Di depressione e ispirazione

Quando ti accorgi che il tuo ritmo circadiano invece di somigliare a una marcetta da banda di paese carina e regolare è più simile a uno spartito di una canzone punk, quando mangiare una nocciolina di troppo ti provoca la sovraproduzione di quei sette o otto litri di succhi gastrici, quando cerchi conforto nel tuo strumento musicale ma ti ritrovi a suonare alle due di notte “the blower’s daughter” di Damien Rice, bhè, quando tutto ciò accade vuol dire che una puntina di depressione probabilmente ce l’hai… Non mi soffermerò sui motivi più profondi che spingono una persona ad essere depressa, ognuno ha i suoi, e poi il più delle volte neanche sono poi così interessanti e alle persone, di solito, sentire o leggere di uno che si lamenta non interessa. Potrei allora fare una bella lista di azioni dirette per vincere la depressione, ma volete davvero la verità? Dalla depressione non si guarisce, si può imparare a ignorarla, si può imbrogliare la propria mente sostituendo abitudini negative con altre positive, si può perfino credere di aver vinto la battaglia, ma non è così, quell’ombra è sempre lì, accanto a te, ovunque tu vada. L’unica cosa davvero saggia da fare allora è conviverci. Come dice la mitica Geppi Cucciari “se non riesci a uscire dal tunnel… Arredalo!”. A parte gli scherzi, l’unica soluzione è trovare l’ispirazione, si, come uno scrittore che deve iniziare il suo libro, come un musicista davanti al pentagramma in cerca di una melodia. Trovare qualcosa che ti ispiri e riesca portarti un po’ più in superficie a prendere una boccata d’aria. Io stasera l’ho trovata l’ispirazione. Cercando qualche video relativo alla mia passione ho scoperto Di.Di., cos’è? Guardate coi vostri occhi e poi ditemi se guardandoli non vi sentite ispirati. VIDEO 1, VIDEO 2.

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7 pensieri su “Di depressione e ispirazione

  1. Quella che tu chiami “depressione” credo che sia più malinconia, tristezza, perché la depressione è una malattia e, anche se è sempre in agguato e rimane vicina come un’ombra, si può curare e si può guarire, fortunatamente.

    1. In questo momento, e per quanto riguarda me, sicuramente si tratta di una forma di depressione lieve o come dici tu di tristezza o malinconia.
      Purtroppo diversi anni fa ho sofferto di depressione, e da quello che ho vissuto ti posso dire che, almeno per ciò che riguarda la mia esperienza, non credo si possa mai guarire dalla “non vita”, credo invece si possa conviverci lasciandola in uno stato di torpore, come sopita in un angolo di noi stessi, costruire una sorta di bozzolo in cui farla addormentare. Ma lei è sempre li, non è morta, semplicemente dorme…

      1. La tua risposta mi spiazza, sei una delle pochissime persone che mette in dubbio le proprie convinzioni, volevo ringraziarti… Però a dirla tutta, forse è un bene che non se ne vada mai del tutto, riesce a farti vedere le cose da un punto di vista diverso, e questo non può essere che un bene…

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