Natale di ieri Vs Natale in lockdown

Ore sei e quindici e mi sono inspiegabilmente svegliato, proprio come quando ero un frugoletto tutto pelle e ossa e la mattina di Natale mi svegliavo trepidante a orari improbabili sperando che Babbo Natale mi avesse portato i regali tanto attesi. Me ne stavo a letto con gli occhi spalancati e le orecchie bene aperte pronto a captare un qualsiasi segnale che facesse intendere che la mia famiglia fosse sveglia, inutile dire che gli unici rumori che sentivo erano quelli dei miei genitori che ronfavano beatamente. Poi, a un certo punto un rumore di porta che si apre e piedi nudi che sgattaiolavano verso la mia stanza, la porta si apriva piano e mia sorella col sorriso a diecimila denti che mi sussurrava “andiamo a vedere se è passato”, così dalle scale sbirciavamo l’albero al piano di sotto ed era sempre stracarico di pacchetti, nastri e coccarde. Quella visione non ci faceva resistere dal piombare in camera dei miei a svegliarli per convincerli ad andare a scartare i regali, dopo cinque o sei inutili tentativi di rimetterci a letto i miei genitori, con le occhiaie che strascicavano per terra, desistevano e all’alba delle sei (ma a volte anche prima) iniziava il rituale. Colazione con latte, cioccolato e fetta di pandoro, scartamento dei regali rigorosamente un pacchetto alla volta e presi a caso da sotto l’albero. Poi mia mamma cucinava per il pranzo, mio padre accendeva il camino e metteva un po’ di musica e io e mia sorella passavamo la mattina di Natale a giocare con i doni che ci aveva portato Babbo Natale. Oggi sveglia all’alba senza motivo, stanchezza generalizzata, gioia pari a quella di un comodino e Natale in lockdown… e ho detto tutto…

Buoni propositi per l’anno a venire

Quest’anno ho dovuto prepararmi per le feste natalizie con largo anticipo, quindi da pochi giorni ho terminato di comprare i regali a genitori, nipoti e parenti vari. Sono stato incredibilmente celere e ho sfruttato diverse offerte che il Black Friday ha partorito, anche se, a dirla tutta, è bene stare attenti alle suddette offerte perchè non sempre lo sono, spesso vengono mascherate da tali ma dietro c’è un aumento di prezzo, per questo ricordatevi sempre di controllare i prezzi su tutti i siti e farvi un idea prima di acquistare, e se siete utenti Amazon esiste un estensione per Browser che è una figata pazzesca, “Keepa” permette di tracciare l’andamento del prezzo nel tempo di un determinato oggetto. Adesso quindi, posso concentrarmi sul lavoro, eh si perchè lavorando per un’azienda che opera nel settore alimentare più ci avviciniamo alle feste e più il mio lavoro aumenta, prevedo picco di esaurimento nervoso verso il ventidue/ventitre dicembre. Comunque, visto che probabilmente non avrò molto tempo per scrivere sul blog mi avvantaggio anche qua e faccio una bella lista di cinque buoni propositi per l’anno a venire:

1- Dieta: Prometto solennemente che sarò più ligio alla dieta (dite che è poco credibile affermare ciò mentre mi sto pappando dei buonissimi marron glacé?)

2- Comportamento: Sarò più buono e gentile in ogni situazione (devo ricordarmelo soprattutto al volante, perchè quando sono in macchina mi trasformo in una specie di mix tra Hulk e Hannibal Lecter…)

3- Amore: Devo smettere assolutamente di cambiare una donna al mese (gran bel proposito… se solo fosse vero…)

4- Sport: Finite le feste ricomincio a correre (questa la dico tutti gli anni, è proprio un ever green, inutile dire che poi non lo faccio mai…)

5- Web: Prometto di non ingiuriare gli altri nei commenti (e questa è la più difficile da portare a termine, a volte sparano delle cazzate così grandi che io mapor*+ç@/’§°&%![=#$£+!#…)

