Che vuoi che ti dica…

Che vuoi che ti dica… a me sembra diventata una moda, atroce quanto vuoi ma una moda. Il fatto di prendere una qualsiasi arma e mettersi a sparare sulla gente dovrebbe essere impensabile per la mente umana, ma evidentemente non lo è. Si, mi si può parlare del fatto che spesso vengano rivendicati da gruppi terroristici, ma sai, nel corso degli anni ho imparato a diffidare di questi annunci, a volte mi sembra che li rivendichino solo ed esclusivamente perché gli fa comodo. Allo stesso tempo ho imparato a diffidare dei media, in troppe occasioni hanno sparato cazzate, fomentato odi, tralasciato notizie essenziali, non gli credo più, e se per sbaglio gli credo un pochino rimango comunque con un forte dubbio. Ti dico che mi sembra una moda perché neanche troppo tempo fa succedevano le stesse cose negli stati uniti d’America, ricordi in quel cinema? O nelle scuole? Non lo so… Forse il problema è proprio l’essere umano, il fatto che sia crudele, o forse che tra la parte buona e quella crudele di se stesso tende a alimentare la seconda… del resto sono migliaia di anni che facciamo guerre, sacrifici umani, massacri vari, abbiamo pure forgiato nazioni sulla schiavitù, vogliamo ancora far finta di niente e professarci buoni d’animo? Che vuoi che ti dica… Non lo so… La domanda che mi sorge spontanea non è come fermare queste persone, ma come arginare la crudeltà insita in ognuno di noi… Che vuoi che ti dica… Non lo so…

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CRA CRA CRA CRA CRA? CRA CRA CRA! CRA!?

Pubblicato il luglio 23, 2016, in attualità, musica, pensieri, riflessioni con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Hai scritto bene: cosa vuoi che ti dica…

  2. Nelle altre persone non lo so. Per quanto mi riguarda la musica aiuta (bellissimo pezzo, ma io adoro la chitarra acustica a prescindere). Credo sempre che bellezza, curiosità, meraviglia, interesse, ironia, e naturalmente il rispetto per le proprie emozioni (che porta al rispetto per quelle degli altri) siano le “controarmi” principali ma del resto mi hanno dato varie volte della buonista, definizione che comunque non concepisco. Credo invece nella mitezza (che è qualcosa di molto, molto diverso dalla debolezza e anzi richiede a volte notevole forza d’animo e di pensiero, pazienza e capacità di non lasciarsi mettere i piedi in testa, tra le altre cose, è uno sforzo costante). Però in effetti non lo so. Forse è questione di fortuna, nascondo in altri contesti, in chiunque di noi la parte crudele potrebbe prevalere. Mi tengo stretta la mia capacità di amore e provo… e spero…

  3. Tutto si riconduce al nostro dualismo. Il bene e il male coesistono in tutti noi e ,di volta in volta, decidiamo cosa far prevalere. C’è un’indole personale, ma anche educazione e condizionamento sociale. Come arginare la nostra crudeltà? Risposta non facile. Se solo riuscissimo a staccarci dai condizionamenti sociali che ci vogliono competitivi in ogni settore! Se solo riuscissimo a valorizzare la semplicità!

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