Adottata

Allora, partiamo subito col mettere in chiaro una cosa, per me gli animali devono essere lasciati in pace e liberi, devono poter fare quello che vogliono quando vogliono e come vogliono però… si c’è un però. Però è capitato che una persona mi desse in custodia un’uccellina perché a suo dire, avendo lui anche un maschio, messa nella stessa gabbia del maschio si sarebbero riprodotti come topi, e messi in gabbie diverse il maschio avrebbe sofferto la presenza della femmina senza poterla avere. Ora, io non so proprio niente di uccellini, quindi gli ho detto che avrei tenuto la suddetta il tempo necessario per trovargli un cristo che se ne prendesse cura. Successivamente, e per vie traverse, ho scoperto che lui non la vuole semplicemente perché essendo una femmina è meno colorata del maschio e canta meno (giustamente, essendo una lei, preferisce essere corteggiata che corteggiare…). Nella mia testolina bacata è balenato immediatamente il pensiero di liberarla, ma parlando con uno che se ne intende (forse…) ho saputo che liberare un uccellino che è nato e vissuto per un certo tempo in cattività equivale a condannarlo a morte certa, in quanto non abituato a procacciarsi il cibo e l’acqua da solo e inoltre non saprebbe minimamente affrontare pericoli vari come predatori, auto sfreccianti, e intemperie di vario genere. Poi mettiamoci che mi ci sono affezionato… poi mettiamoci che quando gli fischio mi risponde… poi mettiamoci che quando qualcuno sposta la gabbietta lei si innervosisce e sbatte da tutte le parti mentre quando la muovo io se ne sta tranquilla sul suo trespolino… poi mettiamoci che gli voglio bene… Che cosa ho appena scritto??? Ecco… lo sapevo… sono fottuto… me la tengo…

PS: di seguito un classico esempio di una canzone che nella versione originale fa cagarissimo, ma cantata da una ragazzina davanti a una videocamera con una chitarra classica senza montaggio è una figata pazzesca.

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Stalker

Ho conosciuto questo ragazzo di poco più di vent’anni sul posto di lavoro, giovane, spavaldo e con la voglia di primeggiare caratterialmente su tutti quelli che aveva intorno. All’inizio mi mostrava solo ostilità, come spesso mi è capitato in passato probabilmente scambiava la mia gentilezza e educazione per debolezza e cercava di fare il galletto con battutine e atteggiamenti a dir poco non collaborativi. Un giorno mi sono scocciato e ho cambiato il mio atteggiamento, violentando la mia natura, e facendogli capire che se cercava lo scontro lo avrebbe avuto. Tutto ciò è sfociato, com’era facile prevedere, in una sfuriata da parte sua alla quale ho risposto con fermezza e determinazione sfidandolo a continuare anche se il prosieguo sarebbe potuto essere di natura fisica. Inutile dire che appena ha capito che il suo interlocutore non si sarebbe fatto indietro ha abbozzato, e nei giorni seguenti si è comportato come se nulla fosse successo. Dopo qualche tempo in cui ci siamo ignorati ho deciso di ricominciare a comportarmi normalmente e incredibilmente anche lui ha iniziato a collaborare con me, ha iniziato a farmi domande e a imparare e ogni giorno mi mostrava sempre più gentilezza e voglia di aiutarmi. In poco tempo è però sorto il problema contrario, non riesco a scrollarmelo più di dosso. Mi chiama al cellulare dieci volte al giorno, mi chiede continuamente di uscire insieme per berci una birra, ogni cosa che fa o che pensa solo di fare mi chiede consiglio e vorrebbe che lo aiutassi. Sta diventando insopportabile. Ora, a me non dispiace che sia collaborativo e che mi cerchi anche dopo il lavoro ma io non ho più vent’anni, ne ho quasi il doppio! E per quanto sia giovanile non mi piace frequentare locali dove sono lo zio di tutti come non mi piace andare a fare le famigerate “vasche” in centro per abbordare diciottenni, e il problema più grosso è che lui non lo capisce! Insiste con richieste assurde, chiamate, messaggi e proprio ora che sto scrivendo mi ha suonato a casa, e oggi è già la seconda volta… dovevo picchiarlo la prima volta che abbiamo litigato…

