Io al tempo del Covid-19

Sono qui. Come tutti noi. Chiuso in poche stanze e la mia paura non è quella di contrarre il virus, del resto sono relativamente abbastanza giovane per non temere il peggio, la mia paura è di essere un asintomatico, magari ce l’ho e non so di averlo. Quindi temo di poterlo passare agli altri, quindi, quando esco per andare a fare la spesa uso mascherina e guanti. Sono diligente, ogni settimana pianifico meticolosamente cosa mangerò, quali prodotti userò, e in base ai miei calcoli riesco a fare la spesa una volta ogni sette/dieci giorni, gli unici in cui, compilato un apposito modulo, riesco a gozzare l’aria fuori da qui. Quando esco la mia cittadina è quasi vuota, poche le macchine che passano per le strade, così come poche, se non addirittura nulle, sono le persone che incrocio nel mio cammino. Quando passo dal tabacchino, che uso solo ed esclusivamente come copisteria per stampare il modulo che mi permette di approvvigionarmi di viveri, le persone possono entrare solo una alla volta, e anche il commesso, come me, sembra un palombaro. Lo so che dobbiamo avere pazienza, che dobbiamo comportarci così perchè ne va del bene del paese, e non fraintendetemi, io non mi sto lamentando, sono contento di dare, nel mio piccolo, un contributo alla causa. Solo che stasera, uscendo sulla terrazza, ho sentito un silenzio irreale. Io abito in centro e non ho sentito nessuna macchina, nessun rumore, la mia casa dista meno di un chilometro da un’autostrada e anche da lì, niente di niente, solo l’abbaiare di un cane lontanissimo… e scusate ma un pochino… sinceramente… mi sono sentito solo…

Le reazioni dei popoli all’emergenza Covid-19

Le varie reazioni dei popoli all’emergenza Covid-19 rispecchiano esattamente gli stereotipi che, giustamente o ingiustamente, caratterizzano le nazioni e che tutti, volenti o nolenti ci portiamo addosso da tempo immemorabile. Partiamo per esempio da noi, popolo Italico, appena abbiamo saputo di un imminente pandemia abbiamo visto bene di fare scorte di pasta, perchè toccatemi tutto ma non la pasta al sugo! (alcuni giorni fa trovare un pacco di spaghetti era praticamente impossibile, mi è pure balenato in mente di iniziare a fare il pusher di pasta… Ehi, capo! Dico a te, ma fai il vago, lo vuoi un pacco di rigatoni di Gragnano? Faccio prezzo buono dai!) Altro genere di largo consumo completamente sparito dagli scaffali è stata l’amuchina (perchè siamo delle personcine pulite noi…). Per quanto riguarda invece la Gran Bretagna, a parte l’iniziale e scontato comportamento da bastian contrario sulla questione, che conferma tra l’altro lo stereotipo che si portano dietro da sempre, il genere di largo consumo che è praticamente sparito dagli scaffali è stato la carta igienica. E mi pare pure logico, del resto non essendo muniti di Bidet hanno dovuto fare la scorta è ovvio… Sulla questione Bidet mancante, visto che negli ultimi anni ho avuto l’opportunità di vivere in alcuni paesi dove questo meraviglioso attrezzo non c’era, potrei dare due dritte al popolo inglese, vi garantisco che con una bottiglietta d’acqua e un po’ di sapone si può riuscire a farsi un discreto Bidet senza dover arrembare nella doccia da semi vestiti o improvvisarsi equilibristi sul lavandino. Passiamo ai cugini d’oltre oceano, che hanno reagito come sempre si sono opposti a qualsiasi problema gli fosse capitato davanti… hanno iniziato a fare scorta di armi e munizioni… secondo me il pensiero è stato più o meno questo “se quel fottuto virus si avvicina alla mia fottuta proprietà lo riempo di fottutissimo piombo!”… fantastici… E i cinesi? Mi mancano i cinesi da dove tutto è partito pare. Loro semplicemente hanno costruito un intero ospedale in due giorni, da brave formichine lavoratrici quali sono, e contando ovviamente anche sul numero si sono messi lì e hanno risolto il problema posti letto in men che non si dica. Verrebbe quasi voglia di chiamare la stessa ditta e mandarla a fare una visitina nei dintorni di Bergamo e Brescia, perchè se aspettiamo che qualche mente italica faccia qualcosa stiamo freschi…

PS: Articolo 31 anno 1996, che dite? C’hanno preso?

