… Meravigliosa gente…

Sono tornato da pochi giorni, non so quando ma sicuramente a breve ripartirò per chissà quale meta, al momento l’unico pensiero, essendo metà giugno, è quello di togliere il lenzuolo alla mia bella e portarla in giro per un giorno intero. Però non voglio farlo da solo, quindi penso ai papabili che potrebbero voler accompagnarmi e dato che non lo vedo da un sacco di tempo scelgo il mio mentore, colui che mi ha introdotto a questo meraviglioso mondo, Filippo (il nome è stato ovviamente cambiato). Conosco i posti dove va di solito quando finisce di lavorare, uno è proprio vicino a casa mia, quindi m’incammino e appena arrivo lo trovo seduto a un tavolo davanti al bar. Appena mi vede mi sorride, io ricambio e esordisco con “Allora? Si va?” e lui mi risponde “Verrei volentieri, se non avessi questa…” alza i pantaloni sulla gamba sinistra e mi mostra una cicatrice che va dal polpaccio fino quasi sotto al piede. Rimango basito, e gli chiedo cos’è successo, lui mi spiega che la sua bella è distrutta e che lui a parte la gamba fratturata in tre punti sta bene. Mi dice che però non molla, ha già comprato la nuova bella e aspetta solo di ritornare in forma per cavalcare nuovamente. Dopo una bevuta e qualche chiacchera torno a casa pensieroso. Arrivato, accendo il computer e leggo del Tourist Trophy, la gara motociclistica più spettacolare e pericolosa del globo, quest’anno le vittime in soli sei giorni sono state ben cinque. A questo punto i pensieri negativi prendono il sopravvento e non mi sento molto bene. Poi d’un tratto leggo uno scritto, dicono sia la lettera di un padre che ha perso il proprio figlio, caro lettore, io te la posto, poi dimmi tu…

…Mi aveva tanto parlato di voi, ma a dire il vero non lo avevo mai ascoltato più di tanto, ma essendo un gran “capoccione” me li ha voluti far conoscere uno ad uno, questi ragazzi da abbracciare e baciare come figli propri, immersi in quelle loro tute di pelle, con i loro caschi sgargianti, tutti veri DURI! Gente che su strada non abbassa mai lo sguardo. Ma provate ad alzare loro quelle visiere scure da marziani e troverete occhi splendidi, puliti, gonfi di quelle lacrime vere in cui puoi annegare ed arrivare fino in fondi alla loro anima per vedere com’è candida. Provate poi a togliergli quelle tute e troverete al loro interno dei bambinoni innamorati della vita, dei week-end a bistecche e salsicce, ma ancora tanto bisognosi di un padre o di una madre che li prenda per mano quando la sorte inizia a giocare duro”. Si dice che ogni volta che saliamo in sella ai nostri destrieri insieme a noi salgano pure Angeli e Diavoli… E’ vero! Rappresentano quel dualismo che rende questo modo di vivere così denso di emozioni che a volte il cuore pare voler saltar via dal petto e mettersi a correre, ad urlare. Diavoli che girano quel polso in maniera a volte così irrazionale e violenta che lo schizzo di adrenalina ti arriva diritto al cervello senza passare dal via, lasciandoti i tremori per lunghissimi interminabili minuti, e angeli che portano il volto e la voce di chi non è più con noi, dei nostri affetti, delle nostre paure ed esperienze costruite sulle nostre ossa rotte. Si, è vero, in moto si muore, capita… può capitare ad ognuno di noi e ci si fa male, tanto male, ma quanta vita si trasforma in ricordi bellissimi, in attimi eterni, in risate così fragorose da far tornare il sole anche in una fredda e piovosa giornata di novembre? Parlate con ognuno di noi e fatevi raccontare un giro, un aneddoto, una curva e perdetevi in quello sguardo che comincia a scintillare, nelle risate, nel sorriso che, spontaneo, stira gli angoli del viso e distende la fronte… Parlate con ognuno di noi e chiedetegli cosa sarebbe di lui se un giorno dovesse rinunciare a questa passione e preparatevi a sentire l’urlo del silenzio, a vedere quello sguardo di bimbo diventare lo sguardo di un marinaio costretto a vivere a terra con il mare in vista o di un pilota che guarda il cielo ancorato a terra… In moto si muore, è vero… ma non esiste modo migliore per vivere il tempo che ci è concesso… E se ancora non lo avete capito… beh, lasciate perdere, non lo capirete mai… Ma se un domani, andando al mare con la vostra famiglia automobilisticamente corretta, dovesse sopraggiungere uno di Noi e vedreste vostro figlio girarsi di scatto e salutare sbracciando come un pazzo, rinunciate a capire anche lui… Lui che nella sua incoscienza vede in Noi quella scintilla che voi non siete stati capaci di scorgere. E se vedrete il Motociclista ricambiare il saluto… beh, non c’è nulla di strano sapete? Tra Angeli in terra ci si saluta sempre… Ma questo, chi ha perso le ali, non lo ricorda…Motociclisti…strana, meravigliosa gente!

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CRA CRA CRA CRA CRA? CRA CRA CRA! CRA!?

Pubblicato il giugno 15, 2016, in moto, musica, pensieri, riflessioni con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. Io forse sono tra quelli che non capiscono, o meglio, ho perso le ali e guardo e desidero da terra, come idea la moto mi piace molto e so il senso di libertà che può dare. Ci sono andata, con altri. E’ una sensazione bellissima, provata poche volte, ma per il momento va bene così. 🙂

    • E’ una questione di passione, magari tu le ali le apri per qualcos’altro… Ma lo sai chi mi da davvero fastidio? Chi giudica senza sapere, anzi, senza cercare di capire, spesso mi sento dire che le moto sono bare con le ruote, e per certi versi può essere anche vero, ma poi penso, allora anche le macchine lo sono, e gli aerei lo sono con le ali, e le mute da sub lo sono di neoprene… tutto può essere più o meno pericoloso no? Quindi penso sia inutile sparlare, i rischi ci sono, bisogna solo vedere se la passione riesce a superarli. 😉

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