Figli? Si o no?

Una leggenda asiatica dice più o meno che un uomo, per considerarsi tale, deve in vita sua aver scritto almeno un libro, deve aver piantato almeno un albero e aver messo al mondo almeno un figlio. Il significato di tali azioni è presto detto: il libro perché devi consegnare ai posteri ciò che in vita hai appreso, l’albero perché simbolo inequivocabile di fecondità, e il figlio per perpetuare e onorare la tua famiglia. Ora, io non ho mai scritto un libro, al massimo ho scritto qualche post su questo blog, e tra l’altro non mi sentirei neanche in grado di farlo (oddio, mi si potrebbe dire che se ci sono riusciti alcuni noti calciatori ci possono davvero riuscire tutti…), non ho mai piantato un albero, se si escludono alcune piantine di peperoncino, timo, rosmarino e altre piante aromatiche che curo solo ed esclusivamente per usarle come ingredienti in cucina, ma soprattutto non ho mai fatto un figlio, e sinceramente non mi passa proprio per l’anticamera del cervello moltiplicarmi. Cosa vuol dire? Che non sono un vero uomo? Bha… Punti di vista… Comunque, caro avido lettore vorrei soffermarmi proprio sull’argomento “non voler fare figli”. Premetto subito che, a differenza dei media che, ho potuto leggere su un quotidiano, hanno timore di affrontare l’argomento che potrebbe urtare la sensibilità maschile e femminile di tutte le persone che non condividono la scelta di non procreare, io simpaticamente me ne sbatto, anche perché i suddetti mentre ci davano dentro a profusione per concepire i loro “minime”, non credo si chiedessero quanto le loro azioni avrebbero urtato la MIA sensibilità. Quindi no, io non voglio fare figli, quell’istinto che nel mezzo del cammin di nostra vita prende piede nella psiche della maggior parte degli individui e che potrebbe riassumersi nelle parole “voglia di maternità” o nel mio caso “paternità” in me non perviene. Intendiamoci, non è che non mi piacciano i bambini, ho tre bellissimi nipoti che vedo saltuariamente e con loro rido, scherzo, gioco, mi diverto e faccio lo zio, ruolo che tra l’altro mi calza a pennello e che adoro, è solo che non ne voglio di miei. I bambini a mio avviso sono molto impegnativi e così come possono dare grandi soddisfazioni possono, e devono, irrimediabilmente cambiarti la vita, volenti o nolenti al momento che metti un figlio al mondo devi rinunciare a tutti o parte dei tuoi progetti. Hanno bisogno, e diritto, a una stabilità economica che in moltissimi casi non c’è, soprattutto nell’attuale situazione economica del nostro paese e dell’Europa. Non parliamo poi del fatto che credo si debba essere portati e preparati a fare il padre o la madre, credo che un apparato riproduttivo funzionante non sia abbastanza per sentirsi in diritto di procreare, e al momento non mi sento in grado di poter far crescere, fisicamente e psicologicamente nel modo giusto, un altro individuo. Proprio quest’ultimo punto mi fa tornare alla mente un film di serie B che qualche anno fa ho visto, la pellicola demenziale in questione è “Idiocracy”. Il lungometraggio non è niente di che ma l’intro (che poi si dice Intro in un film? O è prerogativa dei pezzi musicali? Bho….) mi ha colpito in particolar modo e riporta alla mia mente ragionamenti simili che in passato avevo fatto, guardatelo cliccando qui. Insomma, in poche parole io non voglio figli e credo inoltre, che molte persone ne facciano senza ponderare adeguatamente tale scelta, magari perché presi dalla pulsione istintuale della procreazione o magari dalla passione o dall’amore, ma come diceva uno mooolto più intelligente di me “Poi la voglia svanisce e il figlio rimane e tanti ne uccide la fame”…

11 pensieri su “Figli? Si o no?

