Archivio mensile:marzo 2015

Una promessa

Sembra proprio che la primavera stia arrivando, c’è un bel sole fuori, giornata perfetta per andare a farsi una passeggiata sul mare o in campagna… averci tempo… Comunque tutto fuori sembra idilliaco, uccellini che cinguettano, cielo terso e brezza fresca, una giornata come non se ne vedevano da mesi e mesi. Quindi ci starebbe benissimo un post positivo e ottimista, scritto appositamente per dare la carica, per risollevare gli animi e regalare sorrisi a diciottomila denti! E invece no. Il corvo non si smentisce e spoetizza senza batter ciglio anche in un giorno come questo. E qualcuno si chiederà “quale altra sfiga ci racconterà questo corvaccio oggi?”, nessuna, o meglio, nessuna nuova sfiga, ho ancora quelle vecchie che mi fanno compagnia. Ho perso recentemente una persona cara e chi è rimasto, dopo un brevissimo periodo di silenzio, ha ricominciato a sputare veleno, che dovrei fare? Potrei optare per un blitz con clistere al peperoncino! Oppure comprare un tir di fialette puzzolenti e bombardargli la casa! Potrei, ma non lo farò. Purtroppo ho fatto una promessa e dovrò mantenerla, quindi l’unica arma che mi rimane è l’indifferenza, sorvolare sarà il mio compito, e chi meglio di un pennuto come me può farlo. Dovrò lasciare che tutto mi scorra addosso senza lasciare traccia, riuscire a nascondere le smorfie del viso quando alcune parole verranno pronunciate e sentirò il forte impulso di rispondere a tono. Credo che dovrò inventarmi una specie di mantra interno da ripetermi, che riesca a infondermi calma e quiete. Tanta quiete… Camionate di quiete… Non so perché ho promesso questa cosa, o meglio so il perché ma mi chiedo quanto sia giusto mantenerla, il senso di ingiustizia che mi pervade ogni volta che qualcuno rigurgita cattiverie gratuite sulla persona che ho perso è potente, non so quanto riuscirò ancora a tenerlo a bada. Poi penso che se dovessi sbottare farei danno, e penso anche che sarebbe un danno ingente, e allo stesso tempo giusto. In definitiva sono bloccato, mantenere la parola data e lasciare che l’ingiustizia spadroneggi o prendere un bel respiro e dare una bella lezione a chi se la merita davvero? Non mi piace tradire le promesse, non lo faccio mai, ma in questo caso mi risulta davvero difficoltoso frenarmi, credo che in un certo senso mi provochi dolore. Eri una persona buona, davvero buona, come non se ne trovano, e sentire parlare di te in quel modo mi dilania. Cerco di resistere ma forse ti ho promesso troppo…

Insonnia o che?

E ti ritrovi alle sette di mattina, fottutamente sveglio, con due occhiaie che sembri un tossico, la vitalità di un’ incudine, e sulle spalle un’intera nottata nella quale non hai chiuso occhio neanche per sbaglio. Sai benissimo che se il sonno arriverà, e lo farà, non potrai dormire e soffrirai per tutto il giorno, ma ormai è andata. Cercando il sonno hai guardato due film, letto mezzo libro, o meglio riletto perché lo avevi già letto, scuriosato in qualche blog e passato in rassegna quasi tutti i testi di Fabrizio De Andrè. Niente da fare, il sonno non è arrivato, diciamo che Morfeo stanotte le braccia non le ha usate per cingerti a se, ma per farti il gesto dell’ombrello. Non lo so perché a volte mi capiti questa cosa, ci sono alcune notti in cui proprio non riesco a dormire, da sempre, ogni due o tre mesi. Non so se sia una forma di insonnia, credo sia troppo sporadico come fenomeno, e poi mi è sempre capitato, fin da quando ho ricordo di esistere. Necessito informazioni più dettagliate sull’argomento… Comunque mentre sfogliavo i testi di Faber ne ho ritrovato uno che mi ha colpito in modo particolare, mi piace molto ma non saprei dire perché. Io lo ripropongo qui, magari piace anche a qualche viandante virtuale. E’ il “canto del servo pastore”.

Dove fiorisce il rosmarino
c’è una fontana scura
dove cammina il mio destino
c’è un filo di paura
qual’è la direzione
nessuno me lo imparò
qual’è il mio vero nome
ancora non lo so

Quando la luna perde la lana
e il passero la strada
quando ogni angelo è alla catena
ed ogni cane abbaia
prendi la tua tristezza in mano
e soffiala nel fiume
vesti di foglie il tuo dolore
e coprilo di piume

Sopra ogni cisto da qui al mare
c’è un po’ dei miei capelli
sopra ogni sughera il disegno
di tutti i miei coltelli
l’amore delle case
l’amore bianco vestito
io non l’ho mai saputo
e non l’ho mai tradito

Mio padre un falco mia madre un pagliaio
stanno sulla collina
i loro occhi senza fondo
seguono la mia luna
notte notte notte sola
sola come il mio fuoco
piega la testa sul mio cuore
e spegnilo poco a poco

PS: ho linkato un altro pezzo che non c’entra niente perché il canto del servo pastore è una delle pochissime canzoni di Faber di cui non mi piace troppo la musica, sorry…

