Affetto imbarazzante e scuse…

E anche quest’anno il Natale è passato portandosi appresso tutti i propositi di bontà, generosità, altruismo e magnanimità, da ora possiamo tornare a essere quegli stronzi, cinici e egoisti che siamo sempre stati. Un senso di liberazione… A proposito, in questi giorni di festa e di forzata bontà mi sono capitati due episodi che non saprei proprio come definire. In pratica, un parente con cui ho pochissimi rapporti a causa di un passato in cui ci siamo scannati su diversi argomenti e dal quale sono stato ingiustamente incolpato di varie vicissitudini spiacevoli, mi ha salutato in maniera, a dir poco, esageratamente calorosa con un abbraccio fraterno del quale assolutamente non sentivo alcun bisogno. Inutile dire che in quell’abbraccio sono rimasto rigido e congelato come un branzino appena tirato fuori dal freezer, e anche se lui presume che questo gesto di affetto incondizionato sia la sua fonte di perdono, mi dispiace ma, anche no, non lo è, per me rimane lo stesso viscido personaggio che è sempre stato, e per questo lo tratterò come ho sempre fatto, ignorandolo. Cosa molto simile è successa su un gruppo whatsapp di alcuni amici. Come tutti gli anni ci scambiamo gli auguri di Natale, anche se, a dirla tutta, è più un’abitudine che una cosa davvero sentita in quanto non ci vediamo praticamente mai, quindi dopo aver scritto il mio augurio generalizzato arriva il commento di un elemento del suddetto gruppo rivolto personalmente a me. Nel testo scrive che fa gli auguri a tutti ma soprattutto a me perché a sua detta è una vita che non ci vediamo. A parte il fatto che se non ci vediamo da una vita probabilmente c’è un motivo, e poi, visto che anche lui, dopo una vita di favori che ho dovuto fargli in quanto amico di famiglia, e dopo aver chiaramente percepito di dare fastidio quando per una volta ho chiesto io un favore, non vedo il presupposto per riappacificarsi e far finta che il passato non sia mai accaduto. Questi tipi di persone mi fanno davvero imbestialire, la maggior parte della loro esistenza la passano a trattare di merda gli altri e poi, solo perché è Natale fanno gli amiconi con effusioni d’affetto a dir poco esagerate e non solo fuori luogo, ma estremamente imbarazzanti per chi le riceve. E poi si scordano pressoché sempre di chiedere scusa, che a mio avviso è il gesto più semplice e bello che un essere umano possa fare verso un altro al quale ha recato danno. E badate bene, le scuse non si possono chiedere così, sbrigativamente, no, bisogna seguire certe regole precise. Le regole, come diceva il grande Randy Pausch, sono essenzialmente tre: 1- Mi dispiace, 2- Era colpa mia, 3- Cosa posso fare per rimediare? L’ultima le persone tendono spesso a tralasciarla… A dire la verità tendono a tralasciarle tutte e tre, ma nel fortunatissimo caso che qualche anima pia voglia sinceramente chiederti scusa è quasi matematicamente certo che si scorderà la terza parte. Detto ciò, è chiaro e evidente che per vivere un po’ più serenamente basterebbe poco, ma mi dispiace, se le persone sono così egoiste o presuntuose e pensano di essere perdonate grazie a una sporadica e imbarazzante manifestazione di affetto, con me hanno sbagliato indirizzo. E non è questione di essere troppo duri, ma di essere giusti.

4 pensieri su “Affetto imbarazzante e scuse…

  1. La vera questione di tutto questo, è la continua lotta con i mulini a vento. Penso che, a questo punto, a nessuno importi molto di cambiar rotta, cercando minimamente d’esser diversi. Il sopruso è il motore che fa andare avanti tutta la baracca. Non dico che è inutile arrabbiarsi, anzi, ma che purtroppo, alla lunga, quelli come noi ne fanno una malattia (e purtroppo qualche volta diventa vera).

    Hai ragionissima ma passaci sopra !

  2. Sottoscrivo tutto quanto hai scritto. Posso, se strettamente necessario, passarci sopra nel senso che se ti incontro faccio finta di nulla e mi comporto in maniera educata ma non mi dimentico per niente.

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