Sul tram

Alla fermata mi guardo attorno, sembro essere l’unico a farlo, c’è chi spippola sullo smartphone, chi legge un libro o una rivista, chi rovista nelle proprie narici disgustandomi, ma in definitiva nessuno incrocia lo sguardo con nessuno. Ad un tratto eccolo, si ferma, apre le porte e saliamo. Mi siedo e davanti a me ci sono due ragazzini con lo zaino di scuola, non si parlano, di fianco ho una signora che gioca a un videogame sul telefono, sull’altro fianco ho una ragazza dallo sguardo spento che fissa un punto indefinito del pavimento, più in là ci sono altre persone ma la costante è una sola “silenzio”. Ad ogni fermata le persone a bordo quasi raddoppiano, ma a nessuno frega niente del prossimo, spinte, piedi calpestati e valigie sbattute addosso senza proferire parola. Poi vedo salire una signora anziana, dai suoi occhiali a culo di bottiglia cerca di scorgere un posto per sedersi ma il tram è stracolmo e nessuno sembra intenzionato a cederle il posto. Osservo le facce della gente e inorridisco, buttano un occhio su di lei e subito girano lo sguardo altrove, se ne fregano, è palese. La signora ad ogni cambio di velocità o frenata rischia la caduta, e anche se cerca di aggrapparsi al corrimano, dubito che la stretta sia così forte da non farle mollare la presa. Basta, ho visto anche troppo, è a qualche metro da me ma la chiamo più volte e la invito a sedersi al posto mio, nel frattempo dico ai presenti di spostarsi per farla passare, a questo punto incredibilmente tutti diventano gentili e si spostano lasciando un corridoio alla vecchina che finalmente riesce a sedersi (quando vengono chiamati in causa sono “costretti” a essere gentili… oibhò…). Mi sorride, mi ringrazia e iniziamo a parlare. Le dico che sono da poco in città e che vorrei visitare i posti caratteristici, così lei mi spiega meticolosamente cosa vedere e come arrivarci. Prima di scendere la saluto e lei ricambia con un gran sorriso. Questo scritto non vuole essere autocelebrativo, è che semplicemente prova che la gentilezza paga, io ho sorriso, lei ha sorriso, abbiamo parlato mentre gli altri stavano in silenzio, e se la vogliamo mettere sulla convenienza lei ha guadagnato in comodità e io in conoscenza.

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CRA CRA CRA CRA CRA? CRA CRA CRA! CRA!?

Pubblicato il gennaio 20, 2016, in gentilezza, musica, pensieri, riflessioni con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Da utilizzatrice di mezzi pubblici mi riconosco soprattutto al mattino scarsa loquacità mentre tollero meno la maleducazione.

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