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Terra

Oggi non scrivo niente, e qualcuno potrebbe obiettare “ma in questo momento stai scrivendo!”, e avrebbe pure ragione, ma io volevo semplicemente dire che quello che leggerete (se vi va ovviamente, in questo luogo non ci sono obblighi o catene di nessun genere) non sarà farina del mio sacco ma di un Signore di nome Carl Edward Sagan, e non indugiando oltre vi auguro buona lettura…

Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. Siamo noi. Su di esso, tutti quelli che amate, tutti quelli di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di presuntuose religioni, ideologie e dottrine economiche, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e suddito, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì su un granello di polvere sospeso dentro ad un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria ed il trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un punto. Pensate alle crudeltà senza fine impartite dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti i loro malintesi, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto ferventi i loro odii. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è nessuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi. La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è nessun altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Abitare, non ancora. Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.

Pensiamoci…

Bye bye biosfera

Ricordo quando mio padre mi raccontava che da piccolo andava con i suoi amichetti a fare il bagno in un fiumiciattolo vicino casa. Mentre raccontava quei piccoli aneddoti della sua gioventù io me ne stavo attento lasciando che la fantasia immaginasse mio padre giovane e spensierato che si divertiva con gli amici in riva a un fiume. Poi, durante il racconto arriva a dire che quel piccolo fiumiciattolo aveva un’acqua limpidissima e che spesso e volentieri la bevevano. Rimango come di sasso. Lui si accorge che queste ultime parole mi hanno colpito e infatti mi fa “sei sorpreso vero?”. Certo che sono sorpreso, quel piccolo fiume lo conosco da sempre e da quando ho ricordo di esistere mai, e ripeto mai, la sua acqua è stata limpida. Addirittura dalle mie parti si scherza dicendo che chiunque ci cada dentro per sbaglio è a rischio delle peggiori malattie, ipotesi neanche troppo campata in aria dato che dalle ultime analisi, che risalgono addirittura al 2006, risultano presenti mercurio, cromo esavalente, boro, cloruri, arsenico e chissà cos’altro. Quindi se la matematica non è un’opinione, dato che mio padre era giovinciello negli anni sessanta, deduco che in trenta o al massimo quaranta anni ci siamo giocati il fiume e i terreni circostanti. Cosa che credo sia avvenuta in maniera molto simile a qualsiasi altro fiume italiano o addirittura europeo o forse mondiale, infatti che la situazione la si guardi dal punto di vista microscopico o macroscopico siamo comunque nella cacca. E qualcuno forse penserà “ma corvetto su, non fare il catastrofista dai…”, no signori dico solo ciò che penso e pare che ad essere allarmista e catastrofista non sia solo io, ma anche circa quindicimila scienziati provenienti da quasi tutti i paesi del mondo che in un rapporto pubblicato sulle pagine di BioScience, chiamato “A Second Notice”, ci suggeriscono di cambiare strada alla svelta dato che il tempo sta per finire, il punto di non ritorno è vicino. Il rapporto è chiamato “Second” proprio perché avevano già tentato nel ’92 di dirci qualcosa con il “World Scientists’ Warning to Humanity” ma erano solo millesettecento e in quegli anni l’economia occidentale viaggiava a gonfie vele, e quindi non se li è cagati nessuno. Abbiamo un problema noi esseri umani, abbiamo interiorizzato benissimo lo stupro ai danni dei nostri simili, infatti come possiamo vedere dalla reazione mondiale sui fatti di Weinstain e compagnia bella, l’indignazione è stata più che totale. Peccato però che quando lo stupro è ai danni del nostro pianeta tutta l’indignazione scompare, come se la nostra biosfera fosse meno importante di noi, che ci viviamo dentro. Presto scopriremo che non è così.