Archivio mensile:luglio 2013

Coppie scoppiate e scoppianti

Accorvaiato sul trespolo della vita il corvobianco213 scruta intorno a se con svogliato sguardo, disinteressato e sin troppo rilassato lascia che tutto gli scorra addosso quando ad un tratto!? In lontananza piccole deflagrazioni stimolano la sua attenzione. Ma cosa sono quelle esplosioni? Cos’è che scoppia? Guardando meglio l’occhio del corvo riesce a scorgere la causa dei boati, aahhh ma sono solo coppie che scoppiano! Eh si, caro lettore, il mondo intorno al corvo è costellato di coppie scoppiate e scoppianti, nel senso che alcune sono scoppiate da poco e altre hanno praticamente già acceso la miccia e il corvo se ne sta sul trespolo con le penne nelle orecchie e gli occhi stretti classici di chi aspetta il botto. Tra una deflagrazione e l’altra il corvo si chiede perchè non se ne salva neanche una? E’ forse l’amore un emozione a scadenza? E poi cos’è l’amore? E’ solo un’emozione, è forse solo un’illusione, o c’è qualcosa di più? Milioni di poeti, scrittori, cantautori e artisti in generale hanno cercato di chiarire il significato di questa parola ma nessuno c’è realmente riuscito, cos’è questa cosa chiamata amore? Questa volta tocca a te lettore, scavati nel profondo e rispondi a questa semplice domanda: “Cos’è l’amore?”.

PS: è severamente vietato rispondere come il vecchio Cantini nel film di Pieraccioni “Fuochi d’artificio” in cui rispose alla domanda di Germano “Che cos’è l’amore?” con: “L’amore è quando ti si rizza ancora!”.

L’odioso ronzio delle zanzare

E un post va dedicato anche a loro, alle protagoniste indiscusse di ogni estate italiana che si rispetti “le zanzare”. Questo infimo insetto che non manca mai di rovinarci uno dei momenti più belli della nostra vita, quel momento in cui non sei ne completamente cosciente ne addormentato, il momento dolcissimo del dormiveglia, quell’istante in cui senti Morfeo che ti invita a lasciarti andare e tu sei come in trans, in quel preciso secondo la stronzissima decide di passarti proprio li, vicino all’orecchio, provocandoti l’uscita brusca da quel paradiso mentale e conseguentemente regalandoti la consapevolezza di fare subito qualcosa per far si che non si ripeta l’accaduto. Perché non crederai mica che si tratti di un episodio sporadico o casuale, no, la zanzara sembra quasi che ci abbia rimesso l’orologio, appena socchiudi gli occhiucci e tenti di riprendere sonno lei ripassa con quell’inconfondibile ronzio, e a questo punto il tuo fastidio diventa vera e propria incazzatura. Personalmente al secondo passaggio mi alzo, accendo qualsiasi luce perché voglio e devo avere la piena visione del circostante, la stanza diventa il campo di battaglia, opuscoli, giornali o magliette le usuali armi, e così do vita alla guerra contro l’insetto più odioso della storia del mondo. In piedi sul letto sono praticamente immobile, una specie di predatore che aspetta il momento giusto per sferrare l’attacco mortale, attendo che la stronza faccia la sua mossa. Al momento dell’avvistamento aspetto che si posi, anche addosso a me volendo, troppo rischioso cercare di colpire un bersaglio in movimento, meglio attendere e fargli credere di non essere in pericolo. Quando il bersaglio è fermo scatta la trappola e bam! Con gesto fulmineo uccido la bestia, ma quello veramente sconfitto se ci penso bene sono io, sono sveglissimo in piena notte, per riaddormentarmi mi ci vorrà almeno un’oretta, sul muro c’è una strisciata di sangue che verrà via solo alla prossima imbiancatura previa secchiata di napalm, e avendo acceso tutte le luci con la finestra aperta probabilmente oltre alle sue sorelline nella stanza saranno entrate tre falene un coleottero e se mi è andata particolarmente male anche un pipistrello… Perché non mi decido mai a comprarmi un antizanzare?

