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Io ne ho viste cose che voi umani…

Ho visto mariti che chiedono il permesso per andare un paio d’ore con gli amici a mangiare una pizza, non dicono “amore vado due orette a mangiare una pizza con gli amici” chiedono “amore POSSO andare due orette a mangiare una pizza con gli amici?”…
Ho visto mariti che alle dieci di sera crollano dal sonno e seduti sul letto, a occhi chiusi, alzano le braccia di modo che la moglie possa sfilargli il maglione e mettergli il pijama, poi li ho visti sdraiarsi di modo che la moglie possa sfilargli i pantaloni e mettergli quelli del pijama…
Ho visto donne, alle quali dei motori non frega praticamente niente, che alla domenica seguono, per non so quale masochistica ragione, il marito a cui piacciono le moto. Le ho viste farsi più di sessanta chilometri di curve dietro al marito che guidava come un pazzo, e poi le ho viste scendere da quella moto e vomitarsi anche le palle degli occhi…
Ho visto donne che perdonano tradimenti reiterati, e rimangono tutta la settimana da sole con quattro figli perché lui, per sfizio, ha deciso di andare a lavorare più lontano…
E tutte queste cose, rimangono a occupare non so quanti megabit nel mio cervello…
Che spreco di spazio…

PS: il Merovingio disse “è sorprendente quanto il modello comportamentale dell’amore sia simile a quello della demenza”… riflettere…

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L’amore

L’argomento di oggi è l’ammooorrreee! E come cantava Elio in una delle sue canzoni “ammore bellissimo dell’ammore, fammi sentire tutto tuo nettare d’ammore… e sono cinquanta di bocca e cento scopare…” Ma no non sto parlando dell’amore fisico o almeno non solo di quello, volevo fare un discorso dell’amore più ampio, più in generale, del sentimento (se lo è…), dell’emozione (se lo è pure questa…) e cercare di capire cosa davvero possa mai essere. In millemila hanno tentato invano di dare una definizione a questo strano parassita che s’impadronisce, fottendolo, di quel poco di raziocinio che contraddistingue alcuni esseri umani. Cosa mai sarà? Essendomi innamorato, in vita mia, pochissime volte, e avendo constatato che in quelle esigue occasioni, sia io che la gentile pulzella che mi accompagnava in quel preciso momento della mia vita, abbiamo fatto le più grandi cazzate dell’esistenza, e che è sempre finita in maniera a dir poco spiacevole, credo di essermi fatto un’idea dell’amore che vira verso il negativo. Così prima di dirti specificatamente la mia sull’argomento, vorrei proporti, caro/a lettore/lettrice, alcune massime di illustri pensatori che come me non è che vedano proprio di buon occhio l’amore. Partiamo con l’esplicito Charles Bukowski:

L’amore va bene per quelli che riescono a sopportare il sovraccarico psichico. È come trasportare sulle spalle un bidone pieno di spazzatura oltre un fiume di piscio in piena.

Un po’ meno esplicito ma comunque pungente zio Stephen King:

L’amore non è quello che i poeti del cazzo vogliono farvi credere. L’amore ha i denti; i denti mordono; i morsi non guariscono mai.

La domanda fondamentale di Emilie Du Chatelet:

Esiste, forse, un sentimento più illusorio dell’amore?

La sentenza di Jean Dolent:

L’amore è una riabilitazione della schiavitù.

E come farci mancare l’opinione del mitico Dr. House

Sai quelli che dicono che non si può vivere senza amore?
L’ossigeno è più importante!

Continuiamo col partenopeo Salvatore Di Giacomo:

L’ammore è comm’a na montagna / e ce sta, ncoppa, n’arbero affatato: / rire chi saglie e chi scenne se lagna, / ca ’o frutto colorito è mmelenato!
[L’amore è come una montagna / e ci sta, in cima, un albero fatato: / ride chi sale e chi scende si lagna, / perché il frutto colorato è avvelenato!]

Il divertente aforista Giovanni Soriano:

Innamoramento: rimbecillimento acuto – fortunatamente temporaneo – causato da una forma parossistica di attrazione sessuale, rivolta in maniera esclusiva verso un particolare individuo, che colpisce prevalentemente gli adolescenti fra i tredici e i sessantasette anni d’età.

Dai sillogismi dell’amarezza di Emil Cioran:

Mescolanza di anatomia e di estasi, apoteosi dell’insolubile, alimento ideale per la bulimia della delusione, l’Amore ci guida verso bassifondi di gloria…

Per la serie chi visse sperando… Carlo Cassola:

Bisognerebbe non conoscerlo mai, l’amore. Continuare a sperarci… Ma che non venisse mai.

Il catastrofista Anacleto Verrecchia:

L’amore, la più tirannica e violenta delle passioni umane, viene simboleggiato da un angioletto con l’aria coglioncella e con una freccina in mano. Che errore! Dovrebbe essere invece simboleggiato dalla scala Mercalli, perché l’amore, nei gradi più alti della sua intensità, fa più danni e lascia dietro di sé più macerie di una scossa tellurica. Per fortuna non dura a lungo, altrimenti rimarremmo tutti sepolti sotto quella passione.

