Archivio mensile:settembre 2013

Corsa sotto la pioggia

Oggi sono andato a correre, ho sfruttato la pausa pranzo, anche perchè le giornate hanno già iniziato ad accorciarsi e a me correre col buio non piace per niente. Era poco più di una settimana che non correvo, del resto negli ultimi giorni ho dovuto combattere con una specie di influenza che mi ha a dir poco spossato, e quindi dovevo per forza di cosa fare un’analisi del mio stato di forma, e devo dire che anche stavolta non è andata malaccio. Dopo i primi tre chilometri, nella parte del percorso in cui si diradano gli alberi, intorno a me ha iniziato a piovere e il maestrale ha iniziato a spingere un po di più, in quel preciso momento ho sentito vivida una sensazione di benessere, il vento e la pioggia mi rinfrescavano tutto il corpo, mentre io mi concentravo sulle sensazioni e sulla postura della corsa. Il percorso era praticamente deserto, ho incontrato solo qualche turista tedesco in bici, niente a che fare con le corse serali dell’estate, piene di gente che sembra di essere in pieno centro, ero li, solo, passo deciso e respirazione controllata, pioggia e vento come fedeli compagni di viaggio, odore di terra bagnata e salmastro, aria fresca e pulita, niente cuffie, la musica era il rumore della natura fatto di mille cinguettii e di fronde mosse dal vento, il ritmo lo davano i miei passi e la cadenza del respiro, mente vuota, eh si, perchè dopo un po che corri entra come il pilota automatico, non serve dire al tuo corpo di correre, basta lasciarlo fare, va da se (ok, questa funzione dell’essere umano entra soltanto dopo un po che corri, le prime volte la mente deve dire di correre al corpo praticamente a ogni passo), quindi mente impegnata solo ed esclusivamente a godersi il circostante, ci vuole così poco a volte per sentirsi bene… anche con i vestiti zuppi…

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Influenza e sogni

Babba bia… Raffreddore, tosse e mal di gola… Il corvo se ne sta nel suo nido immobile, con quel freddino nelle ossa tipico di quelle noiose due o tre linee di febbre che ti costringono a letto. Ma che ci vuoi fare, l’estate se n’è andata e adesso dobbiamo riabituarci al freddo, alle influenze, al raffreddore cronico e ai piedi freddi, unico pensiero positivo è che col freddo viene la neve e con la neve si tirano fuori scarponi e sci, che sono sinonimi di week and sulle piste, cioccolate calde, risate in seggiovia, cadute rovinose, liquore al mirtillo e un sacco di altre cose che si possono sperimentare andando a sciare. E dopo questo bel discorso mi rendo immediatamente conto che sto vaneggiando, eh si, perché mancano almeno ancora tre mesi alla prima neve. Questo periodo è sicuramente il più brutto dell’anno, le vacanze sono lontane anni luce e i prossimi mesi saranno vissuti all’insegna del duro lavoro, una via crucis di circa 100 giorni che divide il corvo da una delle cose che lo divertono di più. E va bè, lamentarsi non farà sicuramente scorrere il tempo più velocemente quindi tanto vale mettersi l’anima in pace e tirare avanti. Mi chiedo cosa aspettino gli scienziati a inventare la macchina del tempo: “Salve Sig. Scienziato, io vorrei arrivare istantaneamente al 26 Dicembre please…” che bello sarebbe, il giorno di Natale è già passato quindi non sei costretto in famiglia, hai qualche giorno di ferie e nessun obbligo, che fai? Fai una breve telefonata al tuo amico “Prepara tutto, tra mezz’ora passo a prenderti.” Lo passi a prendere e lui si fa trovare davanti casa sci in mano e sorriso a sedicimila denti, sale in macchina alza lo stereo si gira verso di me e dice: “Andiamooooo!!!!”

Mr. Beard e sua figlia

Ho trovato questo e lo dovevo troppo postare, ma questa bambina è meravigliosa o fa questo effetto solo a me?
Per la cronaca secondo me la reazione della bimba è del tutto giusta, mi avete fatto crescere con Mr. Beard e adesso mi ridate indietro un padre glabro?
E io PIANGOOO!!!

Pubblicità strappalacrime? No grazie….