Intervista esclusiva al Covid-19

CB: Salve, lo sa che è diventato famosissimo? Tutto il mondo parla di lei.

Covid-19: Si, lo so, modestamente ho visitato gran parte del pianeta quindi ho potuto lavorare sul marketing a livello globale, e pare abbia funzionato.

CB: In che senso ha visitato gran parte del pianeta?

Covid-19: E’ ovvio, ho fatto il salto da animale a essere umano intorno a ottobre/novembre scorso e voi vi siete accorti di me solo all’inizio di Febbraio, in più di due mesi si può fare il giro del mondo diverse volte.

CB: Sa che i paesi di tutto il mondo faranno di tutto per debellarla?

Covid-19: Facciano pure, non vinceranno.

CB: E come fa ad esserne così sicuro?

Covid-19: Guardi, sono aerobico, altamente contagioso e come tutti i miei simili ho molti portatori sani, i cosiddetti asintomatici, ho praticamente tutte le carte in regola per essere invincibile. Voi potete fare il tampone all’intera razza umana? Non credo…

CB: Non pensa che non sia una bella cosa uccidere il 2% della popolazione?

Covid-19: E’ ciò che faccio per vivere, non mi risulta che voi vi sentiate in colpa per tutti gli animali che uccidete per mangiare, o per tutta la merda che spargete nel mondo per arricchirvi. Perchè dovrei sentirmi in colpa io? Uccido molto meno di voi…

CB: Giusto… Ha sentito che in alcuni paesi stanno cercando un vaccino che probabilmente sarà pronto tra qualche mese?

Covid-19: Si, ho sentito ma come le ho già detto in precedenza voi siete davvero sicuri di poter vaccinare l’intera razza umana? E poi non avete pensato al fatto che in circa sei mesi un virus come me può mutare varie volte. Il vaccino che sarà pronto fra sei mesi sarà per me come sono adesso, non per il me del futuro.

CB: Quindi secondo lei cosa dovrebbe fare la razza umana?

Covid-19: Non pensa che chiedere consigli sulle strategie da adottare al proprio nemico sia un tantino rischioso e controproducente?

CB: Certo, ma prima mi ha detto di uccidere molto meno di noi, ho pensato che forse ci potrebbe essere molta più umanità in lei che in noi…

Covid-19: Un virus più umano degli umani… bella questa, me la segno… Comunque l’unico consiglio che posso darvi è che se volete sfruttare la mia identità per vendere vaccini a tutti i paesi del mondo fate pure, vi arricchirete molto e non vi chiederò i diritti state tranquilli, ma ripeto, non illudetevi di potermi battere… Potreste forse accettare la mia esistenza, ma so che non lo farete…

Mi faccio abbastanza schifo…

Cammino per il centro commerciale da solo, i miei pensieri si aggrovigliano su cose inutili, cosa comprare per cena, se mi manca il bagnoschiuma, cosa usare per pulire lo schermo del computer… Poi ad un tratto una voce che conosco mi chiama per nome, mi volto e ci sei tu, non ti vedevo da anni, il tuo viso si riempie di quel simpatico sorriso che ti ha sempre contraddistinta, quel sorriso da stupidera che anni fa mi facevi prima che scoppiassimo a ridere per qualche stronzata che sicuramente avevo detto io. Non ti rispondo neanche, mi avvicino, ti prendo e ti strizzo ben bene, bacio con lo schiocco sulla guancia e ti chiedo solamente “come stai?”. Mi rispondi che va tutto bene, che hai trovato un nuovo lavoro e tra alti e bassi te la cavi, sembri serena, ne sono felice, ti spiego un po’ i miei ultimi anni fatti di partenze e ritorni e dopo quattro futili chiacchiere esordisci con “ma quindi tu non sai niente”, cado dal pero, “di che?”, rispondi “di me”… A quel punto mi spieghi che due anni fa hai tentato il suicidio, che ti hanno ripreso per i capelli e che la tua vita per un bel periodo è andata in frantumi… Ti vorrei abbracciare e stringere forte… Subito dopo vorrei urlarti in faccia “Perchè l’hai fatto?!”… Vorrei fare qualcosa per aiutarti ma ormai è tutto passato, non posso tornare indietro e impedirtelo… Penso che non c’ero… Cerco di perdonarmi, del resto non sapevo… E mentre nella mia testa c’è un twister di tutti questi pensieri l’unica cosa che mi esce è “mi dispiace”… A me, il tuo amico a cui raccontavi tutto, quello delle chiacchierate di tre ore sulle panchine del centro, e poi regolarmente facevamo tardi a casa, quello che ti consolava quando piangevi perchè tuo padre aveva alzato le mani… Mi faccio abbastanza schifo… Vorrei chiamarti e rimediare ma non ne ho il coraggio… sono passati anni… avrò ancora la confidenza per chiederti di vederci? E poi, se rivango il passato sarà deleterio per te? Non lo so… Proprio non lo so…

Achille chi???

