Archivio mensile:giugno 2018

Un altro paio di maniche

Se riuscissi ad avere fiducia sarebbero un altro paio di maniche

se riuscissi a capire davvero fino in fondo che la speranza non esiste sarebbero un altro paio di maniche

se riuscissi a crederci sarebbero un altro paio di maniche

se esistesse una presa usb per esseri umani sarebbero un altro paio di maniche

se pensassi un po’ meno sarebbero un altro paio di maniche

se smettessi di scrivere sarebbero un altro paio di maniche

se mi arrendessi sarebbero un altro paio di maniche

se non m’importasse niente di niente sarebbero un altro paio di maniche

se smettessi di pensare per implicazioni logiche sarebbero un altro paio di maniche

se tutto ciò accadesse sarebbero un altro paio di maniche si,

ma non sarebbero le mie…

 

PS: …mamma mia quanto è anni novanta sta canzone… pure troppo… ahahah

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Amore e probabilità

Spippolando allegramente sul web mi sono imbattuto su delle discussioni che vertevano sulla probabilità di trovare il partner ideale. Ora, leggendo si capiva che la discussione era incentrata su alcuni calcoli matematici che qualche studioso deve aver fatto proprio su questo argomento, quindi, essendo curioso come una scimmia (anche se sono un corvo…) ho deciso di cercare informazioni più approfondite. Secondo Peter Backus, accademico dell’Università di Warwick, che ha applicato l’equazione di Drake (ma chi è sto Backus? Bho… ma soprattutto chi è questo Drake??? Mistero…) alla probabilità di fidanzarsi a Londra nel 2010 sembrerebbe che la possibilità di trovare un partner ideale sia una su 285.000 cioè una percentuale dello 0,000003. Secondo invece Rachel Riley dell’università di Bath (anche lei chissà chi è…), trovare l’anima gemella è matematicamente possibile una volta su 582 cioè una percentuale dello 0,001. Ora, io non so quali criteri abbiano scelto e quali calcoli abbiano fatto i due sopracitati matematici, studiosi o scienziati o che so io… ma mi pare che sia indubbio che tra i due risultati ci sia una forbice un po’ troppo ampia per prenderli come buoni no? Se invece pensiamo che esista una sola persona con cui stare “bene” su circa sette miliardi che siamo sul globo la probabilità espressa in percentuale è dello 0,0000000001. Insomma, comunque calcoliamo ci rendiamo subito conto che trovare un partner ideale è maledettamente difficile. Quindi se come me, vi ritrovate a più di trent’anni ancora single non disperatevi, la matematica ci insegna che la nostra condizione non è completamente sfigata per colpa nostra, è completamente sfigata matematicamente… E chi è accoppiato o ha avuto un culo enorme e ha beccato quell’ unica probabilità su millemila o semplicemente si è accontentato e si fa andar bene quel che passava il convento in quel momento. Ma poi c’è un’altra domanda che mi sorge spontanea subito dopo aver scritto e calcolato questo post, ma si può davvero ridurre a un calcolo matematico un sentimento che nasce dalla follia?