Maschi Alfa a cena

Prendete due amici con personalità da leader e portateli a cena, ovviamente non fateli sedere senza che si siano scolati almeno un bel bicchierone di prosecco, lasciate che lentamente prendano confidenza, ovviamente lodate le gesta di ognuno senza mai prevaricare l’altro, durante la cena fate in modo che non manchi mai una buona dose di alcolici. Con scaltrezza fate vertere la conversazione su chi ha fatto di più in termini di esperienze di vita, non importa di che esperienze si tratti, fate in modo che lentamente entrino in competizione l’uno con l’altro. Nel frattempo ordinate una portata che soddisfi a pieno il vostro palato, nel mio caso è stato un bel pescione arrosto con verdure e una bottiglia di vino aromatico, e poi con estrema soddisfazione osservate i due maschi alfa sfidarsi a colpi di aneddoti di vita gonfiati a dovere per l’occasione. E’ veramente affascinante osservare due esemplari di sesso maschile che cercano di farsi più intelligenti, veloci, scaltri o qualsiasi altro pregio rispetto all’altro. Io me ne stavo li, gustandomi il mio pescione completamente rilassato a guardarmi il film che avevo brillantemente allestito, ogni tanto mi gustavo un sorso di vino e ascoltavo i due pavoni che tentavano di prevaricarsi, a volte interrompevo, quando causa alcolici e discussioni troppo accese sentivo che il tono della voce superava i decibel consentiti dal locale che ci ospitava. Forse dovrei sentirmi una merda perchè sapevo già che li avrei messi in competizione e che la serata avrebbe potuto concludersi con un litigio, e invece no, probabilmente lo rifarò, direi che il film è stato molto avvincente con delle punte di comicità notevoli, perchè i due maschi alfa spesso hanno condito le loro gesta con aneddoti al limite del verosimile, ai quali ho davvero fatto fatica a non scoppiare a ridere, e avendo la bocca piena avrei sicuramente fatto la mia bella figuretta di informe materia organica anfibia comunemente detta “merda”. E’ stata una serata impegnativa ma molto, molto divertente.

Sull’ascella commossa

Forte preoccupazione sul fronte meteo, il ritorno di Caronte fa prevedere massime sui 40 gradi per la gioia di chi soffre il caldo ed è lontano dal mare (hihihi io ero in acqua un’ora fa). Sinceramente io non ho tutta questa preoccupazione, non ho mai sofferto molto il caldo, cioè, mi spiego meglio, lo sento se una giornata è particolarmente più calda delle altre ma non mi scombussola più di tanto la vita. Non sono uno di quelli che se alzi la temperatura di 2 gradi iniziano a sciogliersi come una candela e a formare quel bell’alone ascellare sulle camicie. E poi ho notato che se uno fa sport con regolarità il fenomeno sudorazione diminuisce notevolmente, come se il tuo corpo dicesse “mi hai fatto sudare come un disgraziato l’altro giorno quando mi hai portato a correre e adesso cascasse il mondo non sudo più! Venissero anche 60 gradi io non butto più una goccia! Tiè!”. Questa cosa della sudorazione me l’ha fatta notare qualche sera fa un amico, si chiedeva come facessi a indossare una camicia arancione senza “pezzare l’ascella”, non ho saputo rispondere, so solo che effettivamente aveva ragione, l’ascella era incredibilmente asciutta. Quindi gente, se avete problemi di sudorazione c’è il modo di far diminuire il fenomeno, lo so non è un metodo troppo comodo, purtroppo la bacchetta magica ancora non l’hanno inventata, bisogna faticare un bel po ma i risultati ci sono e sono tangibili. Tangibili nel senso che tocchi l’ascella e miracolosamente non ti schifi…