Da quando è finito il Festival di Sanremo alcuni amici mi esortano a cercare i video di un tale che dicono abbia letteralmente fatto il botto, dicono che questo “rapper” si sia cimentato anche in alcuni travestimenti particolari e che abbia riscosso, oltre al favore del pubblico anche quello della critica. Quindi, mi sono detto, andiamo a vedere di chi si tratta, non sia mai che ci troviamo davanti a un fenomeno la cui musica riecheggerà nei secoli a venire… Quindi ho visionato e ascoltato le performance di tale “Achille Lauro”… Non so davvero da dove cominciare… Proviamo dal fatto che lui si autodefinisce rapper e di rap non ho sentito praticamente niente, allora cerchiamo di analizzarlo come cantante. Bene, cioè male, semplicemente è negato, assolutamente stonato in diverse occasioni, becca qualche nota intonata ogni tanto e per sbaglio, e il suo timbro vocale è anonimo e mal sfruttato. L’unica cosa che si riesce bene a sentire è la calata romanesca, tra l’altro non voluta, perchè è evidente che cerchi di cantare in italiano, purtroppo per lui gli esce spessissimo il dialetto, ora, esistono bravi cantanti che cantano esclusivamente o quasi in romanesco ad esempio Mannarino, che a differenza di Achille Lauro ha un timbro roco ma bello e particolare ed è sempre intonato, ma è voluto, lui no, lui vorrebbe ma non ci riesce… Tralasciando la performance canora ho semplicemente cercato di dargli un’altra chance esaminando il testo… che dire… insipido, scontato e a tratti strafottente… in alcuni passi non se ne capisce il significato… Quindi, dopo aver analizzato tutto ciò mi sono detto, vuoi vedere che non riesco a scorgere il genio perchè non conosco la persona? Quindi sono andato a vedere chi è questo simpatico virgulto della canzone italiana. Purtroppo anche su Wikipedia le cose non vanno meglio, dopo aver letto il vero nome e dove nasce si passa alla formazione dell’individuo, e qui si legge testuale “Cresce a Roma nel Municipio III, frequentando prevalentemente quartieri come Serpentara, Vigne Nuove e Conca d’Oro”. Ora quando ho letto frequentando mi aspettavo il conservatorio, una scuola d’arte, una scuola superiore in generale, no, i quartieri, come se nel curriculum mettessi “ho frequentato la stazione, il porto e un campo nomadi vicino a casa mia…” ma che significa??? Bho… magari sono io che non scorgo il genio… Non saprei che altro dire se non fosse che si è travestito in tutte le occasioni, ce n’era davvero bisogno? Non credo, comunque già che ci siamo analizziamo anche i travestimenti. Il primo è stato quello col mantello nero che poi si è tolto rimanendo con un… un… un… bho non lo so come si chiama quella specie di robo color carne che sembra fatto dello stesso materiale delle calze mediche di mia nonna… lui dice che l’ha fatto per lanciare un messaggio di “Libertà” per me ha lanciato solo qualche secchiata di cattivo gusto, ma sono punti di vista… Un altro travestimento è stato quello sempre in nero con un mega cappello anch’esso nero, che appena l’ho visto ho pensato “ma si è travestito da Re degli Stregoni di Angmar” del Signore degli Anelli? Poi è stata la volta del travestimento alla David Bowie che non commento, dico solo che il grande Bowie, come minimo, si starà rivoltando nella tomba… E dulcis in fundo è apparso tempestato in faccia di perle e con una capigliatura stile ‘700 che io amo definire saltata in padella, sembrava “Mugatu” di Zoolander 2… orribile… dice che dietro a questi travestimenti ci sia niente po’ po’ di meno che Gucci… Che culo… Comunque quello che più mi ha sconvolto non è stato lui, ma gli altri, i critici musicali, che non chiedetemi perchè hanno solo tessuto lodi su lodi, ora, io può anche darsi che di musica capisca poco e niente, ma questo tutto è tranne un cantante… Ci sarebbe da parlare anche di un’altra performance degna di nota a Sanremo, quella di Elettra Lamborghini, ma ho pietà di voi, e non lo farò…

