Mese: agosto 2019

Confidenze non richieste

Oggi un parente visibilmente turbato, oserei dire quasi in paranoia, mi ha preso da una parte e mi ha voluto (si, lui ha voluto, io avrei tanto preferito continuare indisturbato a farmi i cavoli miei…)raccontare uno smisurato numero di segreti che mai mi aveva confessato. Ha impostato la conversazione in modo tale che ogni azione passata, e da lui intrapresa, avesse come causa il comportamento di qualcun altro, lui non agiva mai per scelta, ma come conseguenza ad altri comportamenti di altri soggetti, una sorta di terza legge di Newton. Anche la postura, e l’approccio fisico nei miei confronti con braccio sulla spalla, inequivocabile segno di complicità (secondo lui…), li ho vissuti come un sottile tentativo di convincermi della veridicità delle sue parole, e della sua buona fede. Quindi, senza proferire parola ho lasciato che questo infimo teatrino venisse portato a conclusione (il più presto possibile ovviamente… tengo che fa…). Appena ha concluso mi sono girato verso di lui e calmo e risoluto gli ho smontato pezzo per pezzo l’intero racconto, dicendogli apertamente quanto trovassi ignobili certi suoi comportamenti passati, e che se certe cose fossero state fatte a me l’avrei probabilmente, e come minimo, disconosciuto. A ciò lui ha quasi sobbalzato di stupore, ha visibilmente accusato il colpo, poi, già era turbato precedentemente figuriamoci quando ti spiattellano la verità in faccia. Come i bambini mi ha chiesto “ma quindi ora non mi vuoi più bene?” al che gli ho spiegato che il legame di parentela, il quieto vivere che voglio mantenere, e la legge italiana non mi consentono di usargli violenza, quindi mi limiterò a comportarmi come sempre è avvenuto, e ho aggiunto inoltre che la maggior parte delle confidenze che mi aveva fatto erano già di mia conoscenza, cosa questa che lo ha stupito nuovamente. Mi sento in colpa per aver calcato la mano su una persona in evidente stato di turbamento psicologico? No. Mi dispiace (ma forse anche no…) ma chi ha volutamente recato danno agli altri fregandosene delle conseguenze delle proprie azioni non mi fa nessuna pena, e quando mi accorgo che cerca assoluzione probabilmente perchè ormai, essendo in età avanzata, non può più dare il cattivo esempio mi si avvelena il sangue. Ho terminato il discorso con un “e ora non voglio più parlare di queste cose”, l’ho salutato formalmente e me ne sono andato.