Un paio di sgarri

Stasera ho mangiato un po di più, avrei dovuto seguire la dieta ma non ce l’ho fatta, ho sgarrato con carboidrati a cena e biscottini nel dopo cena. Che volete che vi dica, ormai è andata così, però un leggerissimo senso di colpa ce l’ho, quella vocina interiore che ti dice “le tue maniglie dell’amore diventeranno maniglioni antipanico”. Va bè vorrà dire che questa settimana farò qualche chilometro in più quando andrò a correre, pazienza. A parte la breve parentesi sullo sgarro alimentare devo dire che il week end è stato piacevole, non che abbia fatto cose particolari ma diciamo che come per la questione cibo mi sono concesso qualche sgarro, tipo spendere qualche soldino faticosamente guadagnato in abbigliamento. Ieri mattina subito dopo il lavoro mi è venuta voglia di fare un giro per negozi (cosa tra l’altro stranissima perché non è che sia un grande amante dello shopping), quindi come sempre ho inforcato la bici e piano piano mi sono passato in rassegna tutte le vetrine. Inutile dire che per me passare in rassegna una vetrina vuol dire darci uno sguardo che non supera mai i 15/20 secondi. Poi all’improvviso mi sono ricordato di un negozietto un po alternativo in cui andavo diversi anni fa, e sono andato a ricercarlo. Incredibilmente era ancora la, sopravvissuto alla crisi che ha mietuto negozi di abbigliamento a decine. Entro e mi accoglie il proprietario, un ragazzo che ha qualche anno più di me, non so se questo ragazzo sia dotato di una memoria da elefante o se semplicemente gli è scoppiato un embolo in quell’istante ma straordinariamente mi riconosce e ci mettiamo a parlare del più e del meno. Il negozio ha sempre lo stesso stile, pareti scure e qualche luce colorata che fa molto discoteca, anche lui ha sempre lo stesso stile, orecchino, barba curata, abbigliamento carino ma alternativo. Ovviamente non è un negozio dove comprare vestiti troppo seri, l’abbigliamento che tiene è molto simile a quello che indossa e per l’acquisto che avevo in mente è praticamente perfetto, infatti dopo circa 20 minuti mi sono accattato un paio di magliette molto semplici ma davvero carine. Parlando con lui gli chiedo come ha affrontato la crisi, gli spiego che ho notato che nel circondario ho visto diversi negozi di abbigliamento chiudere e riaprire a intermittenza. Mi dice che anche lui ha sentito la morsa della crisi ma ha tenuto duro, ha abbassato notevolmente i prezzi e ha lavorato sodo. Sono davvero contento che sia ancora aperto, ne ho visti davvero tanti chiudere e anche in questi giorni si sentono voci di chiusura per un paio di negozi storici. Quando penso alla situazione economica del nostro paese non riesco mai a intravedere niente di roseo, spesso penso che è colpa del mio pessimismo cronico ma conti alla mano mi accorgo che non è così, non sono io che sono pessimista, è la situazione che fa realmente schifo.

Nuvole

Oggi le nuvole dopo molto tempo sono tornate a farci visita, il sole non si vedeva e il mare ha assunto un colore più scuro, quasi minaccioso. Inutile dire che io ero la, sulla riva a contemplarmelo come ogni giorno, e nonostante il vento e i colori scuri che proprio non ti fanno pensare a gioia e spensieratezza mi sentivo tranquillo. Intorno a me molti turisti raccoglievano le loro cose, ombrellone, secchielli, sdraio, pinne e altre cianfrusaglie credendo che di li a poco si sarebbe messo a piovere. Io quasi lo desideravo, dopo tanti giorni di afa insopportabile avrei visto la pioggia come un piacevole intermezzo a quest’estate afosa e umida. Ho alzato gli occhi al cielo ed era come un enorme materasso bianco pieno di bozzi, all’orizzonte il materasso aveva dei colori più tetri, ho pensato che se in quota il vento fosse stato abbastanza forte domani saremmo andati in giro con l’ombrello e gli stivali, poi c’ho ripensato e mi sono detto che ogni volta per rinfrescarci siamo noi che cerchiamo l’acqua, dovremmo essere contenti se questa volta è l’acqua che cerca noi. Mi è capitato un paio di volte di fare il bagno sotto un temporale, e dico fare il bagno nel senso di lavarsi proprio, è molto bello e rinfrescante bisogna solo godersi la pioggia e sperare che i fulmini cadano da un altra parte…

