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Change!

Clima ballerino in quel dell’oltralpe, giorni di sole e caldo intervallati a giorni più freddi di pioggia e vento e spesso anche nel corso di una sola giornata il tempo può variare di molto, vestirsi a strati e ombrello sempre pronto sono, per me, ormai diventati un must. E così com’è cambiato il tempo anche il Corvo ha fatto i suoi cambiamenti, perché ho cambiato lavoro! Ebbene si, ho ricevuto un’offerta che non potevo davvero rifiutare, ne guadagno in soldi e in salute mentale, dove lavoravo prima c’erano alcune persone delle quali avrei fatto volentieri a meno, e senza contare il fatto che adesso ho un ruolo più importante. E qui caro lettore ti chiederai “e dove sta la pecca?”, e dammi tempo di arrivarci no? Proprio così, il tempo per arrivarci è la pecca. Ho calcolato che se i mezzi s’incastrano alla perfezione da quando varco la porta di casa a quando arrivo a lavoro ci metto cinquanta minuti, se perdo una metro o un treno siamo sull’oretta. Tutto ciò significa che perdo quasi due ore di viaggio al giorno, e ciò succederà per altri due mesi, fino a che deciderò o di traslocare o di comprarmi quello che io definisco “scassone” ovvero una macchina usata a poco prezzo che mi consenta di muovermi su quattro ruote, ma che alla quale non puoi chiedere di più… Non le puoi chiedere di essere alla moda, non le puoi chiedere di essere nuova, non le puoi chiedere che tutto funzioni correttamente, non le puoi chiedere un impianto musicale decente, insomma una di quelle classiche macchine che fanno schifo e che poi finisci per affezionartene, quelle che poi gli dai anche il nome… tipo “la vecchia Betsy”

Luce che vieni, luce che vai.

Luce che va e viene non fa bene al mio pc! Circa un anno fa è improvvisamente andata via la luce e ho sentito un rumore strano provenire dal pc, quando l’ho riacceso ho potuto constatare che la scheda video era andata a farsi friggere, nel vero senso della parola, emanava un leggero aroma di plastica bruciata. E in questi ultimi giorni sta accadendo la stessa cosa che successe allora, la luce va e viene di continuo, per scrivere un post ci vuole mezza giornata, tre righe e riavvio, altre due e riavvio… Credo dipenda dal maltempo, qui in toscana ha fatto diversi danni, i fiumi non reggono la portata, la pioggia continua incessantemente da giorni e le previsioni non danno niente di buono, esiste la danza del sole? Se esiste quella della pioggia esisterà anche quella del sole no? Quando va via la luce le sfighe sono molteplici, perché oltre a rischiare la cottura di schede video, televisori e altro hardware c’è anche da contare il fatto che qualsiasi elettrodomestico dotato di orologio si autoresetta, quindi ogni volta ti metti a rimpostare l’ora a tutti i congegni e cosa succede? Ma certo! E’ ovvio! La luce se ne va di nuovo! In questi momenti rivolgi gli occhi al cielo e solo la tua educazione e il rispetto possono frenare l’istinto che ti porterebbe a nominare sgarbatamente i santi. E comunque ti accorgi anche quanto siamo dipendenti dall’energia elettrica, senza vaghiamo per la casa come tossici in crisi d’astinenza, zombies alla ricerca famelica di candele per avere un bagliore che ci permetta di fare l’unica cosa possiamo fare in quel momento, leggere un libro.

 

Meteoropatia come il ciclo

Si, sono metereopatico, ieri ho avuto una delle giornate più fastidiose che abbia mai avuto in vita mia, diciamo che mi sentivo come quando una donna è nel pieno di quei giorni li, si dai nei giorni del palloncino rosso, nei giorni delle stronze o come cavolo le chiamate voi… Meteorologicamente (ma l’avrò scritto bene? Mha…) parlando è stata una giornata fin troppo variabile, c’era il sole che poi se n’è andato per far posto a dei bei nuvoloni scuri, ovviamente dopo poco è iniziata una pioggia torrenziale che è durata poco più di mezzora e poi sole e poi nuvole e poi di nuovo sole. In tutto questo il mio umore cambiava insieme al meteo e alla fine quando è arrivata sera mi è rimasto addosso solo un senso di fastidio, non riuscivo a capire di cosa avessi voglia, anche per la scelta della cena sono rimasto un tempo infinito a pensare a cosa mangiare. A pensarci bene dev’essere davvero insopportabile sentirsi così una settimana al mese, io per un solo giorno ho avuto il forte desiderio di prendere un sonnifero per saltare quelle ore insopportabili e svegliarmi l’indomani fresco e riposato, ma soprattutto con un umore più accettabile. Nel dopo cena ho addirittura pensato di affogare quella schifosa sensazione nell’alcol, così mi sono stappato una birra per berla mentre mi guardavo un film, è andata a finire che la birra è ancora li, ne avrò bevuta si e no due sorsi poi non mi andava più e l’ho mollata li sola soletta a rilasciare anidride carbonica nell’ambiente. Per fortuna prima della fine del film è arrivato il sonno che mi ha adagiato tra le braccia di Morfeo e stamattina ho un umore decisamente più accettabile, diciamo che mi sono andate via le mie cose…

