Archivio mensile:aprile 2013

Ritorno alla realtà

Sono bastati appena due giorni di lavoro e di news dal mondo della politica per catapultarmi nuovamente nella mia solita disillusione condita con del buon pessimismo e una spruzzata di tristezza che funge da collante. Il governo è stato fatto, le promesse anche, e purtroppo anche questa volta se dovessi prevedere come andrà a finire direi che se fossimo governati da un branco di cinghiali selvatici probabilmente avremmo più chance di uscire da questa cavolo di crisi. Ancora una volta il presidente del consiglio lo fa uno che nessuno ha votato, la squadra di governo idem e il presidentissimo della repubblica quel bel giovincello di Napolitano che aveva detto che sarebbe stata una non-soluzione la possibilità di una sua rielezione, ma evidentemente ha cambiato idea. Poi il teenager ha visto bene di fare il cazziatone in parlamento, cioè mi spiego meglio, ha fatto il cazziatone a quelli che c’aveva messo lui dicendo che non avevano fatto un cazzo come lui negli anni precedenti. Ma la cosa più bella è stata la reazione dei presenti, praticamente un’ovazione, cioè lui gli ha dato dei deficienti e loro invece di abbassare la testa e sentirsi dei falliti totali (reazione che mi sarei aspettato da qualsiasi altro essere umano di buon senso sgridato per evidenti mancanze) lo hanno acclamato con il sorriso sulle labbra. Praticamente come se l’allenatore entrasse negli spogliatoi di una squadra di calcio o di rugby o di che cazzo ne so che sta giocando male, anzi no sta giocando peggio, e una volta finita la sgridata ai propri giocatori loro partissero con l’applauso, roba da non credere ma è successo proprio questo. Dopo tutto ciò ha deciso di fare un’altra squadra clone della precedente quindi in poche parole volete sapere cosa cambierà? Siete pronti per lo sooppone? Come dice Cetto La Qualunque NA BEATA MINCHIA! Resteremo con la spada di Damocle della BCE sulla testa e con il MES nel c… e allegramente ci incammineremo verso l’estate, tanto sotto l’ombrellone chi se ne frega dei problemi del nostro paese…

PS: questa volta non metto neanche la musica, il silenzio è il grido più feroce.

PPS: si lo so ho usato le parole brutte che iniziano con la c, ma non ho potuto farne a meno, nei prossimi post mi darò una regolata.

Semplicemente via

Sono stato via in questi giorni, via per qualche giorno, via per qualche motivo, via dal solito.

A volte bastano pochi giorni per ricaricarsi, basta riuscire a scollegarsi sul serio dalla vita che quotidianamente siamo costretti a vivere.

E io credo di esserci riuscito davvero questa volta, e sono stanco fisicamente e contento mentalmente, sporco fuori e puro dentro.

Non credo che farò la doccia, non ne ho la forza, per una volta andrò a dormire consapevole di non essere pulito, pazienza.

Il pensiero del lunedì lavorativo cerca di farsi spazio tra la stanchezza e qualche pensiero sereno, ma non può farcela, non stasera, non adesso.

Adesso ci vuole una ninna nanna che riesca a cullarmi tra le braccia di Morfeo.

Forse un giorno scriverò di questi giorni, o forse no.

Sicuramente vorrò ripetere alla prima occasione questi giorni, forse ci riuscirò, forse no.

Non resta che spegnere la luce e premere play, buonanotte a tutti.

05:05 sveglio, e adesso?

