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Come lo scarico?

Conosco questo ragazzo da quando avevamo quattro anni, ci conoscemmo grazie al fatto che abitavamo l’uno davanti all’altro e come tutti i bambini di quell’età eravamo felici di poter giocare insieme. Abbiamo condiviso intere giornate fino all’età di dodici anni, fino a quando la mia famiglia decise di cambiare casa. A quel punto le nostre vite si divisero, scuole diverse, sport diversi, e inevitabilmente, non abitando più vicini, compagnie diverse. Le cose sono andate così fino all’età di circa venticinque anni quando le nostre due compagnie di amici casualmente iniziarono a frequentarsi, così anche io e lui riniziammo a vederci spesso. Tra l’altro è stato lui a farmi conoscere una delle mie ex (mannaggia a lui…) proprio in quel periodo. Poi dopo qualche annetto, nuovamente, inevitabilmente e naturalmente le nostre vite si sono divise, un po’ a causa della vita che spesso ti allontana per cause di forza maggiore come lavoro, studi eccetera, e un po’ perchè ad essere sinceri questo grande feeling tra noi due non c’è mai stato, complice anche il fatto che pur essendo una persona simpatica e piacevole ha un paio di difettini enormi che non mi permettono di instaurare un qualsiasi tipo di legame, è assolutamente superficiale e inaffidabile. Ieri sera mi arriva un messaggio vocale da un numero sconosciuto. Lo ascolto e scopro che è lui, si è fatto dare il numero da qualcuno (che se scopro chi è lo deflagro!) e come tutti gli amici di vecchia data esordisce con “Oh non ti sei fatto più sentire!” al quale avrei dovuto rispondere “ho cambiato città in cui vivere tre volte, di cui due all’estero, sai com’è, tenevo che fa”, dopo questo bel luogo comune m’invita a incontrarci in data da decidersi per una cena. Ora, io non lo vedo da quasi dieci anni, lui è una persona a cui non racconterei niente perchè consapevole che nei giorni seguenti ci sarebbero i cartelloni con la mia faccia e l’intera conversazione tra noi due affissi in tutta la città, la sua superficialità è agghiacciante, la sua profondità non supera quella della ciotola del cane, sinceramente non vedo nessun motivo per il quale organizzare un qualsiasi tentativo di rimpatriata… come lo scarico? Che gli rispondo?

Stalker

Ho conosciuto questo ragazzo di poco più di vent’anni sul posto di lavoro, giovane, spavaldo e con la voglia di primeggiare caratterialmente su tutti quelli che aveva intorno. All’inizio mi mostrava solo ostilità, come spesso mi è capitato in passato probabilmente scambiava la mia gentilezza e educazione per debolezza e cercava di fare il galletto con battutine e atteggiamenti a dir poco non collaborativi. Un giorno mi sono scocciato e ho cambiato il mio atteggiamento, violentando la mia natura, e facendogli capire che se cercava lo scontro lo avrebbe avuto. Tutto ciò è sfociato, com’era facile prevedere, in una sfuriata da parte sua alla quale ho risposto con fermezza e determinazione sfidandolo a continuare anche se il prosieguo sarebbe potuto essere di natura fisica. Inutile dire che appena ha capito che il suo interlocutore non si sarebbe fatto indietro ha abbozzato, e nei giorni seguenti si è comportato come se nulla fosse successo. Dopo qualche tempo in cui ci siamo ignorati ho deciso di ricominciare a comportarmi normalmente e incredibilmente anche lui ha iniziato a collaborare con me, ha iniziato a farmi domande e a imparare e ogni giorno mi mostrava sempre più gentilezza e voglia di aiutarmi. In poco tempo è però sorto il problema contrario, non riesco a scrollarmelo più di dosso. Mi chiama al cellulare dieci volte al giorno, mi chiede continuamente di uscire insieme per berci una birra, ogni cosa che fa o che pensa solo di fare mi chiede consiglio e vorrebbe che lo aiutassi. Sta diventando insopportabile. Ora, a me non dispiace che sia collaborativo e che mi cerchi anche dopo il lavoro ma io non ho più vent’anni, ne ho quasi il doppio! E per quanto sia giovanile non mi piace frequentare locali dove sono lo zio di tutti come non mi piace andare a fare le famigerate “vasche” in centro per abbordare diciottenni, e il problema più grosso è che lui non lo capisce! Insiste con richieste assurde, chiamate, messaggi e proprio ora che sto scrivendo mi ha suonato a casa, e oggi è già la seconda volta… dovevo picchiarlo la prima volta che abbiamo litigato…

