Bye bye biosfera

Ricordo quando mio padre mi raccontava che da piccolo andava con i suoi amichetti a fare il bagno in un fiumiciattolo vicino casa. Mentre raccontava quei piccoli aneddoti della sua gioventù io me ne stavo attento lasciando che la fantasia immaginasse mio padre giovane e spensierato che si divertiva con gli amici in riva a un fiume. Poi, durante il racconto arriva a dire che quel piccolo fiumiciattolo aveva un’acqua limpidissima e che spesso e volentieri la bevevano. Rimango come di sasso. Lui si accorge che queste ultime parole mi hanno colpito e infatti mi fa “sei sorpreso vero?”. Certo che sono sorpreso, quel piccolo fiume lo conosco da sempre e da quando ho ricordo di esistere mai, e ripeto mai, la sua acqua è stata limpida. Addirittura dalle mie parti si scherza dicendo che chiunque ci cada dentro per sbaglio è a rischio delle peggiori malattie, ipotesi neanche troppo campata in aria dato che dalle ultime analisi, che risalgono addirittura al 2006, risultano presenti mercurio, cromo esavalente, boro, cloruri, arsenico e chissà cos’altro. Quindi se la matematica non è un’opinione, dato che mio padre era giovinciello negli anni sessanta, deduco che in trenta o al massimo quaranta anni ci siamo giocati il fiume e i terreni circostanti. Cosa che credo sia avvenuta in maniera molto simile a qualsiasi altro fiume italiano o addirittura europeo o forse mondiale, infatti che la situazione la si guardi dal punto di vista microscopico o macroscopico siamo comunque nella cacca. E qualcuno forse penserà “ma corvetto su, non fare il catastrofista dai…”, no signori dico solo ciò che penso e pare che ad essere allarmista e catastrofista non sia solo io, ma anche circa quindicimila scienziati provenienti da quasi tutti i paesi del mondo che in un rapporto pubblicato sulle pagine di BioScience, chiamato “A Second Notice”, ci suggeriscono di cambiare strada alla svelta dato che il tempo sta per finire, il punto di non ritorno è vicino. Il rapporto è chiamato “Second” proprio perché avevano già tentato nel ’92 di dirci qualcosa con il “World Scientists’ Warning to Humanity” ma erano solo millesettecento e in quegli anni l’economia occidentale viaggiava a gonfie vele, e quindi non se li è cagati nessuno. Abbiamo un problema noi esseri umani, abbiamo interiorizzato benissimo lo stupro ai danni dei nostri simili, infatti come possiamo vedere dalla reazione mondiale sui fatti di Weinstain e compagnia bella, l’indignazione è stata più che totale. Peccato però che quando lo stupro è ai danni del nostro pianeta tutta l’indignazione scompare, come se la nostra biosfera fosse meno importante di noi, che ci viviamo dentro. Presto scopriremo che non è così.

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4 pensieri su “Bye bye biosfera

  1. Soiltamente uso dire che noi si è un po’ come le pulci sulla schiena di un cane.
    Se il cane, un giorno o l’altro, deciderà di darsi una bella grattata per il fastidio che gli procuriamo, avremo terminato il nostro tempo su questo pianeta.

    Sai però cos’è che mi fa rabbia ?
    Che, probabilmente, gli stessi figli di buona donna che hanno ridotto il nostro ambiente in questo stato per fare soldi, con quei soldi si compreranno il biglietto d’ingresso su qualche struttura dedicata alla sopravvivenza di pochi.

    1. Sinceramente comprarmi un biglietto per vivere segregato per tutta la vita in una struttura a respirare aria condizionata non m’interesserebbe, che se lo comprino pure… La sopravvivenza a ogni costo non l’ho mai capita…

  2. Penso che a questi punti, bisogna essere fatalisti ! Magari se nascevamo nel ‘700 facevamo parte di un popolo vessato e magari non arrivavamo a 50 anni ! Non so, ma ogni momento della storia dell’umanità, ha qualcosa che non va ! Forse sarà il non-ritorno, forse sarà che anche questa volta ci salviamo ma non resta altro che sperare di farcela ! … Comunque !

    1. “La speranza è una cosa strana, è come una moneta nelle mani di chi sa di essere un perdente. Più conosci la speranza e meno la trovi attraente.”
      A parte la citazione dal film “16 anni di alcol” direi che la speranza mi sa di immobilità, io spero di fare qualcosa ma nel frattempo me ne sto fermo prprio perchè mi aspetto che le cose cambino da sole. Errore, se le cose non cambiano bisogna rimboccarsi le maniche e farle cambiare. I problemi sono due, primo non abbiamo interiorizzato psicologicamente il problema inquinamento quindi non lo reputiamo abbastanza importante, secondo anche se l’avessimo fatto non abbiamo sufficiente influenza per indurre chi lo controlla a ribaltare il mondo dell’industria e produrre in modo ecosostenibile. Ergo siamo fottuti.

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