Fato o Caos?

Avete mai la sensazione di trovarvi in un posto per un qualsiasi motivo dettato dal destino? Nel senso che vai da qualche parte e succedono cose che il tuo cervello stenta a ritenerle casuali. Una combo di eventi che ti fanno pensare che era il fato che aveva precedentemente deciso che dovevi trovarti là in quel momento lì. Ora, chi mi conosce sa bene che non sono per niente fatalista, ne tanto meno credo a entità superiori che possano in qualche modo predeterminare il destino, di solito quando mi si parla di Dio, alieni, angeli, demoni, fantasmi e cazzate varie come minimo mi metto a ridere. Però a volte il caos e le casualità della vita ti mettono davanti a vicissitudini che fatichi a chiamare coincidenze. La storia è questa, giorni fa sono andato in un negozio di strumenti musicali per consigliare dei miei parenti sull’acquisto di uno strumento, ovviamente appena entrato nel negozio ho fatto il mio bel compitino di bravo consulente e ho sistemato chi mi aveva chiesto consiglio. Dopo ciò ho apertamente informato chi era con me che non me ne sarei andato da lì dentro prima di aver visitato tutto il negozio minuziosamente (tre piani di negozio), del resto dopo la consulenza assolutamente gratuita mi sembrava il minimo che mi potessero e dovessero concedere, aggiungiamoci poi che le chiavi della macchina ce le avevo io… quindi detenevo il potere! Sono partito dal reparto chitarre elettriche e mentre me le studiavo una a una un ragazzino si siede su uno sgabellino, attacca il jack all’amplificatore e se ne parte con Long Train Running dei Doobie Brothers (fortunatamente esistono ancora ragazzini che amano la musica quindi non fanno TRAP), canzone storica che mi ricorda i miei tredici/quattordici anni e cioè i primi tempi che iniziai a suonare, i primi baci con le ragazzine… le prime sbronze… e mentre lui se la suona e se la canticchia arriva il ritornello che fa “Without lo-o-o-ove”, e lo stavamo cantando neanche troppo silenziosamente io, lui e il commesso del negozio. XD. Infatti il commesso se ne esce con “dove lo abbiamo il concerto stasera che non me lo ricordo…” risata generale. Così, dopo questo surreale siparietto continuo la mia visita al negozio e dopo il reparto chitarre elettriche, quello chitarre acustiche e quello chitarre classiche, salgo le scale e al primo piano trovo il reparto pianoforti. Appena entro vengo folgorato dalla quantità di strumenti, e in mezzo a questi, una ragazza sulla trentina curva su un piano che con una delicatezza inverosimile improvvisa sull’aria del Koln Concert Parte uno di Keith Jarreth. Rimango congelato ad ascoltare. Sublime. Il mio pezzo di piano preferito. Dopo ciò mi dirigo al secondo piano, adibito alle percussioni. E’ deserto, questo significa che se non faccio troppo casino magari riesco a provare il Cajon, perchè prima o poi quella cavolo di scatola io me la compro! Quindi mi metto a suonare un ritmino più leggero possibile per non disturbare, ma mentre suono mi arriva all’orecchio un’altra percussione che mi viene dietro, così smetto, poi riparto e queste cavolo di Congas da lontano mi vengono dietro nuovamente. Penso “bah, chiunque sia è pure bravino, diamogli corda” così per qualche minuto continuiamo a suonare finchè magicamente finiamo questa specie di Jam Session nello stesso istante. Mi alzo, mi guardo intorno e da dietro una colonna esce un ragazzo che avrà più o meno la mia stessa età sorridendo “bravo, mi è piaciuto” mi dice, rispondo che è piaciuto un sacco anche a me. Dopo due chiacchiere col percussionista torno giù al piano terra e un grassone coi capelli lunghi e ricci afferra un Sax e si mette a fare un solo bellissimo, non ne sono sicuro ma sembrava tanto quello che c’è in Time Passages di Al Stewart, canzone che dà il nome all’album dell’artista, e che ricordo perfettamente perchè quest’album lo ascoltavo da piccolo in macchina con mio padre ogni volta che dovevamo fare un viaggio lungo. Questo Sax luccicante in mano a questo gigante sembrava un flautino, una scena surreale ma al contempo bellissima. Che dire, dentro a quel negozio è filato tutto liscio, oserei dire troppo liscio, conoscevo ogni canzone e ognuna mi ricordava qualcosa di bello, tutte le persone che ho incontrato sembravano essere in perfetta sintonia con me ma anche tra sé… Per un attimo mi è pure balenato in testa che ci fosse un copione dietro, di essere in una specie di Truman Show… bho, ancora non me lo spiego…

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