Archivio mensile:settembre 2015

Il lupo travestito da agnello

Se c’è una categoria di persone che davvero non sopporto è “il lupo travestito da agnello”. Quei classici personaggi che davanti ti sorridono e dietro le spalle stanno affilando il coltello per pugnalarti alla prima occasione. Tra questi esiste una sottocategoria che veramente mi butta fuori di testa, quelli con i quali hai avuto uno o più scontri verbali molto accesi in cui sono partite parole davvero grosse e magicamente, dopo qualche giorno, ti incontrano per strada e fanno finta che non sia successo niente. Cioè, qualche giorno fa mi avresti ucciso e adesso, puf, tutto sparito, nessun rancore, siamo i soliti amiconi di sempre! Col Ca…!!! No, io non ce la posso fare, mi dispiace ma se ci siamo quasi scannati adesso non puoi far finta di niente, o almeno sappi che io non ci casco. E così giorni fa mi sono ritrovato un esemplare della suddetta categoria che ha tentato un riavvicinamento pensando che avrei acconsentito o soprasseduto a questa raccapricciante messa in scena. Mi si avvicina con fiato etilico pestilenziale e sorridendo inizia a parlare del più e del meno. Non proferisco parola, anche perché cerco di conservare in apnea quella poca aria pulita che ho respirato in precedenza. Finisce l’arringa e aspetta un mio cenno di risposta, quindi lo guardo e chiedo “finito?”, lui è sbigottito, non capisce, quindi gli dico “ti ricordo che l’altro giorno mi hai velatamente minacciato, non fare il finto tonto, ormai ti conosco…” Mi volto e me ne vado. Lui rimane bevuta in mano sguardo incredulo e bocca semiaperta… Probabilmente è ancora lì… XD

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La commessa perfetta

Sta arrivando. Ancora una volta sono chiamato a presenziare a una cerimonia. Del resto in questi ultimi due o tre anni ho presenziato a millemila matrimoni, quindi dovrò fare l’enorme sforzo di andare anche a questo. Avendo usato lo stesso vestito per svariati dei suddetti ho deciso di andare a comprare qualcosa di nuovo, ovviamente con la piena consapevolezza che nel negozio avrei trovato la solita commessa tutta in tiro e col sorrisone che come mission ha “ora faccio finta di flirtare con te e ti faccio comprare anche lo scopino del cesso”. Le conosciamo benissimo, abbronzate di dicembre, messa in piega, rossettone stile bordello, e abiti provocanti. Qualunque cosa ti provi stai decisamente bene, anche se esci dal camerino con un poncho messicano e un paio di salomon a cinque ganci… Quindi mi avvio verso il negozio pensando che dovrò assistere alla prova d’attrice della commessa. Entro e vicino alla cassa scorgo una ragazza rotondetta, capello corto, in jeans e maglietta che cerca di barcamenarsi in un mucchio di scontrini e fatture. Mi avvicino e le chiedo se può aiutarmi nella ricerca di un vestito, lei molla il mucchio cartaceo e dopo avermi fatto qualche domanda su ciò che intendevo acquistare mi porge un vestito e mi invita a provarlo. Esco dal camerino e incredibilmente è perfetto, la taglia è giusta e anche il colore non mi dispiace. Lei dal mucchio di carte mi guarda, poi si avvicina, mi sistema il colletto ma ha un’aria perplessa. Esordisce con “no, la camicia non va bene” grattandosi il mento guarda le camicie esposte e me ne porge una “prova questa!”, obbedisco. Esco nuovamente dal camerino e aveva proprio ragione, il colore è decisamente più azzeccato. Dopo tutto ciò mi dice una cosa che mi ha colpito molto “ok, credo che ci siamo, mancano solo le scarpe ma ti consiglio di non comprarle qui, fanno decisamente schifo, puoi sicuramente trovarne di meglio e a minor prezzo in altri negozi”. Ancora incredulo per le parole appena dette pago sorrido e la saluto. Riassumendo, è stata professionale e gentile, ha azzeccato la mia taglia alla prima senza che le dessi il minimo indizio, ha avuto grande gusto negli abbinamenti, mi ha fatto spendere il giusto e perdere non più di venti minuti per tutto ciò, ma soprattutto ho apprezzato davvero tanto la sua sincerità sull’argomento scarpe. Conclusione, evviva le commesse semplici, che sono li davvero per aiutarti e non solo per venderti qualcosa, nell’era del marketing trovare persone così fa davvero piacere.