Hanno sdoganato il rutto

Spesso per diletto (e per cercare di non perdere quel poco che ho imparato) girovago tra i video di Youtube in inglese. Cercando e visionando abbastanza spesso questa tipologia di video Youtube capisce cosa ti piace e piano piano ti consiglia i video che ritiene più appropriati per te. Infatti con questo sistema oltre ai video in inglese direttamente dalla Gran Bretagna, Youtube mi ha presto consigliato quelli di un altro paese che usa, anche se non proprio con la stessa pronuncia, la lingua inglese, l’America (intesa come stati uniti d’America). Guardando i video americani mi sono piano piano accorto che in America il rutto è sdoganato… ruttano tutti… in ogni occasione… e se la ridono pure… Ora, io non sono stato certo educato dalle Suore Orsoline, non ho frequentato ambienti tipo Oxford o Cambridge, però, c’è un limite a tutto dai. Certi rumori prodotti dal nostro corpicino, che per carità, starà sicuramente espletando funzioni del tutto naturali, non sono proprio eufonici, anzi, proprio per la loro natura, almeno a me, riportano alla mente immagini abbastanza stomachevoli. Adesso non vorrei sembrare lo snob di turno ma ricollegandomi anche al post precedente direi che con le parole e i gesti ultimamente stiamo esagerando un tantino, il confine tra goliardia e maleducazione si sta facendo sempre più sottile. Penso che ognuno debba essere libero di comportarsi come vuole, fare ciò che vuole quando vuole, sempre però non rompendo le scatole al prossimo, non puoi sederti a un bar e ruttare sonoramente mentre gli altri sorseggiano le loro bevande, perchè fa schifo, oppure non puoi creare contenuti video destinati ai più piccoli e infilarci dentro un mega-rutto, perchè poi sono io quello che si ritrova col nipote che per emularti se ne va in giro per casa a ruttare a più non posso… e poi mi tocca punirlo… come diceva il grande Martin Luther King “La mia libertà finisce dove comincia la vostra”. Meditare gente, meditare.

Pubblicità oibò

Erano anni che non perdevo del tempo a cercare uno spot su Youtube ma oggi ho dovuto farlo. Eh si, perchè mentre guardavo un filmato è partita la pubblicità e sono rimasto un attimo interdetto, credevo di aver visto e sentito male, sono dovuto andare a ricercarlo per sincerarmi di tutto ciò. La pubblicità era quella di un noto panettone che in periodi natalizi, ogni anno, viene pubblicizzato fino allo sfinimento, il problema è che la bionda signora dello spot, portando un vassoio con una lama dentata in tavola se ne esce enfatizzando con “UNA SEGA” con voce narrante tipicamente maschile che continua con “QUESTO OFFRIRESTI A NATALE SE NOI DI… NON AVESSIMO INVENTATO IL NOSTRO PANETTONE”. Ora, io, dopo Roccone nazionale che in vestaglia diceva di aver provato tutte le patatine, dopo la supposta effervescente che con un pratico modello 3D faceva vedere l’inserimento della suddetta, dopo lo scoiattolino che con un venticello sgradevole spegne un incendio, pensavo di aver visto tutto. Invece no. Ora, per quanto la suddetta pubblicità possa essere interpretata col maggior buon senso che si possa avere, e quindi pensando a quell’espressione come un semplice utensile da falegname, è ovvio che la stessa parola ha comunque un altro significato. Un significato molto meno nobile direi, e usata con quel tono e ragionando sul messaggio si capisce che l’oggetto sul vassoio è un mero tentativo di rimanere nel lecito. Con tutto il rispetto per i pubblicitari che l’hanno realizzata, direi che come messaggio di Natale è abbastanza di cattivo gusto, potevano evitare secondo me. Mi si potrà dire che ormai, film, serie tv, videogiochi, e tanti altri prodotti per l’intrattenimento, sono letteralmente cosparsi di turpiloqui e sconcezze varie, è vero, ma è pur vero che la maggior parte di essi hanno comunque dei sistemi di avvertimento per i più piccoli, vedi i vari bollini rossi e gialli alla tv e il famoso Pegi dei videogiochi, cosa che gli spot non hanno. Insomma, cari pubblicitari, capisco che bisogna cercare il modo di scioccare lo spettatore per attirare l’attenzione sul prodotto, ma c’è modo e modo…