Mi dispiace per voi ma non sono incasellabile…

In questi ultimi tempi mi sto sempre più accorgendo che esiste un problema di fondo, qualcosa di radicato nel tessuto sociale, forse proprio direttamente nella mente di ognuno di noi, ed è il bisogno di incasellare chi abbiamo davanti. Non so da dove provenga questo bisogno ma è evidente che la scala di grigi per la maggior parte di noi è intollerabile, quel qualcuno dev’essere bianco o nero, giusto o sbagliato, vicino o lontano. Probabilmente il nostro pensiero calcolante (perchè ammettiamolo, oggi si pensa in massima parte in termini di convenienza, l’etica, se c’è, è sicuramente secondaria) non tollera sfumature, proprio perchè abituato alla precisione del calcolo non concepisce ciò che non è netto, quantificabile, classificabile. E da qui il bisogno di incasellare anche le idee, hai dei dubbi sulla pandemia in atto? Sei un negazionista. Hai perplessità sulle decisioni prese dai governi? Sei un complottista. Affermi che Maradona non è stato un grand’uomo? Sei un moralista. Per ogni idea o pensiero c’è una definizione che ti marchia a fuoco, non sei più tu con il tuo pensiero, unico e inimitabile, sei uno dei… Per questo vorrei dire a chiunque sta leggendo che non è così, non basta certo una parola a incasellare un uomo o un pensiero, quindi te e il tuo pensiero, e chiunque provi a farlo sta semplicemente seguendo la via più facile, più comoda, che è quella di non cercare di capire, ma additare per confermare i propri preconcetti che chissà dove e da chi saranno stati partoriti…

5 pensieri su “Mi dispiace per voi ma non sono incasellabile…

  1. Mah…tentare di qualificare le persone è utile perchè serve per capire con chi hai a che fare (è uno sciocco? un aggressivo, una persona con cui si ragiona, una brava persona…etc) ma credo che il problema sia poi quello che tu hai messo in evidenza: non si considerano le sfumature, non si ammette la differenza di pensiero, non ci si sofferma neanche sull’analisi. Non si può neanche parlare di prima impressione perchè alle volte in mano si ha anche meno di questa. C0è disinteresse a capire e approfondire per questo ti bollo con la prima cosa che mi salta all’occhio di te e via.

    1. Secondo me dovremmo abolire tutte le parole che finiscono in “ista”, via parole come fascista, comunista, complottista, negazionista, populista, moralista… se uno ci pensa vogliono dire poco e niente…

  2. I termini incasellare, modellare, archiviare, conformare un soggetto, secondo me, sono il riassunto di una profonda analisi che perviene da una profonda conoscenza.
    Coloro che, da quattro parole ‘bollano’ una persona per ciò che sembra e non per quello che realmente è, lo fanno senza neanche pensare.
    Purtroppo viviamo un tempo caotico, fatto di velocità, di usa e getta, e usiamo e gettiamo anche le persone… E, fenomeno ancora più strano, alcune persone costruiscono un alter ego sostitutivo finto per nascondere la propria identità !
    Così, oltre al danno c’è anche la beffa !

    Evitare d’esser incasellati è fondamentale ! Meglio apparire assolutamente grigi al 18% (quantità esatta che identifica il grigio in fotografia).

    1. o magari costruiscono l’altra identità in base a ideali già precostituiti per sentire di appartenere a qualcosa… se ci pensi potrebbe essere pure una patologia…

      Quel 18% è la quantità di cosa? Spiegami, è interessante e non ne avevo idea!

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