Archivio mensile:ottobre 2014

Senza sapore, senza odore.

E’ stato bello rivedere qualche vecchio amico, vedere come siamo cambiati tutti, qualcuno ha famiglia, qualcuno no e qualcuno addirittura forse… comunque sorvoliamo gli affetti, sono cose complicate e ognuno ha i suoi simpatici scheletrini nell’armadio, meglio lasciarli li dove stanno. Siamo cresciuti, tutti, nessuno escluso, alcuni anche troppo. Iniziamo a parlare del più e del meno, le parole vertono sul lavoro e poco altro, nessuno si azzarda a dare profondità al discorso, ci sono ancora alcuni rancori non risolti che covano sotto la cenere. La serata è condita di sorrisi di cortesia, parole vuote, sguardi ambigui… Là in mezzo ci sono anch’io, me ne sto zitto, in disparte, assisto alla recita e mi chiedo soltanto quanto questo show debba andare avanti, sogno che qualcuno si alzi e sbotti, magari anch’io, qualcuno che semplicemente dica “ma che cazzo stiamo facendo?”. Invece no, non me lo posso permettere, non sono tra i diretti interessati alla diatriba. Mangio una tartina e non riesco a sentirne il sapore, vedo che ha sopra spalmata una crema di non so che, ma sia dalla vista che dall’odore non riesco davvero a capire di cosa si tratta. Alzo gli occhi e vedo questa serata, che è esattamente come questa tartina che ho in mano, senza sapore, senza odore, una serata inutile, una serata che, a malincuore, cercherò di non ripetere…

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Multa & Murphy

Oggi sono andato dai Vigili Urbani (o era la Polizia Municipale? Bho…) a pagare una multa. Si ho fatto l’imperdonabile errore di parcheggiare l’auto col culo dieci centimetri in fuorigioco. Ma mentre me ne stavo seduto ad aspettare il mio turno mi è tornata alla mente la giornata in cui l’ho presa, che poi uno dice si l’hai presa nel c… si giusto anche… Una serie di vicissitudini che hanno fatto si che “tutto” in quei dieci minuti andasse inesorabilmente di merda. Comunque la racconto. Il vigile è stato fulmineo, un vero e proprio ninja! Posteggio e effettivamente mi rendo conto di essere andato leggermente lungo in retromarcia, poi penso, devo entrare in quel negozio apparentemente deserto per comprare due o tre oggetti di cancelleria, non ci metterò più di qualche minuto. Errore fatale… La commessa è una macchinetta, mentre mi fa vedere la merce mi attacca un pippone sui vari tre per due con tanto di motivazioni per le scelte aziendali. Un dramma, non sapevo più come sganciarmi da Miss Parlantina, ogni tanto, durante la conversazione, mi rendevo conto che non solo il mio cervello stentava a mantenere l’attenzione, ma anche gli occhi cercavano altro, mi sforzavo di cagarla ma non ci riuscivo. Che poi non era neanche malaccio diciamocela tutta, ma quel modo di fare e soprattutto di parlare mi creavano troppo disagio. Comunque acquisto e esco, ovviamente dopo dieci minuti buoni. Mentre mi dirigo alla macchina vedo in lontananza uno di quei furgoncini bianchi tipico dei vigili che si allontana. Brivido lungo la schiena… Mi avvicino all’auto e scorgo un foglietto bianco e giallo che sbandiera al vento bloccato dal tergicristallo. Secondo brivido lungo la schiena… Lo apro e si, era lui, il verbale. Dulcis in fundo quando sono tornato a casa ho scoperto che avevo sbagliato a comprare la cancelleria, Miss Parlantina mi aveva distratto e avevo sbagliato l’acquisto. E poi dicono che la legge di Murphy è una cazzata…

PS: Non mi piace postare video pubblicitari, ma quando video e musica sono azzeccati anche gli spot diventano arte.

 

Post non titolabile… Ma si dice non titolabile? Mha…

Ho ripreso a suonare più spesso, sicuramente complice il fatto di aver trovato qualcuno con cui farlo. Il problema è che sono arrugginito, i calletti classici di ogni chitarrista, e credo anche di chiunque suoni uno strumento a corde, erano quasi scomparsi. Prima volta dopo anni. Non sono particolarmente emozionato, devo preparare due pezzi che conosco abbastanza bene e che sinceramente non mi piacciono più di tanto. Lo farò ugualmente… anzi no, potrei presentarmi e dire: “a me questi pezzi fanno schifo. Facciamo altro!” e così mi arrivano contemporaneamente una bacchetta nei denti, un plettro in un occhio e un’asta nei… lasciamo perdere… Dovrò farlo, e pure in tempi brevi. Questo ottobre ha messo fretta a tutti tranne che a me. Queste giornate uggiose mi suscitano solo un gran sonno. Più che un corvo mi sento un gatto, ho letto da qualche parte che dormono dalle tredici alle sedici ore al giorno questi scansafatiche. A proposito del sonno, forse sarà il caso di andare a dormire dato che sono le tre e domani devi svegliarti presto? Chi ha parlato? Anzi, chi ha scritto? La mia coscienza? Torna pure a sbronzarti col super-io, qui c’ho gente da salutare, cose da fare, non posso star dietro a te che sputi sentenze dalla mattina alla sera! Alla prossima gente, spero di poter boicottare almeno uno dei due pezzi da preparare, urge pubblicità negativa, magari per sms almeno tasto il campo…

PS: vi giuro che il cane non è morto… a 1:45 si muove…

Ma cos’è una recensione?

Mi è capitato tra le mani un libricino davvero carino, mi è piaciuto particolarmente e ho deciso di farci un post. E’ da considerarsi una recensione? Mha… se sapessi la definizione esatta di recensione forse potrei anche rispondere, ma non la so, e non ho voglia di andare su google a cercarla… comunque trattasi del “manuale a uso dei giovani per imparare a bere” intitolato “Guida poco che devi bere”. E’ una lettura che consiglio per le dritte che vi si trovano in materia di alcol (o alcool? Bho…) e per le storie divertenti, spesso di paese, che vengono perfettamente descritte dall’autore. Già, l’autore, non l’ho neanche menzionato, trattasi di Mauro Corona, alpinista, scrittore, scultore e sicuramente anche qualcos’altro che momentaneamente mi sfugge, ma soprattutto un uomo. In questo libro si parte dal presupposto che il giovane si ritroverà a bere, e io condivido in pieno questo pensiero, perché se ci pensiamo bene, tolta una piccolissima percentuale di astemi, il resto della popolazione giovanile dovrà scontrarsi volente o nolente con il nettare di Bacco. Ecco allora che i consigli contenuti nel libro vengono in aiuto al neofita alcolista dilettante. Perché non saperne di più di come evitare il coma etilico? Perché non riuscire a godersi una giusta dose di alcol senza ritrovarsi a discorrere con un lampione? Sono domande che un uomo finirà per porsi durante la sua vita. Leggetelo, è carino, è utile ed è pure divertente, o almeno a me è piaciuto…