Rompipalle

In un post precedente esprimevo il desiderio di tornare a incazzarmi perché sentivo in me una sorta di apatia per la vita stessa, prontamente un cliente oggi ha provveduto a farmi imbestialire. L’altra settimana questo cliente mi chiede un appuntamento di lavoro fuori dal mio normale orario, nascondendo il mio disappunto per una tale richiesta sorrido e rispondo che non c’è problema, del resto in momenti di crisi come questo non è che si può fare tanto i “choosy” (nooo, mi sono infornerito!). L’appuntamento era per oggi alle 14:30. Quindi stamattina mi sveglio e di buon ora mi reco a lavoro, devo sbrigare diverse faccende e voglio ritagliarmi un’oretta di tempo per andare a correre, ormai ho preso la buona abitudine di fare un po di sport e non voglio mollare, quindi durante la mattinata lavoro sodo, insomma, mi faccio l’originale CULO. Finito il dovere me ne vado a correre e poi doccia e pranzo. Subito dopo pranzo, quindi esattamente all’inizio del mio sacrosanto fancazzismo settimanale, devo alzare le chiappe dal divano perché il rompipalle ha deciso di parlare di lavoro di sabato pomeriggio alle 14:30. Mi alzo scoglionatissimo dal mio giaciglio e mi reco all’appuntamento. Siccome ho avuto una buona educazione mi presento con 5 minuti di anticipo, mi piace essere puntuale sempre, chi non è puntuale per me ha poco rispetto del prossimo, chiamatemi pignolo ma per me è così e basta. Passano i 5 minuti e inizio a pensare che questo tizio non è assolutamente come me, cerco anche di fare autocritica pensando che probabilmente i miei paletti mentali sono troppo rigidi, quindi faccio finta di niente e inizio a giocherellare con le chiavi in attesa del rompipalle. Altri 5 minuti se ne vanno e all’orizzonte nessuno. La nevrosi inizia a impossessarsi di me, il pensiero che sia un deficiente totale inizia a farsi strada nella mia testolina, e so benissimo che sarà molto difficile farlo andare via. Dal giocherellare con le chiavi passo a contare le cicche per terra, brutto segno. Se ne vanno altri 10 minuti e io sono ancora li, ho letto tutto quello che c’era da leggere, dalle insegne dei negozi ai volantini per terra alle cartacce delle caramelle, le vene delle mie tempie stanno pericolosamente gonfiandosi, pessimo segno. Altri 10 minuti, basta! La mia attesa finisce qui, l’incazzatura è a un buon livello, direi un buon 7 e mezzo, tento la carta telefonata e spero che mi risponda dicendo che ha preso un Tir contromano e si stia recando all’ospedale per farsi ricucire, invece il rompipalle ha il cellulare staccato. Sono tornato a casa, come desideravo adesso mi girano i gioielli e penso che forse quell’apatia, quel piattume emotivo di cui mi lamentavo non era così male.

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CRA CRA CRA CRA CRA? CRA CRA CRA! CRA!?

Pubblicato il marzo 16, 2013, in incazzarsi, lavoro, musica, pensieri, riflessioni con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Ora come va? un pò meglio? spero che ti fa piacere che sono arrivata al tuo blog e ti scrivo 🙂

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