Punti di vista

Lui è un amico, se si può considerare amico uno con cui andavi in giro a quattordici anni e adesso vedi più o meno un paio di volte l’anno. Lei è sua moglie, ed è un’amica solo ed esclusivamente per il fatto che lui è un amico. Lui è uno che è sempre stato attento alla propria immagine, direi quasi maniacalmente attento, si allena come se dovesse fare chissà quale record olimpico ma lo fa solamente per risultare più bello. Lei, come lui, è una fissata con l’aspetto esteriore, niente allenamenti per lei, il suo settore è la cosmesi, da un hobby ha creato una professione, l’aspetto esteriore è diletto e mestiere. Quando avevo ancora un profilo Facebook non potevo non notare la loro smania di protagonismo, foto su foto di loro due al mare, in montagna, al parco, al bar, ovunque… Ovviamente nelle foto rispecchiano la coppia ideale, sorridenti, amorevoli, due piccioncini assolutamente perfetti e bellissimi. Stasera però, tornando a casa, mi cade l’occhio all’interno di un ristorante del centro. Avete presente quei ristoranti che grazie a delle vetrate enormi riesci a vedere l’interno? Ecco, mi cade l’occhio su un tavolo con due persone, mi avvicino per vedere meglio perché c’era qualcosa di familiare, erano proprio loro. Non stavano mangiando, ognuno con la testa china sul proprio smartphone, poi all’improvviso si scambiano due parole e dall’espressione seria e quasi annoiata dei due appare per magia un sorriso che io amo definire “da televendita”. Si saranno detti qualcosa di carino? Una romanticheria per riempire l’attesa? Un ti amo prepasto? No, semplicemente uno ha chiesto all’altra la posa per il selfie al ristorante nel quale è obbligatorio risultare assolutamente belli, felici e contenti, si, proprio come nelle favole. Subito dopo lo scatto sono però ripiombati sul proprio smartphone con la testa china e lo stesso ghigno annoiato e in silenzio… Ho sorriso, e mi sono di nuovo incamminato verso casa pensando che essere single non è poi così male…

Maschio Alfa per forza

Osservare qualcuno che a tutti i costi vuole comportarsi da maschio alfa mi ha sempre divertito molto, forse perché questa smania di voler per forza risultare il più forte o il più potente non fa proprio parte della mia indole. Qualche giorno fa ho avuto l’ennesima riprova della ridicolaggine di questo strano comportamento maschile. Mentre ero in fila nella mia banca ho visto entrare una persona che conosco, o meglio, che conoscevo molto bene, un vecchio amico d’infanzia che qualche anno fa ha deciso di abbandonare il giro di amicizie storico. Sorvolo sulle motivazioni di tale abbandono, che anche se discutibili sono comunque legittime e devono essere rispettate, quello su cui voglio soffermarmi è il comportamento che ha tenuto dopo essersi accorto della mia presenza. Mi ha visto e dopo essersi avvicinato mi ha salutato e abbiamo cominciato a parlare del più e del meno, certo non c’era la stessa complicità di quando eravamo culo e camicia, ma diciamo che poteva andare decisamente peggio. Qualche giorno più tardi, casualmente, lo ritrovo per strada ma sta volta non era solo, al suo fianco c’era la sua nuova mogliettina, (con la quale volente o nolente non sono mai riuscito a entrare in sintonia, ma questa è un’altra storia…) e guarda caso il vecchio comportamento da maschio alfa che l’ha sempre contraddistinto è uscito fuori in tutto il suo splendore. Mi ha guardato per un attimo e poi ha girato lo sguardo dritto davanti a sé, ha gonfiato il petto e allungato il passo senza curarsi minimamente della mia presenza, dimostrando così alla femmina la sua superiorità sugli altri maschi e la sua fermezza nelle decisioni. Peccato che quando la femmina non c’è da pavone diventa irrimediabilmente stercorario, trascinando con sé la sua pallina di merda, che tra l’altro è il suo bene più prezioso e quello che gli si addice meglio.

