Mese: settembre 2013

Meteoropatia come il ciclo

Si, sono metereopatico, ieri ho avuto una delle giornate più fastidiose che abbia mai avuto in vita mia, diciamo che mi sentivo come quando una donna è nel pieno di quei giorni li, si dai nei giorni del palloncino rosso, nei giorni delle stronze o come cavolo le chiamate voi… Meteorologicamente (ma l’avrò scritto bene? Mha…) parlando è stata una giornata fin troppo variabile, c’era il sole che poi se n’è andato per far posto a dei bei nuvoloni scuri, ovviamente dopo poco è iniziata una pioggia torrenziale che è durata poco più di mezzora e poi sole e poi nuvole e poi di nuovo sole. In tutto questo il mio umore cambiava insieme al meteo e alla fine quando è arrivata sera mi è rimasto addosso solo un senso di fastidio, non riuscivo a capire di cosa avessi voglia, anche per la scelta della cena sono rimasto un tempo infinito a pensare a cosa mangiare. A pensarci bene dev’essere davvero insopportabile sentirsi così una settimana al mese, io per un solo giorno ho avuto il forte desiderio di prendere un sonnifero per saltare quelle ore insopportabili e svegliarmi l’indomani fresco e riposato, ma soprattutto con un umore più accettabile. Nel dopo cena ho addirittura pensato di affogare quella schifosa sensazione nell’alcol, così mi sono stappato una birra per berla mentre mi guardavo un film, è andata a finire che la birra è ancora li, ne avrò bevuta si e no due sorsi poi non mi andava più e l’ho mollata li sola soletta a rilasciare anidride carbonica nell’ambiente. Per fortuna prima della fine del film è arrivato il sonno che mi ha adagiato tra le braccia di Morfeo e stamattina ho un umore decisamente più accettabile, diciamo che mi sono andate via le mie cose…

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Sfide per forza, normalità o stupidità?

Ho ricominciato a correre per vedere di dare un colpetto a quel paio di chiletti che mi sono caricato addosso durante le ferie. Devo dire che le gambe reggono bene il carico di lavoro a cui le sottopongo e anche il fiato non si è rovinato più di tanto, in definitiva pensavo peggio, pensavo che avrei sofferto le pene dell’inferno per riprendere il passo, invece potrei quasi affermare che l’unica nota negativa sono quei due chiletti, il resto è rimasto tale e quale. In questi giorni di corsa mi sono capitati due aneddoti che mi hanno fatto pensare, il primo riguarda un uomo sulla cinquantina che ho sorpassato mentre stavo correndo. Premetto che non sono uno di quelli che fa le gare con chi gli sta intorno, semplicemente cerco di tenere costante la velocità che mi posso permettere. Insomma il cinquantenne ha un buon passo, leggermente meno veloce del mio, ha però una corsa molto scoordinata classica di chi è alle prime armi. Essendo io dietro di lui dopo un po decido di sorpassarlo e nel momento esatto in cui lo faccio lui si volta e mi lancia uno sguardo di sfida. Imperturbabile continuo la mia corsa facendo finta di non aver notato niente, ma mi rendo conto immediatamente che ha aumentato il passo convinto che io abbia accettato la sfida. Dopo circa trecento metri sento dietro di me il suo respiro che si fa molto più affannoso, mi volto e vedo un uomo distrutto che arranca per cercare di starmi dietro. Ora io mi chiedo, ma perché devi per forza ingaggiare una competizione? Io non sono un fondista ma ho vent’anni meno di te e sono circa nove mesi che vado a correre, come puoi solo pensare di riuscire a tenere il mio passo? E’ come se vedendo passare un corridore professionista mi mettessi a cercare di tenere la sua velocità, è ovvio che scoppierei dopo poco. Secondo aneddoto, stavolta sembrerebbe un mio coetaneo, mi sorpassa tutto impettito e con una corsa dai passi più corti della mia ma decisamente più frequenti, non saprei proprio dire il perché di quella corsa così rapida nel movimento, io non la farei mai, mi da l’idea di spendere tre volte più energie del necessario. Comunque se ne va velocissimo e in poco tempo non lo vedo più davanti a me, tanto che penso:”Cavolo quello si che è allenato, mi ha letteralmente sverniciato!”. Dopo un paio di chilometri vedo una sagoma con passo claudicante e mentre mi avvicino sento il classico respiro a fischio di chi non ne ha più. Anche in questo caso il signorino ha voluto fare il superuomo per poi scoppiare malamente. Non capisco proprio perché questi personaggi debbano cercare di esagerare sempre e comunque, ci sono persone che devono assolutamente imbastire una sfida, l’idea di correre per il semplice piacere di allenare il proprio corpo e di godersi un po d’aria aperta e di natura non gli passa neanche per l’anticamera del cervello, devono cimentarsi in un confronto fisico, è più forte di loro. Forse è la natura del maschio che cerca sempre la gara, il duello per dimostrare a se stesso e agli altri di essere il maschio alfa. Probabilmente sono stato creato sbagliato perché io questa smania di primeggiare proprio non ce l’ho, quasi quasi vado dalla mia creatrice a chiedergli spiegazioni, mamma perché non mi hai fatto il gene della sfida? Perché se uno tenta in tutti i modi di gareggiare io ci vedo solo un coglione che non mi lascia correre in pace? Eh mamma, rispondi!

