Mese: ottobre 2018

Le Porte

Mi telefona un amico che non sento da anni…

AMICO: Ciao, come stai? E’ tanto che non ci sentiamo… senti arrivo subito al dunque, ho un problema col computer, eMule non mi funziona, ricordo che tu eri uno smanettone magari puoi risolvermi il problema.

CORVO: (eccone un altro, dopo i maledettisimi parenti ci mancava pure sto coglione…) Guarda sarà sicuramente un problema di settaggio, di solito chi non mastica il computerese ha di questi problemi… Senti, la lista dei server è aggiornata?

AMICO: Che cos’è?

Gli spiego tutto il procedimento e dopo una ventina di minuti ci riusciamo…

CORVO: Adesso va?

AMICO: No, l’icona del Mulo è bendata…

CORVO: Le porte le hai aperte?

AMICO: E che c’entrano le porte?

CORVO: Senza le porte aperte è difficile che funzioni…

AMICO: Ok… proviamo…

Rumori di qualcuno che apre le porte dell’appartamento…

AMICO: Senti io ho aperto anche il portone di casa ma niente, va lentissimo…

CORVO: No… io intendevo le porte del router, non quelle dell’appartamento… (a stento trattengo le risa)

AMICO: Ahhh… scusa, ok vado a vedere.

Non mi da tempo di rispondergli e si alza lasciando il telefono al computer, nuovamente rumori indefiniti…

AMICO: Niente, io non ne ho trovate di porte sul router…

CORVO: No… le porte del router non sono delle porticine fisiche, devi entrare nel settaggio del tuo router e settare i numeri delle porte TCP e UDP che devono essere le stesse usate da eMule. (stavolta non sono riuscito a contenermi, ho sghignazzato, lo ammetto) Senti, facciamo una cosa, abiti sempre nello stesso posto?

AMICO: Si.

CORVO: Passo tra un quarto d’ora almeno vediamo di risolvere il problema.

AMICO: ok, grazie.

E’ quando succedono queste cose che capisci che l’umanità non ha neanche mezza fottutissima chance di sopravvivere a se stessa….

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Qualcuno ha chiamato un tecnico?

La nostra società ci ha ormai abituato, da anni, a dover avere a che fare con strumenti tecnologici, siano essi TV, computer, smartphone o qualsiasi altro aggeggio elettronico. Riuscire a intuire al volo il loro funzionamento o conoscere più o meno dettagliatamente come lavora la tecnologia è un aiuto non da poco in qualsiasi ambito della vita quotidiana. Saper destreggiarsi in questo particolare settore può essere però un’arma a doppio taglio, e per me lo è. Essendo stato appassionato di videogames in passato, e avendoli fatti funzionare quasi esclusivamente su PC ho imparato a avere cura del mio computer e a espletare da solo tutte le mansioni relative alla manutenzione, come ad esempio il backup, o la formattazione, o magari la configurazione di alcuni software. Ciò ha fatto intendere alle persone a me vicine che io non solo sapessi fare tutto con qualsiasi aggeggio tecnologico (e non è così), ma che per me fosse anche facile e divertente spendere ore per cercare di sistemare i disastri altrui. Negli ultimi due o tre giorni infatti, i miei amati parenti hanno deciso di contattarmi in massa per “sistemare” i loro aggeggi. Tralascio l’elenco di tutto ciò che ho dovuto formattare e rinstallare, sarebbe troppo lungo, dirò solo che ho dovuto aggiustare anche una presa a muro improvvisandomi pure elettricista e rischiando di rimanere letteralmente fulminato… Un consiglio per chi come me riesce a destreggiarsi più o meno bene con i gingilli tecnologici NON FATELO SAPERE AI PARENTI! Nascondetevi se potete, e non parlatene con nessuno, potrebbe ritorcersi contro di voi…

SIC 58

Oggi è l’anniversario della morte di Marco Simoncelli, ci ha lasciati a Sepang in questa stessa data sette anni fa al Gran Premio di Malesia. Se volete sapere come si può essere campioni e allo stesso tempo persone genuine e semplici guardatevi il video qua sotto.

Ciao Sic, per sempre nei nostri cuori.

