Genova… di chi è la colpa?

Come tutti credo, anch’io sono rimasto davvero scioccato da ciò che è successo a Genova. Quando ho letto la notizia su un portale d’informazione sono rimasto letteralmente di sasso per qualche istante, il mio cervello si è fatto subito un’immagine del crollo del ponte in mezzo alla città. Ricordavo di esserci passato in più di un’occasione e quindi sapevo benissimo che il ponte era sospeso sopra le case, e sinceramente pensavo che i morti sarebbero stati molti di più. Il fato ha fatto sì che la parte di ponte crollata sia caduta su alcuni capannoni fortunatamente vuoti da persone, ma diciamocela tutta, è stato un caso fortuito e di fronte a quella trentina di morti per adesso accertati, è una magra consolazione. Adesso, come in ogni italiana tragedia si contano i morti e si accusano i presunti responsabili, ma durerà poco, come diceva un bravissimo attore teatrale “in Italia l’indignazione dura meno dell’orgasmo… e dopo viene sonno…”. A chi dareste la colpa dell’accaduto? Alla Società Autostrade? Al comune di Genova? Al ministero dei trasporti? Sicuramente dopo un’attenta analisi si riuscirebbe a trovare una serie di responsabili in mezzo alla complicata rete di autorità e società che gravitano intorno a un ponte del genere, ma se vogliamo davvero andare alla radice del problema penso che la colpa sia da ricercare in altri ambiti. Vorrei far riflettere che la nostra società, e non intendo solo quella italiana, è fondata sul business, sul profitto, sui soldi insomma e semplicemente un ponte costruito una cinquantina di anni fa non genera denaro, è solamente un costo, e quindi bisogna cercare di ridurre al minimo le spese, per questo valutare se e quando farne la manutenzione. Non è una novità che crollino i ponti, o per qualche episodio di intensa pioggia vengano giù frane e smottamenti vari, o che deragli qualche treno e poi esploda incenerendo una trentina di persone e potrei continuare per ore… il motivo che ci viene dato per il quale questi avvenimenti accadono è sempre il medesimo, o non c’è stata manutenzione, o chi l’ha fatta non l’ha fatta come si deve. E invece no, la verità è che la manutenzione è solo un costo sostanzioso che in una società basata sul profitto si cerca sempre di rimandare o di cancellare, molto meglio investire su altre nuove grandi opere, che portano lavoro e fondi d’investimento e quindi tanti bei soldini per gli amici degli amici degli amici… Questa è la società in cui viviamo oggi, e mi piacerebbe molto aggiungere un bel “prendere o lasciare”, ma non posso, perché non la si può lasciare…

PS: oggi, alla fine di questo post non troverete nessuna canzone, o meglio, troverete solo il silenzio, che è l’unica vera colonna sonora che ben si addice a ciò che è accaduto. Quindi come diceva il solito attore teatrale “i silenzi andrebbero cantati…” quindi cantatelo…

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3 pensieri su “Genova… di chi è la colpa?

  1. Vorrei scrivere qualcosa essendo di Genova, ma sinceramente non riesco nemmeno a pensare cosa scrivere, tanti sono i pensieri che si affollano in testa. Posso dire che ciò che dici è vero, il profitto, i costi etc. etc. ma nell’insieme delle cose quotidiane che viviamo, se ci fosse più attenzione alle responsabilità, qualcuno potrebbe gridare ‘questo non va bene’ e sollevare una questione. Invece andiamo a lavorare e, anche se intuiamo che qualcosa non va, facciamo il nostro e tutto sommato ci va bene così ! Penso che qualche volta bisognerebbe avere il coraggio di ribellarsi (e magari, in una società cosi sfasciata come la nostra pagarne le conseguenze) e provare a cambiare il destino delle cose. Tutti sapevano che questo ponte aveva dei problemi, ma nessuno ha provveduto seriamente a sollevare una questione.
    Il giorno dopo, mi spiace, ma dovrebbero dimettersi tutti, e tacere per sempre sull’ingovernabilità di questo paese.
    Non è solo una questione di soldi.

    1. Non “sarebbe” solo una questione di soldi, ma purtroppo secondo il mio modesto avviso attualmente lo è… nella tua risposta mi pare di leggere di dignità, e sono felice che tu la pensi così, sei uno dei pochi che ancora credono e sperano in un’Italia giusta, civile, onesta e dignitosa. Ma purtroppo la realtà dei fatti è un’altra, faccio un piccolo esempio, qualche anno fa i soldi stanziati per la manutenzione autostradale erano circa € 60.000 a chilometro, che non sono molti ma diciamo che potevano anche andare bene, in pochi anni tra tagli, sperperi, e cazzate varie insomma, siamo già a € 3.000 a chilometro… con i quali sinceramente non pagheremmo neanche una mano di bianco a quel maledetto ponte… E sono pienamente d’accordo con te quando dici che il giorno dopo dovrebbero dimettersi tutti, ma forse sarebbe meglio che noi pretendessimo la testa dei responsabili su un piatto d’argento, perchè quando cade un ponte in mezzo a una città è davvero il momento di dire BASTA!

  2. ..Si, ma i responsabili ‘veri’ sono quelli che stanno cercando urgentemente dei responsabili, altrimenti ‘il consenso popolare’ crolla ! Altro che piatto d’argento, ci vorrebbe un aeroporto americano dove mettere in fila le teste dei responsabili e forse non basterebbe nemmeno !

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