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Primati fuori controllo

Per ribadire il concetto che ho espresso nel post precedente, anzi per estenderlo in un certo senso, posto questo specie di aforisma di Paul Watson, ambientalista canadese che potrebbe dare qualche altro spunto di riflessione, o almeno a me ne ha dati.

Siamo solo una presuntuosa scimmia nuda, ma nelle nostre menti ci vediamo come una specie di ‘leggenda divina’, come una sorta di ‘Dio’, visto che possiamo decidere chi vivrà e chi morirà, chi verrà salvato e chi verrà distrutto, ma onestamente…
…siamo solo un gruppo di primati fuori controllo

Rallentare…

L’ultimo mese è stato un turbine di cose da fare, ne ho avute di tutti i tipi, da quelle lavorative a quelle puramente ricreative, bello eh, intendiamoci, non sono qui a lamentarmi, ma adesso c’è bisogno di fermarsi. Riordinare le idee. Rilassarsi. Nella vita come in moto non puoi andare sempre a manetta e alcuni, chi davvero potrebbe dare del tu all’asfalto ma non lo fa, ricordano sempre che la manopola del gas si muove in entrambe le direzioni. E allora, magari, un paio di giorni di riposo me li prendo davvero. Ho un libro ammezzato che voglio concludere.La lettura mi rilassa enormemente, l’ho riscoperta negli ultimi anni e devo dire che ne valeva davvero la pena. Spunti di riflessione, parole magnificamente scelte, storie curiose e divertenti, c’è tutto. Qualcuno dirà “ci sono anche tante cavolate” bhè si, ma è difficile saperlo prima, tocca leggere prima di poter giudicare. E così me ne sto al fresco, gambe incrociate e sfoglio, fuori il vento soffia un aria salmastrosa, i gatti si pestano allegramente, le rondini per aria se ne fottono e anch’io un pochino me ne fotto…
PS: il metodo sticazzi paga sempre, non c’è niente da fare…

 

Figuretta per le feste

Cliente: Salve vorrei fissare un appuntamento col suo collega, andrebbe bene domani in mattinata?

Corvo: No guardi il collega non rientra fino a Lunedì, quindi sarebbe meglio Lunedì mattina.

Cliente: Vuole dire Martedì.

Corvo: O.o ??? ( alcuni secondi di silenzio) Prego?

Cliente: Nel senso che Lunedì è Pasquetta non credo lavoriate.

Corvo: Ah si, mi scusi ha ragione, sarebbe meglio Martedì mattina.

 

Perfetto Corvo, anche oggi la tua bella figuretta l’hai fatta. Ma perchè non mi ricordo mai le festività? Ma soprattutto, perchè non mi suscitano più alcuna emozione? L’unica festività che mi smuove leggermente (e ripeto leggermente) è il Natale, forse perchè è impossibile non notarlo, città illuminate, alberi addobbati ovunque e il pensiero dei regali probabilmente mi catapultano, anche se con minore intensità, in una sorta di limbo natalizio, nel quale tranquillo riesco a cullarmi e a ingrassare quel poco che basta per poi sentirmi in colpa. Passati quei 2 o 3 giorni ricado nella routine e nel piattume, non che mi faccia schifo, parliamoci chiaro, so benissimo che ci sono persone che stanno peggio, però mi manca quell’emozione per le festività che sentivo qualche anno fa. Ho capito, mi manca l’attesa della sorpresa, perchè l’attesa della felicità è essa stessa felicità, come diceva…

si dai…

va bè qualcuno lo diceva!

Occhio agli aforismi

Ma cos’è questa mania per gli aforismi, ormai sono onnipresenti sul web, ogni blog ne fa uso e direi anche abuso, sempre più spesso queste frasucce vengono spiattellate ovunque come se fossero la verità manifesta, come se tre parole messe in croce, presentate come perle di saggezza, possano rivelare chissà quale verità incontestabile di vita. Come se dal momento che vengono letti la vita possa essere illuminata e si possa iniziare un cammino stile Siddharta che porta inevitabilmente alla felicità e alla pace dei sensi.