Il mio amico

L’ho ritrovato. Dopo un lungo periodo in cui non ci siamo visti ne sentiti mi sono presentato a casa sua. Sono arrivato davanti alla sua umile dimora come direbbe lui ma non ho suonato il campanello, ho semplicemente estratto il cell dalla tasca e ho fatto partire lo squillo, in quindici anni di amicizia credo di non aver mai suonato e probabilmente lui non mi ha mai risposto al citofono, non so perchè facciamo così ma ormai è diventato automatico, dalla finestra semiaperta del primo piano ho sentito la sua suoneria inconfondibile, un attimo dopo ho sentito il click della porta. Sono entrato e ho aperto la porta della sala e lui era li, in piedi, mi stava aspettando, ci guardiamo e non possiamo fare a meno di sorriderci, un abbraccio e siamo partiti come sempre a chiacchierare, a raccontarci pezzi di vita di questo ultimo anno in cui non ci siamo visti ne sentiti. Parliamo moltissimo e ci capiamo al volo, da quando l’ho conosciuto è sempre stato così fra noi, a volte so in anticipo quello che mi vuol dire e come me lo dirà, capisco immediatamente se è turbato o tranquillo. Mi spiega che è ancora fidanzato e che ha cambiato lavoro, non poteva più sopportare certe cose e ha avuto il coraggio di cambiare radicalmente nonostante il momento di crisi che stiamo attraversando. Ma lo sapevo già che avrebbe scelto così, che avrebbe rivoluzionato tutto, lo conosco troppo bene. Ha tirato fuori le sigarette e me ne ha offerta una e io ho rifiutato, lui ha sorriso, sapeva che avevo smesso ma ha voluto fare questo teatrino per prendermi un po in giro. La serata è passata velocemente e non c’è stato un solo attimo di silenzio, ogni volta è sempre la stessa storia, il tempo quando siamo insieme scorre tre volte più veloce e ci ritroviamo ogni volta a esclamare “cazzo! Abbiamo fatto tardi anche stasera…”. Io non credo di sapere cosa sia l’amore e se esista davvero, spesso l’ho confuso con l’abitudine, con la dipendenza e con altre mille cose, ma so cos’è l’amicizia, quella vera, fatta di affinità, di generosità, di rispetto e di affetto sincero. Questo post è dedicato a lui, al mio amico, grazie Alekos.

E’ il momento di scrivere

Si lo so, è un bel po che non scrivo, ma doveva solo arrivare il momento, ed è arrivato… sinceramente non ci capisco niente, c’è un turbine di emozioni nuove, alcune negative altre positive e si mischiano tra se lasciandomi in un limbo nel quale è difficile trovare una strada, un senso, una direzione… A volte la vita mi sembra così complicata e altre è davvero troppo semplice, ma perché? Perché tutte queste domande? Perché cercare per forza un senso a una cosa che forse senso non ne ha proprio… La vita scorre bella o brutta e non si chiede niente, siamo noi che ci facciamo le domande senza mai trovare le risposte, a volte ci illudiamo di trovarle ma è un attimo non veritiero, solo un attimo niente di più… l’incertezza è la vera padrona, e noi, o almeno io non riesco ad accettarla, mi suona strana, inconcepibile, aliena. Vorrei solo essere più tranquillo, non dover per forza trovarmi faccia a faccia con emozioni disattese. E’ un’ utopia, lo so benissimo ma che ci posso fare, adesso è quello che desidero di più. Forse qualcuno potrebbe pensare che desideri una vita monotona o priva di qualsivoglia emozione, e invece no, vorrei solo che fossero più diluite, più semplici da affrontare, più deboli per certi versi. E invece mi invadono, e per quanto cerchi di essere pronto finisco sempre per esserne sopraffatto, sia per le brutte che per le belle, è una spada di Damocle che oramai credo non riuscirò più a togliermi di dosso… Corvo fanculo! Ti voglio bene ma fanculo!