Un po’di chiarezza sulle E-cig

Proprio ieri è uscita una notizia sulle sigarette elettroniche e sul fatto che secondo alcuni recenti studi provocherebbero danni al DNA, aumenterebbero il rischio di tumore ai polmoni e alla vescica e aumenterebbero inoltre il rischio di patologie cardiovascolari. Vorrei soffermare, tra l’altro, l’attenzione sui titoli che sono usciti sui principali siti d’informazione “Danni al Dna e tumori. Le sigarette elettroniche adesso fanno paura”, oppure “Salute: le sigarette elettroniche dannose per il Dna” ecc… Ora, lungi da me voler sfatare questi studi, ma è innegabile che la sigaretta elettronica abbia aiutato migliaia di persone a smettere con la tradizionale sigaretta di tabacco, e mi ci metto anch’io tra questi. Io, anni fa, ero un fumatore come ce ne sono tanti, di quelli da un pacchetto al giorno, e dopo aver usato la e-cig per circa un anno sono riuscito a smettere completamente liberandomi da quella schiavitù. Posso tranquillamente confermare che funziona, se si riesce a trovare il giusto aroma e la quantità di nicotina ideale per simulare la sigaretta vera (perché la quantità di nicotina crea quella che in gergo viene chiamata la hit, e cioè una particolare sensazione in gola al momento dell’aspirazione) si riesce a passare dal tabacco al vapore e poi successivamente si può smettere. Di questo sono assolutamente sicuro perché non sono l’unico che c’è riuscito, ho diversi amici che con lo stesso metodo ce l’hanno fatta. Tra l’altro ci sono studiosi tipo il Prof. Fabio Beatrice, professore all’Università di Torino e direttore della S.C. di Otorinolaringoiatria e del Centro Antifumo dell’Ospedale S.Giovanni Bosco di Torino, che afferma che nel vapore della e-cig ci sono circa il 95% in meno di sostanze cancerogene, quindi con questo non si vuole dire che le e-cig facciano bene, ma contrapposte alla classica sigaretta di tabacco sono notevolmente meno dannose e ripeto, con un uso controllato e ragionato possono aiutare a smettere o diminuire le tradizionali sigarette. Altro argomento trattato da questi ultimi studi è “l’effetto gateway”, in italiano “teoria del passaggio” e cioè che l’utilizzo dell’e-cig da parte dei giovani possa aumentare il rischio di transizione verso il fumo di sigarette convenzionali, anche in questo caso non sono d’accordo, perché questa teoria (mai provata scientificamente) veniva usata in America intorno agli anni ’50 dalla Federal Bureau of Narcotics per una campagna pubblicitaria a favore della promulgazione del proibizionismo della cannabis, poi, più di vent’anni dopo, la Casa Bianca, nella figura della Commissione Shafer, ammise che “quei racconti erano ampiamente falsi”, e poi non serve uno scienziato per capire che non è vero che avendo la bocca e bevendo acqua poi passerò necessariamente al vino, oppure che avendo un pene dal fare l’amore passerò necessariamente allo stupro. Quindi, in definitiva, sogno che l’Italia, come altri paesi, incentivi l’uso della e-cig per i fumatori di sigarette convenzionali aiutandoli a diminuire o addirittura a smettere, invece di aumentarne continuamente le tasse per il solo scopo d’incassare, e mi piacerebbe anche che nel contempo informi i giovani sui rischi e sugli studi effettuati, ma senza demonizzare uno strumento che per alcuni è davvero un salva vita.

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Pubblicato il gennaio 30, 2018, in attualità, blog, diario, musica, pensieri, riflessioni con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Tanto per rimarcare che in qualunque notizia bisogna metterci la testa e capire di cosa stanno parlando.
    Tutto può essere potenzialmente nocivo, come può aiutare. Certo che chi passa la giornata con la sigaretta elettronica in bocca per tutta la vita può avere dei problemi. È anche vero, come dici tu, che chi la sceglie per smettere può trovarne un grandissimo beneficio – e già che fuma quella e non il tabacco comunque è un passo avanti.
    Come dire che chi è abituato ad ammazzarsi di superalcolici e poi riesce a limitarsi a un bicchiere di vino al giorno è da demonizzare perché l’alcool fa male. Che come notizia di per sé è anche vera.
    Il problema è che molti si lanciano in vuote campagne di indignazione e pochi cercano di leggere oltre.

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