Archivio mensile:settembre 2016

Un bel week end da appassionato

Come si passa un bel week end da appassionato? Dipende! Eh si, dipende da qual è la passione. Molti sono appassionati di calcio e probabilmente si organizzeranno in gruppi per seguire la squadra del cuore, altri sono più inclini al relax e vorranno oziare in qualche spa, altri ancora amanti della buona cucina macineranno secchiate di chilometri per andare a cena in un ristorante particolare, insomma ognuno, giustamente, cercherà di assecondare quella che è la sua passione. Anch’io ne ho una, è da qualche anno che la coltivo, e nello scorso week end ho potuto sfogarla a pieno, tanto che ancora adesso se ci penso mi viene da sorridere. La mia passione per chi ancora non lo sapesse è la moto. Quel cavallo d’acciaio che tanti odiano perché pericoloso (e lo è) a me regala una sensazione di libertà incredibile, per non parlare dell’adrenalina… Quindi il mio week end è iniziato sabato pomeriggio, nel garage, dove ho potuto svolgere tutti i lavori di manutenzione e le coccoline di cui necessitava la mia bambina. Gli ho fatto un bel bagnetto, poi l’ho lucidata con i suoi prodotti preferiti, ho ingrassato a dovere la catena, ho montato le leve nuove per freno e frizione e quando è arrivata la sera, perché c’ho messo delle ore a fare tutto, l’ho salutata ansioso di cavalcarla l’indomani. Il giorno dopo il ritrovo era a un bar vicino a casa mia, inutile dire che mi sono presentato con quasi mezz’ora di anticipo, segno inequivocabile di passione, e di voglia sfrenata di partire. Gli altri, perché stavolta eravamo ben in dieci, sono arrivati poco dopo, anche loro tutti in anticipo, chissà perché? Dopo il caffè e le solite chiacchere motociclistiche, il Prof (il più vecchio e più esperto del gruppo) annuncia l’itinerario e invita a gran voce a salire in sella per la partenza. Il punto di arrivo è il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, inutile dire che è bandita l’autostrada, i motociclisti odiano le autostrade, troppo dritte e monotone, molto meglio le curve, infatti qualcuno diceva che “la curva non è una semplice deviazione, è una gioia, un esercizio mentale che ti porta a ragionare passo a passo la manovra corretta, i giusti giri del motore, la marcia perfetta da inserire ed è un esercizio fisico che esprime il gesto che vorremmo fosse efficace e bello da vedere nello stesso tempo”. Quindi più di cento chilometri di curve con soste solo ed esclusivamente per rifornirsi di carburante e per una sigaretta veloce, per chi ancora ha quel vizio, io fortunatamente me lo sono tolto. All’ora di pranzo siamo in vetta all’appennino e mentre guardiamo il panorama consumiamo il pranzo sulla terrazza di un agriturismo. Il Prof è in forma oggi e ci fa ammazzare dalle risate con le sue barzellette, e mentre gustiamo il caffè già ragioniamo su quale percorso affrontare per il ritorno. Quindi risaliamo in sella ai nostri destrieri e ricominciamo a rincorrerci per quelle meravigliose strade immerse in verdi boschi, con panorami mozzafiato, il tutto in una domenica di fine settembre fresca e soleggiata. Che goduria!!!

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PS: Su Youtube ci sono molti video dedicati alla passione del motociclismo, questo è uno dei più belli secondo me… ed ha pure una buona colonna sonora…

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Un fotografo, un uomo

Premetto subito che io non sono un esperto di fotografia, anzi, ne so proprio poco. So che esiste qualcosa chiamato ISO che ha a che fare con la luce, so che si può scegliere di far aprire il diaframma di più o di meno, probabilmente si può scegliere anche il tempo d’apertura, ma come settare tutto ciò per me è un mistero. Non parliamo poi dello sviluppare una foto, in questo caso encefalogramma piatto, anzi concavo. Premesso ciò volevo parlare di un documentario che ha come protagonista la fotografia di uno dei più grandi fotografi della storia, da alcuni considerato il più grande, Sebastião Salgado. sebastiao_salgado_ritratto1Il documentario s’intitola “Il sale della terra”, e ripercorre la vita di Salgado durante gli innumerevoli viaggi in giro per il mondo, nei quali ha scattato migliaia di fotografie. Non posso parlare ovviamente della tecnica, a parte il fatto che tutte le fotografie che ho visto di lui non sono a colori, non spiega il perché nel documentario, e allora mi sono dato una spiegazione da solo. Probabilmente lo fa perché i colori non esistono, è noto che sono solo un’invenzione del nostro cervello. Quest’opera non solo mi ha colpito, mi ha proprio commosso, per la crudità di alcune immagini, per la sensibilità di quest’uomo, per il rapporto con la propria moglie, per i pensieri che egli stesso esprime durante tutto il documentario, per la sublime arte che trasuda da ogni immagine. E adesso chiudo il post. Perché non si può spiegare, perché a volte le parole non sono abbastanza, non bastano. Guardatelo, punto.

C’è chi spenge il cervello

Giornata grigia, rumore di pioggia battente fuori dalla finestra. Pensieri di persone care che hanno cambiato modo di pensare, anzi no, per certi versi hanno smesso di pensare. Come si può cambiare così drasticamente il modo di alimentare la propria mente, come si può passare da scrittori come Gabriel García Márquez a Novella Duemila, oppure in campo musicale da musicisti/poeti del calibro di Massimo Bubola a X Factor & Company… Non ci credo, anzi, non voglio crederci. Non me lo spiego. Come si può rinunciare a tanta bellezza per uniformarsi alla media. Mi dispiace. Ricordo poesie, musiche, racconti da occhi lucidi. Ricordo lettere delle quali invidiavo la scelta delle parole. Ricordo fame, fame di sapere, di scoperta di sé. E ora cosa c’è invece? Il tormentone dell’estate? L’ultima battuta idiota del comico di turno? O magari parliamo del prossimo cinepanettone? Non lo sopporto questo schifo. E cambia pure il carattere, egoismo dilagante, zero profondità, sorrisi finti come i soldi del Monopoli. Riunirsi in famiglia mi comincia a pesare, sto sempre più in silenzio, non vedo l’ora che i pranzi o le cene finiscano. Cazzo quanto mi dispiace!!!