Ai miei tempi

Mi capita a volte di parlare con persone più grandi di me (che più vecchie è brutto da scrivere…) e quello che spesso mi sento dire è che ai loro tempi vigeva la regola della serietà, dell’onestà, della persona per bene insomma. A loro dire oggi, invece, viviamo in un mondo di giovani truffatori o come di solito vengono chiamati “furbi” che fanno di tutto pur di raggirare il prossimo per il proprio tornaconto. Per certi versi sono anche d’accordo con queste affermazioni, la svalutazione di certi valori è ormai tristemente una realtà assodata, inutile negarlo. E’ però vero anche che, a mio modesto avviso, non tutti i giovani sono dei furbetti e che non tutti gli anzianotti sono delle persone per bene, e lo posso provare perché quello raggirato da questi simpatici vecchietti (agli stronzi si può dire, non è brutto da scrivere…) sono proprio io. Il primo di cui narrerò le gesta lo incontrai quando ancora facevo un lavoro d’ufficio, venne cercando un servizio e promettendo un pagamento a breve termine, prima di congedarsi mi fissò, si avvicinò e mi disse “guardami negli occhi…” e io subito pensai “ora che fa? Prova a ipnotizzarmi?” e invece “perché io quando dico una cosa è quella!”, e sparandomi la frase iniziale penso volesse alludere al fatto che gli occhi vengono anche detti lo specchio dell’anima e quindi presupponeva fossero la prova schiacciante della sua buona fede. Inutile dire che quei soldi non li ho mai visti… Altro vecchietto supersimpa l’ho incontrato recentemente, lui è stato addirittura più scaltro, mi ha commissionato un lavoro, io ho presentato la mia parcella anticipatamente e lui ha accettato. Dopo circa un mese e mezzo, non vedendo una lira… ehm pardon, un euro, sono andato a chiedere spiegazioni e lui, anche un po’ incazzato (chissà perché poi, probabilmente cercava di anticipare l’avversario… mha…) mi dice “io tutti quei soldi non te li do”, ed è inutile dirgli che aveva accettato in precedenza e quindi sta violando l’accordo, i tipi così negano sempre l’evidenza, e non tornano sui propri passi se non tramite avvocati. Ovviamente, ho preso quei pochi spicci e me ne sono andato. Insomma, in conclusione direi che l’onestà e la serietà sono virtù che si fanno sempre più rare, e non è il caso di incolpare i giovani di questo, se si vuole trovare il colpevole, ancora una volta, come diceva il grande V, non c’è che da guardarsi allo specchio.

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7 pensieri su “Ai miei tempi

  1. Si nasce, (perché credo nel DNA dei nostri genitori), si cresce, si viene educati, si studia, si forma un carattere…

    Non c’entra nulla essere anziani o giovani, (del 1800 o del 2100)

    Siamo bestie e dobbiamo imparare nel trascorrere della nostra vita, a dominare e rendere positivi i nostri istinti primordiali !

    1. Pienamente d’accordo e a volte mi piace pensare a quella storia che dentro ognuno di noi convivono un lupo bianco e un lupo nero, che ovviamente stanno a rappresentare qualità buone e qualità cattive, e quale lupo avrà il predominio dipende da noi e da quale dei due nutriamo.

      1. Io ho sempre visto i vecchi diventare più aggressivi e insopportabili, sinceramente… Il mito della dolce nonnina è sempre rimasto solo un mito nella mia esperienza!

  2. Come sempre dipende tutto dal tipo di persona non dall’età. Comunque per esperienza personale posso dire che le persone oneste non sono poi così rare, io ho come l’impressione che le cose questa volta stiano cambiando (anche se lentamente) in meglio.
    Un saluto

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