La Solitudine (ma non quella della Pausini)

La solitudine viene spesso percepita dalle persone come una cosa negativa, una condizione assolutamente da evitare, una sorta di spauracchio dal quale tenersi alla larga. Se qualcuno ti chiede come hai passato Sabato sera e disgraziatamente gli rispondi “da solo” ti guardano come fossi un appestato, oppure uno strano. Sarà che a me è sempre piaciuto isolarmi dal resto del mondo, non dico sempre ma ogni tanto mi piace passare un po di tempo per conto mio, non so perché, forse è solo che in solitudine io sto davvero bene. Quando ho un po di tempo libero da passare da solo mi vengono sempre in mente mille cose da fare e spesso penso che quel tempo sia davvero poco, perché non riesco a farle tutte. La solitudine per me è un modo per ricaricarmi, per guardarmi dentro senza l’invadenza di una qualsiasi terza persona, a volte è anche un modo per fuggire dalla frenesia di questo mondo fatto di appuntamenti, lavoro e cose che “DEVI” fare. E’ come se il mio cervello a un certo punto mi dicesse “basta! Portami via!”, e si sa quando la mente decide il corpo non può far altro che assecondarla. E allora mi ritrovo a girovagare da solo, con le cuffie nelle orecchie a osservare vetrine e volti oppure a cercare una qualsiasi cianfrusaglia che mi passa per la testa in quel momento, una specie di vagabondo per passione, e spesso parto per fare una cosa e mi ritrovo a farne un’altra. Qualche giorno fa, ad esempio, mi ritrovo a vagabondare alla ricerca di plantari in lattice, ho un doloretto al piede e un amico mi ha detto che i plantari in lattice sono miracolosi, mentre cammino per i negozi scorgo una farmacia e ovviamente entro, mi metto a guardare gli scaffali e vedo una confezione di integratori di magnesio e potassio specifici per lo sport, quindi attratto da quelli mi metto a leggere la confezione, i plantari in lattice erano letteralmente scomparsi dalla mia testolina, perduti, via, andati. Poi quando si è da soli si riesce a pensare con calma e meglio anche ai propri problemi, senza nessun ficcanaso che facendo finta di essere interessato alle tue disavventure ti faccia mille domande solo per soddisfare la sua voglia di farsi i c…i tuoi. Da solo puoi pensare, sognare, giocare o semplicemente non fare niente e ascoltare il mondo che ti gira intorno, e sentirti un po più libero. Non che voglia esaltare la solitudine più del dovuto, ma ogni tanto, stare soli con se stessi forse è anche un modo per stare in compagnia di se stessi.

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CRA CRA CRA CRA CRA? CRA CRA CRA! CRA!?

Pubblicato il giugno 5, 2013, in libertà, musica, pensieri, riflessioni, solitudine con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 17 commenti.

  1. Comprendo bene. Quella necessità di solitudine è tipica degli introversi. Che non sono degli asociali, ma persone che hanno bisogno ogni tanto di chiudere l’eccesso di stimoli in entrata dal mondo esterno. Chiudere una metaforica porta e starsene in pace nel proprio mondo… Bellissimo!

  2. Io non sono affatto un’introversa ,anzi oserei dire tutto l’opposto ,eppure mi piace ogni tanto chiudere tutte le porte e stare sola con me stessa e con i miei libri!
    Ciao,buona giornata
    liù

  3. La solitudine ha i suoi pregi. A me piace ogni tanto stare sola, mi serve a focalizzare su di me, a ricaricarmi, a liberarmi delle eccessive pressioni esterne e a dedicarmi ad alcune mie passioni, senza dover scendere a compromessi con niente e nessuno.
    In una certa misura la trovo rigenerante e non mi verrebbe mai da etichettare come “sfigato” chiuque scelga di passare una perte del suo tempo stando solo.

  4. Mi ha riempito di fiducia il tuo post. Io probabilmente ho ancora una grossa frustrazione dovuta al fatto di essere sempre stato solo, e non riesco ad accettare questa solitudine, nonostante al tempo stesso non mi interessa di quello che dice la gente, sabato sera il mio collega mi ha invitato ad una festa un “toga party” ma io non ci vado cosa devo fare in un posto così? Però nel mio inconscio resto comunque psicolabile e la vivo male questa cosa, per questo non riesco a fare niente da solo. Comunque invidio la tua calma e fermezza, penso che sia da prendere ad esempio!

    • Mi fa piacere che ti abbia dato una ricarica di fiducia il mio post, comunque se fossi in te io al toga party ci andrei, tanto per vedere che aria tira, poi se non ti piace puoi sempre andartene via no?

  5. (al_nick_ci_penserò!)

    mmmh parzialmente d’accordo; d’accordo sull’importanza di stare bene da soli, ma purchè questa tendenza e preferenza a stare da soli, non nasconda un disagio nello stare con gli altri; sono, infatti, le relazioni quelle che ci fanno stare bene poi anche con noi stessi. In fondo, ansi, noi scopriamo noi stessi, stando con gli altri.
    Pensa alle cose belle che puoi fare da solo e pensa alle cose belle da condividere; i feedback che ricevi sono entrambi importanti.

  6. Solo la solitudine ci permette di ascoltarci. Amo stare sola, in silenzio. Forse questo nascinde un disagio si ma credo che non è detto che non voler camminare nella massa sia necessariamente un problema nostro…lla massa non si fa domande…

  7. Anche a me spesso piace la solitudine! Meglio stare soli che male accompagnati altre volte. Nella solitudine giustamente siamo in pace e in lotta con noi stessi, possiamo acuire i nostri sensi. Come tutte le cose, solitudine e compagnia vanno ben dosate e l’una non deve e non può escludere l’altro. Ma quanti effettivamente sono capaci di stare da soli con se stessi?

    • E’ vero, mi è capitato di conoscere persone che non sono proprio capaci di stare sole con se stesse, la vivono come una cosa che annoia immediatamente, io continuo a sostenere che non sanno cosa si perdono…

  8. Hai ragione da vendere.
    La maggior parte delle persone fugge dalla solitudine perché ha paura di stare da sola con son se stessa, non sia mai che possa scoprire qualcosa di sé che ignora.
    Questa cosa è tristissima, perché così le persone non si conoscono davvero.
    Una pausa dagli altri, dal mondo intorno, ci vuole, eccome!
    Anche solo per fare quel che più ci fa stare bene, senza nessuno intorno. E mi ritrovo anche nelle tue parole quando dici che mentre parti per fare una cosa, a volte ti ritrovi a farne un’altra!

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