Stavolta ho fatto di meglio. Nel post più recente ho scritto di essermi svegliato di domenica mattina esattamente all’orario in cui mi sveglio di solito, oggi sono riuscito a migliorare, sono esattamente le 05:05 e io sono già sveglio. Tale episodio credo sia da imputare al fatto che ieri sera mi sono addormentato mentre guardavo un film horror. Si avete letto bene, essendo da qualche tempo appassionato di film horror ieri sera mi sono guardato metà di Silent Hill Revelation, così pauroso e avvincente allo stesso tempo che dopo circa 25 minuti ronfavo come un bulldog. Se mi faccio i conti nonostante sia veramente presto io le mie 6/7 ore me le sono dormite, quindi alla fine non è poi così strano che adesso sia sveglio. Adesso devo trovare un modo di occupare circa tre ore, credo che per prima cosa sarebbe saggio andare a radersi, cosa questa mooolto noiosa per noi maschietti, ma onde evitare di inciampare nella barba credo sarebbe cosa buona e giusta decespugliare un tantino. Dopo la rasatura opterò per la colazione, ho tempo, me la prendo comoda, userò anche la tovaglina da colazione, ovviamente intonsa, di solito la colazione è per me un pasto consumato in fretta e furia, apro il frigo, rapida occhiata per essere sicuro di non afferrare roba che si muove e/o in decomposizione e via. Si ho deciso, tovaglina, classica tazza di latte e cereali… cereali? Facciamo biscotti, i cereali sono abbastanza stagionati li mando a vedere che aria tira nel cassonetto. Finita la colazione probabilmente cazzeggerò su internet quel tanto che basta per dare tempo al mio stomaco di iniziare la digestione e poi credo che andrò a farmi un’oretta di corsa. Cavolo! Mi sono ricordato che mi si è rotto il lettore Mp3 e non ho musica per andare a correre, questa è una condizione quasi insopportabile, oggi devo ricordarmi di andare a ricomprarlo (sicuramente, per almeno ¾ volte, andrò a correre senza lettore e penserò che devo ricomprarlo, ognuno ha i suoi tempi…). Dopo la corsa doccia, vestirsi e poi a lavoro.

Ps: so benissimo che è un post inutile, avrei voluto scrivere un post politico sui recenti accadimenti, poi ho deciso di non rovinarmi la giornata e ho optato per scrivere banalità.

Shopping

Avete presente quando uno dovrebbe e potrebbe dormire quanto gli pare e invece si sveglia all’ora a cui è abituato? E’ una cosa che mi innervosisce come poche altre, cioè io potevo e avrei dovuto dormire fino a mezzogiorno, e invece a poco più delle otto di domenica mattina mi trovo a guardare il soffitto con gli occhi pallati? Che ingiustizia… Va bè ormai è andata, sono sveglio e credo che questa mattinata verrà usata per riordinare un po’ e per andare a comprare qualche indumento. Si avete letto bene, shopping, una delle torture più in voga negli ultimi tempi perpetrata da ogni essere di sesso femmineo nei confronti di ogni essere di sesso maschile. Vogliamo parlarne? Una tortura vera e propria. Come posso spiegarvi, signore che leggete, quale immensa, ma che dico immensa, monumentale, ma che dico monumentale, imponente e maestosa rottura di coglioni possa essere andare a fare shopping. Accanto a una donna media, in un negozio di abbigliamento, si trova di solito un uomo medio. Lei è sveglia, viva e curiosa, praticamente se la osservate bene potete notare che si trova momentaneamente in modalità ricerca, sta passando al vaglio qualsiasi pezzo di stoffa si trovi nel negozio, anche le tendine degli spogliatoi. Lui, lo vedete, è un povero cristo in preda a una crisi di orchite fulminante, non si guarda neanche più attorno, è sottomesso, ha rinunciato a lottare e guarda ogni tre /quattro minuti l’orologio per sperare che magari dopo un po lei si stancherà di quel negozio. Povero illuso, una donna media può stare nello stesso negozio per ore a guardare e RIguardare gli indumenti che probabilmente non comprerà neanche. Ora, io purtroppo (o per fortuna) non sono accoppiato, ma in quanto essere umano vivente ho il bisogno di tanto in tanto di coprire il mio corpicino con qualche indumento, indi da qui il bisogno di andare a fare questo benedetto shopping. Il fatto di doverci andare da solo allevia un po l’incredibile rottura di coglioni che può verificarsi quando si è in compagnia di un essere femminoreo, ma comunque rimane una rottura di coglioni, quindi penso che intervallerò la visita dei negozi con degli spuntini a base di gelato. Si! Che idea meravigliosa, non mangio gelato dall’estate dell’anno scorso, quindi andare ad assaggiare il gelato del 2013 è un must, magari me lo gusto passeggiando sul lungo mare. Vedete, l’idea dello shopping sta già abbandonando la mia testolina, ma non è colpa mia, sono un uomo, il file dello shopping non fa parte del mio sistema operativo…

