Da dietro la visiera

Scendi le scale. Strofinata al casco. Sali. Accendi. Parti piano è fredda coglione… Curva a sinistra, rettilineo, sinistra, leggera destra, rettilineo, fermati. Bar. Una sfoglia alla ricotta e un succo di frutta. Risali. Riaccendi. Rettilineo, due leggere sinistra, ampia destra, rettilineo. Si inizia a salire, strada, alberi ai lati e nelle orecchie il rumore del vento e quello della moto. Il corpo cerca di sentire ogni variazione di traiettoria del mezzo, in piega ci si sposta fuori dalla moto, all’interno della curva, la moto è piegata e sei molto vicino alla superficie. La mano cerca di dosare il gas con leggerezza, qualche millimetro di troppo e la posteriore slitta facendoti probabilmente fare compagnia alle rane nel fosso… se ti va bene… In uscita di curva hai la frenesia di spalancare, come una voglia di scappare dalla curva passata per incontrare quella nuova, ma occhio, vale più o meno lo stesso concetto di prima, apri troppo forte o troppo presto e l’epilogo finisce sempre per essere quello delle rane nel fosso. Comunque sali su e a un certo punto dopo un rettilineo in salita ti ritrovi una repentina e breve discesa prima di un tornante destra. O.o Adesso sai cos’è il terrore. Sei più o meno a centotrenta, in un microsecondo pensi rubando la frase a un film famoso “nell’universo fisico che per adesso occupiamo non si può fare” non hai ancora finito di pensarlo che stacchi al limite delle leggi fisiche, scali tutte le marce e dai anche qualche altro colpetto di piede per essere sicuro sicuro di averle fatte tutte. Lasci leggero leggero la frizione e la posteriore pattina, tu cerchi di allargare prima di buttarti dentro di botto e nella tua mente due parole in loop “dai reggi dai reggi dai reggi dai reggi dai reggi dai reggi”. Esci dal tornante a metà della corsia opposta, cuore a mille, colorito cadaverico (presumo), salivazione azzerata e piena apnea. Non viene nessuno. E’ andata. Ti fermi, spengi, togli il casco, i guanti, ti sganci la giacca, e finalmente respiri a pieni polmoni…

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CRA CRA CRA CRA CRA? CRA CRA CRA! CRA!?

Pubblicato il maggio 15, 2014, in moto, musica, pensieri, riflessioni con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. Mannaggia a te, mannaggia. Hai quasi ‘metaforizzato” la mia vita.

  2. Ti segnalo un’altra canzone che sto ascoltando spesso in questi giorni:

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