Sempre più convinto…

Qualche giorno fa ho dovuto, mio malgrado, accompagnare mio nipote agli allenamenti di calcio e appena tornato a casa mi sono convinto ancor di più di ciò che già sapevo. La mia convinzione è semplice “io non ho e non vorrò mai avere figli”. Chiariamoci, io non ce l’ho con chi ne ha, penso che ognuno debba sentirsi libero di farne quanti ne vuole (va bè poi ci sarebbe il discorso che se ne fai tanti dovresti essere anche in grado di garantirgli una buona istruzione e una vita decorosa, ma questo aspetto lo tratteremo un’altra volta… forse…), come io voglio sentirmi libero di non farne. I bambini sono impegnativi, troppo, e siamo sinceri una volta per tutte, ammettetelo genitori, i bambini rompono i coglioni. Vi racconto questa splendida giornata col mio nipotino di quattro anni. Vado a prenderlo a casa e appena entrato in macchina in meno di cinque secondi, premendo tutti i tasti e toccando tutte le levette che adocchiava è riuscito a azionare il tergicristalli, accendere la ventola a modalità uragano, chiudere le portiere, spostarmi uno specchietto retrovisore, azionare i fari fendinebbia e entrare nel menù per cambiare ora e data… A quel punto ho dovuto bloccargli le mani e minacciarlo di non portarlo agli allenamenti se non avesse immediatamente smesso. Nel tragitto fino al campetto ha cantato (male…), urlato parole senza senso, e dimenandosi come un tarantolato ha sbattuto la testolina contro la portiera, innescando quindi il pianto più fastidioso che orecchio umano abbia udito nella storia. Arrivati al campetto ovviamente ha visto un pallone e ha immediatamente smesso di piangere mutando il suo comportamento da disperato a ansioso di uscire dalla macchina, così tanto ansioso che appena ho aperto le portiere è praticamente saltato giù dall’auto e correndo è entrato in campo insieme ai compagni, un’orda di nanetti scriteriati e fuori controllo come lui… Mi sono accomodato quindi sulla tribunetta per assistere all’allenamento, che più che un allenamento sembrava di guardare un documentario su come distruggere la psiche di un allenatore in una sola sessione. L’allenatore li ha messi seduti davanti a se per spiegargli l’esercizio e, dopo due secondi scarsi che aveva iniziato a parlare, vi giuro, non lo cacava nessuno, qualche nano si picchiava con quello accanto, qualche altro mangiava l’erba, altri cercavano di catturare insetti… Ovviamente poco dopo ha desistito e ha semplicemente calciato una palla in mezzo al mucchio di bimbi i quali hanno iniziato a rincorrerla e picchiarsi fra se per mantenerne il possesso. In tutto ciò il povero allenatore ha dovuto costantemente sedare risse e richiamare quelli che cercavano di scappare fuori dal campo. Nel mentre i bimbi in campo si allenavano (cioè si picchiavano…) io ero seduto sulla tribunetta con alcune delle mamme dei nanetti e i loro altri figlioletti, tipo una bambina che, non chiedetemi perchè, faceva su e giù i gradini in continuazione oppure un altro nanetto, direi quasi gnomo, che a fatica camminava, ma riusciva lo stesso a mettersi in pericolo ogni dieci secondi. A un certo punto ho sentito un fischio prolungato, l’allenatore aveva fischiato la fine dell’allenamento e, credetemi, era distrutto, fisicamente e psicologicamente, non mi sorprenderebbe se tentasse il suicidio in questi giorni. Così, sono andato a riprendere il mio nanetto che non voleva venir via nonostante l’allenamento fosse terminato, così ho dovuto rincorrerlo, placcarlo, immobilizzarlo e ficcarlo in macchina a forza. Dentro la macchina ha riniziato con i suoi strilletti senza senso, le sue canzoncine stupide, e il dimenarsi come un tarantolato, con la differenza che aveva le scarpe sporche e quindi mi ha inondato la macchina di terra e erba… Una volta tornati a casa l’ho rimmobilizzato e portato dentro. Ho guardato mia sorella che se la rideva e con l’educazione che mi contraddistingue ho detto “non chiedermi mai più una cosa del genere”. Un giorno cari genitori mi spiegherete come fate a sopportare queste cose quotidianamente, io non ce la posso fare.

14 pensieri su “Sempre più convinto…

  1. Che dire… Una giornata perfetta 😂 scherzi a parte, io credo sempre nel potere dell’autorità. Sicuramente fare il genitore oggi non è semplice, c’è molta frenesia, sempre dietro al lavoro e alla casa. E sicuramente dipende dall’indole del bambino. Ma una sana autorità che impone un po’ di contegno non fa mai male! Per questo secondo me non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, magari se deciderai di averne uno prima o poi, scoprirai che non avresti saputo farne a meno! 😊

    1. Perfettamente d’accordo con te sul fatto che serve un po’ di autorità, infatti ho intenzione di dire a mia sorella di farsi valere un po’ di più così che anche lo zio (cioè io) possa godere della compagnia di suo nipote e non andare in panico quando viene a sapere di doverlo accompagbnare da qualche parte… 😉

  2. peccato che non riesci a percepire la bellezza e la tenerezza dell’infanzia, certo sono impegnativi… anche fastidiosi a volte, ma resta la missione più importante che ogni essere umano sulla terra potra mai compiere quella di educare e far crescere un altro essere umano. e io non ho figli, ma sono zia.

  3. Beh, pure noi da piccoli abbiamo rotto gli zebedei ai nostri genitori. Quindi trovo giusto che qualcuno li rompa anche a noi 😜. (tra parentesi, a me li hanno già rirri, ed ora è il loro turno 😉)

      1. Certo che sì! C’é quello che sta in silenzio e non ti sembra vero. Lo cerchi e quando lo ritrovi é in un cesto grande di vimini, in cui la nonna ha riposto le uova ed é lì contento a romperle pigiandole come si farebbe con l’uva e poi si adagia come se fosse in una vasca immergendo anche la testa. E ti guarda soddisfatto e rilassato e ti nasce il desiderio di infilarlo in lavatrice😂😂

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