Mese: settembre 2020

Alla faccia del cash

Qualche giorno fa un colosso dell’informatica mondiale ha fatto un’operazioncina che ha destato il mio interesse. Sto parlando dell’acquisizione da parte di Microsoft di ZeniMax Media. Quest’ultima, per chi non lo sapesse, è una compagnia proprietaria di case di sviluppo di videogiochi come ad esempio Bethesda Softworks, id Software, Arkane Studios e altre. Non starò qui a spiegare il perchè di tale acquisizione, sono scelte di mercato che continuamente e in ogni settore vengono fatte, vorrei soffermarmi altresì sulla modalità di pagamento che ha visto spostare una cifra pari a 7.500.000.000 di dollari americani. Si, avete letto bene, si tratta di sette miliardi e mezzo di dollari… una cifra astronomica che è stata letteralmente spostata dalle casse di una compagnia all’altra. Ho scritto “letteralmente spostata” perchè il pagamento è stato saldato in CONTANTI. Ora, siccome io sono uno preciso… pignolo… si avete pensato un rompicoglioni, lo sono, sopportatemi… ho fatto una bottarellina di conti. Appurato che negli Stati Uniti d’America non esistono tagli superiori ai 100 dollari, dobbiamo assumere che si tratta proprio di un pagamento in fogli da 100. Taaanti fogli da 100… Precisamente 75.000.000 (settantacinque milioni) dei cosiddetti “verdoni”. A questo punto, basta moltiplicare il peso di una banconota da 100 per 75.000.000 e troveremo il peso complessivo dell’intero importo. Fortunatamente il calcolo è molto semplice perchè le banconote da 100 dollari pesano circa 1 grammo. Quindi dividendo per mille troveremo la cifra di 75.000 (settantacinquemila) che corrispondono ai chilogrammi di peso dell’intero importo. In poche parole la Microsoft facendo shopping ha pagato con 75 tonnellate di pezzi da 100. Ora, un Tir comune non può avere un peso più alto di 44 tonnellate, e rimorchio più motrice (quindi un camion vuoto) dovrebbe pesare intorno alle 25 tonnellate, in pratica volendo trasportare i soldi in questione con l’ausilio di camion così, a occhio, direi che ne servirebbero almeno quattro. Insomma spostare una cifra del genere non è proprio uno scherzo, non tanto per quanto riguarda i costi ma soprattutto per i rischi, ci vuole un mezzo esercito per fare da scorta a una cifra di quel calibro… E dopo tutto sto bel ragionamento mi sorge spontaneo un pensiero, ma non avevano detto che non conviene pagare in contanti? Che i contanti sono il male e vanno estirpati? Se Microsoft paga in contanti vuol dire che conviene, che è più sicuro, altrimenti avrebbero usato mezzi di pagamento elettronici, loro di elettronica qualcosina ne sanno…

La Mamma dei cretini

Lo so che tra Covid 19 e Referendum ce ne sarebbe di materiale per scrivere un post ma sinceramente è un bel po’ che non scrivo più di politica e similari, e benché le visualizzazioni ne risentano devo ammettere che io sto meglio, quindi vedrò di rendervi più amaro il sangue con altre cose, tipo l’ennesima notizia di un turista che non rispetta le nostre opere d’arte. Ebbene si, domenica una turista olandese ha visto bene di farsi un bel pediluvio nella Fontana del Tirreno a Piazza Venezia a Roma. Per chi non lo sapesse la Fontana del Tirreno è quella ai piedi dell’Altare della Patria, in poche parole ha pensato che, visto il caldo, sarebbe stata una buona idea infilare i piedi nella fontana per darsi una rinfrescata. Quando i Carabinieri l’hanno fermata ha avuto anche il coraggio di dire che “non pensava fosse così grave”, ma nooo… ma perchè mai dovrebbe essere grave… io domani vengo ad Amsterdam e ti piscio sulla Statua di Anna Frank, vediamo che ne pensi ok? Poi c’è da dire che anche noi italiani la mano pesante non sappiamo neanche dove stia di casa, infatti a parte la ramanzina e una multa di trecento euro altro non abbiamo fatto. E non è una cosa nuova, ricordo ad esempio che qualche anno fa i tifosi del Feyenoord (ancora una volta olandesi), sempre a Roma, devastarono la Fontana della Barcaccia del Bernini a Piazza di Spagna, e udite udite nessuna conseguenza, è stata giustificata col fatto che ne la Polizia ne le Autorità Giudiziarie hanno trovato prove fotografiche o video quindi i tifosi non possono essere perseguiti. Circa un anno dopo alcune associazioni olandesi insieme ad altre italiane, e quindi non chi materialmente aveva causato il danno, hanno donato centomila euro alla città per il restauro della Fontana e di altri danni causati dai tifosi. Questo discorso delle prove fotografiche o video pare essere l’unico modo per inchiodare i turisti indisciplinati, a metà agosto di quest’anno, infatti, una turista ha pensato fosse un’ottima idea salire sul tetto delle Terme Centrali degli Scavi di Pompei per scattarsi un selfie, malauguratamente per lei, qualcuno l’ha immortalata col telefonino e poi ha mandato lo scatto alle Autorità. Multa di tremila euro e rischia un anno di carcere. Come non ricordare poi il turista austriaco che, sempre per un selfie, si è seduto su la Paolina Borghese del Canova staccandogli tre dita, anche lui incastrato dalle immagini delle telecamere di sorveglianza del Museo di Antonio Canova di Possagno. Insomma se si vuole beccare il colpevole servono le prove, altrimenti finisce tutto a tarallucci e vino. Io però avrei un’idea, non sarebbe forse il caso di proteggerle preventivamente un po’ meglio le nostre opere d’arte? Perchè, così a naso, non mi pare che ci siano sistemi di sicurezza come vetri o magari delle semplici corde che delimitino la distanza dalla quale poter ammirare le opere, anzi, mi pare che spesso e volentieri non ci sia proprio niente, e siccome la mamma dei cretini è sempre incinta magari un pensierino sarebbe buono e giusto farcelo no?