Idolatrare la coppia

Giorni fa, insieme a tutti i colleghi, siamo andati a cena a casa di uno di questi che, avendo comprato casa nuova ha voluto mostrarcela e per così dire inaugurarla. Che dire, bella, bella davvero e arredata con gusto, certo non una reggia, ma tre stanze davvero carine. L’unica cosa che però mi è sembrata davvero esagerata sono state la miriade di foto attaccate alle pareti raffiguranti lui e la gentil donzella che l’accompagna. La casa ne è davvero tappezzata, in alcune cornici si trovavano anche delle didascalie che recitavano più o meno così “io e il mio amorino al mare”, “io e te per sempre”, “se so cos’è l’amore è grazie a te” ecc… Ora, immaginatevi il Corvo che osserva le suddette fotografie con faccia inespressiva e occhio ballante, immaginate anche che al contempo si inietta una damigiana d’insulina per placare il picco glicemico che inevitabile sopraggiunge… perché è ciò che è successo… Ecco, no, una roba così no, non la potrei mai reggere una roba così…

Scommettitori seriali

I miei colleghi scommettono. Tutti. Nessuno escluso. L’argomento di cui si parla mentre lavoriamo, o meglio, l’argomento di cui parlano mentre lavoriamo è quasi sempre il calcio. Ora, a me non è che il calcio faccia schifo intendiamoci, l’ho anche praticato per anni in passato ma cavolo, sempre e solo quell’argomento alla lunga stanca. E poi come dicevo scommettono, praticamente quotidianamente, quindi ciò implica un discreto esborso di denaro se sommiamo tutte le scommesse mensilmente, e quello che più mi fa sorridere di questa abitudine è che quando vincono esultano, sono felici e si autolodano cercando, probabilmente, di convincere gli altri che il loro sistema funziona. Inutile dire che si sbagliano, il bilancio tra uscite e entrate è assolutamente negativo, ma a loro pare non importare, quella gioia di azzeccare il risultato una volta ogni tanto gli basta per dimenticare che complessivamente stanno perdendo soldi. Hanno tentato di coinvolgere anche me in questo strano universo fatto di quote, goal, calci d’angolo e cazzate varie ma alla domanda “ma tu non scommetti?” io ho semplicemente risposto “io vinco sempre”, e loro un po’ incuriositi mi hanno chiesto come fosse possibile “semplice” ho risposto “tutti i soldi che mensilmente voi buttate al vento perdendo scommesse io li tengo in tasca, quindi se facciamo i conti il mio bilancio è sempre più positivo del vostro”. Ovviamente nessuno ha replicato, ma nonostante le mie parole che tentavano semplicemente di farli ragionare (o meglio contare…), nessuno ha colto la palla al balzo e tutti continuano allegramente a perdere soldi.

Suicida

Giorni fa è scomparsa una persona, non era uno di famiglia o un amico, era una persona che conoscevo solamente di vista, uno di quelli che a volte vedevo in giro quando ancora risiedevo nel bel paese. Quello che mi ha fatto riflettere non è stata tanto la sua morte quanto la modalità con cui ha deciso di farla finita, un colpo di fucile e ciao. Erano anni che non se la passava bene, aveva quel brutto male che accomuna sempre più esseri umani, quell’alieno che silente ti cresce dentro, che piano piano ti succhia via la vita e che spesso, nonostante si provi a debellarlo con tutte le nostre forze, vince senza appello. Quindi lui sapeva perfettamente che ben presto l’alieno gli avrebbe presentato il conto e quindi ha visto bene di risparmiarsi giorni, mesi o anni di lenta agonia, per non parlare del fatto che ha risparmiato ai propri cari la visione di un uomo in disfacimento. Alcuni dicono che è un gesto egoista, o magari che la vita è sacra, ma io non mi sento proprio di condannarlo. Ha sistemato tutto, lasciato un bel gruzzolo ai figli, la moglie ha di che vivere senza lavorare e l’azienda di famiglia ormai sta già facendo il suo percorso grazie a uno dei figli, quindi, è tornato a casa la sera, è andato nel suo studio e con calma e precisione ha posto fine alla sua vita. Un suicidio ordinato, lucido, per certi versi semplice. Alcuni animali quando capiscono che non c’è più niente da fare giustamente si lasciano morire, alcuni delfini decidono deliberatamente di spiaggiarsi, i leoni se non sbaglio quando diventano troppo vecchi si allontanano di propria iniziativa per finire la loro vita da soli, gli animali lo fanno da millenni e nessuno si è mai sognato di condannarli, noi no, perché come diceva uno molto più intelligente di me “dei suicidi non hanno pietà”.

