La tartaruga rossa

Saltuariamente su questo blog menziono film che mi hanno particolarmente colpito e oggi mi sento non solo di consigliarvi la visione di un film d’animazione a mio avviso molto bello, ma anche di rendere omaggio a una delle case produttrici che l’hanno ideato e realizzato. Sto parlando di quei geni dello “Studio Ghibli”. La famosa casa di produzione è nota soprattutto per aver prodotto i lavori di un maestro dell’animazione giapponese “Hayao Miyazaki”, ma devo dire che ogni volta che tirano fuori un prodotto fanno centro, che sia stato fatto dal maestro o no. Infatti il film di cui voglio parlarvi non è di Miyazaki ma è il frutto di una collaborazione tra diverse società tra cui lo Studio Ghibli. La pellicola in questione s’intitola “La tartaruga rossa”, ed è la storia di un naufrago che viene trasportato dai flutti in tempesta su un’isola deserta, nella quale farà un incontro con una tartaruga marina di colore rosso. Non dirò altro della trama per non spoilerare a chi non l’avesse visto, m’interessa però dire che la scelta dei colori pastello e il tratto del disegno così semplice ne fanno un piccolo capolavoro assolutamente originale rispetto a ciò che siamo abituati a vedere in quanto a animazione. coverlgAltro segno distintivo non di poco conto è che il film è muto. All’orecchio arrivano solo i suoni della natura, e le urla di dolore o le grida di gioia, non esiste il linguaggio parlato. Nonostante ciò lo spettatore riesce non solo a capire perfettamente cosa stia succedendo ma riesce a sentire anche nitidamente le sensazioni e le emozioni che i personaggi provano durante la loro esistenza sull’isola. La tartaruga rossa è un film che parla di vita, violenza, gioia, dolore, amore, abbandono e lo fa senza spiegarti niente e senza richiedere allo spettatore una particolare attenzione, basta guardare lo schermo e si entra in connessione con i personaggi senza neanche accorgersene. Avverto comunque che c’è anche del surreale, quindi per la visione bisogna essere aperti mentalmente a vicissitudini inspiegabili, senza voler per forza cercare una spiegazione a tutto ciò che accade. A mio avviso questa semplice e poetica pellicola dimostra che a volte basta poco per fare una vera e propria opera d’arte cinematografica.

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2 pensieri su “La tartaruga rossa

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