Andrà tutto a puttane

Stasera sono andato a casa del mio amico, il fido compagno di escursioni motorizzate. Ci teneva tantissimo che andassi proprio stasera a cena da lui, voleva presentarmi la sua nuova fiamma, del resto ci conosciamo da una vita e come sempre vuole il mio parere, che come sempre non ascolterà ribadendo le solite musate amorose. Quindi entro in casa e mi si presenta davanti agli occhi una ragazza ben vestita, sorridente, curata, e dalle movenze eleganti. Dopo i convenevoli ci sediamo e conversando del più e del meno cominciamo a mangiare. Dentro di me penso “vuoi vedere che sta volta l’ha trovata normale?” quindi dopo un po’, avendo esaurito gli argomenti di rito della serie “cosa fai nella vita” oppure “che musica ascolti” robe così, gli faccio una domanda un pochino più profonda, insomma qualcosa che vada oltre la profondità di una ciotola del cane… “Cos’è che t’ispira? Cosa ti piace veramente?” e lei, così, a bruciapelo “l’Astrologia”. Io giuro, che il mio istinto mi ha ordinato di cercare immediatamente con lo sguardo la via d’uscita più vicina… poi la ragione mi ha fatto desistere e ho semplicemente finto interesse… dopo qualche minuto ho fatto un’altra terribile scoperta, non so per quale motivo (del resto non ascoltavo più…) ha iniziato a parlare di quel programma… si, proprio di quello… Uomini e Donne… e in quel preciso istante il mio corpo ha agito indipendentemente da me. Ha spento il cervello e ha acceso l’orchite… I miei coglioni dopo aver raddoppiato il loro volume hanno costituito un comitato autonomo e hanno avviato la procedura di secessione. Ho cercato di dare un paio di occhiate a lui, di quelle che inequivocabilmente suggeriscono “ti rendi conto di cosa sta parlando questa deficiente?”, ma lui niente, neanche mi guardava, era risucchiato in quel turbinio di emozioni che la gente si ostina a chiamare amore, e che somiglia più a una demenza senile fortunatamente temporanea. Ho concluso la cena e poco dopo me ne sono andato lasciandoli nel loro brodo di giuggiole… e di demenza… Come sempre tra qualche tempo lui si sveglierà, e come sempre, andrà tutto a puttane… Houston tutto regolare…

News dall’oltralpe

Mi sono tolto un peso non da poco. Il mattone che avevo sul petto in questi giorni finalmente se n’è andato per far spazio a un po’ di serenità. Per quelli che seguono questo blog si, la notizia è quella che pensate, le analisi del mio amico sono negative, evvaiii! Anche se prima di stappare lo spumante sarebbe meglio sapere cos’è che provoca quei sintomi, ma la notizia che non si tratta di cancro ha comunque alleggerito non poco le mie e le giornate di Garry. Nel nuovo posto di lavoro mi ci trovo benissimo, gente cordiale e ritmi non troppo frenetici, se le cose continuano ad andare così potrei quasi asserire di aver trovato la mia dimensione. Però, ora che ci ripenso, prima di cantare vittoria è il caso di far passare ancora un po’ di tempo, sono italiano e so benissimo che basta che ti cada la saponetta che qualcuno si precipita e arriva da dietro con cattive intenzioni… quindi forse è meglio continuare a muoversi spalle al muro, così, tanto per essere sicuri di non avere brutte sorprese…

Fucking mate

Mi aveva detto che sarebbe andato a fare le analisi, invece quel coglione anzi quel fucking mate non c’è ancora andato. Quindi oggi, al mio milionesimo messaggio su quando andrà mi ha inviato una foto di lui all’ospedale che aspetta di vedere il medico, mi ha detto inoltre che lunedì ha prenotato le analisi del sangue. A breve quindi sapremo se e con chi dovremo combattere… Le giornate di sole in un paese che è abituato a essere grigio sono più belle, o forse chi ci vive le apprezza di più per la loro rarità, il fatto è che un tramonto bellissimo e senza nuvole è un peccato doverlo condividere con la preoccupazione di un possibile male, anche se questo male non tocca te direttamente… Si dovrebbe poterlo vivere con serenità, senza troppi pensieri negativi… Ok lo ammetto, stasera sto un po’ giù, sono in ansia per quei cavolo di risultati delle analisi del mio amico… Mi ci vorrebbe una frase del cazzo tipo “tranquillo, andrà tutto bene” o un abbraccio sincero… e invece qui ci sono solo io e una cazzo di falena che è appena entrata… la stronza…