Ubriachi al mattino

E’ appena passato il carnevale, e qui in cruccolandia stanno iniziando ad alzarsi le temperature. Nella città in cui risiedo il Carnevale è una festa molto sentita e viene festeggiata per una settimana di seguito, ventiquattro ore su ventiquattro. Inutile dire che come tutti i popoli di origine anglosassone, anche i tedeschi hanno uno e un solo modo di festeggiare, bere. Bevono di tutto sin dalle prime ore del mattino, quindi tu puoi tranquillamente trovarti in situazioni strane a qualsiasi ora del giorno e della notte, infatti, l’altra mattina sono andato a fare un po’ di spesa e in fila alla cassa del supermercato ho avuto un incontro ravvicinato con una giovane coppietta in preda ai fumi dell’alcol. Io stavo semplicemente aspettando il mio turno con la roba sul nastro trasportatore, davanti a me la suddetta coppietta sghignazzava col fare classico dello sbronzo molesto, a un certo punto lui per mimare non so che alla fidanzatina perde l’equilibrio e per salvarsi da una rovinosa caduta appoggia malamente la sua mano sul mio pacco di crackers sbriciolandoli quasi completamente. Lei si mette a ridere sgallinando come una gallina ovaiola in procinto di espellere l’ovetto, lui invece si gira a guardarmi imbastendo una specie di sorriso. Ovviamente dal mio volto non traspariva nessuna smorfia che potesse ricordare anche solo lontanamente un sorriso, anzi, con viso impassibile (e non conoscendo il tedesco) ho semplicemente indicato lo scaffale dei crackers e incredibilmente il ragazzo ha capito e si è incamminato a prendermi una confezione nuova. Il fatto che bevano parecchio non è poi così strano, mi era capitato di vedere gente particolarmente idrovora anche quando abitavo in Gran Bretagna, la cosa che mi colpisce di più è che qui quando è festa partono dal mattino. Incredibile. Con lo stomaco debole che mi ritrovo, se facessi una cosa del genere, sarei ricoverato prima dello scoccare di mezzogiorno.

Il Corvo è fuggito ancora una volta!

Ebbene si, essendo una persona altamente riflessiva e ponderatrice in poco meno di una settimana ho visto bene di decidere e subito dopo partire per andare a vivere all’estero. E che meta avrò mai scelto? Sinceramente io non ho scelto un bel nulla, sono stato spinto da pochissimi fattori come ad esempio il “vil danaro” che mi è stato offerto dal datore di lavoro, l’ambizione a imparare una lingua che non conosco (anche se non è una di quelle che mi piacciono di più), e quella specie di retrogusto che molti di noi italiani abbiamo, quella specie di smania, di desiderio recondito, come definirlo? Ah si, ho trovato,“la voglia di levarsi dai coglioni dall’Italia”. E quindi dopo un viaggio in auto di più di dieci ore in cui il mio culo ha perso la riga sono arrivato nella terra dei wurstel, la Cruccolandia. Signori, la prima cosa che mi è balzata all’occhio è il clima. Io mi aspettavo una tetra cornice, un cielo plumbeo e una temperatura da terra del Nord… no, mancopenniente… Sono quattro giorni che sono arrivato e sono quattro giorni che non c’è una nuvola, il pomeriggio c’è il sole e fa caldo, e io, come un coglione, sono assolutamente abbigliato da inverno. Altra cosa che mi ha stupito è che non esistono palazzi “sgarrupati”, per quanto possano essere antichi sono sempre ben tenuti, e parlando col mio datore di lavoro, che sono anni che vive qui, ho saputo che la manutenzione per i tedeschi è una cosa seria. E poi inutile parlare dell’efficienza, in una mattina ho fatto quasi tutti i documenti che mi servivano, la fila più lunga che ho fatto è stata di ben due minuti abbondanti. Il giorno dopo il mio arrivo il proprietario che mi ha affittato casa aveva già cambiato il nome al citofono e alla cassetta della posta. Non si può proprio dire che perdano tempo. Cosa aggiungere, non mancheranno sicuramente anche i difetti, ma per adesso se ne vedono ben pochi, e comunque io starò come sempre accorvaiato (del resto sono un corvo, mica posso stare appollaiato come un pollo…), attento, vigile e pronto a scoprire anche il minimo difettuccio per riportarlo sul blog. Stay tuned (chissà come si dice in tedesco…).