Archivio mensile:gennaio 2014

Shine On Award al vecchio amico

Incredibile ma vero, arriva la nomination allo Shine on Award per il mio blog! La persona che ha deciso di nominarmi per tale premio è Josè Bernò tramite il suo blog PindaricaMente.

shine-on-award

La nomination fa sicuramente piacere ma c’è un’altra cosa che mi ha incuriosito particolarmente, e cioè la motivazione per la quale ha deciso in tal senso “ogni volta che leggo un suo post mi viene quasi voglia di abbracciarlo”. Così ho chiesto spiegazioni e lei molto semplicemente mi ha risposto “è proprio cosi, leggo i tuoi post e mi viene voglia di abbracciarti, come si fa con un amico di vecchia data che ti dice sempre le cose giuste al momento giusto”. E devo dire che mi ha fatto davvero piacere, mi ha mostrato un’immagine di me che assolutamente non conoscevo, a volte si crede di risultare completamente diversi da ciò che in realtà siamo e appariamo (ma cos’ho detto?… cioè scritto…).

le regole dello sciain recitano così:

– inserire il logo dell’award sul front del post;

– riportare il nome del blog che ti ha nominato all’inizio del post;

-rispondere a 7  domande su se stessi;

-nominare 15 blogger per questo premio e riportare il link del loro blog;

– notificare a questi blogger la nomination.

Spero che mi perdonerà se salterò completamente i punti quattro e cinque, ma poco tempo fa ne ho già nominati un sacco per un altro award e mi ripeterei inutilmente.

Mi accingo dunque a rispondere a sette domande su me stesso:

1) Perchè hai iniziato questo blog? Era già qualche anno che di tanto in tanto davo un’occhiata al mondo dei blog, l’ho sempre trovato molto più interessante dei soliti famosi e famigerati social network, una nicchia dove vomitare in santa pace tutti i tuoi pensieri, perchè ogni tanto devi buttarli fuori, e non ci stanno dentro… 

2) Qual è la cosa più importante della tua vita? La cosa mmm… quindi non la persona, allora se devo limitarmi a un oggetto inanimato direi la casa.

3) Il cibo di cui non puoi fare a meno. Io sono nato e vissuto sul e nel mare, quindi pesce.

4) Il tuo posto del cuore. Vedi sopra.

5) Come ti vedi nei prossimi 10 anni? Non lo so, e comunque adoro la suspense…

6) Tre cose senza le quali non esci mai di casa. Sono un uomo, quindi mi limito all’essenziale, chiavi, cellulare e portafoglio.

7) Una citazione che ti caratterizza. In direzione ostinata e contraria.

E dopo tutte queste belle domandine chiudo in modo secco questo post con una parola ancora per colei che ha deciso di nominarmi “GRAZIE MILLE”, perfetto sono due…

Di panettone e corsa

Da qualche giorno ho riniziato a correre. Inutile dire che durante la pausa natalizia credo di aver ingerito una quantità di calorie tale da poter fare concorrenza a una supergigante blu, inoltre ho piazzato il fondoschiena sul divano e veramente poche volte mi sono degnato di alzarlo, praticamente mi ero tramutato in un’orrenda figura mitologica con la testa di Corvo, il corpo di Homer Simpson e al posto delle gambe un divano. Comunque dicevo che ho riniziato a correre, direi che il passo c’è ancora, le gambe non hanno risentito più di tanto, diciamo che fanno il loro dovere, è il fiato… Come ormai tutti sanno durante una sessione di corsa la fatica viene percepita diversamente durante tutto l’arco dell’allenamento, alla partenza siamo ovviamente freschi quindi niente problemi, dopo un po inizia a farsi sentire, il respiro si allunga e aumenta di frequenza, è in questo momento che il corridore deve tenere duro, in gergo si dice che deve “rompere il fiato”, ora io non so cosa cavolo vuol dire in termini medici, ma so esattamente cosa si prova. Ve lo spiegherò in parole semplici, praticamente durante la prima fase della corsa la fatica si percepisce molto chiaramente, o almeno a me succede così, penso sempre di non farcela, poi probabilmente il fisico mette in atto un’ organizzazione interna perchè capisce che la testa non ha la minima intenzione di fermarsi, quindi la corsa diventa a un tratto una questione di ritmo e coordinazione respiratoria, e quando te ne rendi conto hai appena rotto il fiato e il corpo sembra essersi abituato alla fatica, facendotela percepire più lieve. Ecco, tutta questa bella pappardella per dire soltanto che causa panettoni, cioccolata e schifezze (schifezze?) varie vorrei chiedere a qualcuno se ha una mazza da baseball, o che so un martello da un quintale per rompere il mio fiato che probabilmente è diventato di ghisa e/o acciaio… Oggi credo addirittura di non averlo mai rotto, ho faticato come un disgraziato per tutta la durata della corsa, mai una tregua, il respiro sembrava quello di due aspirapolvere alternate, ero bagnato come un naufrago… Il panettone è assolutamente un’arma a doppio taglio, sappiatelo…

#8 TRE DI TRE

Altro Giovedì, altro appuntamento con la rubrica TRE DI TRE in collaborazione con Viaggio al Termine della Notte, rubrichina in cui Crisalide77 e io raccontiamo tre cose di noi, così, tanto per conoscersi meglio e scuriosare un po tra ricordi e sogni, insomma un’ occhiatina veloce nella vita di due persone “normali” (che poi esiste la normalità? mmm…). L’argomento di oggi ci porterà a spaziare in lungo e in largo per il nostro amatissimo pianetino blu, stiamo parlando di: ”Tre viaggi che vorrei fare”. Senza indugio direi di scominciare!

