Di Sanremo e altre amenità

Anche quest’anno finalmente è iniziato il Festival di Sanremo! Che culo… Come ogni stramaledettissimo anno ci tocca sorbirci sto carrozzone di attori, presentatori e sedicenti cantanti che ha sicuramente rotto i coglioni a voi, ma non potete capire quanto ha rotto i coglioni a me! Facciamo un po’ di storia. Al Festival una volta andavano i migliori cantanti o gruppi musicali che il panorama italiano aveva da offrire, era “La Gara” musicale più importante in Italia, e il suo trofeo era ambito veramente da tutti. Ricordiamo nomi come Gino Paoli, Roberto Vecchioni, Lucio Dalla, Renato Zero e tanti altri, tutti Imperatori del panorama musicale italiano, i quali hanno cantato canzoni che sono rimaste nella storia e nella cultura del popolo italiano tipo la prima vincitrice in assoluto nel 1951 Nilla Pizzi con “Grazie dei fiori”, oppure Domenico Modugno con “Nel blu dipinto di blu”, o ancora Eros Ramazzotti con “Adesso tu”, o magari Anna Oxa e Fausto Leali con “Ti lascerò”, e ho citato solo canzoni che hanno vinto però ce ne sono state tante altre che non hanno vinto ma sono rimaste comunque nella memoria di tutti noi. Poi… eh poi il disastro… calo brusco di ascolti, qualità delle canzoni calata enormemente e bye bye dei volti più noti della musica che più volentieri che andare a Sanremo si farebbero un bidè con l’acido muriatico, e non posso dargli torto. Ma quando è cominciato il tracollo? Difficile dirlo, per me il punto di non ritorno è da ricercarsi intorno alla fine degli anni novanta, diciamo dalla vittoria dei Jalisse in poi… Che poi che fine hanno fatto i Jalisse? Bho, mistero… Oggi il Festival è diventato ambivalente e cioè funge da trampolino per sconosciuti o clinica riabilitativa per vecchi mestieranti, il tutto condito dalle gag di dubbio gusto di vari ospiti e dall’immancabile Claudione nazionale che sciorina costantemente robe smielate da diabete fulminante (del resto è la sua specialità, l’ha fatto per tutta la sua carriera e ha funzionato, perché dovrebbe smettere?). Purtroppo il crollo del panorama musicale italiano non si è limitato al Festival, ha inglobato tutte le produzioni degli ultimi vent’anni con poche eccezioni, e quello che mi chiedo ancora una volta è, quando è cominciato il tracollo? E a mio modestissimo parere è con l’arrivo in Italia di un canale televisivo a tema musicale che ci ha ricoperto di musica spazzatura per anni, il famosissimo MTV. Nel 1997 (guarda caso proprio l’anno in cui vinsero i Jalisse…) fa il suo esordio MTV nel panorama televisivo italiano, ovviamente copiaincollata dalla vera MTV americana, e quindi iniziano a girare i videoclip di rapper vari (che al tempo nessuno si sognava di ascoltare) e altri artisti rigorosamente pop, riducendo così gli ascolti di chi cercava nuove sonorità o innovazioni. Il risultato di tale indottrinamento è sotto gli occhi di tutti, Rap e Trap oggi sono i generi più ascoltati e un ritorno alla originale musica italiana è praticamente impossibile. Che dire, godetevi il Festival… ancora una volta…

Di seguito una clip divertente dall’argomento Italia VS America.

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4 pensieri su “Di Sanremo e altre amenità

  1. Fiumi di parole….per quanto mi riguarda posso vantarmi di sapere dell’inizio del festival solo grazie a social e testate giornalistiche varie. Il problema della musica italiana temo però sia più vasto e radicato: da un lato i discografici che non hanno voglia di investire tempo soldi e fatica nel promuovere qualcosa di nuovo e di valore e preferiscono puntare sui prodotti usa e getta che tirano per una stagione (di solito quella dell’uscita dal talent) e poi possono finire tra i rifiuti; dall’altro una discreta ignoranza dell’ascoltatore medio italico che si accontenta spesso di una musica orecchiabile e di un testo banale (se siamo fortunati il tema è: ti amo da morire, mi hai fatto male, ti amo ancora ma scelgo me) ad un qualcosa di un pelo più articolato almeno su uno dei due fronti. Che poi intendiamoci, anche creare un motivetto che resti negli anni non è facile e ne abbiamo la prova dal fatto che buona parte delle canzonette coinvolgenti sono tutte più che datate (ti cito “un’avventura” di Battisti perchè l’ho sentita ieri al cinema).

    1. Sono più che d’accordo con te, credo ci sia un problema serio nella musica italiana, non ci sono più i grandi artisti, le canzoni che fanno storia, quelle che ricorderemo negli anni… non a caso i grandi della musica del passato sono anche gli unici grandi del presente o quasi

    2. Vero, anche produttori e talent ci hanno messo del loro… e poi c’è una maniacale ricerca della bella voce, con gente che per spiccare tende al gorgheggio forzato che sfocia quasi nel ridicolo… Ma quelle belle voci particolari, magari roche alla Fausto Leali o alla Bruce Springsteen o quasi stonate alla Bob Dylan dove stanno? Tutti uguali, con lo stampino… che palle…

      1. Perchè la voce particolare deve, probabilmente per forza di cose, avere personalità e/o qualcosa da dire che sia sociale o una fotografia del presente ma deve lasciare il segno. Viviamo nell’appiattimento e nessun “normale” è mai salito al ruolo di genio.

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