Primavera

primavera1

1482 circa tempera su tavola Sandro Botticelli – Primavera

E’ arrivata la primavera con tutto il suo splendore, io me ne sono accorto principalmente da tre indizi piacevolissimi: 1) la strada dove quasi ogni giorno vado a correre si sta riempiendo ai lati di ciclamini; 2) la temperatura tiepida mi permette di usare la bici anche di primo mattino; 3) e le donzelle hanno iniziato ad andare in giro con pantaloncini e gonne cortissime. Quindi si, è assolutamente arrivata la primavera, non che non sia giunta già da un po, ma in questi giorni si fa davvero sentire con tutto il suo splendore. Il primo indizio che allieta piacevolmente le mie corse è veramente gradevole, una strada che solo qualche mese fa ero abituato a vedere grigia e piena di pozzanghere adesso si è completamente trasformata in un sentiero fiorito al profumo di ciclamino, si è vero io continuo a spaccarmi di fatica ma vuoi mettere inzupparsi di sudore tra fango e cielo grigio o invece sotto un sole tiepido e in mezzo ai fiorellini col loro tipico profumo? Il secondo piacevole indizio invece è il poter usare la bici di primo mattino per andare a fare le commissioni, una parola soltanto, fantastico, esco di casa buttando un’occhiata di scherno (si dice occhiata di scherno? Bho, vabbè licenza poetica…) all’auto e inforco la biruota a pedali, inutile dire quanto orgasmica sia la sensazione dei peli sulle braccia che possono liberamente svolazzare fra la brezza mattutina, donne non sapete cosa vi perdete, e vogliamo parlare dell’immensa sensazione di onnipotenza data dal sorpassare le auto in coda in pieno centro? Impagabile. Ultimo ma non per importanza il fatto che le donzelle escono di casa con dei pantaloncini e delle gonne corte che stuzzicano l’occhio umano maschile, e noi esponenti del sesso forte (forte?) ne siamo davvero felici, e poi è risaputo che anche l’occhio vuole la sua parte. In definitiva è arrivata la primavera, forse la stagione più bella in assoluto, o forse sono solo io che ho uno dei miei ormai rarissimi momenti di positività, che ne so, ma così è.

Mezzuomo

Il pomeriggio è abbastanza caldo e io sto scrivendo al computer roba di lavoro, tra il rumore delle mie dita che picchiettano sui tasti ne sento un altro, è quello della porta che si apre, dietro di lei un ragazzo che conosco, collaboriamo insieme a volte, quindi lo saluto come sempre e anche lui gentilissimo ricambia, però c’è qualcosa nel suo viso che non mi torna, appena varca la soglia per intero metto a fuoco e capisco immediatamente di cosa si tratta. E’ letteralmente la metà di quanto era qualche mese fa. All’inizio faccio finta di niente e lui comincia subito a parlarmi di lavoro quindi per il momento decido di assecondarlo ma la mia mente stenta a dare ascolto alle sue parole, è rimasta sbigottita dalla figura esile di questo ragazzo, anche perché qualche mese prima era vistosamente più rotondo. Finita la conversazione prettamente lavorativa non posso fare a meno di chiedergli come ha fatto a dimagrire così tanto in così poco tempo, e adesso forse me ne pento un po. Mi racconta che le cose per la sua ditta non stanno andando affatto bene, negli ultimi mesi ha dovuto licenziare 2 o 3 persone che lavoravano con lui da una vita, mi racconta che non fa altro da mattina a sera che cercare lavoretti a destra e a manca, mi racconta che spesso non li trova e che quando li trova invece sovente non viene pagato, quindi mi spiega che questa situazione non gli permette di avere un minimo di stabilità economica. Mentre parla osservo il suo volto e mi accorgo che non solo è molto dimagrito ma anche il sorriso se n’è andato via, la giovialità e il buon umore che lo contraddistinguevano puf! Spariti. Per far spazio a due occhi che mi raccontano avviliti le vicissitudini quotidiane di un uomo disperato che avrebbe tutta la volontà e la voglia di fare e fare bene, perché tra l’altro è anche molto bravo nel suo lavoro, ma la situazione di questo paese l’ha testualmente tagliato fuori da una vaga idea di tranquillità economica per se e per la sua famiglia. 20 sono i chili che ha perso di carne umana e se si potessero pesare chissà quanti quelli di felicità e serenità. Me l’ha confessato, quando si trova davanti il piatto non sente più la fame, mangia perché sa che deve farlo. Alla fine della conversazione mi saluta, mi dice che riparte alla ricerca di lavoretti e accenna un sorriso, ma non è il suo, è evidente che si è sforzato da morire per sorridermi e io… io credo di essere rimasto a bocca aperta davanti a quella smorfia innaturale, non sono riuscito a ricambiare, la mia empatia mi ha bloccato, mi sono immedesimato in lui e davvero, non c’era un cazzo da ridere!