Da qualche giorno quando vado su Youtube trovo tra i consigli questo breve video di circa tre minuti,

il messaggio è molto semplice e ribadito nel titolo “Dare è la migliore comunicazione”. Il video è davvero molto commovente e toccante e mostra come il senso di solidarietà tra estranei possa rivelarsi importante per il benessere di tutti. Credo che il messaggio sia una sorta di “damose na mano” che, vista la situazione economica e politica attuale del nostro amato pianetino blu, non mi pare neanche troppo fuori luogo. Quello che mi fa pensare, oltre al fatto che è stata usata una storia tanto banale quanto tragica, è che nella realtà tutto ciò ha una probabilità di accadere pari a quella che domattina mi sveglio e trovo E.T. che mi porta la colazione a letto con tanto di quotidiano. Ma quando mai uno ti paga le spese mediche per un intervento chirurgico di quelli da questione di vita o di morte, perché vent’anni prima gli hai regalato un piatto di minestra e due scatole di farmaci, ‘a cazzaro d’un pubblicitario!!!! Ma per favore vogliamo smetterla di prendere per il di dietro la gente normale? Ma perché non lo fanno vedere al governo del “FARE” questo video? Può darsi che cambino quel fare con un dare, ma è vero anche che se dessero quanto hanno fatto probabilmente staremmo combinati esattamente come adesso, o forse peggio. Mi si dirà che spesso la pubblicità mette in video situazioni surreali, è vero, se vedo una macchina che va sull’acqua è ovvio che è una bufala, ma questa storia è presentata come reale, non c’è nessun elemento che mi faccia intendere di essere nella fantascienza o nel surreale. Poi cosa c’entri un’azienda di telefonia con questa pubblicità non lo so, forse solo lo slogan, perché quella gente il telefonino non credo che se lo possa permettere, tra l’altro sono pure thailandesi e non sono proprio un popolo ricco che io sappia. In definitiva comprendo e condivido il messaggio ma penso che poteva esser presentato in modo un po più leggero, lo sappiamo che stiamo di merda, non c’è bisogno che ce lo ricordiate anche nelle pubblicità.

Gravido con voglie

Ok credo di essere incinto, in stato interessante, gravido insomma. Perché? Ti starai chiedendo avido lettore (oppure non te ne frega na beata…),te lo spiego subito. Se in un post precedente dicevo di avere le mie cose non vedo perché in questo non potrei asserire di essere incinto. La mia è una gravidanza senza peccato, tutta opera dello spirito santo, che poi, cosa sia questo spirito santo non l’ho mai ben capito… Va bè, fatto sta che come ogni uomo incinto (ma ce ne sono stati altri? Bho…) mi tocca beccarmi anche le voglie, infatti è tutto il giorno che ho voglia di funghi (non quelli allucinogeni…, probabilmente quelli li ho ingeriti da piccolo e mi porto i segni dietro da tutta una vita…), avrei voglia di uno di quei bei piatti di tagliatelle ai funghi porcini, magari freschi, colti proprio oggi, un filo d’olio a crudo e un pochino di grana a scaglie, accompagnati da una bottiglia di rosso sui quattordici gradi affinato in barrique per almeno ventiquattro mesi. E’ chiedere troppo? Dite che sono troppo esigente? Ma nooo, ricordo mia cugina che quando era incinta mandava suo marito a incasinarsi in giro per trovargli le peggio stranezze, e il bello è che lo faceva a qualsiasi ora del giorno e della notte, una volta si fissò sui piselli (e tu mi dirai, ne conosco tante anch’io di donne fissate coi piselli, e io ti risponderò che intendevo i vegetali…), alle tre di notte suo marito fu costretto a cercare una busta di piselli e incredibilmente ci riuscì, citofonò alla gentilissima vecchina vicina di casa che stranamente a quell’ora non lo fucilò sulla soglia come avrebbe dovuto secondo me, ma con estrema cortesia donò una busta di piselli che lui dopo cucinò con amore alla sua amata. Per quanto possa essere buono e caro, e se mai avrò una moglie incinta con le voglie, non farò mai un gesto simile, alle tre di notte, se vengo svegliato, assumo le sembianze di predator e uccido a vista, come predator sono ben armato, le mie armi si chiamano “infradito Patriot”, come i missili vengono lanciate a velocità2921588-Hot_Toys_Scar_Predator calcolabili solo dalla Nasa e colpiscono con una precisione assurda, e ricorda che se una non va a segno ce n’è sempre un’altra che la segue ed è molto più precisa. All’occorrenza possono essere usate come armi contundenti, la ciabattata nel di dietro provoca rossori e dolori smisurati. Sant’uomo il marito di mia cugina, o forse potrei aggettivarlo diversamente, ma sono un corvo… e sorvolerò…