Ruberò un’intercalare romana: Ma de che!

Tra gli aforismi ci sono delle cazzate immani, di proporzioni gigantesche, roba epica, tipo: “Non è importante quanti respiri fai nel corso di una vita, ciò che è importante sono i momenti che i respiri te lo tolgono”. Vorrei dire al genio del male che ha inventato questa frasuccia che l’ultimo momento che mi ha tolto il respiro che io ricordi, è stato quando il cane di un amico saltando sul mio divano per salutarmi mi è atterrato sui gioielli di famiglia, e questo dovrebbe essere un momento importante, magari da ricordare? Se fossi masochista probabilmente. Mi sono ripreso dopo cinque minuti di apnea imprecando e guardando con aria famelica la povera bestiola che, con sguardo innocente mi faceva capire di aver pensato che fosse un gioco, e scodinzolava allegramente il bastardo come a suggerirmi di ripetere il tutto. Io l’avrei lanciato volentieri direttamente nel camino ma poi, grazie al mio proverbiale autocontrollo, ho optato per non farlo, del resto povera bestiola non può capire che rompe i cogl…., in tutti i sensi.

Altro aforisma altra corsa: “Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in sè genialità, magia e forza. Comincia ora”. L’autore di quest’altra genialata è Goethe, e forse adesso qualcuno penserà che non posso permettermi di criticare un filosofo, poeta, scienziato, critico ecc. del suo calibro. E invece si! Primo perchè penso che anche i migliori sbaglino di tanto in tanto, secondo mi stanno sui cogl…. i tuttologi e lui lo è, quindi non vedo perchè il nostro amatissimo Johann Wolfgang non debba sorbirsi in silenzio (del resto come potrebbe controbattere, è morto…) i miei sproloqui sul suo conto. L’aforisma è, a mio avviso, irrimediabilmente sbagliato perché, ci arriva anche un bambino, il problema del 99% delle persone non è cominciare qualcosa ma perseverare in quello che fa, è la costanza il problema di quasi tutti, quanti di noi cominciano svariati hobby o progetti o sogni e non li portano a termine? Quindi caro Goethe, stavolta hai toppato! Dietro la lavagna e in ginocchio sui ceci! E già che che ci sei portami il diario che ti scrivo una nota da far firmare ai tuoi genitori! (ma cosa sto dicendo? Bho…)

L’ultimo aforisma che ho intenzione di criticare viene, purtroppo, dalla mente di uno degli uomini che stimo di più al mondo, Fabrizio De Andrè. L’aforisma in questione è: “è stato meglio lasciarsi che non essersi mai incontrati”. Lo trovo abbastanza banale, mi sarei aspettato molta più originalità da una mente smisurata come la sua, e inoltre, basandomi sulla mia esperienza di vita e quindi anche sentimentale, direi che alcune delle gentil pulzelle che ho avuto la sfortuna nera di frequentare avrei preferito non averle incontrate mai, mi sarei risparmiato diversi travasi di bile, diverse boccate di veleno che ho dovuto mio malgrado ingoiare, unica consolazione è che grazie a loro forse ho imparato a non illudermi troppo quando le cose sembrano andar bene, ma l’ho davvero imparato? Non saprei.

Vista l’abitudine a chiudere i post con un pezzo musicale oggi propongo un live molto carino, si noti come al minuto 4:00 si senta in sottofondo la sirena di un ambulanza che sembra intonata col pezzo, fatta apposta per l’occasione, si noti inoltre alla fine del pezzo lo squillo di cellulare così perfettamente in sincrono da suscitare ilarità nei suonatori. Come ho scritto in un altro post non sono un fatalista, ma a volte le coincidenze sono così azzeccate che ti lasciano quantomeno un istante di esitazione, di riflessione sul fato e sul destino. Buon ascolto.