Mese: dicembre 2017

Galli da pollaio

A volte può capitare di dover avere a che fare con quei tipi di persone che io chiamo “Galli da pollaio”. Si riconoscono molto facilmente, appena li conosci hanno bisogno di sfoderare tutta la loro esperienza raccontandoti di esser stati chissà chi, di conoscere chissà chi e di aver fatto chissà che. Il gallo da pollaio oltre a pavoneggiarsi (cosa che non gli riesce neanche molto bene proprio perché non è un pavone…) cercherà di dimostrare di essere anche molto generoso e in cambio della tua metamorfosi da uomo a zerbino ti prometterà di trasferirti tutta la sua virtute e canoscenza… Parliamo adesso del pollaio, perché ogni gallo che si rispetti deve avere un pollaio, e il suddetto è costituito da uno o più polli che hanno abboccato alla miriade di cazzate che il gallo gli ha propinato. Ultimamente ho avuto modo di relazionarmi con un gallo, inutile dire che essendo un corvo e non un pollo, le opere di persuasione e di lavaggio del cervello del gallo non sono giunte a segno, d’altronde si sa, il corvo è un animale solitario, avete mai visto un corvo in un pollaio? Comunque una cosa è certa, i pollai esistono perché esistono i polli e perché i galli, glie ne va dato atto, sono ottimi oratori e bravi nelle opere di persuasione. Quindi, il consiglio che mi e vi do si rifà alla vecchia “Teoria del sonoro” della quale ho scritto un post anni fa, e cioè togliere il sonoro, le chiacchere e soprattutto le promesse dal metro di giudizio, e vedrete che il fatto di concentrarsi solo sui gesti consente di poter dare un’occhiata all’effettiva salute della relazione, qualsiasi essa sia. Si riuscirà a capire se realmente c’è tra i due soggetti un vero interscambio, oppure se tale interscambio è a senso unico. Ogni tanto credo che una riflessione di questo genere possa fare altro che bene. Per quest’anno è tutto. Auguri a tutti e a rileggerci nel 2018!

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Auguri speciali

Sollecitato da mia nipote a cercare una colonna sonora per il giorno di Natale mi sono messo alla ricerca delle più belle canzoni natalizie. Dopo aver inserito nella compilation le classiche Jingle Bells o Last Christmas mi torna alla mente che anche il mito John Lennon scrisse una canzone sul Natale e infatti, cercando su Youtube la versione a più alta qualità, trovo questo video (avviso che le immagini possono turbare):

E’ curioso l’effetto che può produrre una canzone così bella montata su delle immagini così scioccanti, ti porta a riflettere. E anche il testo della canzone, anche se davvero semplice, ti porta a riflettere e a pensare che forse, c’è poco da festeggiare. Quindi senza sfociare nel prolisso, i miei migliori auguri quest’anno li conservo per i bambini che in un periodo che dovrebbe essere il più spensierato e gioioso dell’anno, sono costretti a vivere sotto le bombe, o negli ospedali di guerra. E anche se non credo nella speranza, faccio un eccezione e mi auguro che la vostra sofferenza possa finire al più presto.

Forse è l’ultimo capitolo

Spippolando come mio solito in rete sono venuto a conoscenza del fantastico e oserei dire mirabolante nuovo cinepanettone di Natale. Quest’anno signori ci siamo superati, eh si, perché non hanno deciso di rifilarci il consueto filmetto con i soliti tre/quattro attori che ormai conosciamo bene che si sfidano a colpi di flatulenze e turpiloqui, no, quest’anno hanno deciso di farne una raccolta. Che culo… Stò parlando di Super Vacanze di Natale. I siti specializzati hanno deciso di classificarlo come film, ma diciamocela tutta, essendo composto principalmente da spezzoni di altri cinepanettoni dovrebbe essere chiamato col proprio nome, e cioè un mero montaggio. Chi lo andrà a vedere (e io non sarò tra questi) potrà gustarsi le gag di svariati film del genere, infatti il mix partirà da Vacanze di Natale del 1983 per finire a Natale a Londra del 2016. Chi si è incaricato di questo grandioso progetto è Paolo Ruffini, che, devo ammettere, in alcuni suoi lavori ho anche apprezzato, tipo i doppiaggi del Nido del Cuculo, oppure lo spettacolo omonimo che ho anche avuto l’occasione di vedere dal vivo, ho apprezzato le sue conduzioni a MTV agli albori della sua carriera, mi è piaciuto il personaggio interpretato nel film “C’è chi dice no” del 2011, ma sinceramente, le interpretazioni in questi filmucci di Natale e i lavori da regista, vedi “Fuga di cervelli” o “Tutto molto bello”, direi che poteva tranquillamente risparmiarseli. L’unica cosa che c’è da sperare è che questo ennesimo cinepanettone, anzi Supercinepanettone, sia l’ultimo capitolo e quindi, forse, finalmente, dopo trentacinque anni, ce li siamo tolti dai cog…..

