Archivio mensile:novembre 2015

Bye Bye Faccialibro

Il 2015 è stato per me l’anno delle chiusure. Ho chiuso con persone troppo abituate al motto “armiamoci… e partite” o con altre che tendevano a scaricarmi addosso colpe che non avevo, e quando un giorno ho perso la pazienza, vomitandogli addosso tutto ciò che pensavo, compresa la mia versione dei fatti, si sono trasformate di colpo in agnellini facendo finta di niente. Quindi ho fatto decisamente bene. Pertanto dato che siamo a chiudere, ho deciso di chiudere anche con un famoso social network che, dopo averlo testato per un annetto circa, mi ha dato la conferma di non essere per niente consono alla mia indole. Sto parlando ovviamente dell’amato e odiato Faccialibro. Mi sono registrato circa un anno fa per curiosità e per le continue pressioni di alcuni conoscenti che non si capacitavano di come potessi vivere senza. Quindi con la mente piena dei discorsi dei suddetti che promettevano divertimento e utilità a non finire, ho cliccato e sono entrato nel fantastico mondo di Facebook. Che poi fantastico è durato si e no un paio di giorni, poi si è trasformato neanche troppo lentamente in “e questo che mi chiede l’amicizia chi cavolo è?” oppure “odio profondamente chi m’invita dieci volte al giorno a giocare a candy crash che tra l’altro non so neanche cosa sia” o ancora “nooo, c’è anche quel rompicoglioni speriamo non mi chieda l’amicizia”. Vogliamo parlare delle continue notifiche sul telefono? Delle famose frasi “conosci tizio?” “conosci caio?” (no non li conosco e sinceramente vedendoli nella loro foto migliore forse è meglio così…) delle notifiche ad eventi a cui ti hanno invitato e non hai messo parteciperò? Insomma è odioso, la maggior parte delle persone che ho tra gli amici sono puri e semplici conoscenti, neanche ci salutiamo se c’incontriamo per strada. Non mi sono mai fatto un selfie che tanto amano i figli di Facebook, la mia indole è allergica all’autocelebrazione. Ci sono più foto mie nei profili di qualche amico che nel mio. Non lo uso praticamente mai. Non vado a sbirciare nei profili altrui perché dopo il terzo selfie mi viene la nausea. Non contatto nessuno perché uso whatsapp. E soprattutto, ho un lieve sospetto che molte persone (per non dire tutte) siano sul social solo ed esclusivamente perché così fan tutti, e non mi piace. In definitiva adieu Faccialibro vorrei poter dire che è stato bello finchè è durato ma non è così, quindi senza rancore (o forse una puntina si…) vado a informarmi su come eliminare l’account.

PS: Evviva wordpress! Chi lo usa è perché “vuole” usarlo!

Il cric e la lavatrice

Qualche giorno fa, come mio solito, esco di casa per la consueta corsetta. Appena fuori dal portone scorgo a pochi metri da me la coppia di sposini che mi abita di fronte intenti in un desueto teatrino che mi ha bloccato sul posto per qualche secondo. Macchina parcheggiata con ruota a terra, lei in ginocchio sull’asfalto cric in mano e viso paonazzo, non so se dalla fatica o se dalla frustrazione di non capire come tale congegno potesse funzionare, lui tranquillamente appoggiato all’auto braccia incrociate. Dopo il breve sguardo riprendo a camminare spippolando beato sul cellulare per cercare una colonna sonora adatta alla mia podistica abitudine, ma sento una vocina femminile che dice “chiediamolo a lui, magari è più pratico”, così subito dopo la moglie mi chiede gentilmente se posso aiutarli a montare il cric. Così rispondo di si e mi accingo a inserire il cric sotto l’auto e a girare la manovella per far alzare il veicolo da terra. Mentre svolgo tali manovre lui esordisce con “attento a non farti male”, io mi volto e in quel preciso istante lo stronzo che è in me mi sussurra all’orecchio “digli immediatamente che è un coglione, perché per montare un cric non ci vuole una laurea in ingegneria meccanica o un passato nei box Ferrari, sarebbe bastato aver guardato cosa c’era nel portabagagli al momento dell’acquisto dell’auto. E inoltre, caro il mio sborone dirimpettaio l’immagine di una moglie in ginocchio a cambiarsi la ruota da sola mentre il marito se ne sta in piedi a braccia incrociate toglie onore all’intero genere maschile”. Invece di dirgli tutto ciò lo guardo sorridendo, gli tiro su l’auto e subito dopo prendo la chiave a croce e glie la porgo dicendogli “vai, ora puoi continuare tu a svitare le ruote, non vorrai farlo fare a lei?”. Lo sborone cambia colore in volto ma non sa replicare, così saluto e me ne vado. Con la coda dell’occhio intravedo la reazione di lei che, dietro la mano portata alla bocca, cercava di trattenersi dal ridere.

PS: non riuscirò mai a capire il perché le donne non sappiano usare il cric, così come non riuscirò mai a capire il perché gli uomini non sappiano usare la lavatrice… QUESTO AGGEGGIO QUADRATO DOVREBBE LAVARLI I VESTITI NON RESTRINGERLI O SCOLORIRLI!!!! La odio…