Occhio al Marketing Piramidale

Non so se avete la sfortuna di sapere cos’è il marketing piramidale, spero vivamente per voi di no. Se tu lettore sei uno di quei personaggi col sorriso a centoquarantadue denti e la cravatta 24 ore su 24 (o il tailleur per le gentil donzelle) che arrivi facendo lo splendido per reclutare il coglione di turno ti consiglio caldamente di cliccare il tastino per chiudere il browser internet o di cambiare immediatamente pagina, questo post riguarda te e la tua azienda, e i toni che userò non saranno certo lusinghieri. Per spiegare in breve a chi non sapesse cos’è il marketing piramidale farò un breve esempio: mettiamo che io abbia un azienda che produce un qualsiasi bene di consumo, come strategia scelgo di usare il marketing piramidale, quindi assolderò un tot di personaggi sopracitati che non faranno altro che reclutarne altri sotto di loro, i quali ne recluteranno altri e così via. Da qui il nome di PIRAMIDALE, ovviamente io guadagnerò in percentuale dalle vendite dei miei sottoposti e i miei sottoposti dalle vendite dei loro. Vista così non sembrerebbe neanche tanto male, però bisogna precisare che le vendite che sia io che i miei sottoposti faremo all’inizio saranno quelle ai nostri conoscenti quindi amici e parenti, ma una volta esauriti quelli? Bhè è molto semplice, si cerca un altro sottoposto che ci presenti i suoi, quindi l’obiettivo finale dell’azienda è vendere ai conoscenti dei sottoposti ultimi arrivati, i quali verranno sfruttati fino all’ultimo parente e /o amico per poi essere completamente abbandonati. Da questo subdolo modo di fare di queste aziende, e ce ne sono sempre di più, escono quei personaggi che ho citato all’inizio del post, li riconosci subito, di solito sono conoscenti che non vedi da tanto tempo o magari persone che hai sempre conosciuto di vista ma che non hai mai salutato. Di colpo te li trovi davanti completamente cambiati, tirati a lucido con un sorriso a duecentottantaquattro denti (mi si sono raddoppiati??), ti salutano con abbracci, baci, pacche sulle spalle come se tu fossi il loro migliore amico, parlano del più e del meno, sempre col sorriso cronico ovviamente, e poi quando meno te lo aspetti se ne escono con ”vuoi guadagnare delle belle somme facendo un lavoro semplicissimo?” e tu ancora disorientato da questo deficiente vestito a festa che non fa altro che riempirti di complimenti magari rispondi di si, ed è da quel si che inizia il calvario. Verrai catapultato nel suo mondo aziendale (falso come i soldi del monopoli) tutto riunioni sorrisi e pacche sulle spalle, ti farà conoscere dirigenti su dirigenti presentandoteli come le migliori persone con cui abbia mai avuto a che fare, a volte all’inizio delle riunioni c’è addirittura la musica (e non sto scherzando), a volte prima di iniziare la riunione si fanno gli applausi da soli, della serie ”Oggi qui con noi c’è tizio!” e giù con gli applausi senza senso, ci manca che a un certo punto una voce femminile dica ”è con noi IVA ZANICCHI!”e parta la musica di Il Prezzo è Giusto. Ma la chicca più bella che ogni volta salta fuori dal colloquiare con questi assurdi personaggi è ”Lo sai che c’è un ragazzo della nostra azienda che guadagna 20.000 Euro al mese e ha appena vent’anni?”. Ora, io dopo aver sentito questa stessa frase almeno da 4 o 5 personaggi di aziende diverse mi sorge il dubbio che questo ragazzo di vent’anni sia il sempre il solito, al prossimo che me lo dice gli propongo di presentarmelo, lo voglio conoscere. Comunque in definitiva voglio solo metterti in guardia lettore, soprattutto se sei giovane e stai cercando il tuo primo lavoro, non credere a chi ti promette guadagni fantascientifici senza sforzo, a chi ti sorride e ti fa i complimenti in continuazione, ricorda, I COMPLIMENTI COSTANO POCO.

Al solito in Italia…

Pubblicità ti odio!