Mi dispiace per voi ma non sono incasellabile…

In questi ultimi tempi mi sto sempre più accorgendo che esiste un problema di fondo, qualcosa di radicato nel tessuto sociale, forse proprio direttamente nella mente di ognuno di noi, ed è il bisogno di incasellare chi abbiamo davanti. Non so da dove provenga questo bisogno ma è evidente che la scala di grigi per la maggior parte di noi è intollerabile, quel qualcuno dev’essere bianco o nero, giusto o sbagliato, vicino o lontano. Probabilmente il nostro pensiero calcolante (perchè ammettiamolo, oggi si pensa in massima parte in termini di convenienza, l’etica, se c’è, è sicuramente secondaria) non tollera sfumature, proprio perchè abituato alla precisione del calcolo non concepisce ciò che non è netto, quantificabile, classificabile. E da qui il bisogno di incasellare anche le idee, hai dei dubbi sulla pandemia in atto? Sei un negazionista. Hai perplessità sulle decisioni prese dai governi? Sei un complottista. Affermi che Maradona non è stato un grand’uomo? Sei un moralista. Per ogni idea o pensiero c’è una definizione che ti marchia a fuoco, non sei più tu con il tuo pensiero, unico e inimitabile, sei uno dei… Per questo vorrei dire a chiunque sta leggendo che non è così, non basta certo una parola a incasellare un uomo o un pensiero, quindi te e il tuo pensiero, e chiunque provi a farlo sta semplicemente seguendo la via più facile, più comoda, che è quella di non cercare di capire, ma additare per confermare i propri preconcetti che chissà dove e da chi saranno stati partoriti…

Bonus Pc da 500 euro… si, come no…

Ieri ho letto sul web, ma si trovano articoli più o meno identici anche sui giornali, che parte in questi giorni il Bonus PC e Internet: 500 euro per l’acquisto di un nuovo computer. Ho pensato, capperi ma davvero? L’hanno fatto sul serio? Fammi informare un pochino meglio… E infatti scopro che è un’altra mezza farsa all’italiana… Prima di tutto non è un acquisto ma un comodato d’uso, e il codice civile è molto chiaro sull’argomento col suo bell’articoletto 1803 “una parte consegna all’altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta”. Secondo, questo bonus è legato alla sottoscrizione di un contratto di banda larga, ciò significa che non è lo Stato che dà i soldini a te e te ci compri il pc o il tablet o quello che vuoi sul sito che vuoi nel modo che vuoi, no, lo Stato dà i soldini all’operatore telefonico che poi ti sconta le “sue” tariffe e ti fa il contrattino di comodato d’uso per il “suo” Hardware. E noi conosciamo bene i nostrani provider, quelli dei call center in Albania, quelli della modifica unilaterale del contratto, quelli dell’aggiunta di un servizio non richiesto e che poi ti ritrovi in bolletta a prezzi spropositati. Quindi dove pensi che vadano i soldini se prima di arrivare a te devono passare dalle mani di un terzo, che già nel passato si è rivelato un mezzo truffatore? A voi l’ardua sentenza. Mettendomi poi nei panni di chi potrebbe voler utilizzare suddetto bonus mi è sorta in mente un’altra domandina: il bonus ora c’è e lo sfrutto, ma il prossimo anno ci sarà ancora o mi ritroverò da un giorno all’altro con un contratto che non mi posso permettere e quindi sarò costretto a restituire tutto? Insomma questo bonus più che un modo per diminuire il gap tecnologico mi pare un bel regalino infiocchettato ad arte ai nostri cari e amati provider…

PS: Se mai avrò una figlia sarà come la ragazzina qua sotto…

I consigli anti-covid per il sesso

Allora, io capisco tutto, cerco di accettare tutto cosciente anche del fatto che, pure se assurde molte sono vere e proprie regole, e siccome “lex, dura lex, sed lex” cerco di essere ligio al dovere, ma quello che è andato in onda ieri su Rai 2 ha a dir poco del ridicolo. E’ stato mandato in onda un servizio in cui una sessuologa ci spiega le regole anti-covid da seguire per il rapporto sessuale.

Questo genio ci spiega che 1- “Attenzione all’igiene personale e del luogo”, ma perchè prima scopavamo in un porcile cospargendoci di rifiuti? O forse vuole consigliarci di farci una bella doccia di amuchina prima di consumare? Nel tal caso occhio perchè l’amuchina è a base d’alcol, sulle parti intime credo proprio che bruci un tantino… 2 – “Ambiente il più possibile ampio e ventilato” ora, io non so voi, ma non abito in un bell’ open space, le stanze della mia casa sono di normali dimensioni… che cacchio vuol dire ampio? E poi ventilato in che senso? Con le finestre aperte fa freschino di questi tempi, e consumare di solito si fa da nudi, non prenderò il covid ma mi viene sicuro una broncopolmonite! 3 – “Contatti il meno possibile ravvicinati” e qui davvero non credevo ai miei occhi, ma che cazzo vuol dire??? Come faccio a fare sesso senza contatti ravvicinati? Posso pure mettere la mia partner dall’altra parte della stanza ma poi come faccio? Mi metto la prolunga? 4 – “Purtroppo ma necessario indossare la mascherina” cioè fatemi capire io dovrei essere nudo con la mascherina? Si, mi metto pure il cappello nero e mi presento come Zorro… Ciao Pupa, sono Diego De La Vega, ma tu chiamami Zorro… Roba da matti… A parte gli scherzi, posso fare sesso con la mia partner senza profilattico ma devo indossare la mascherina? Non ho veramente parole, o forse ce le ho ma è meglio che non le scriva… Però un ultimo consiglio alla sessuologa voglio darglielo, faccia una cosa, pensi al prossimo step e inizi a consigliare i profilattici che vede nella foto qua sotto…