NEVROMALINCOINCAZZATURA

Periodo un po strano, non so se sia la fine dell’estate che mi mette questa specie di senso di malinconia addosso, sarà che sono andato in libreria e non ho trovato neanche un titolo che attirasse la mia attenzione ( si lo so, sono pignolo e ho dei gusti particolari…), sarà che ho preso un paio di chiletti e mi sento un po in colpa, sarà che dormo poco e male, insomma diciamo che il morale non è molto alto. Il tram tram lavorativo è ricominciato con una notevole mole di lavoro arretrato, quindi in mezzo a questo periodo veramente poco idilliaco sarò costretto a rimboccarmi le maniche e mettermi in pari. A pensarci bene la cosa non mi dispiace neanche più di tanto, può darsi che una bella full immersion lavorativa mi scuota quel tanto che basta per scrollarmi di dosso questa sensazione di malinconia. Nei periodi come questo mi da fastidio tutto, anche le cose più stupide, ad esempio qualche attimo fa un’auto ha clacsonato fuori dall’ufficio, quel suono mi ha procurato immediatamente la nevrosi, adesso vorrei uscire fuori bazooka alla mano e detonare chi ha avuto la malaugurata idea di poggiare la mano su quel maledetto clacson. Dite che dovrei calmarmi? Dite che sto esagerando? Eh che ve devo dì, in questi giorni butta male, il corvo è bianco fuori e nero dentro… Forse è meglio se smetto di scrivere e mi rimetto a lavoro…

La sindrome del lieto fine

Possibile che il 99,99% dei film che vediamo abbiano il lieto fine? E spesso non si tratta di un lieto fine qualsiasi, no no, è di quelli supersmielati che ti provocano un picco dell’indice glicemico che se sei un diabetico rischi ogni volta il coma. Mettiamo che il protagonista sia un lui, stai pur certo che alla fine del film ha conquistato la donna che voleva, la quale è sicuramente una strafiga che ha occhi solo per lui, ha fatto i soldi oppure è diventato un mezzo eroe nazionale, e la scena finale con musica strappalacrime ti fa intendere che “vissero tutti felici e contenti”. Ora io non dico che dovrebbero finire sempre male, ma il cinema secondo il mio modesto avviso, come anche altre forme d’arte dovrebbe rispecchiare un minimo la realtà in cui viviamo, e quest’ultima mi pare tutto tranne che rosea. Del resto non l’ho mica detto io che in una società decadente, l’arte, se veritiera, deve anch’essa riflettere il declino. Quindi suggerisco agli addetti ai lavori di far finire male qualche film, secondo me farebbero anche scalpore, immaginiamo due amici che s’incontrano e uno fa all’altro: “sai, ieri sera ho visto un film che alla fine il protagonista non è riuscito a salvare la sua amata, è morto lui e lei, il cattivo ha trionfato e ha messo in schiavitù l’intera razza umana”. Chiunque sarebbe incuriosito e vorrebbe vederlo no? E se proprio il finale tragico non dovesse piacere almeno la scrittina in fondo “e vissero felici e contenti… per un paio d’anni, poi come il resto del mondo iniziarono a litigare e adesso stanno affrontando la separazione per vie legali…” sarebbe più simpatico, educativo e reale.