Mese: settembre 2018

Principe Libero

Ho aspettato un po’ prima di scrivere questo post, ho dovuto. Avevo la necessità di far passare del tempo per digerire il film Principe Libero, di cercare di capire cosa realmente penso di questa trasposizione cinematografica della vita dell’immenso. Ho cercato anche di documentarmi per vedere cosa ne pensa la gente, ma a parte qualche critica sul dialetto genovese praticamente inesistente, o sulla messa in scena di una genova troppo pulita e educata ho trovato, più che altro, pareri positivi, il film alla stragrande maggioranza delle persone è piaciuto. Mentirei se dicessi che non è piaciuto anche a me ma bisogna anche tenere conto che quando leggo o vedo o ascolto qualcosa di inerente alla figura dell’immenso tendo ad essere di parte in maniera esagerata. Prima di tutto vorrei menzionare Luca Marinelli, ha fatto del suo meglio per interpretare Faber ed è stato anche bravino ma sinceramente, per quanto possa essere bravo, impersonare l’immenso è dannatamente difficile, e per quanto mi riguarda avrei scelto una faccia più interessante, più misteriosa, più dannata forse, Marinelli mi dà l’idea di una faccia troppo pulita, da bravo ragazzo, non chè Fabrizio non lo fosse in giovane età, ma diciamocela tutta, Faber era anche un ladro di canzoni, uno che per scommessa dette un morso a un topo appena vomitato da un gatto, per gran parte della sua vita ha bevuto come una spugna e fumato come una ciminiera, la faccia di Marinelli, con questi grandi occhioni azzurri da bambino non rende giustizia allo sguardo perennemente a mezz’asta dell’immenso. Chiuso il capitolo Marinelli, che al di là dell’impersonificazione di Fabrizio direi che ha pure cantato benino, un plauso va alle due attrici Valentina Bellè e Elena Radonicich che hanno interpretato rispettivamente Dori Ghezzi e Enrica “Puny” Rignon. Molto brave entrambe, anche se conoscendo poco sia Dori che Puny è più difficile dare un giudizio, comunque devo dire che entrambe sono state credibilissime e mai caricaturali, davvero un bel lavoro per le due attrici. Grande prova di recitazione anche di Gianluca Gobbi che ha interpretato l’onnipresente amico  Paolo Villaggio, anche se immaginarsi un Vil laggio così spavaldo e spumeggiante è davvero difficile, probabilmente il mio immaginario è stato influenzato dalle ultime interviste in cui era ormai vecchio e, passatemi il termine, rincoglionito. In definitiva il cast mi è sembrato decisamente preparato e ben diretto dal regista Luca Facchini che conoscevo solamente per un documentario dal titolo “A Farewell to Beat”, che ripercorre la vita e il lavoro con la Beat Generation della mitica Fernanda Pivano (che compare anche nel film), scrittrice, giornalista, critica musicale, e chissà quante altre doti aveva questa super donna… Colei che appresa la morte di Fabrizio disse “L’Italia ha perso il suo più grande poeta” e per rubare una frase a Faber io direi “se non del tutto giusto, quasi niente sbagliato”. Insomma, il cast e il regista hanno fatto un discreto lavoro, non eccelso certo, ma davvero buono. Allora cos’è che ancora non mi convince? Perché sento ancora questo retrogusto d’incompiuto, di sospeso, d’insufficiente? Semplice, perché lo è… e non potrebbe essere altrimenti… In poco più di quattro ore non si può condensare la vita dell’immenso. Sono rimasti fuori, oltre a troppi accadimenti tipo le querelle con Jannacci, o con Gaber, o il lavoro con la PFM, o quello con Bubola ecc, anche molte sfaccettature caratteriali tipo l’amore incondizionato per l’anarchia, infatti a parte la frase rivolta a Mannerini in cui dice che l’anarchia non è fare come ti pare ma darsi delle regole prima che te le diano gli altri, non c’è alcun accenno, non si vede mai la sua maniacale ricerca d’informazioni che faceva sempre prima di scrivere qualsiasi cosa, non si vede ad esempio una cosa che lo contraddistingueva da chiunque, che è una cazzata, ma che ti fa capire l’uomo dietro al mito, e cioè che lui scriveva su tutto, fazzoletti di carta, giornali, libri, carte dei cioccolatini, come gli veniva in mente qualcosa lui scriveva, e se non aveva carta e penna se l’inventava al momento. In definitiva manca tanto di quello che era l’immenso, ma non mi sento di criticare troppo chi ha lavorato per questo film perché è semplicemente impossibile fare una trasposizione della vita di un uomo così geniale e particolare, se si vuole conoscerlo davvero a fondo non lo si può fare in altro modo che ascoltando e leggendo tutto ciò che ha creato, cercando di capire, fin dove si può, quello che ha cercato di trasmetterci, e lasciando, perché no, alla nostra mente d’immaginare chi fosse.

