Archivio mensile:maggio 2017

E’ venuto il tempo di andare

E’ il momento di smettere di scrivere. E qualcuno, forse, si starà chiedendo “ma che cavolo dice questo qua?”. Mi spiego meglio. Era da un po’ di tempo che meditavo di smettere di scrivere su questo blog, non sento più quello stimolo che ti porta a vomitare su una tastiera tutto quello che ti passa per la testa, è come quando uno scrittore perde l’ispirazione. Non so più cosa scrivere, e credo che anche la qualità dei miei post sia scaduta col tempo, quindi senza stare a girarci troppo intorno vado dritto al punto, questo blog non verrà più aggiornato fino a data da destinarsi. Potrebbe essere un mese, un anno o per sempre. Ringrazio tutti coloro che hanno letto i miei post e condiviso un po’ di tempo e pensieri con me, adesso è venuto il tempo di andare…

Una bella strizzata

Passeggiata sul lungo fiume, brezza tiepida e odore di erba tagliata, uno in bici suona il campanello per avvisare che sta per passare, un cane porta a spasso il padrone che rimane attaccato con la mano al guinzaglio come un esperto kitesurfer, due ragazzini si baciano appassionatamente su una colonna da ormeggio verniciata come un’amanita muscaria, all’entrata dell’Hotel a cui passo davanti c’è una ragazza vestita da gran sera che si sistema il trucco troppo vistoso, i colori della sera oggi danno sul rosa e man mano che si alza lo sguardo dall’orizzonte diventano freddi, viola, blu, in acqua il riflesso della luna che danza al ritmo delle onde sembra quasi avere forma di donna. E in questa serata ho avuto un po’ di nostalgia, per la prima volta dopo diversi mesi l’ho sentita, chiara, netta, prima nella pancia, poi nella gola e poi fin quasi agli occhi. Ma no, non era per il mio paese, che poi mio… non lo è mai stato… ma per quelle faccette innocenti che hanno i miei nipoti, e dovrà passare ancora tanto tempo prima che possa darvi una bella strizzata…

Sti benedetti vaccini…

Questa storia dei vaccini ha rotto i coglioni! Parliamone! Allora premetto subito che io non sono un medico e neanche uno scienziato, ma come ogni individuo mi faccio un’idea in base a ciò che leggo e/o vedo e/o sento. Quindi sono andato a documentarmi un pochino su questa benedetta storia dei vaccini, alcuni dicono che fanno male, altri dicono che non vaccinarsi è da criminali, non parliamo poi della questione patria potestà che poi dobbiamo ragionare di diritti e non sono neanche un avvocato… Insomma in rete miriadi di informazioni contrastanti, veramente agli antipodi in certi casi. Quindi come farsi un’opinione? Chi ha torto? Chi ha ragione? Poi ho trovato un video interessante, a parlare è il Dott. Stefano Montanari, famoso in tutto il mondo, e famosa anche sua moglie la Dott.sa Antonietta Gatti che insieme sono stati i primi scopritori delle nanoparticelle, che poi sono risultate a dir poco dannose per l’organismo umano. Insomma, di fronte abbiamo un luminare che ci spiega cosa sono i vaccini, come funzionano, cosa c’è dentro e soprattutto cerca di fare chiarezza su un argomento del quale tutti parlano, anzi a mio avviso ciarlano, ma che nessuno o quasi conosce approfonditamente. Non sperate che vi dica la mia posizione a riguardo, io non voglio e non devo convincere nessuno, semplicemente mi piace informarmi. Se avete piacere guardatevi il video, altrimenti no, affari vostri.

Bye bye Nicky

Sono rientrato a casa stasera e mentre spippolavo su internet ho visto il seguente titolo “Nicky Hayden non ce l’ha fatta, è morto oggi”. Il mondo del motociclismo, purtroppo, periodicamente ci regala tragedie, sta nell’ordine delle cose. Fare il pilota di moto è un lavoro tanto bello quanto pericoloso e questo i centauri lo sanno, conoscono perfettamente i rischi ma li affrontano con coraggio e determinazione gara dopo gara. Abbiamo dovuto salutare un sacco di piloti per incidenti fatali, Luis Salom l’anno scorso, il nostro Marco Simoncelli nel 2011, e ancora Tomizawa, Kato e tanti altri del passato più remoto, gente del calibro di Jarno Saarinen o Renzo Pasolini… e oggi è toccato a Nicky Hayden. Ma la cosa strana è che non è morto mentre faceva la cosa che gli piaceva di più, e cioè sfrecciare a trecento all’ora su un circuito, no, è morto in bici, mentre faceva una sgambata d’allenamento su una strada vicino a Misano. Non ha rispettato lo stop a un incrocio dicono, una macchina è sopraggiunta e l’ha sbalzato dalla bici. Sono cose che succedono, d’altronde si dice così no? Si, però non è una consolazione e perdere un centauro come lui fa comunque male. Bye bye Nicky…