La donna “Frutto del Drago”

Qualche giorno fa ho incontrato una donna “Frutto del Drago”. Prima di spiegare le caratteristiche di questa peculiare tipologia di essere femmineo bisogna necessariamente spiegare che cosa sia il “Frutto del Drago”. Partiamo subito col dire che non c’entrano niente le sfere del drago, quella è roba da nerd e cultori di Dragon Ball, quindi scordatevi Goku e le sue onde energetiche… il Frutto del Drago è il nome comune del Hylocereus Undatus, e cioè di questo strano frutto che potete vedere in foto:

Il Frutto del Drago come avete potuto notare è bellissimo, ha all’esterno un colore rossastro con delle piccole punte verdi e la sua particolare forma lo fa somigliare a una sfera infuocata. All’interno cambia radicalmente e assume una colorazione chiara, quasi bianca e puntinata da numerosi semi di colore nero. Se inserito in una composizione di frutta su un bel vassoio fa la sua porca figura dando alla composizione stessa un non so che di esotico ed elegante allo stesso tempo. Senza ombra di dubbio una figata. Per quanto riguarda i valori nutrizionali, il Frutto del Drago è ancora meglio, infatti è ricchissimo di sali minerali e ha solo trentasei calorie per cento grammi di prodotto. Fantastico. Ora vi chiederete, per quale cavolo di motivo non è sulle tavole di tutti? Perché se andiamo al ristorante non lo troviamo mai? Semplice, il Frutto del Drago ha un difetto, uno solo, ma è sufficiente per non interessarsi minimamente a lui. E’ completamente insapore. Mangiarsi un pezzo di questo bellissimo frutto o bere un bicchier d’acqua ha, per quanto riguarda il gusto, lo stesso effetto. E quindi, ritornando alla donna “Frutto del Drago” penso che ormai abbiate capito di cosa sto parlando. L’ho vista e ho pensato “ecco la mia futura donna”. Bionda, quasi albina direi, capelli lisci, corpo longilineo e atletico, mani curate e due bellissimi occhi azzurri. Ho commesso però un grave errore di valutazione, eh si, perché poi sfortunatamente ha aperto la sua bellissima bocca e ha cominciato a inanellare una serie infinita di stronzate senza senso che hanno avuto, su di me, un effetto a dir poco soporifero. La mia amica, che ho incontrato insieme a questa bellissima donna Frutto del Drago, conoscendomi, mi guardava ridendo mentre cercavo di prestare attenzione alla miriade di informazioni inutili che la bella figheira mi elargiva gratuitamente. Lo ammetto, quando casualmente mi è squillato lo smartphone ho simulato un impegno inderogabile e sono praticamente fuggito all’istante. Poi ho mandato un messaggio alla mia amica chiedendogli perché andare in giro con una logorroica col Q.I. di un comodino (e mi scuso col comodino…), la sua risposta “ognuno ha le sue croci, è un’amica d’infanzia che è venuta a trovarmi…”