Gioco di luce

Avevo delle foto appese alla parete. No, non il classico gruppo di foto da camera in cui si vede solo il proprietario delle stesse mentre bisboccia con gli amici o la fidanzata. Un semplice collage di foto che facevano parte della mia vita. Qualche amico, la mia vecchia auto, qualche parente, un orso strano che fotografai non so dove, ex compagni di scuola, di università, e si, in qualcuna c’ero anch’io. Stasera mi sono messo a guardarle, cercavo di tornare indietro con la mente, fino ad arrivare a quei periodi, riassaporare vecchi ricordi, le illusioni adolescenziali che avevo, le seghe mentali (perdonate il francesismo…) tipiche di chi sogna quando non dorme, in poche parole una sana serata di nostalgia. Poi da qualche parte nel mio cervello è scattato qualcosa, il punto di vista era diverso, la mia mente giudicava, in un attimo le persone ritratte era come se avessero cambiato espressione, in base a più recenti ricordi ognuno mi richiamava alla mente pensieri spiacevoli, ovvio non tutti, ma in gran parte si. E allora mi sono alzato dalla sedia, sono andato verso la parete e le ho tolte. Tutte. Le persone cambiano, anche le più vicine, quelle sulle quali avresti scommesso tutto cambiano, è la natura mutevole dell’esistenza (ma cos’ho detto??? Mha…). L’unica domandina che mi sorge spontanea è perché quelli intorno a me sempre in peggio? Bha… domande a cui difficilmente si può rispondere, e forse non ne vale neanche la pena… Comunque ora ho una parete bianca. Gli ottimisti penseranno che è una parete pronta per essere riempita da nuove foto, nuove gioie, nuovi ricordi. I pessimisti penseranno che sarebbe molto più bella tinta di nero, senza neanche una foto a testimoniare vecchie e false amicizie o pietosi amori perduti. Io? Ah io non so, per adesso sono troppo impegnato a proiettare le mie ombre cinesi sulla suddetta parete… il cane non mi viene per niente bene…

PS: quando sento la voce di Nick smetto di fare quello che sto facendo per ascoltarlo… ok sarà il caso di non portare Nick nello stereo in macchina…

Ombre-cinesi-al-contraio

Senza titolo

Avete presente quei post in cui non sai cosa scrivere ma ti viene proprio forte forte di metterci la musica, ecco questo è un post così. A caso, a fare la colonna sonora di non so che… Magari di una piccola vittoria, o anche di una sfighetta… che tanto tempo per imprecare o gioire ce n’è… Stasera bocca chiusa e orecchie aperte. Fine…

Colpa mia…

Sono stato tanto tempo senza toccarti, senza degnarti di uno sguardo… Colpa mia… è che ci sono state tante cose da fare e da pensare… ci sono, tante cose da fare e da pensare e in questo turbine io mi perdo… non mi scordo di te, è che semplicemente non ci penso… quello che posso… quello che devo… e il poi che incalza… non ti dedico abbastanza tempo… non sono neanche più preparato… ho scordato, ho sorvolato, ho appeso ricordi al chiodo… tutto sta cambiando velocemente e non lo so mica se riesco a stare al passo…

Poi mi giro e tu sei li… non mi guardi ma mi chiami… allora ti prendo… con gesti scordati e goffi ti faccio vibrare… insoddisfatto cerco di riaverti, di entrare in sintonia… ci vuole un pochino lo so… non si può ripartire subito come una volta si sa… toccarti con le dita… cercare le note… allora respiro… cerco il ritmo… e come d’incanto suoni familiari… quell’affiatamento che non sentivo da mesi… tu e io… come una volta… come sempre…

Pochi riescono a capire davvero il legame tra un uomo e il suo strumento musicale…

My guitar…

Puffo Brontolone

Ho voglia di scrivere, non so precisamente di cosa, potrei parlare del viaggio in macchina con un amico durante il quale abbiamo parlato principalmente di politica ma potrei tranquillamente evitare, dirò solo che è schierato politicamente verso un partito che esiste sin dalla notte dei tempi o forse prima, indi dopo una mezzora buona cercando di farlo ragionare per logica ho optato per le seguenti quattro azioni eseguite in quest’ordine: 1 infilato una mano su per il mio naso 2 afferrato il mio cervello 3 abbassato il finestrino 4 l’ho lanciato fuori… Non mi serviva più… Non volevo mi servisse più… Ma deve essere rimasto comunque qualcosa perché le mie orecchie hanno continuato ad ascoltare, e ho candidamente sentito che crede a qualsiasi cosa la massa gli proponga. In ordine sparso: alieni, magia nera, poteri occulti, voodoo e cazzate varie. Quindi ho capito e mettendomi l’anima in pace mi sono detto: mi trovo davanti (anzi accanto) a un credulone, lo lascio sfogare e mi godo il panorama… Però gli voglio bene, alla fine è un bravo ragazzo. Altrimenti potrei raccontarvi della mia banca, perché la mia banca è differente, maddechè! Mi consigliano un’ operazioncina facile facile, sono loro cliente da sempre praticamente, è sempre andato tutto bene, mi fido, et voilà perso un migliaio di Euro dall’oggi al domani. Quindi dovrò fare visita al mio avvocato che sicuramente mi dirà: con le banche non si vince, rassegnati… Dulcis in fundo mi sono ammalato ma mi è toccato andare a lavorare ugualmente. Potrei aggiungere qualche altra sfighetta qua e la, tipo che mi è caduto un barattolo di vernice sulla scarpa, aperto ovviamente, oppure che per aprirne un altro mi sono aperto io, si, il dito indice della mano destra per precisione, oppure che stasera a cena ho inavvertitamente urtato con forza il piatto, che con effetto catapulta ha letteralmente sparato in aria il suo contenuto che è poi ricaduto in ogni dove, anche sulla mia testa. Ho dovuto rifare la doccia e ricambiarmi completamente. Mi sento tantissimo Puffo Brontolone… IO ODIOOOO!!!!