Tutto Standard

Era qualche anno che non andavo in giro per negozi d’arredamento, ma in questi ultimi giorni, mio malgrado, ho dovuto. Dico “mio malgrado” per due motivi, uno non sono il tipo che si sveglia la mattina e pensa “oggi mi faccio un bel giro per negozi d’arredamento”, preferisco usare il mio tempo in altri modi, diciamo che ci vado solo se ho necessità, e due gli eventi avversi della vita mi hanno costretto, e per evitare travasi di bile non andrò più nello specifico. Al primo negozio mi sono recato sotto consiglio di conoscenti, a loro detta doveva essere un negozio molto affidabile, non proprio economico, ma comunque di fascia medio-alta. Sono entrato e dopo aver visionato la merce mi sono fatto fare un preventivo che come mi aspettavo era bello altino. Il secondo negozio che ho visitato era quello più vicino a casa, e dato che avevo poca esperienza nell’acquisto di quegli specifici elementi d’arredo ho deciso di farmi fare un preventivo anche lì, risultato spesa quasi dimezzata. Per ultimo ho lasciato un negozio facente parte di una grande catena specializzata che promette buona qualità a prezzi imbattibili, al solito entro, osservo, e chiedo a una delle millemila commesse un preventivo, risultato ancora più basso del secondo negozio. Credo sia normale che esistano negozi più cari e altri meno, del resto chi vende deve proporsi alla fascia di clientela che più è adatta alla merce che andrà a vendere, il problema è un altro, è la merce! E cioè che tutta questa differenza di qualità io non l’ho vista. Si, nel primo negozio c’erano sicuramente degli optional che gli altri negozi non avevano (e cari in maniera esagerata) ma si trattava comunque di optional, per quanto riguarda gli oggetti in sé, i materiali, il modo in cui venivano realizzati erano praticamente identici in tutti e tre i negozi. Da quello che ho potuto vedere per certi elementi d’arredo è praticamente inutile andare a spendere cifre da capogiro per ricercare la qualità, semplicemente perchè la qualità non c’è più, i negozi sono standardizzati, trovi le stesse cose ovunque tu vada…

Alla faccia del cash

Qualche giorno fa un colosso dell’informatica mondiale ha fatto un’operazioncina che ha destato il mio interesse. Sto parlando dell’acquisizione da parte di Microsoft di ZeniMax Media. Quest’ultima, per chi non lo sapesse, è una compagnia proprietaria di case di sviluppo di videogiochi come ad esempio Bethesda Softworks, id Software, Arkane Studios e altre. Non starò qui a spiegare il perchè di tale acquisizione, sono scelte di mercato che continuamente e in ogni settore vengono fatte, vorrei soffermarmi altresì sulla modalità di pagamento che ha visto spostare una cifra pari a 7.500.000.000 di dollari americani. Si, avete letto bene, si tratta di sette miliardi e mezzo di dollari… una cifra astronomica che è stata letteralmente spostata dalle casse di una compagnia all’altra. Ho scritto “letteralmente spostata” perchè il pagamento è stato saldato in CONTANTI. Ora, siccome io sono uno preciso… pignolo… si avete pensato un rompicoglioni, lo sono, sopportatemi… ho fatto una bottarellina di conti. Appurato che negli Stati Uniti d’America non esistono tagli superiori ai 100 dollari, dobbiamo assumere che si tratta proprio di un pagamento in fogli da 100. Taaanti fogli da 100… Precisamente 75.000.000 (settantacinque milioni) dei cosiddetti “verdoni”. A questo punto, basta moltiplicare il peso di una banconota da 100 per 75.000.000 e troveremo il peso complessivo dell’intero importo. Fortunatamente il calcolo è molto semplice perchè le banconote da 100 dollari pesano circa 1 grammo. Quindi dividendo per mille troveremo la cifra di 75.000 (settantacinquemila) che corrispondono ai chilogrammi di peso dell’intero importo. In poche parole la Microsoft facendo shopping ha pagato con 75 tonnellate di pezzi da 100. Ora, un Tir comune non può avere un peso più alto di 44 tonnellate, e rimorchio più motrice (quindi un camion vuoto) dovrebbe pesare intorno alle 25 tonnellate, in pratica volendo trasportare i soldi in questione con l’ausilio di camion così, a occhio, direi che ne servirebbero almeno quattro. Insomma spostare una cifra del genere non è proprio uno scherzo, non tanto per quanto riguarda i costi ma soprattutto per i rischi, ci vuole un mezzo esercito per fare da scorta a una cifra di quel calibro… E dopo tutto sto bel ragionamento mi sorge spontaneo un pensiero, ma non avevano detto che non conviene pagare in contanti? Che i contanti sono il male e vanno estirpati? Se Microsoft paga in contanti vuol dire che conviene, che è più sicuro, altrimenti avrebbero usato mezzi di pagamento elettronici, loro di elettronica qualcosina ne sanno…