Gli uomini scappano tutti

L’altro giorno girovagando in centro in cerca di capi d’abbigliamento, che non ho trovato, ho deciso di fare una sosta in un Bar per bermi qualcosa di fresco. Mentre ero assorto nei miei pensieri e gustavo la mia bevanda mi sento picchiettare sulla spalla, mi giro ed era una vecchia amica che non vedevo da anni. La saluto e iniziamo a parlare del più e del meno, poi la conversazione vira su cose abbastanza personali, delle quali sinceramente non è che mi importasse più di tanto ma evidentemente aveva bisogno di parlare. Mi spiega che ha avuto un figlio ma che purtroppo (o per fortuna, dipende dai punti di vista…) si è separata dal compagno e che sono anni che è infelicemente single. Le rispondo che la singletudine non è una malattia e che personalmente in questa situazione ci vivo da anni e così tanto male non mi pare e che, anzi, io ci sguazzo come un pesce nell’acqua. Sembra comunque inconsolabile, e a questo punto mi fa anche un altra confidenza, ogni volta che incontra un uomo e che ci instaura una relazione questo dopo poco tempo sparisce. Condisce il tutto con un bel “certo, che voi uomini siete proprio strani”. Io non l’ho uccisa subito… Ho preso un bel respiro e ho inanellato una serie infinita di luoghi comuni tipo “ma dai, vedrai che prima o poi lo trovi quello giusto” oppure “lo troverai quando smetterai di cercarlo” insomma, le solite frasi fatte che di veritiero non hanno praticamente niente ma che ti permettono di concludere una conversazione scomoda senza risultare stronzo come invece sarebbe giusto che fossi. Si, sarei dovuto essere stronzo, dirgli che quest’ultima frase che ha detto era offensiva nei miei confronti perchè se non se ne fosse accorta stava parlando proprio con un facente parte della categoria che aveva appena denigrato, e avrei dovuto dirgli in faccia, inoltre, la brutale verità, e cioè, che è normalissimo che tutti quelli che incontra se ne vadano dopo poco tempo, del resto lei è sempre stata un tipo che in ogni occasione vuole assolutamente fare come le pare, ha un carattere duro come il quarzo e non è neanche il massimo della simpatia. Ovviamente chiunque la conosce, una volta che la cotta iniziale comincia a scemare e si intravedono le vere sfaccettature caratteriali del partner, scappa a gambe levate, e non mi pare proprio il comportamento di uno “strano” ma semplicemente di uno che ha capito l’antifona e giustamente si mette in salvo.

Lo sborone di turno

Tutti noi durante il corso della nostra vita abbiamo avuto o abbiamo un amico sborone. Per chi non lo sapesse (ma ormai credo sia di pubblico dominio) sborone significa “persona che cerca con ogni mezzo di mettersi in mostra vantando capacità o qualità per lo più inesistenti; sbruffone, spaccone”. Purtroppo (perchè sanno essere davvero odiosi…) o per fortuna (perchè la loro sboronaggine spesso mi suscita ilarità) io ne ho uno che proprio negli ultimi tempi ha trovato un nuovo lavoro, la sua nuova occupazione prevede che passi molto tempo davanti al computer mettendosi in contatto con eventuali clienti tramite software per videochiamate come ad esempio Skype o Google Hangouts. Il semplice fatto di usare quotidianamente tali programmi l’ha fatto erroneamente convincere di essere un esperto di informatica. Questa sua sicumera la spiattella in faccia a chiunque e in qualsiasi occasione, inutile dire che spesso lo fa anche con me, ora, io non sono un esperto informatico, mi ritengo più un amatore appassionato, uso il pc da quando ero poco più che adolescente ed è il mio principale intrattenimento avendo spento la tv da molti anni, quindi qualcosina credo di saperla, anche se pensando al mondo dei software e soprattutto dell’hardware spesso mi rendo conto di saperne quanto una formica sa di astronomia. L’altra sera, ad esempio, davanti a una birretta se ne esce con “ho scoperto una funzione di Windows fantastica, ora ve la insegno perchè vi cambierà la vita, si chiama Stamp”, io ho sgranato gli occhi e ho girato lo sguardo verso un altro amico che avevo accanto, lui stava già ridendo coprendosi il viso con le mani. Per chi non lo sapesse, ma non ci credo che non lo sappiate perchè è come non conoscere il copia-incolla, lo Stamp è un tastino che di solito si trova in alto a destra della tastiera e serve a copiare l’immagine del desktop in quel momento. Comunque dopo lo spiegone (mio, ma anche e soprattutto dello sborone), e dopo uno sguardo d’intesa con l’amico a fianco abbiamo iniziato, di comune accordo, a far crollare quel castello di carte che si era costruito in testa lo sborone con domande del tipo “che frequenza base hanno i processori che avete in ufficio?” oppure “ma avete gli Hard Disk o siete passati anche voi agli SSD?” o anche “e i monitor li preferisci a 60Hz o a 144Hz?”. Impossibile spiegarvi la faccia che faceva, i colori del volto che cambiavano a ogni tentativo di replica, e l’ego che da smisurato si faceva sempre più piccino fino quasi a scomparire, che soddisfazione… Comunque alla fine non siamo neanche stati troppo cattivi, siamo scoppiati a ridere, gli abbiamo offerto da bere e amichevolmente gli abbiamo detto “sei sempre il solito sborone…”