1- L’argomento di oggi cade a fagiuolo (questo modo di dire mi ha sempre suscitato forte ilarità, e poi chissà perchè si dice così… bho…) perchè in questi giorni stavo pensando a un viaggio che mi piacerebbe fare, vorrei andare in Giappone. Mi sono messo a cercare qualche video su Youtube per farmi un’ idea di come potrebbe essere e ho visto che un sacco di gente ci va per amore dei manga e dei fumetti in generale, del resto il Giappone è la patria dei fumetti, io no, dei fumetti non me ne potrebbe fregà de meno, io sono incuriosito dal paesaggio e dalla cultura millenaria completamente diversa dalla nostra. L’unico problema è che il Giappone rispetto a noi è leggermente lontanuccio, praticamente quasi dall’altra parte del pianeta, quindi i costi credo siano un pò altini, e poi c’è anche il fatto che vorrei restarci per almeno una ventina di giorni quindi i costi lievitano ulteriormente, non mi resta che mettermi da parte i soldi cercando di non spenderli in altre cose.

2- Altro viaggio che mi piacerebbe davvero fare è la Polinesia. Sarebbe un viaggio all’insegna del rilassamento e del mare. Potersi rilassare sotto la palma con il drink in mano, poi un breve tragitto in barca o forse sarebbe meglio dire canoa, insomma qualcosa che galleggi e che mi porti a largo, quindi pinne maschera e soprattutto “niente muta” l’acqua a mille gradi permette di stare ore in acqua senza patire il freddo. Polinesia = Paradiso.

3- Dopo queste due mete (per adesso solo mentali) così lontane è la volta della nostra amatissima Italia. Il viaggio che vorrei intraprendere è fattibile ma necessita di tanto, forse troppo tempo, il giro d’italia in moto. Vorrei partire con la moto e riuscire a toccare tutte le regioni d’Italia. Troppo spesso sogniamo viaggi all’estero e sottovalutiamo il nostro paese, conosco persone che potrebbero dirti esattamente quanti locali ci sono a Londra o quante creperie ci sono a Parigi ma non sono mai stati a Roma… Io voglio conoscere il mio paese, anche perchè da tanti è considerato il più bello del mondo, e sinceramente, non hanno tutti i torti.

Ok, anche questo giovedì ho adempiuto, ottemperato, eseguito insomma ho fatto ciò che dovevo, quindi per oggi è tutto e ci ritroviamo alla stessa ora sulle solite reti!

#7 TRE DI TRE

Per l’uscita di oggi della rubrica TRE DI TRE che ormai sapete benissimo essere in collaborazione con Viaggio al Termine della Notte, è uscito dal magico cappello l’argomento seguente: “tre difetti che riconosco di avere”. E qui mi devo spremere davvero le meningi perchè un Corvo di siffatta bellezza, di simile generosità, di tale educazione ovviamente non ha dife… mi stanno toctoccando sulla spalla… si prego mi dica, come dice? Devo vedere di annammene dove? Aff… oh parbleu che termini scurrili… A parte gli scherzi, ecco i tre difetti del Corvo:

1- Come sa benissimo Crisalide tendo a essere molto incostante, fare sempre le stesse cose alla medesima ora, nel medesimo modo, con le medesime persone (se magari usassi qualche sinonimo di medesimo forse sarebbe meglio…) dopo un po mi annoia, tendo a scappare, a fare qualcosa che non c’entri niente solo per spezzare la monotonia. Comunque con Crisalide ho premesso questo mio difetto quando abbiamo deciso di intraprendere questa avventura, quindi se non sono ligio al dovere posso tranquillamente sbatterme… oops sento nuovamente qualcuno che toctocca sulla mia spalla… prego, dica pure… Se continuo così mi vola di sotto dal balc…? Oh parbleu che brutalità…

2- Un altro difetto che sicuramente ho è quello di non ricordarmi mai i nomi dei capi d’abbigliamento femminili, mi spiego, non so la differenza fra tanga e perizoma, che poi non sono la stessa cosa? Oppure il uonderbra, io lo scrivo così come si pronuncia, ma cos’è? Bho. E poi tutti sti nomi strani tipo culot, o se no stras, o ancora poscet, ma che caspiterina sono? Che poi a volte alcune amiche me lo dicono cosa sono ma il mio cervello cancella subito tali informazioni, le tagga come inutili in automatico, e infatti me le scordo subito.

3- Altro difetto è sicuramente quello della mia leggera misantropia. Non ci sono nato, credo mi sia venuta col tempo, credo di aver riposto troppe speranze in alcuni valori, e quindi in alcune persone, che mio malgrado ho scoperto essere decisamente sopravvalutati. Comunque non abbiate paura, la porzioncina d’odio che riservo a tutti indistintamente la considero come la pallina nera in campo bianco del segno del Tao, nel bene deve esserci sempre anche un pochino di male no?

Anche per questa settimana è tutto e arrivederci alla prossima uscita!