La Mamma dei cretini

Lo so che tra Covid 19 e Referendum ce ne sarebbe di materiale per scrivere un post ma sinceramente è un bel po’ che non scrivo più di politica e similari, e benché le visualizzazioni ne risentano devo ammettere che io sto meglio, quindi vedrò di rendervi più amaro il sangue con altre cose, tipo l’ennesima notizia di un turista che non rispetta le nostre opere d’arte. Ebbene si, domenica una turista olandese ha visto bene di farsi un bel pediluvio nella Fontana del Tirreno a Piazza Venezia a Roma. Per chi non lo sapesse la Fontana del Tirreno è quella ai piedi dell’Altare della Patria, in poche parole ha pensato che, visto il caldo, sarebbe stata una buona idea infilare i piedi nella fontana per darsi una rinfrescata. Quando i Carabinieri l’hanno fermata ha avuto anche il coraggio di dire che “non pensava fosse così grave”, ma nooo… ma perchè mai dovrebbe essere grave… io domani vengo ad Amsterdam e ti piscio sulla Statua di Anna Frank, vediamo che ne pensi ok? Poi c’è da dire che anche noi italiani la mano pesante non sappiamo neanche dove stia di casa, infatti a parte la ramanzina e una multa di trecento euro altro non abbiamo fatto. E non è una cosa nuova, ricordo ad esempio che qualche anno fa i tifosi del Feyenoord (ancora una volta olandesi), sempre a Roma, devastarono la Fontana della Barcaccia del Bernini a Piazza di Spagna, e udite udite nessuna conseguenza, è stata giustificata col fatto che ne la Polizia ne le Autorità Giudiziarie hanno trovato prove fotografiche o video quindi i tifosi non possono essere perseguiti. Circa un anno dopo alcune associazioni olandesi insieme ad altre italiane, e quindi non chi materialmente aveva causato il danno, hanno donato centomila euro alla città per il restauro della Fontana e di altri danni causati dai tifosi. Questo discorso delle prove fotografiche o video pare essere l’unico modo per inchiodare i turisti indisciplinati, a metà agosto di quest’anno, infatti, una turista ha pensato fosse un’ottima idea salire sul tetto delle Terme Centrali degli Scavi di Pompei per scattarsi un selfie, malauguratamente per lei, qualcuno l’ha immortalata col telefonino e poi ha mandato lo scatto alle Autorità. Multa di tremila euro e rischia un anno di carcere. Come non ricordare poi il turista austriaco che, sempre per un selfie, si è seduto su la Paolina Borghese del Canova staccandogli tre dita, anche lui incastrato dalle immagini delle telecamere di sorveglianza del Museo di Antonio Canova di Possagno. Insomma se si vuole beccare il colpevole servono le prove, altrimenti finisce tutto a tarallucci e vino. Io però avrei un’idea, non sarebbe forse il caso di proteggerle preventivamente un po’ meglio le nostre opere d’arte? Perchè, così a naso, non mi pare che ci siano sistemi di sicurezza come vetri o magari delle semplici corde che delimitino la distanza dalla quale poter ammirare le opere, anzi, mi pare che spesso e volentieri non ci sia proprio niente, e siccome la mamma dei cretini è sempre incinta magari un pensierino sarebbe buono e giusto farcelo no?