PS: la canzone che segue il post non poteva essere che di lui, è una canzone della quale non ho mai capito il vero significato, quando l’ascolto lascio che la mente vaghi tra i miei ricordi, non so perché, ma mi piace sempre pensare che in questa canzone ci sia un bel po’ di me.

Dr. Jekyll e Mr. Hyde

Esiste una categoria di persone che non ho ancora capito se mi stanno sui coglioni o se le invidio, o magari tutt’e due…. Sono quelli che io chiamo “Dr. Jekyll e Mr. Hyde”. Questa particolare tipologia di persone ha la capacità di cambiare comportamento e atteggiamento a comando, così da risultare agli occhi degli altri esattamente come meglio credono, o come più gli fa comodo. Una di queste persone è un mio collega, quando si rapporta col cliente è sorridente, calmo, oserei dire quasi carino e coccoloso, appena il cliente se ne va Mr. Hyde esce in tutto il suo splendore, il volto si trasfigura, la voce diventa più roca, il linguaggio si condisce di termini a dir poco scurrili, addirittura la postura cambia, come se uscisse da sé stesso un’altra personalità. Non riesco a capire se è un bravo attore o se è affetto da un disturbo da personalità multipla… Vero è che questa sua qualità (o patologia?) lo rende piacevole a un sacco di persone e gli permette di mascherare a comando qualsiasi emozione non gradita in quel preciso momento. Io, decisamente, non possiedo questa capacità, soprattutto quando mi girano gli zebedei, vengo sgamato praticamente all’istante. Ricordo una volta che mi giravano in particolar modo un amico mi disse “non ti chiedo neanche che hai, spero solo di non essere io a causarti l’incazzatura che ti leggo in faccia” e io “si vede tanto?” e lui “nooo… si spengono i lampioni al tuo passaggio…”.

PS: Il signorotto in carne qua sotto mi fa troppo ridere, uno degli attori comici che preferisco… e chi non avesse visto il film da cui è tratto il video se lo veda, s’intitola “Alta fedeltà”, niente di eccezionale ma se si vuole passare un oretta e mezzo senza guardare le solite serie del c***o questa è una buona alternativa….