Il chiodo fisso

Avere un amico con quel chiodo fisso (e si, sto parlando proprio di “quella cosa”) può essere divertente ma anche davvero pesante da sopportare. Vi racconterò un po’ del mio amico col chiodo fisso, e per privacy e comodità lo chiameremo “Rocco” (come avrei potuto chiamarlo diversamente…). Rocco è una persona normale, come ce ne sono tante, lavora, ha una relazione stabile con “Cerva” (eh si… il contesto impone questo nome…), saltuariamente gioca a calcetto, e poi ha una fissazione profonda e viscerale per l’altro sesso. A parte in età adolescenziale, Rocco non ha mai avuto coinvolgimento sentimentale con una donna, nel senso che lui la donna la vede solo ed esclusivamente come oggetto sessuale. E’ talmente ossessionato da questa cosa che deve sfogarla anche con gli amici riempiendo la chat whatsapp del gruppo con foto di donne nude, filmati hard, e vignette divertenti sempre e solo a sfondo sessuale. Non parliamo poi delle cene tra amici, a volte spero di non trovarmelo accanto, perché dopo aver commentato ogni essere vivente di sesso femminile del locale, inizia a raccontarti di tutti i suoi tentativi di entrare nelle mutande altrui, e a volte può essere anche divertente come passatempo, ma alla lunga diventa pesantuccio. Inutile cercare con Rocco di passare ad altri argomenti di conversazione, riuscirebbe a girare a sfondo sessuale qualsiasi tipo di dialogo. Come detto in precedenza Rocco ha anche una compagna che, innamoratissima di lui, non si accorge, o non vuole accorgersi, delle continue scappatelle che il nostro protagonista si concede ogni volta che ne ha l’occasione. Non conosco benissimo Cerva, ma sembrerebbe una ragazza qualunque, in cerca di una relazione “normale” (che poi, cosa sia la normalità non l’ho ancora ben capito… ma questo è un altro discorso…), ma purtroppo per lei, il suo destino è segnato, l’impalcatura di corna che dovrà portarsi dietro sarà in costante aumento finchè continuerà a stare con lui. Più che la, consapevole o no, cecità di Cerva, quello che mi fa riflettere è cosa spinga Rocco ad avere una relazione con lei. Ora, voglio dire, se sei un sesso dipendente e hai bisogno di sfogare la tua bramosia con qualsiasi essere femminile che incontri, perché avere una compagna fissa? Oltre che una cattiveria nei confronti di Cerva, che magari vorrebbe una relazione un filino più normale e magari priva di tradimenti, tecnicamente la vedo come un errore che non può che portare scontento a entrambi. Mi spiego, lui cercherà costantemente di assecondare la smodata pulsione sessuale che lo contraddistingue con chiunque, quindi dovrà cercare, con sotterfugi, imbrogli e menzogne di tenere nascosto a lei le proprie scappatelle, cosa che, devo ammettere, gli riesce anche particolarmente bene. E questo è difficile oltre che faticoso. Lei vivrà col continuo sentore di palchi di corna che le crescono costantemente in testa, quindi che sia consapevole o no sarà condannata a soffrire. Ora, se si lasciassero lei potrebbe cercare una persona in grado di darle ciò che chiede, e lui sarebbe libero di provarci con chiunque senza doversi nascondere. Va bè, adesso da buon Corvo me ne torno sul mio ramo, ma sinceramente mi viene particolarmente difficile capire questi esseri umani…

Scritte sui muri

Quando si soffre d’insonnia può capitare di ritrovarsi ad ammazzare il tempo sul web spippolando a caso. Stanotte la mia attenzione si è fermata su alcune immagini raffiguranti scritte sui muri. Tralasciando quelle a sfondo politico che alimenterebbero solo fiamme che preferirei rimanessero sopite ho fatto una piccola selezione di quelle a sfondo amoroso o che comunque riguardano rapporti interpersonali a volte anche di dubbio gusto. Mi sono permesso di dare un titolo a ogni opera d’arte, ma se gli autori volessero cambiare tali titoli o rimuoverle non devono fare altro che contattarmi. Quindi ciancio alle bande e scominciamo!
L’amore è una droga

Prima di tutto la sinceritàScritta da non dedicare a un patologo…Nomignoli amorosi e coccolosiVerità in tutti i sensiPromemoriaSe non le sai “salle”Ciao italiano ciao

Similitudine o metafora?

Prima il piacere e poi il dovere? O era il contrario?Schiavi moderniRettificaDegustibusProprietà privataLa Panini ringraziaNovantesimo minutoConsiglio spassionatoRebusPragmatismoIndecisioneAmore poliglottaTunz TunzProposta indecente… ma sinceraGenio

Cercasi esperto informatico o hacker

Ogni volta che pubblico un post nuovo, nella schermata delle statistiche di WordPress, mi esce una cosa alquanto strana, e cioè dei collegamenti pressoché istantanei da paesi improbabili. Per fare un esempio, il giorno che ho pubblicato il post sulle compagnie telefoniche ho avuto, subito dopo il clic su pubblica, cinque accessi da rispettivamente Australia, Kenya, Lituania, Lettonia e Russia. Ora, io non sapevo di essere così popolare che addirittura dall’Australia, cioè dall’altro capo del mondo, fossero interessati alle cose che scrivo, e se così fosse sarei tanto felice quanto stupito. Ritornando però allo scenario più probabile mi viene da pensare che sia quasi impossibile che qualcuno dal Kenya sia interessato a uno sconosciuto blog italiano, o che contemporaneamente dall’Europa dell’est ci siano addirittura tre persone da tre paesi diversi che scuriosano sul mio blog, quindi penso che tutto ciò sia dovuto a qualche strano evento di tipo informatico. A questo punto quindi chiedo a voi lettori, che sicuramente sarete più ferrati di me in campo informatico, com’è possibile sta cosa?