  1. Beh, io il figlio l’ho fatto ! Non so se sono un buon padre e non so neanche se all’epoca di imbarcarsi in questa avventura avessi pensato più di tanto. Certo, le condizioni economiche erano diverse, ma io e mia moglie non abbiamo pensato molto ! E’ arrivato e ne siamo stati contenti. Si, abbiamo pensato al suo futuro, a quello che sarà, se poi in definitiva è stata una scelta egoistica o tante altre cose ma, vedi, secondo me la Vita è un tale casino di cose imprevedibili e imponderabili che è difficile metterci sopra uno schema. Se si decide di star da soli, vivere fuori da ogni perimetro sociale, forse è facile schematizzare la propria vita ma, dal momento che in qualche modo trovi la persona giusta, (non fatta di solo amore e chiacchiere sentimentali) comincia proprio tutta un’altra storia ! Prima di avere un figlio non sapevo neanche se mi fossi sposato, tanto litigavamo tutti i giorni, ma ora, dopo tanti anni, tante cose sono cambiate, la Vita ti cambia, tutto cambia. Probabilmente il bello dell’esistenza è il continuo divenire, prendere le proprie responsabilità come una crescita anche spirituale. Anch’io ho rinunciato a molte cose, ma altre hanno riempito le mie giornate e, non so se sia meglio o peggio ma è sicuramente nuovo e stimolante. Tra alti e bassi si costruisce qualcosa forse fine a se stesso, ma, in fondo, se togliamo la curiosità, la voglia di sperimentare, la voglia di combattere e mettersi sempre in discussione, credo non ci rimanga molto.

    Tutte queste chiacchiere per dirti che non sei tu che decidi se avere o no dei figli… Se vivi per quello che ti sembra giusto vivere potrebbe capitarti ANCHE di avere dei figli… Senza molte spiegazioni !

    L’importante nella Vita è tenere sempre il timone correttamente e non sbarellare mai !
    E’ essenziale !

    Ciao.
    Stefano.

    1. Capisco il tuo punto di vista, che poi è quello di tantissime persone ma quel “non sei tu che decidi se avere o no dei figli” proprio non lo digerisco, è come il cetriolo, me se ripropone…
      Però grazie infinite di avermi raccontato la tua esperienza e il tuo modo di vedere le cose.
      🙂

  2. Non amante dei pargoli presente! O meglio, son tanto carucci soprattutto poi quando tornano dai genitori. Francamente al di la del pensiero razionale (mantenimento, sacrifici ecc) non ricordo di aver mai avuto un grosso trasporto verso l’infanzia e crescendo tutte le varie considerazioni sia su me che sulla società non hanno certo migliorato la situazione. Quello che invece mi lascia basita è vedere tanti che figliano e responsabilità non se ne prendono lasciandoli allo stato brado, sbolognandoli ai nonni per andare a ballare (fascia 20-30 da quello che mi è capitato di vedere) oppure troppo immersi nella vita quotidiana per dar loro una formazione (30-40 in piena carriera lavorativa). Insomma non mi pare che tutti questi genitori vivano la loro condizione con interesse, mi ricordano un po’ troppo spesso i bambini che vogliono un cucciolo ma poi lo ignorano.

    1. Esatto, hai notato che spesso questi pargoli pur di essere parcheggiati da qualche parte sono costretti a fare il corso di danza, poi il nuoto, poi ginnastica… manco fossero atleti di pentathlon…
      Per non parlare di quelli che fanno i figli per salvare la loro relazione, cosa che ha fatto recentemente un mio conoscente, al quale ho fatto i miei più sinceri auguri sospettando un imminente sfacelo…

  3. Io l’istinto materno non l’ho mai avuto.
    E l’idea di mettere al mondo qualcuno che dipenda da me, mi ha sempre messo tanta ansia. O forse semplicemente non sono arrivati.
    Boh.
    Mi sono quindi ritagliata questo ruolo di zia che a me piace tanto e per il momento mi godo quello.
    Ciò che non sopporto invece delle diatribe “figli si o no” è chi sostiene che io non avendo figli non posso capire cosa sia il vero amore, che su tante cose non ho voce in capitolo perché non ho conosciuto le gioie della maternità e che sono una sorta di donna a metà.
    Ecco, certi discorsi mi provavano l’orticaria.

    1. Ehhh lo so, la famosa frase che tanto piace alla gente “ma te che ne sai? Come ti permetti di giudicare se non l’hai provato?”.
      Bisognerebbe spiegare a queste esimie teste di cazzo che il verbo giudicare significa formulare un giudizio di valore, un’opinione su qualcuno o qualcosa dopo attenta valutazione, e non sempre e solo la sentenza di un’autorità giudiziaria.
      Ma è una cosa che all’italiano medio non rimane proprio in testa…
      Pinda devi portà pazienza… 😉
      PS: quando ti dicono che sei una donna a metà per favore digli: “ha detto il mio amico Corvo che doveteandatuttiaffanculo!”

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