News dall’oltralpe

Mi sono tolto un peso non da poco. Il mattone che avevo sul petto in questi giorni finalmente se n’è andato per far spazio a un po’ di serenità. Per quelli che seguono questo blog si, la notizia è quella che pensate, le analisi del mio amico sono negative, evvaiii! Anche se prima di stappare lo spumante sarebbe meglio sapere cos’è che provoca quei sintomi, ma la notizia che non si tratta di cancro ha comunque alleggerito non poco le mie e le giornate di Garry. Nel nuovo posto di lavoro mi ci trovo benissimo, gente cordiale e ritmi non troppo frenetici, se le cose continuano ad andare così potrei quasi asserire di aver trovato la mia dimensione. Però, ora che ci ripenso, prima di cantare vittoria è il caso di far passare ancora un po’ di tempo, sono italiano e so benissimo che basta che ti cada la saponetta che qualcuno si precipita e arriva da dietro con cattive intenzioni… quindi forse è meglio continuare a muoversi spalle al muro, così, tanto per essere sicuri di non avere brutte sorprese…

Change!

Clima ballerino in quel dell’oltralpe, giorni di sole e caldo intervallati a giorni più freddi di pioggia e vento e spesso anche nel corso di una sola giornata il tempo può variare di molto, vestirsi a strati e ombrello sempre pronto sono, per me, ormai diventati un must. E così com’è cambiato il tempo anche il Corvo ha fatto i suoi cambiamenti, perché ho cambiato lavoro! Ebbene si, ho ricevuto un’offerta che non potevo davvero rifiutare, ne guadagno in soldi e in salute mentale, dove lavoravo prima c’erano alcune persone delle quali avrei fatto volentieri a meno, e senza contare il fatto che adesso ho un ruolo più importante. E qui caro lettore ti chiederai “e dove sta la pecca?”, e dammi tempo di arrivarci no? Proprio così, il tempo per arrivarci è la pecca. Ho calcolato che se i mezzi s’incastrano alla perfezione da quando varco la porta di casa a quando arrivo a lavoro ci metto cinquanta minuti, se perdo una metro o un treno siamo sull’oretta. Tutto ciò significa che perdo quasi due ore di viaggio al giorno, e ciò succederà per altri due mesi, fino a che deciderò o di traslocare o di comprarmi quello che io definisco “scassone” ovvero una macchina usata a poco prezzo che mi consenta di muovermi su quattro ruote, ma che alla quale non puoi chiedere di più… Non le puoi chiedere di essere alla moda, non le puoi chiedere di essere nuova, non le puoi chiedere che tutto funzioni correttamente, non le puoi chiedere un impianto musicale decente, insomma una di quelle classiche macchine che fanno schifo e che poi finisci per affezionartene, quelle che poi gli dai anche il nome… tipo “la vecchia Betsy”

Fucking mate

Mi aveva detto che sarebbe andato a fare le analisi, invece quel coglione anzi quel fucking mate non c’è ancora andato. Quindi oggi, al mio milionesimo messaggio su quando andrà mi ha inviato una foto di lui all’ospedale che aspetta di vedere il medico, mi ha detto inoltre che lunedì ha prenotato le analisi del sangue. A breve quindi sapremo se e con chi dovremo combattere… Le giornate di sole in un paese che è abituato a essere grigio sono più belle, o forse chi ci vive le apprezza di più per la loro rarità, il fatto è che un tramonto bellissimo e senza nuvole è un peccato doverlo condividere con la preoccupazione di un possibile male, anche se questo male non tocca te direttamente… Si dovrebbe poterlo vivere con serenità, senza troppi pensieri negativi… Ok lo ammetto, stasera sto un po’ giù, sono in ansia per quei cavolo di risultati delle analisi del mio amico… Mi ci vorrebbe una frase del cazzo tipo “tranquillo, andrà tutto bene” o un abbraccio sincero… e invece qui ci sono solo io e una cazzo di falena che è appena entrata… la stronza…