Un altro giorno insieme alla sfiga

Non faccio in tempo a scrivere un post sulla mia passione che la sfiga ci mette lo zampino… Ma la giornata di oggi va raccontata dall’inizio perché quello che mi è successo ha del surreale. Giornata libera quindi decido di riempire la mattinata coi rompimenti di zebedei e lasciarmi il pomeriggio libero per dedicarmi alla mia bambina meccanica. Quindi mattinata all’insegna dello shopping (che per le gentil pulzelle potrà essere anche uno svago agognato ma per noi maschietti nel novantanove per cento dei casi ha lo stesso effetto di uno schiacciasassi che ti fa manovra sul sacchettino scrotale…), che ovviamente non è andato come avevo pianificato, infatti per trovare tutti gli articoli che volevo ho dovuto girare almeno quattro negozi che per me, vi giuro, sono tantissimi, infatti ho perso almeno due ore buone e guadagnato un principio di orchite che durante la giornata ha visto bene di acutizzarsi. Dopo l’infausta visita ai negozi d’abbigliamento ho deciso di andare a tagliarmi i capelli (altra cosa assolutamente seccante, perché tutto ciò che mi tiene fermo per più di cinque minuti per me è assolutamente noiosa) e indovinate un po’? Si, la parrucchiera mi ha scorciato troppo i capelli, nonostante gli avessi detto espressamente di andarci piano, ma si sa, le parrucchiere mentre lavorano parlano del nulla cosmico e sovrappensiero ti fanno il taglio che pare a loro… maledette… Uscito da lì, tra un imprecazione e l’altra sono andato a pranzare e poi, finalmente, ho sceso le scale sempre più felice, sono montato in sella alla mia bambina e… e la stronza non si è avviata… ho tentato e ritentato ma non ne ha voluto sapere… quindi il pomeriggio da dover essere spensierato e all’insegna della libertà si è tramutato in un rompimento di ammennicoli misto a rabbia condito con uno sfacelo di turpiloqui e un bel topping di appelli poco lusinghieri a qualsiasi tipo di divinità mi venisse in mente (i baciapile mi scuseranno)… Dopo aver sfogato un bel po’ di rabbia ho dovuto fare i conti col da farsi e infatti ho chiamato un amico che gentilmente mi ha prestato il carrello e la macchina col gancio, così ho potuto caricarci la bambina (spendendo mezzora nel legarla nel modo giusto, che non sono affatto sicuro sia stato quello che ho messo in atto) e portarla dal meccanico specializzato che dista buoni quaranta chilometri, che ovviamente ho percorso con la paura di aver assicurato male la bimba sul carrello e l’incubo di vederla nello specchietto retrovisore mentre si ribalta allegramente sull’asfalto… Dopo questo girone infernale sono tornato a casa che ormai il pomeriggio se n’era andato, quale altra sfiga potrebbe uscire dal cilindro e cogliermi di sorpresa stasera? L’esplosione del pc? Un meteorite che mi centra il tetto? Una caduta rovinosa in doccia? Ormai mi aspetto di tutto…

La mia passione

Giornata d’inizio estate tiepida e soprattutto libera, che fai? Che domande, punto numero uno dormo a oltranza finchè è il letto che mi dice “senti coso, sei sdraiato qui sopra da più di dodici ore, va bene oziare ma mi pare che tu stia leggermente esagerando…”, punto numero due colazione da lottatore di sumo, sarei anche a dieta ma una volta a settimana chissene, e poi, comincia il rito… mini zainetto da serbatoio con dentro effetti personali, prendere guanti, giacca, casco e scendere le scale col sorriso che si allarga piano piano. Mettere fuori la bimba dal garage, indossare il tutto e partire, breve sosta al distributore e via, su per le colline senza una meta precisa, solo ed esclusivamente godersi il paesaggio e la magnifica sensazione di libertà che solo la moto può darti. Passare due o tre ore per curve, aria buona, e scorci da mozzare il fiato è una di quelle cose a cui rinuncerei davvero difficilmente. Mentre sono in moto i cattivi pensieri scompaiono, la mente è focalizzata solo ed esclusivamente sul presente, sul suono del motore, sulla marcia giusta da inserire per entrare in curva, sulla traiettoria ideale da percorrere, non c’è spazio per nient’altro, e scusate se è poco… A volte capita anche di incrociare uno “col tuo stesso identico umore, ma con la divisa di un altro colore”, un altro biker che t’incrocia, e anche se non lo vedi in faccia sai che sotto al casco c’è un sorriso da bambino che gioca col balocco preferito praticamente identico al tuo, quindi saluto reciproco con le due dita alzate e nuovamente via, a rincorrere altre curve. Poi capita di fermarsi in cima a una collina per gustarsi una bevanda fresca e trovarsi davanti un paesaggio che sembra uscito da un quadro… Godo…