Nascondersi dietro una bandiera

Ieri sera a “Le Iene” hanno trasmesso un servizio su uno sterminio avvenuto in Myanmar (la vecchia Birmania) che è stato perpetrato da dei sedicenti buddisti ai danni di alcuni villaggi di fede musulmana. Come in qualsiasi sterminio che si rispetti non sono mancate violenze di ogni genere e infanticidi, azioni riprovevoli che in una qualsiasi persona con un minimo di coscienza suscitano angoscia, sconforto e nel mio caso anche qualche conato… Quello che maggiormente mi fa pensare è che questa volta, si è cercato di utilizzare come capro espiatorio una delle religioni che più di tutte predica la pace e il rispetto per tutti gli esseri viventi. Il buddismo predica l’esatto contrario delle azioni descritte nel servizio. Ancora una volta, l’essere umano si nasconde dietro una bandiera per giustificare le pulsioni dettate dal proprio lato malvagio, ancora una volta a farne le spese sono le minoranze. Vorrei che si smettesse di chiamare col nome della religione a cui “dicono” di appartenere questi gruppi armati, ad esempio smettiamo di chiamare musulmani i gruppi armati fondamentalisti tipo l’Isis, non hanno niente a che fare con la religione musulmana, smettiamo di chiamare buddisti i gruppi armati che hanno raso al suolo i villaggi che abbiamo visto nel servizio, non hanno niente in comune con il buddismo, e smettiamo di chiamare cristiani i protagonisti delle crociate, non c’entrano nulla con la religione cristiana. Chiamiamoli tutti allo stesso modo “terroristi”, perché è questo che sono, l’unica cosa che riescono a dispensare è il terrore. In vita mia ho avuto la fortuna di conoscere persone appartenenti a diverse religioni, cristiani in maggior parte, ma anche musulmani, buddisti, indù e altri, e tutte loro quando parli di questi avvenimenti ti dicono la stessa cosa, “quelli non sono veri religiosi”, la religione non ammette violenza, e badate bene non sto parlando dei testi sacri, quelli sono passati da chissà quali mani, e quasi sicuramente sono dei falsi, io sto parlando della spiritualità che è insita dentro ognuno di noi, se riusciamo a sentirla non può che portare pace e serenità. E pensate un po’, chi ve lo dice è un ateo convinto. A volte mi chiedono cosa intendo per spiritualità, semplice, per me è sentirsi parte del circostante e sentirsi ispirati. Può capitare leggendo qualcosa che ti fa stare bene, oppure facendo una corsa in mezzo alla natura, l’ultima volta mi è capitato mentre rientravo da un giro in barca con mio padre, la barca che lenta andava verso terra, io seduto a poppa contemplavo il sole che tramontava e i gabbiani che ci seguivano ci facevano da colonna sonora… stavo bene, mi sentivo ispirato e parte del mondo, senza pensare a nessuna entità creatrice, senza recitare nessuna preghiera, ero semplicemente li, in pace e serenità.

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9 pensieri su “Nascondersi dietro una bandiera

  1. Purtroppo sono abbastanza convinta che questo tipo di atteggiamenti siano insiti nella natura umana e nella sua tendenza a strutturarsi in società organizzata. Quanto al nascondersi dietro una bandiera, un ideale o una religione credo sia solo un modo di autoassolversi e dare una spiegazione a se stessi e agli altri per ciò che si fa.

    1. Come diceva uno mooolto più intelligente di me “un uomo solo non mi ha mai fatto paura, un uomo organizzato si”…
      Più che dare una spiegazione direi che è trovare una giustificazione… che è peggio…

      1. Sai cosa trovo inquietante? l’essere umano non è il solo animale che vive in comunità organizzate e che seguono una gerarchia ma è l’unico che tende ad opprimere chi sta sotto.

    2. Verissimo, io lo chiamo delirio di onnipotenza, lo possiamo vedere in qualsiasi ambito, l’uomo non ha freno, “sempre di più” è il suo motto… Fortuna che non faccio parte di questa specie assurda, noi corvi non siamo così… 😉

  2. Già. Pensavo proprio oggi alla favola del lupo e dell’agnello. Chi vuole usare la violenza, si nasconde sempre dietro qualche fantasia pretestuosa. La colpa è ovviamente dell’altro. Che razza primitiva che siamo. Sigh

  3. È proprio vero che la spiritualità è una cosa completamente a parte. E quando si ha una vera spiritualità si può “credere” in qualunque dio, si può parlare di qualunque argomento religioso e pure con un ateo ci si troverà d’accordo. (Io stessa sono atea ma l’aspetto della spiritualità è ben presente nella mia vita, una spiritualità tutta a modo mio.)
    Come dici tu, il problema è quando entra in gioco la fede cieca o quando le persone si nascondono dietro un’effige solo per raggiungere i loro scopi.
    Certo sarebbe bello se la gente avesse un po’ più capacità critica e sapesse distinguere religione e terrorismo.

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