Alcol

Da quando vivo in Uk ho notato che una grossa percentuale di persone hanno l’abitudine, il venerdì e il sabato sera, ma spesso capita anche nei giorni infrasettimanali, di andare a farsi qualche bevuta. Per loro l’alcol è una sorta di abitudine che penso abbia a che fare anche con la tradizione. Sembra quasi che la sera, finito il lavoro, sia quasi obbligatorio andare a prendersi la quotidiana dose di alcol. Il luogo preposto è sempre il pub, ce ne sono a centinaia, anche perché qua il pub fa contemporaneamente la funzione di ristorante, bar e discoteca, è facilissimo trovare pub che a una certa ora accendono luci colorate e alzano il volume tramutandosi in vere e proprie discoteche. I posti sono variegati, ce ne sono frequentati maggiormente da giovani universitari e altri frequentati da adulti, ma spesso la clientela è mista, e l’unico comune denominatore è lui, il protagonista, l’alcol. Mi è capitato di aver declinato un invito al pub da parte di un collega, semplicemente quella sera ero indisposto, ero stanco e ho fatto l’errore di dire che negli ultimi tempi non mi va troppo di bere. Il mio collega mi ha guardato come se fossi stato un alieno, ha fatto un’espressione come a dire “ma da dove viene questo?”, e poi nei giorni a seguire ho scoperto che trovare un astemio è praticamente impossibile. Insomma, qua l’alcol è parte integrante della società, e spesso se ne abusa, infatti non è difficile, soprattutto la sera, trovare in metro elementi che chiaramente hanno alzato troppo il gomito, però devo dire altresì che non ho mai visto nessuno di loro dare fastidio a qualcuno, sono ubriachi si, ma se ne stanno per conto loro… fatta eccezione per i frequentatori del pub che ho sotto casa, a loro piace cantare… perché a mezzanotte il pub spegne la musica (credo ci sia proprio una legge che lo impone) ma loro vogliono continuare comunque la festa, e allora si mettono a cantare fino all’una… quando ero in Italia avevo una discoteca vicino a casa che mi bombardava con la musica tunz tunz, qua ho gli ubriachi che cantano (male) canzoni di dubbio gusto… che culo…

Hair

Sono passati circa un paio di anni da quando decisi “Ok non me li taglio più”. Presi questa decisione perché pensai che da quando avevo memoria avevo sempre portato i capelli corti. Quindi mi dissi che era tempo di vedere come sarei stato coi capelli lunghi, e non li tagliai più se non per qualche spuntatina leggera. E loro effettivamente sono cresciuti un sacco, il problema è che non me ne rendo veramente conto finchè non faccio la doccia. Eh si perché essendo lunghi, per comodità, durante la giornata li porto raccolti e legati, quindi non capisco davvero quanto misurino effettivamente, mentre alla sera dopo la doccia mi pettino davanti allo specchio e si, cavolo iniziano a essere davvero lunghi, ormai sorpassano le spalle di un bel po. E qui sorge anche un altro tipo di problema, perché se fino a ora raccoglierli era abbastanza facile adesso devo inventarmi qualcosa di nuovo. Avevo pensato a fare l’acconciatura col bastoncino, cioè passare da questa:

a questa:

Si, lo so che quella della seconda immagine è una gentil pulzella e non un uomo, ma non sono riuscito a trovare una cavolo di foto di un uomo col bastoncino o come cavolo si chiama… e poi il problema è anche che non ho idea di come si faccia, e poi reggerà? Io non voglio passare la giornata a rilegarmi i capelli perché ogni cinque minuti decidono di andare per fatti loro. Poi, il problema è che non sono neanche lisci, quindi decidere di dargli una forma non è la cosa più semplice che esista… Potrei optare per l’usatissima crocchia, che poi si dice crocchia? Bho… io l’ho sempre chiamata così… Ma non sarà troppo femminile? Si… No… Non so… Qualcuno sa come potrei risolvere questo dilemma?

PS: chi risponde tagliateli verrà automaticamente calciorotato alla Chuck Norris…