Sull’ascella commossa

Forte preoccupazione sul fronte meteo, il ritorno di Caronte fa prevedere massime sui 40 gradi per la gioia di chi soffre il caldo ed è lontano dal mare (hihihi io ero in acqua un’ora fa). Sinceramente io non ho tutta questa preoccupazione, non ho mai sofferto molto il caldo, cioè, mi spiego meglio, lo sento se una giornata è particolarmente più calda delle altre ma non mi scombussola più di tanto la vita. Non sono uno di quelli che se alzi la temperatura di 2 gradi iniziano a sciogliersi come una candela e a formare quel bell’alone ascellare sulle camicie. E poi ho notato che se uno fa sport con regolarità il fenomeno sudorazione diminuisce notevolmente, come se il tuo corpo dicesse “mi hai fatto sudare come un disgraziato l’altro giorno quando mi hai portato a correre e adesso cascasse il mondo non sudo più! Venissero anche 60 gradi io non butto più una goccia! Tiè!”. Questa cosa della sudorazione me l’ha fatta notare qualche sera fa un amico, si chiedeva come facessi a indossare una camicia arancione senza “pezzare l’ascella”, non ho saputo rispondere, so solo che effettivamente aveva ragione, l’ascella era incredibilmente asciutta. Quindi gente, se avete problemi di sudorazione c’è il modo di far diminuire il fenomeno, lo so non è un metodo troppo comodo, purtroppo la bacchetta magica ancora non l’hanno inventata, bisogna faticare un bel po ma i risultati ci sono e sono tangibili. Tangibili nel senso che tocchi l’ascella e miracolosamente non ti schifi…

Nuvole

Oggi le nuvole dopo molto tempo sono tornate a farci visita, il sole non si vedeva e il mare ha assunto un colore più scuro, quasi minaccioso. Inutile dire che io ero la, sulla riva a contemplarmelo come ogni giorno, e nonostante il vento e i colori scuri che proprio non ti fanno pensare a gioia e spensieratezza mi sentivo tranquillo. Intorno a me molti turisti raccoglievano le loro cose, ombrellone, secchielli, sdraio, pinne e altre cianfrusaglie credendo che di li a poco si sarebbe messo a piovere. Io quasi lo desideravo, dopo tanti giorni di afa insopportabile avrei visto la pioggia come un piacevole intermezzo a quest’estate afosa e umida. Ho alzato gli occhi al cielo ed era come un enorme materasso bianco pieno di bozzi, all’orizzonte il materasso aveva dei colori più tetri, ho pensato che se in quota il vento fosse stato abbastanza forte domani saremmo andati in giro con l’ombrello e gli stivali, poi c’ho ripensato e mi sono detto che ogni volta per rinfrescarci siamo noi che cerchiamo l’acqua, dovremmo essere contenti se questa volta è l’acqua che cerca noi. Mi è capitato un paio di volte di fare il bagno sotto un temporale, e dico fare il bagno nel senso di lavarsi proprio, è molto bello e rinfrescante bisogna solo godersi la pioggia e sperare che i fulmini cadano da un altra parte…

Meteo Bastardo

Sono nervoso, il meteo di questo maggio appena passato mi ha fatto innervosire non poco, sembrava fatto apposta per farmi arrabbiare, le poche giornate di sole le ha fatte rigorosamente infrasettimanali, esattamente nei giorni in cui lavoravo. Ma dico io, la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo!!! Anche statisticamente parlando (o scrivendo? Bho…) è abbastanza improbabile che in 30 giorni i sabati e le domeniche vengano sistematicamente coperti da nuvole e tempestati di pioggia e temporali, sembra quasi che più il mio desiderio di andarmene al mare sia forte e più le nuvole si mettano d’impegno per farmi rimanere a casa. Il massimo della sfiga l’ho raggiunto qualche sabato fa, ore 14:00 circa, il tempo era abbastanza accettabile, ero veramente convinto di potercela fare, quindi mi dirigo verso la spiaggia, stendo il telo mare, mi siedo e apro il libro per leggere in santa pace col rumore delle onde in sottofondo. 5 minuti netti e una nuvola (sospetto fosse quella di Fantozzi) si piazza esattamente tra me e la nana gialla, la osservo con sguardo cattivo e la maledico imprecando quelle sette/otto volte che, dite quello che vi pare, quando ce vò ce vò, e lei che fa? Mi scarica addosso una smitragliata di pioggia mista a grandine, nel tragitto dalla spiaggia alla macchina sono riuscito a inzupparmi come un naufrago, strascicare il telo mare per terra durante la fuga riducendolo ad ammasso di fango e sabbia, rovinare la copertina del libro anch’esso inzuppato, e dulcis in fundo, causa infradito bagnate con zero grip sull’asfalto, scivolare rovinandomi un ginocchio. Entro in macchina bagnato, dolorante e con la netta sensazione di essermi scordato qualcosa, ci penso e poi un lampo mi fa capire l’enorme dimenticanza, togliendo di fretta il telo mare mi era caduto il foglio dove avevo annotato i numeri di telefono di alcuni potenziali venditori di moto. Ok, ho pensato, adesso per riprendermi da questa disavventura voglio un secchio di gelato, con tante cialde infilate a raggiera sopra a formare come una coda di pavone, una slavina di panna e una grandinata (tanto per rimanere in tema) di granella di nocciole… va bè la differenza tra desiderio e realtà è abissale, ma il gelato che mi sono mangiato tutto da solo avrebbe davvero sfamato almeno tre persone…