Riflessioni sull’amore e i suoi derivati

Ho notato che l’argomento amore è sicuramente il più seguito su questo blog, non che la cosa mi stupisca più di tanto, del resto milioni di poeti, cantautori e artisti in generale hanno cercato di spiegare invano che cosa realmente sia questa cosa chiamata amore. Anche gli interventi su questo blog sono stati molteplici e diversi tra loro ma alcuni mi sono rimasti impressi nella memoria e mi hanno fatto pensare. Vorrei riproporli in modo che ognuno possa trarre da queste parole alcune riflessioni che credo siano importanti, o almeno lo sono per me. Grazie mille agli autori.

sguardiepercorsi sull’amore…
L’amore non è quella cosa romantica che pensiamo. È il quotidiano dialogo con un altro che è diverso da te, che a volte comprendi profondamente, altre ti sembra un estraneo. È la fatica di trattenere modi e azioni distruttive quando sei stanco e nervoso, e non sopporti chi ti sta accanto. È andare oltre il tuo nervoso e la tua rabbia per cercare di vedere l’altro e le sue ragioni. È ricordare ciò che ti ha fatto innamorare, ciò che ti piace di lui/lei. È accogliere l’altro per come è, non per come vorresti che fosse. È accogliere la diversità dell’altro come occasione per lavorare su di sé, per allargare i propri confini, per smussare i propri angoli. È pazienza, tolleranza, esercizio di comprensione.
E poi, una cosa che dipende dalla fortuna dell’alchimia: la compatibilità dei difetti. Perché se i difetti dell’altro proprio ti mandano fuori di testa, è tutto molto difficile. E compatibilità non significa che ti devono piacere, solo non ti devono attivare troppo.
Ho scritto solo delle cose impegnative, perché le altre sono facili e vengono spontanee. L’amore si gioca quando comincia la salita.
Detto ciò, amo mio marito e mi sento amata, e credo che l’esperienza d’amore e di vita insieme valga tutte le fatiche, e le ripaghi.

(al_nick_ci_penserò!) e il suo ottimismo sfacciato anch’essa sull’amore… (il blog che ho linkato è privato quindi lo visualizzerete solo dopo aver chiesto il permesso alla proprietaria)
Perchè tu vedi ciò che in fondo ti rassicura e vale a dire ciò che conferma la tua idea di finto amore. Pensaci: ma cosa accadrebbe se cominciassi a vedere persone innamorate e sincere attorno a te? Dovresti cambiare la tua convinzione.
Ti dico anche un’altra cosa: le persone che dicono che non esiste la persona giusta è perchè sono esse stesse lontano dall’essere una persona giusta.
E poi.. poi, secondo me, per amare bisogna sapersi fare amare e per farsi amare bisogna saper amare. Ti ripeto, ci vuole impegno su se stessi e verso l’altro e la cosa deve essere fatta da entrambi nella coppia.
Che la faccenda non sia semplice lo penso anche io, ma non credo che anche intorno a te non ci siano vere coppie.
Mi chiedi però come è che faccio a credere a ciò che dico: bè perchè so che voglio essere amata e so che per questo è importante che anche io sappia amare.
Un’altra cosa, non concentrarti sugli altri, ma a che ti serve? L’amore è qualcosa che lega due persone, che legherà te ad un’altra persona. Che c’entrano gli altri? Pensa a te, all’amore che vuoi dare, a quello che riceverai e lotta per ciò in cui credi.

La Dona sul matrimonio e l’amore
A parte i chiari motivi per cui le coppie non mettono su casa e famiglia ma sono convinta che dietro questa scelta vi sia anche una parte di “comodo”
Quando io e Stefano ci siamo sposati nel 1997 non avevamo un soldo, lui lavorava da un anno e mezzo, io avevo un lavoro che avrei perso se fossi rimasta incinta e i nostri genitori non avevano soldi per farci sposare. Il matrimonio si è fatto lo stesso. Casa presa in affitto, abiti “economici” buffet dopo la celebrazione fatto da noi senza catering o robe simili, bomboniere intelligenti…insomma con una spesa che fu inferiore al milione e mezzo di lire il matrimonio si fece, e parlo di tutto compreso. Ma non fu una schifezza intendiamoci, ancora oggi chi vi partecipò lo ricorda come un bellissimo matrimonio. Ho raccontato tutto questo perché alla base c’è staato il voler sacrificare delle cose “inutili”…cosa che anche dopo negli anni ci è capitato di fare. Quando due persone decidono di sposarsi, civilmente o in chiesa, il presupposto dovrebbe essere che duri per sempre ma le difficoltà banali pare diventino ostacoli colossali impossibili da superare. Non puç stare in piedi una situazione così è logico. Una coppia cresce solo se affronta quotidianamente scazzi, divergenze, sacrifici, rogne…nella buona sorte sono capaci tutti a stare insieme. Con questo non voglio dire che non ammetto il divorzio. Ci sono coppie che non possono proprio stare insieme ma credo che nella stragrande maggioranza dei casi i motivi del divorzio siano vere e proprie cazzate.

