Archivio mensile:dicembre 2014

Natale sigh!

E’ ufficiale. Squillino pure le trombe. Che parta un rullante, sto per fare una rivelazione al mondo intero. Una cosa che è successa per caso, vi giuro! Neanche io so bene come possa essere capitato! Pronti? “Devo fare un altro buco alla cintura!”. E qui ovazione, scoppio di petardi, coreografia di un gruppo di ballerine brasiliane e…. e fra poco c’è il Natale e… e sono fottuto. Ma anche te lettore sei fottuto, perché il Natale non arriva mica solo a me sai, arriva anche a te. (Se chi legge è uno/a di quelli/e che hanno il metabolismo veloce e possono mangiare quello che vogliono senza prendere un chilo sappi che ti odio profondamente) E quindi come me anche tu ti tufferai di testa in primi e secondi, per arrivare quasi esausto ai dessert e finire tipo l’omino michelin sul primo divano nel raggio di dieci metri. Ovviamente semicosciente e provvisto di bolla al naso. Ricordo che da bambino aspettavo il Natale con trepidazione, la notte non riuscivo a prendere sonno, ascoltavo con attenzione tutti i rumori della casa e speravo di sentire Babbo Natale che scendeva dal camino. La mattina mi svegliavo prestissimo e mi precipitavo dai miei genitori per esortarli ad alzarsi e accompagnarmi a scartare i regali. La sensazione la ricordo davvero bene ed era fantastica. Poi sono passati gli anni e adesso mi tocca ammettere che il Natale lo vivo a dir poco in maniera diversa. Direi che la definizione esatta potrebbe stare in mezzo a queste due: uno scambio di falso affetto, una trovata commerciale. Preferirei non aggiungere altro. Sono troppo pessimista?… Naaaaa PS: Ah dimenticavo, Buon Natale…  s

Il bimbo della pubblicità

Avete presente quella vecchia pubblicità che faceva “hai da farne di strada bimbo, se vuoi scoprire come è fatto il mondo, e con le tue scarpine Cocco (qui non si fa pubblicità) corri nel sole, e giochi alla vita, che cresce insieme a te…”. Ecco, io di questi tempi mi sento quel bimbo, eh si perché ho da farne di strada se voglio che la mia vita prenda la piega che ho scelto, e si, voglio scoprire com’è fatto il mondo, non nel senso di viaggiare ovviamente, voglio scoprire com’è fatto dentro, scoprirne i meccanismi, come gira insomma. Il primo che commenta “su se stesso” gli do fuoco col gasolio! Poi corro, non nel sole perché di solito quando vado a correre io è buio pesto, comunque corro e mi fa stare bene, mi sento vivo a ogni passo, anche se a volte il fiato manca… ma non è un problema troppo grande, basta continuare a respirare e pensare che ogni uomo ha un’autonomia di circa trenta chilometri (si avete letto bene, anche chi non è allenato può correre per trenta chilometri). E poi bisogna giocare, chi non gioca non si diverte è risaputo, chiedetelo ai bambini. L’unica cosa che non riesco a fare come il bimbo della pubblicità è crescere fisicamente, la natura mi ha fatto smettere tempo fa, quella stronza… Diciamo che punto a crescere interiormente, anche se per farlo bisogna farsi delle domande scomode, alle quali non sempre si riesce a dare una risposta.