibili? Mi piace pensarla così… sarebbe certo più carino che la solita brodaglia melensa con la quale artisti e cantautori vari ci condiscono le canzoni da decenni. Nel testo poi è presente il classico ritornello “Parsley, Sage, Rosemary and Thyme” e cioè prezzemolo, salvia, rosmarino e timo, anche in questo caso non vi dico quanti significati possono avere queste erbe, perchè a seconda del tempo e del luogo il simbolismo cambia completamente, quindi ci limiteremo a credere alla storiella che erano gli ingredienti di un incantesimo d’amore molto popolare nel medioevo. Per quanto riguarda la musica si tratta di una classica ballata celtica che nella versione che trattiamo spesso viene suonata con una chitarra acustica, per quanto riguarda la voce invece viene usata la tecnica dell’overdubbing, e cioè la sovraincisione per dare l’impressione di stare ascoltando un piccolo coro (ovvio che si può rimediare a ciò cantandola in più persone e/o usando controcanti). Di seguito alcune versioni della sopracitata, buon ascolto!