Di panettone e corsa

Da qualche giorno ho riniziato a correre. Inutile dire che durante la pausa natalizia credo di aver ingerito una quantità di calorie tale da poter fare concorrenza a una supergigante blu, inoltre ho piazzato il fondoschiena sul divano e veramente poche volte mi sono degnato di alzarlo, praticamente mi ero tramutato in un’orrenda figura mitologica con la testa di Corvo, il corpo di Homer Simpson e al posto delle gambe un divano. Comunque dicevo che ho riniziato a correre, direi che il passo c’è ancora, le gambe non hanno risentito più di tanto, diciamo che fanno il loro dovere, è il fiato… Come ormai tutti sanno durante una sessione di corsa la fatica viene percepita diversamente durante tutto l’arco dell’allenamento, alla partenza siamo ovviamente freschi quindi niente problemi, dopo un po inizia a farsi sentire, il respiro si allunga e aumenta di frequenza, è in questo momento che il corridore deve tenere duro, in gergo si dice che deve “rompere il fiato”, ora io non so cosa cavolo vuol dire in termini medici, ma so esattamente cosa si prova. Ve lo spiegherò in parole semplici, praticamente durante la prima fase della corsa la fatica si percepisce molto chiaramente, o almeno a me succede così, penso sempre di non farcela, poi probabilmente il fisico mette in atto un’ organizzazione interna perchè capisce che la testa non ha la minima intenzione di fermarsi, quindi la corsa diventa a un tratto una questione di ritmo e coordinazione respiratoria, e quando te ne rendi conto hai appena rotto il fiato e il corpo sembra essersi abituato alla fatica, facendotela percepire più lieve. Ecco, tutta questa bella pappardella per dire soltanto che causa panettoni, cioccolata e schifezze (schifezze?) varie vorrei chiedere a qualcuno se ha una mazza da baseball, o che so un martello da un quintale per rompere il mio fiato che probabilmente è diventato di ghisa e/o acciaio… Oggi credo addirittura di non averlo mai rotto, ho faticato come un disgraziato per tutta la durata della corsa, mai una tregua, il respiro sembrava quello di due aspirapolvere alternate, ero bagnato come un naufrago… Il panettone è assolutamente un’arma a doppio taglio, sappiatelo…

11 pensieri su “Di panettone e corsa

      1. si .. non vorrei ammalarmi e poi con la luce, mi sento più tranquilla, c’è anche più gente che corre

      2. Capisco, ma ti garantisco che con il giusto abbigliamento le probabilità di ammalrsi sono minime anche d’inverno. Per la questione gente hai perfettamente ragione anche se io corro meglio quando non c’è nessuno a rompere le p…. 😉

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