Ebbene si, viviamo nell’era del marketing, la pubblicità è ormai onnipresente, ovunque. Tutto credo sia nato dal carosello, cioè una serie di spot televisivi mandati in onda uno dietro l’altro che avevano si la funzione di pubblicizzare i vari prodotti ma erano considerati anche un vero e proprio intrattenimento. Ovviamente nessuno si sarebbe mai aspettato cosa sarebbe successo anni dopo. Piano piano la pubblicità è entrata nelle nostre vite, mangiando sempre più spazio a programmi e film, mi ricordo che da bambino guardavo il film del dopo cena con mio padre e la pubblicità c’era solo alla fine del primo tempo, qualche minuto che ci dava il tempo di andare a sgraffignare qualcosa in cucina che avremmo con calma mangiato durante il secondo tempo, poi piano piano hanno iniziato a mettere qualche spazio pubblicitario in più, successivamente hanno iniziato a dilatare i tempi e la pubblicità ha iniziato a diventare invadente del tipo 10 minuti di film e 6 di pubblicità. Un giorno per fortuna ho deciso di spengere quella scatola maledetta e adesso sono libero. Anche i giornali stessa solfa, ora non dico dei quotidiani, che leggo pochissimo per altri motivi, ma le riviste cavolo sono tempestate, sfogliatene una così per curiosità, ogni 6/7 pagine c’è uno spot a pagina intera se non a 2 pagine, odiose. Allora uno pensa di informarsi con internet sperando di non essere tediato ancora e invece… Youtube ha deciso che prima di guardare un video devi sorbirti almeno 5 secondi di pubblicità, e quindi stai li a guardare i secondi che scorrono con l’indice pronto a schiacciare SALTA ANNUNCIO. Se guardi un video più lungo può capitare che ti chieda: “vuoi guardare il video con 4 interruzioni pubblicitarie da 15 secondi l’una o vuoi uno spot subito da 1 minuto e poi ti guardi il tuo video?” e io vorrei rispondergli in modo non troppo pacato di mettersi lo spot e/o gli spot la dove non batte il sole. Stasera ad esempio su un altro sito d’informazione ho dovuto sorbirmi non uno ma due spot pubblicitari consecutivi nei quali non solo non c’era il SALTA ANNUNCIO, ma non c’era neanche il regola volume quindi ho dovuto mettere mano alle casse del PC perché me li hanno sparati al massimo e non essendo proprio presto ho rischiato di svegliare tutto il vicinato. Le prime volte che ho navigato nel web la pubblicità quasi non esisteva, al massimo ogni tanto un pop up, ma era sopportabile, adesso sta tristemente diventando come la televisione.

TrovaLe un nome

In questi giorni ho ripreso a suonare con più frequenza, non so perchè, per quelli che hanno la fortuna di saper suonare uno strumento ci sono momenti di ispirazione sfrenata in cui ti aggrappi allo strumento e non lo molli neanche sotto tortura e momenti che invece gli passi accanto senza quasi accorgerti della sua presenza, non so bene da cosa dipenda, probabilmente è così per chiunque suoni uno strumento per piacere e non per lavoro. Non dico che guadagnare suonando sia brutto, anzi, se uno ci riesce ben venga, dico solo che in qualche modo sei costretto a suonare per forza in momenti in cui non ne hai voglia, o, cosa molto ma molto più triste, suonare roba che non ti piace. Comunque a parte le divagazioni sul portarsi a casa la pagnotta con la musica, in questo periodo sto suonando di più, chissà perchè… Passo accanto allo strumento e mi blocco, mi giro, lo guardo, anzi forse sarebbe meglio dire la guardo, è una chitarra… Pensavo che non ho mai dato il nome alla chitarra, molti musicisti lo fanno, ad esempio Alex Britti ha chiamato la sua Martina perchè è una “Martin”, B.B. King l’ha chiamata “Lucille”, e il Corvobianco213 come potrebbe chiamare la sua? Aiutatemi, se troviamo un nome carino la battezzerò con quello, altrimenti dovrò continuare a chiamarla semplicemente chitarra, che è banale, generico, si lo so che in effetti lo è ma ormai ho deciso, devo dargli un nome! Poi è storica, mi ha visto crescere, è insieme a me da ormai più di quindici anni, COSA??? QUINDICI ANNI? Non c’avevo mai pensato… sono scioccato, in un momento mi sono reso conto che è passato un sacco di tempo da quando l’ho comprata, e quindi sto inesorabilmente invecchiando…

 

PS: Oggi siete ufficialmente 50 followers, va bè non ve ne frega niente lo so, ma ormai l’ho scritto.