E poi ci sono io, quello che le domande le ha poste e postate, quello che dall’amore è stato bruciato diverse volte e non ci crede più, quello che non ha più voglia delle frasi a effetto che vengono pronunciate ogni volta perchè “presi dal momento”, quello che si guarda intorno e pensa dentro di se che d’amore non se ne vede quasi punto, quello che non scommetterebbe su una coppia neanche se si trattasse di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, quello che pensa che meglio soli che mal accompagnati, quello che in fondo nell’amore non ci crede, ma ci spera…

Diciotto su Venticinque

Oggi mi sono ritrovato a parlare con un cliente del più e del meno, mi parlava di suo figlio che io avevo visto piccolo diversi anni fa, mi dice che quest’anno frequenterà le scuole medie e che non gli piace molto andare a scuola, una discussione poco interessante se non fosse che a un certo punto mi mette a conoscenza che in classe di suo figlio su venticinque bambini ben diciotto di loro hanno i genitori separati. Parliamoci chiaro, io non ho niente contro chi decide di separarsi o divorziare, capisco benissimo che non sempre si può andare d’amore e d’accordo per tutta la vita e quindi a volte è necessario andare ognuno per la propria strada, però questo mi sembra un dato abbastanza allarmante perchè diciotto su venticinque mi da l’idea di una specie di moda. Tra l’altro io ero rimasto a numeri abbastanza diversi, qualche anno fa ricordo di aver letto un articolo che parlava di una coppia su due, quindi uno aveva il cinquanta percento di possibilità di separarsi così come di continuare beatamente il matrimonio. Con questa ultima testimonianza mi viene la curiosità di andare a rivedere quei dati, saranno cambiati? Qualcuno ne sa qualcosa? E comunque sapendo di questi dati come si può credere ancora oggi a valori come la famiglia? Se questa domanda la rivolgessi a uno di quei bambini probabilmente mi risponderebbe: “quale famiglia? Quella di mamma o quella di papà?”. Tristezza…

Meteoropatia come il ciclo

Si, sono metereopatico, ieri ho avuto una delle giornate più fastidiose che abbia mai avuto in vita mia, diciamo che mi sentivo come quando una donna è nel pieno di quei giorni li, si dai nei giorni del palloncino rosso, nei giorni delle stronze o come cavolo le chiamate voi… Meteorologicamente (ma l’avrò scritto bene? Mha…) parlando è stata una giornata fin troppo variabile, c’era il sole che poi se n’è andato per far posto a dei bei nuvoloni scuri, ovviamente dopo poco è iniziata una pioggia torrenziale che è durata poco più di mezzora e poi sole e poi nuvole e poi di nuovo sole. In tutto questo il mio umore cambiava insieme al meteo e alla fine quando è arrivata sera mi è rimasto addosso solo un senso di fastidio, non riuscivo a capire di cosa avessi voglia, anche per la scelta della cena sono rimasto un tempo infinito a pensare a cosa mangiare. A pensarci bene dev’essere davvero insopportabile sentirsi così una settimana al mese, io per un solo giorno ho avuto il forte desiderio di prendere un sonnifero per saltare quelle ore insopportabili e svegliarmi l’indomani fresco e riposato, ma soprattutto con un umore più accettabile. Nel dopo cena ho addirittura pensato di affogare quella schifosa sensazione nell’alcol, così mi sono stappato una birra per berla mentre mi guardavo un film, è andata a finire che la birra è ancora li, ne avrò bevuta si e no due sorsi poi non mi andava più e l’ho mollata li sola soletta a rilasciare anidride carbonica nell’ambiente. Per fortuna prima della fine del film è arrivato il sonno che mi ha adagiato tra le braccia di Morfeo e stamattina ho un umore decisamente più accettabile, diciamo che mi sono andate via le mie cose…

Sfide per forza, normalità o stupidità?