Fenati, un gesto folle…

Nelle corse, che siano di auto, di moto, o di qualunque altro mezzo siamo abituati a vedere duelli serrati al limite del lecito, spesso i piloti compiono manovre azzardate che in alcuni casi mettono a rischio se stessi e chi condivide la pista con loro. A noi spettatori quelle manovre possono generare indignazione come esaltazione, come tante altre cose in questo mondo dipende da quale punto di vista le si osservano. Quello che però è successo Domenica al “Misano World Circuit Marco Simoncelli”, non solo non si era mai visto nelle corse motociclistiche, ma, a mio avviso, non è classificabile, e specificatamente al mondo delle moto è il gesto più brutto e pericoloso che un pilota possa pensare di fare. Sto parlando del gesto che Romano Fenati si è permesso di fare ai danni di Stefano Manzi. In pratica, durante la gara di Moto 2 i sopracitati piloti, come direbbe qualcuno degli addetti ai lavori, si sono presi a sportellate. Succede, è nel DNA delle corse, e in quello dei piloti. Quindi, dopo diversi sorpassi e controsorpassi aggressivi Fenati ha deciso deliberatamente di affiancare Manzi, togliere la mano sinistra dal proprio manubrio, portarla su quello dell’avversario e pinzare il freno anteriore. Fortunatamente la moto di Manzi ha solamente sbandato e poi ha continuato dritta per la sua strada, ma alla velocità di più di duecento chilometri orari una pinzata al freno anteriore può portare tranquillamente al ribaltamento della moto e del pilota, con conseguenze potenzialmente letali. Il gesto di Fenati ha portato come conseguenza nell’immediato la bandiera nera che l’ha costretto a fermarsi all’istante. Nei giorni seguenti la Dorna (la società che gestisce il mondiale Motogp) ha deciso di squalificare per due gran premi Romano Fenati a causa del gesto folle che ha commesso in gara, e di penalizzare Stefano Manzi con meno sei posizioni in griglia nel prossimo gran premio per guida irresponsabile. C’è chi dice che la squalifica per due gran premi non è sufficiente, molti credono sarebbe stata più consona la squalifica per l’intero campionato, e comunque è evidente che la Dorna più di tanto non può fare, perché avrebbe dovuto essere più rigida anche in passato con un certo Marquez, e non avendolo punito adeguatamente non può farlo oggi con chiunque altro. Per quanto mi riguarda mi associo alle parole del pilota Motogp Cal Crutchlow il quale non va tanto per il sottile e afferma “Credo che Fenati non debba più salire su una moto”. Il gesto di Fenati è stato volontario e potenzialmente letale, è come puntare una pistola contro qualcuno, fare fuoco, e casualmente non centrarlo, perciò per me non ci sono dubbi, Fenati andrebbe squalificato a vita. Nonostante la Dorna abbia fatto poco, fortunatamente ci hanno pensato l’attuale team (Marinelli Snipers Team) che lo ha licenziato in tronco, e il futuro team (Forward Racing Team) che per il 2019 non ne vuole più sapere niente di lui. Da questa triste vicenda spero solo che i giovani e giovanissimi piloti imparino che va bene correre, va bene anche il sano agonismo e la voglia di vincere, ma c’è un limite. In moto si rischia la vita ogni volta che ci si sale sopra, cerchiamo almeno di non aumentare la probabilità dando sfogo alla parte peggiore di noi stessi.

Acquisto su E-Bay e mi arriva merce Amazon???

Mi è successa una cosa un po’ strana acquistando on line. Giorni fa ho deciso di acquistare un oggetto on line e dopo aver visionato le varie offerte che la rete metteva a disposizione ho optato per il classicissimo E-Bay. Proprio oggi mi arriva puntualissima la merce, solo che c’è un piccolo problema, l’imballo riporta a caratteri cubitali la scritta Amazon. Ora, qualcuno potrebbe pensare che io sia un pignoletto rompi scatole (e probabilmente avrebbe pure ragione…), ma io me ne sbatto perché a me non va per niente essere preso per il culo, e questa società spesso e volentieri se ne abusa. Il fatto che io abbia scelto il circuito E-Bay non è una cosa casuale o dettata da una strategia economica, ma è semplicemente il frutto di una visione d’insieme, mi spiego meglio. Tempo fa abbiamo assistito a alcuni servizi giornalistici che denunciavano una situazione lavorativa all’interno di Amazon che a mio avviso è ed era a dir poco agghiacciante. Lavoratori a cui si conta il tempo che ci mettono per spostarsi da uno scaffale all’altro, persone riprese dai propri superiori perché ritardavano di un minuto la pausa al gabinetto ecc. Dopo aver compreso il modus operandi di tale azienda mi sono convinto a non acquistare mai più da loro. Esercito semplicemente il mio diritto a non stimare un’azienda e mi preoccupo di non acquistare mai da essa. Quindi scegliendo E-Bay pensavo di poter stare tranquillo, credevo non avesse niente a che fare con Amazon. Adesso gli scenari che mi sorgono spontanei in testa sono due: o E-Bay ha fatto una qualche convenzione segreta con Amazon permettendogli di vendere sulla propria piattaforma, anche se mi risulta abbastanza improbabile dato che sono due diretti concorrenti… oppure il furbone dal quale ho acquistato compra su Amazon e rivende su E-Bay sfruttando proprio i clienti che come me pagano volentieri un po’ di più pur di non passare da Amazon… C’è qualcosa sotto e mi piacerebbe proprio saperne di più…