“Big Mama” e mia nonna

In questo ultimo periodo ho avuto il piacere di riascoltare qualche disco di Etta James, colei che io chiamo “Big Mama” e colei che io considero la regina indiscussa del blues. A parte la carica enorme che riesce a infondermi con le sue straordinarie canzoni Big Mama mi ricorda sempre mia nonna. Probabilmente me la ricorda perché anche mia nonna era una donnona come Etta, e come lei aveva un temperamento niente male. Ricordo benissimo che quando andavo a trovarla mi dava quegli abbracci che solo le nonne come lei sapevano dare. Tra l’altro quando ero piccolo non ero neanche troppo robusto, anzi, ero un bambino abbastanza magro e ogni volta che mi vedeva mi prendeva con tutta la sua irruenza piena d’amore e mi abbracciava schiacciandomi tra le sue mega tettone. Credo che mia nonna non abbia mai sospettato di avermi fatto rischiare lo svenimento in un paio d’occasioni ma è così, del resto la mia testolina veniva letteralmente inglobata da quelle enormi mammelle e la respirazione in quel momento era realmente impossibile. Dopo le prime volte imparai il trucco, salutavo nonna a distanza di sicurezza, prendevo un bel respiro e mi gettavo a occhi chiusi nel suo abbraccio, in questo modo riuscivo a restare in apnea la in mezzo senza rischiare la sincope. Subito dopo l’abbraccio però arrivava il momento dei doni, si perché in casa di mia nonna c’era sempre qualcosa che aveva messo da parte per me, un gioco, una manciata di caramelle, o qualche soldo. L’unica cosa che non mi tornava di lei era la lingua, non riuscivo mai a capire bene cosa diceva poi mio padre mi spiegò che nonna non era molto colta e si esprimeva solo ed esclusivamente usando il dialetto, a causa di ciò io credo di aver capito meno della metà delle cose che mia nonna mi ha detto. Però una cosa la ricordo bene, prima di andare via mi prendeva la faccia tra le mani, mi guardava in silenzio per qualche attimo e con un filo di voce mi diceva che avevo gli occhi di mio nonno, suo marito che aveva perso molti anni prima, poi si commuoveva e mi salutava sorridendo con gli occhi pieni di lacrime.

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CRA CRA CRA CRA CRA? CRA CRA CRA! CRA!?

Pubblicato il agosto 29, 2013, in anziani, bambini, musica, nonni, nostalgia, pensieri, riflessioni con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. Grandi nonne! E non solo fisicamente… 🙂

  2. Bellissimo racconto.. E ottimi gusti musicali, io adoro il blues e Etta James è stata una grande

  3. (al_nick_ci_penserò!)

    La famiglia è tanto. E sia quando manca, sia quando c’è, non possiamo che pensare all’importanza della famiglia. E chissà perchè, i nonni hanno sempre un che di speciale.
    E un pò mi ha commosso il tuo post.

    • E’ vero, i nonni hanno sempre qualcosa di speciale, forse perchè ci danno l’opportunità di confrontarci con un mondo che non c’è più, con punti di vista molto diversi dai nostri, e forse anche perchè siamo i figli dei loro figli quindi in un certo senso ci vogliono bene il doppio.

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