Giorno: 30 settembre 2013

Corsa sotto la pioggia

Oggi sono andato a correre, ho sfruttato la pausa pranzo, anche perchè le giornate hanno già iniziato ad accorciarsi e a me correre col buio non piace per niente. Era poco più di una settimana che non correvo, del resto negli ultimi giorni ho dovuto combattere con una specie di influenza che mi ha a dir poco spossato, e quindi dovevo per forza di cosa fare un’analisi del mio stato di forma, e devo dire che anche stavolta non è andata malaccio. Dopo i primi tre chilometri, nella parte del percorso in cui si diradano gli alberi, intorno a me ha iniziato a piovere e il maestrale ha iniziato a spingere un po di più, in quel preciso momento ho sentito vivida una sensazione di benessere, il vento e la pioggia mi rinfrescavano tutto il corpo, mentre io mi concentravo sulle sensazioni e sulla postura della corsa. Il percorso era praticamente deserto, ho incontrato solo qualche turista tedesco in bici, niente a che fare con le corse serali dell’estate, piene di gente che sembra di essere in pieno centro, ero li, solo, passo deciso e respirazione controllata, pioggia e vento come fedeli compagni di viaggio, odore di terra bagnata e salmastro, aria fresca e pulita, niente cuffie, la musica era il rumore della natura fatto di mille cinguettii e di fronde mosse dal vento, il ritmo lo davano i miei passi e la cadenza del respiro, mente vuota, eh si, perchè dopo un po che corri entra come il pilota automatico, non serve dire al tuo corpo di correre, basta lasciarlo fare, va da se (ok, questa funzione dell’essere umano entra soltanto dopo un po che corri, le prime volte la mente deve dire di correre al corpo praticamente a ogni passo), quindi mente impegnata solo ed esclusivamente a godersi il circostante, ci vuole così poco a volte per sentirsi bene… anche con i vestiti zuppi…

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Influenza e sogni

Babba bia… Raffreddore, tosse e mal di gola… Il corvo se ne sta nel suo nido immobile, con quel freddino nelle ossa tipico di quelle noiose due o tre linee di febbre che ti costringono a letto. Ma che ci vuoi fare, l’estate se n’è andata e adesso dobbiamo riabituarci al freddo, alle influenze, al raffreddore cronico e ai piedi freddi, unico pensiero positivo è che col freddo viene la neve e con la neve si tirano fuori scarponi e sci, che sono sinonimi di week and sulle piste, cioccolate calde, risate in seggiovia, cadute rovinose, liquore al mirtillo e un sacco di altre cose che si possono sperimentare andando a sciare. E dopo questo bel discorso mi rendo immediatamente conto che sto vaneggiando, eh si, perché mancano almeno ancora tre mesi alla prima neve. Questo periodo è sicuramente il più brutto dell’anno, le vacanze sono lontane anni luce e i prossimi mesi saranno vissuti all’insegna del duro lavoro, una via crucis di circa 100 giorni che divide il corvo da una delle cose che lo divertono di più. E va bè, lamentarsi non farà sicuramente scorrere il tempo più velocemente quindi tanto vale mettersi l’anima in pace e tirare avanti. Mi chiedo cosa aspettino gli scienziati a inventare la macchina del tempo: “Salve Sig. Scienziato, io vorrei arrivare istantaneamente al 26 Dicembre please…” che bello sarebbe, il giorno di Natale è già passato quindi non sei costretto in famiglia, hai qualche giorno di ferie e nessun obbligo, che fai? Fai una breve telefonata al tuo amico “Prepara tutto, tra mezz’ora passo a prenderti.” Lo passi a prendere e lui si fa trovare davanti casa sci in mano e sorriso a sedicimila denti, sale in macchina alza lo stereo si gira verso di me e dice: “Andiamooooo!!!!”