Ho ricominciato a correre per vedere di dare un colpetto a quel paio di chiletti che mi sono caricato addosso durante le ferie. Devo dire che le gambe reggono bene il carico di lavoro a cui le sottopongo e anche il fiato non si è rovinato più di tanto, in definitiva pensavo peggio, pensavo che avrei sofferto le pene dell’inferno per riprendere il passo, invece potrei quasi affermare che l’unica nota negativa sono quei due chiletti, il resto è rimasto tale e quale. In questi giorni di corsa mi sono capitati due aneddoti che mi hanno fatto pensare, il primo riguarda un uomo sulla cinquantina che ho sorpassato mentre stavo correndo. Premetto che non sono uno di quelli che fa le gare con chi gli sta intorno, semplicemente cerco di tenere costante la velocità che mi posso permettere. Insomma il cinquantenne ha un buon passo, leggermente meno veloce del mio, ha però una corsa molto scoordinata classica di chi è alle prime armi. Essendo io dietro di lui dopo un po decido di sorpassarlo e nel momento esatto in cui lo faccio lui si volta e mi lancia uno sguardo di sfida. Imperturbabile continuo la mia corsa facendo finta di non aver notato niente, ma mi rendo conto immediatamente che ha aumentato il passo convinto che io abbia accettato la sfida. Dopo circa trecento metri sento dietro di me il suo respiro che si fa molto più affannoso, mi volto e vedo un uomo distrutto che arranca per cercare di starmi dietro. Ora io mi chiedo, ma perché devi per forza ingaggiare una competizione? Io non sono un fondista ma ho vent’anni meno di te e sono circa nove mesi che vado a correre, come puoi solo pensare di riuscire a tenere il mio passo? E’ come se vedendo passare un corridore professionista mi mettessi a cercare di tenere la sua velocità, è ovvio che scoppierei dopo poco. Secondo aneddoto, stavolta sembrerebbe un mio coetaneo, mi sorpassa tutto impettito e con una corsa dai passi più corti della mia ma decisamente più frequenti, non saprei proprio dire il perché di quella corsa così rapida nel movimento, io non la farei mai, mi da l’idea di spendere tre volte più energie del necessario. Comunque se ne va velocissimo e in poco tempo non lo vedo più davanti a me, tanto che penso:”Cavolo quello si che è allenato, mi ha letteralmente sverniciato!”. Dopo un paio di chilometri vedo una sagoma con passo claudicante e mentre mi avvicino sento il classico respiro a fischio di chi non ne ha più. Anche in questo caso il signorino ha voluto fare il superuomo per poi scoppiare malamente. Non capisco proprio perché questi personaggi debbano cercare di esagerare sempre e comunque, ci sono persone che devono assolutamente imbastire una sfida, l’idea di correre per il semplice piacere di allenare il proprio corpo e di godersi un po d’aria aperta e di natura non gli passa neanche per l’anticamera del cervello, devono cimentarsi in un confronto fisico, è più forte di loro. Forse è la natura del maschio che cerca sempre la gara, il duello per dimostrare a se stesso e agli altri di essere il maschio alfa. Probabilmente sono stato creato sbagliato perché io questa smania di primeggiare proprio non ce l’ho, quasi quasi vado dalla mia creatrice a chiedergli spiegazioni, mamma perché non mi hai fatto il gene della sfida? Perché se uno tenta in tutti i modi di gareggiare io ci vedo solo un coglione che non mi lascia correre in pace? Eh mamma, rispondi!

NEVROMALINCOINCAZZATURA

Periodo un po strano, non so se sia la fine dell’estate che mi mette questa specie di senso di malinconia addosso, sarà che sono andato in libreria e non ho trovato neanche un titolo che attirasse la mia attenzione ( si lo so, sono pignolo e ho dei gusti particolari…), sarà che ho preso un paio di chiletti e mi sento un po in colpa, sarà che dormo poco e male, insomma diciamo che il morale non è molto alto. Il tram tram lavorativo è ricominciato con una notevole mole di lavoro arretrato, quindi in mezzo a questo periodo veramente poco idilliaco sarò costretto a rimboccarmi le maniche e mettermi in pari. A pensarci bene la cosa non mi dispiace neanche più di tanto, può darsi che una bella full immersion lavorativa mi scuota quel tanto che basta per scrollarmi di dosso questa sensazione di malinconia. Nei periodi come questo mi da fastidio tutto, anche le cose più stupide, ad esempio qualche attimo fa un’auto ha clacsonato fuori dall’ufficio, quel suono mi ha procurato immediatamente la nevrosi, adesso vorrei uscire fuori bazooka alla mano e detonare chi ha avuto la malaugurata idea di poggiare la mano su quel maledetto clacson. Dite che dovrei calmarmi? Dite che sto esagerando? Eh che ve devo dì, in questi giorni butta male, il corvo è bianco fuori e nero dentro… Forse è meglio se smetto di scrivere e mi rimetto a lavoro…