Buropazzia

Luogo Oltralpe, il Corvo deve procurarsi un documento ma non sa minimamente come fare quindi si reca a un ufficio, la signorina gli dice di chiamare un numero telefonico per chiedere un appuntamento presso l’ufficio specializzato. Il Corvo chiama e prende l’appuntamento che sarà tre giorni dopo. Il giorno stabilito si reca all’ufficio specializzato, lo fanno attendere sui 35/40 secondi abbondanti, poi si reca nell’ufficio e nel giro di dieci minuti ha in mano il documento di cui aveva bisogno.

Luogo Italia, il Corvo deve procurarsi un documento ma non sa minimamente come fare quindi si reca a un ufficio, entra ma non c’è nessuno, quindi inizia a aprire porte a caso disturbando praticamente tutti. Alla fine trova casualmente un’anima pia che gli spiega in quale ufficio recarsi, il Corvo ci va e scopre che quelle trenta persone che lo osservano entrare nel corridoio non sono interessate a lui, ma semplicemente sono ferme ad aspettare il proprio turno per entrare nello stesso ufficio dove anche lui deve andare. Il Corvo fa quasi tre ore di fila, poi entra e il signore gli dice che per avere quel documento deve procurarsene un altro in un altro ufficio. Il Corvo riparte per l’altro ufficio e fortunatamente non c’è fila, lo servono subito e munito del documento che serve per avere l’altro documento se ne torna a casa perché ormai si è fatta sera. Il giorno dopo, memore della superfila del giorno precedente, il Corvo va all’ufficio con un’ora d’anticipo sull’apertura, e cosa trova? Trova che davanti a lui ci sono ben diciassette persone che il Corvo sospetta abbiano dormito lì per accaparrarsi i primi posti. Dopo un’altra fila di almeno tre ore lo servono e cosa gli dicono? Che per avere il documento che gli serve, deve prendere tutti i documenti che finora gli hanno dato e chiedere l’appuntamento per un altro ufficio, e come si richiede questo fantomatico appuntamento? Ma certo, presentandosi a un altro ufficio ancora. Il Corvo dopo aver cambiato colore in faccia dal bianco al porpora scuro, aver lanciato sguardi da assassino patentato a tutti i presenti e aver mentalmente maledetto l’intera palazzina fa appello a tutta la sua immensa pazienza e chiede cortesemente se ci fosse un modo per saltare qualche passaggio. Gli dicono che si può chiedere l’appuntamento per mail. Il Corvo ha appena inviato la mail, alla quale qualcuno dovrà rispondere entro trenta giorni. Ovviamente è la mail di richiesta per l’appuntamento…

Ciò che ho appena scritto non è frutto di fantasia, è accaduto realmente, sia ciò che riguarda l’Oltralpe sia ciò che riguarda il nostro bel paese. In questo video due disperati che come me hanno avuto l’enorme sfiga di confrontarsi con la burocrazia italiana…

Luoghi familiari

Che succede quando torni casualmente, e dopo anni, in un posto dove hai passato momenti di vita intensi? Semplice, il tuo cervello non fa altro che ricordare, la tua mente s’infila in un turbinio di ricordi e ogni passo che fai, ogni odore che senti dal turbine esce un frammento della tua vita. Questo è un posto particolare per me, è un posto che ho dovuto frequentare assiduamente per vari anni e per diversi motivi. Lo sento un po’ mio anche se non si trova nella città in cui vivo.

Così, dopo anni, il caso ha voluto che un impegno mi riportasse lì, e la prima cosa di cui mi sono accorto è… che hanno cambiato il senso di marcia delle strade, particolare che mi è stato gentilmente fatto notare dall’automobilista che mi son trovato davanti al momento di una svolta in una viuzza, che con un soave colpo di clacson di dieci secondi buoni e un delicatissimo “VAFFANCULOOO!” urlato con quanto fiato aveva in corpo, mi metteva a conoscenza di star cercando d’imboccare la via contromano. A parte ciò, la cosa che mi è balzata agli occhi immediatamente è stata che non c’erano più i negozi a cui ero affezionato. Cavolo, non c’è più il bar dove andavo, neanche la pizzeria di fronte, e che dire di quel negozio di musica dove passavo le ore a guardare le riviste musicali e i vinili… tutto andato… Cavolo quanto mi son sentito vecchio… Però una cosa è rimasta, l’odore di salmastro che contraddistingue questa città, l’atmosfera marinaresca, e quello slang nella parlata della gente che appena lo sento mi si stampa il sorriso sulla faccia. E prima di tornarmene a casa mi son pure fatto un bel 5 e 5!