Sogno strambo

Ultimamente mi capita di fare spesso lo stesso sogno. E sinceramente, a scriverne mi vergogno un pochino, perché non è horror, non è erotico, non è action insomma, non è interessante sotto alcun punto di vista. Se lo dovessi definire probabilmente lo riterrei semplicemente idiota. Va bè faccio prima a raccontarlo… In pratica ci sono io che mi reco in macchina da qualche parte, non so neanche io dove, ma dalle sensazioni mi rendo conto che devo fare presto, come se avessi un appuntamento importante. Arrivo in questo posto (che non ho idea di dove sia) e devo parcheggiare. Non chiedetemi perché ma il parcheggio è a dir poco strambo. Allora… bisogna usare una gru che, con dei tiranti ai quattro lati dell’auto, la solleva per poi adagiarla dentro una specie di container (smetti di ridere… lettore poco rispettoso…). E qui scatta il dramma. L’aggancio, la sollevo e perdo quasi subito il controllo della gru. L’auto sbatte per terra, qualche tirante si rompe e combino un disastro ogni volta. Alla fine del sogno la macchina è distrutta e sono in ritardo all’appuntamento, poi mi sveglio ovviamente angosciato. Ora io mi chiedo, l’interpretazione dei sogni è una scienza? Qualcuno ne sa qualcosa? Perché io non ho idea di cosa significhi questo sogno. Continuo a farlo e soprattutto continuo a ricordarmelo in dettaglio, cosa che non mi capita quasi mai. Da quello che conosco sul mondo dei sogni so che ogni notte sogniamo, ma per qualche motivo spesso al mattino non ci ricordiamo niente. Io invece di questo cavolo di sogno mi ricordo tutto e soprattutto mi rimane l’angoscia addosso per un bel po’. Aiuto! O mi spiegate cosa significa o m’insegnate a manovrare a regola d’arte una gru! Non posso sfasciare un’auto a notte!!!

PS dal titolo “L’angolo della curiosità”: Lo sapevate (ecco… ora mi sento Vulvia di Rieducational channel…) che un modo per capire se ci troviamo in un sogno è tentare di accendere la luce? Da qualche parte ho sentito, visto o letto questa cosa. Nei sogni non si può accendere o spegnere la luce. Quindi se tentate e fallite probabilmente state sognando… oppure vi si è semplicemente fulminata la lampadina… 😉

Altre porte

Ho iniziato circa una decina di scritti senza mai arrivare alla fine. Volevo semplicemente qualcosa da scrivere sul blog. Avevo voglia di scrivere, davvero, anche se non sapevo cosa. E forse non lo so neanche adesso. Credo che questa specie di assenza di parole venga dal fatto che ultimamente sto vivendo una vita caotica. Caotica sia nel senso di incasinata che nel senso etimologico del termine, che se non erro deriva da una sorta di vuoto. Devo assolutamente chiudere delle porte per aprirne altre, ma è difficile. Alcune per quanto le si sbatta rimangono socchiuse, e quelle che pensavi di chiudere in poco tempo ne vogliono ancora. E lui scorre, il tempo, quel bastardo… E allora nei suoi ritagli io corro! A volte in moto. A volte a piedi. E aspetto che tutte le serrature facciano un ultimo click. E quando mi ritroverò solo sarà il momento, una per una, di aprire altre porte…