Con approccio scientifico Elias Canetti:

L’amore è una lebbra, una malattia che abbiamo ereditato dai protozoi.

Direi che possono bastare anche se ce ne sarebbero molti altri. E quindi dopo le opinioni di questi grandi pensatori, scrittori, filosofi ecc. cosa ne pensa il Corvo dell’amore? Caro/a lettore/lettrice preparati alla risposta fondamentale, all’assoluta verità che ti elargirò per illuminarti il cammino e spandere nel mondo “virtute e canoscenza“ (tra l’altro tutto in maniera gratuita):

L’amore è quella cosa che io personalmente boh…

E la mia definizione non è butata lì per chiudere in modo secco e enigmatico questo post, ma com’è opinione di molti filosofi l’amore scaturisce dal mondo della follia, mancando il principio di non contraddizione in tale scenario è praticamente impossibile dare una definizione specifica, logica e razionale dell’amore. E se ci sei rimasto/a male mi dispiace ma tant’è…

PS: Tanto per rimanere in tema una canzoncina recente che apostrofa l’amore come “bitch” che non ho mai capito se significa puttana o stronzo/a… sta lingua inglese a volte è un mistero…

Diversi approcci

Pomeriggio all’insegna del riordino, devo riorganizzare un sacco di cose sia sul piano fisico che su quello mentale. Mentre sto passando dei file dal pc portatile al fisso contemporaneamente sistemo alcuni libri che prendono polvere accumulati su una mensola in ordine sparso. Squilla il cell ed è il mio amico di scorribande motociclistiche che mi chiede, visto che ha in mente un nuovo acquisto, di accompagnarlo in una concessionaria per provare alcune moto. Decido immediatamente di finire ciò che sto facendo in serata, e accetto l’offerta, quando si parla di due ruote riesco difficilmente a tirarmi indietro. Apriamo il gas e in meno di un’ora siamo al concessionario, il tempo di firmare un paio di documenti e saliamo in sella ai nuovi articoli. Durante il giro di prova ci scambiamo le moto e parliamo dei pregi e difetti dei due modelli. E proprio grazie a queste conversazioni mi accorgo del diverso approccio che abbiamo sia nei confronti dei modelli che abbiamo appena provato sia nei confronti di qualsiasi altra cosa, o argomento. Alla fine, lui era rimasto affascinato da entrambi i mezzi, e dalle sue parole mi sembrava quasi che si volesse autoconvincere di ciò che stava dicendo, e di riflesso forse sperava che ne sarei rimasto persuaso anch’io. Ovviamente l’opera di convincimento non è giunta a segno… L’ho lasciato finire e poi con molta pacatezza ho iniziato a inanellare una quantità spropositata di difetti, che avevo riscontrato in entrambi i modelli. Alla fine è rimasto a bocca aperta e mi ha detto sconsolato “te non sei mai contento…”. Ma non è vero che non sono mai contento, è che cerco di essere realista, e reputo inutile, e talvolta dannoso, cercare di farsi piacere la merda autoconvincendosi che sia cioccolato. Lo so è una frase un po’ fortina, ma credo che renda bene l’idea. Questo modus operandi caratterizzato dall’autoconvincimento purtroppo l’ha usato anche coi sentimenti, è tornato dalla sua ex, e il fatto che ogni volta che provo a chiedergli qualcosa in tal senso e lui fa finta di nulla o glissa la dice lunga… Una relazione è come una meravigliosa scultura in vetro di Murano, e come tale va protetta e rispettata, perché se a causa dei nostri comportamenti e azioni dovesse cadere addio meraviglia… e sarà inutile, in futuro, cercare di convincersi che rincollando i pezzi possa tornare alla luce ciò che ormai più non è…

Rivoglio il mio collega!!!

S’incontrano per i corridoi e si mettono subito a parlare, ormai è un’abitudine, lei passa, sorride, saluta, e io perdo il collega… ormai è matematico… qualcuno diceva che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria… ora io non lo so se è uguale e contraria ma comunque lei arriva e lui se ne va, quindi probabilmente lo è… e quello che lo prende nel posterior sono io, che mi tocca continuare a lavorare da solo… ma che ci vuoi fare, so’ragazzi… ma anche no! C’hanno più di cinquant’anni e si so’innamorati persi! Sembrano due liceali alle prime cotte, e qui mi torna in mente una frase stupenda del Merovingio nel film Matrix (ora non mi chiedete quale dei tre perché non me lo ricordo…) “è sorprendente quanto il modello comportamentale dell’amore sia simile a quello della demenza”. E un pò vero è, si vedono e arrossiscono, cominciano a parlare già col sorrisino sulla faccia, poco dopo lui fa una battuta e scoppiano entrambi a ridere a crepapelle… o lui è uno dei migliori comici degli ultimi tempi, e non lo è, o sono completamente deficienti… sono semplicemente FALL IN LOVE, che letteralmente vuol dire caduti in amore, che credo sia l’espressione più azzeccata, perché nella caduta devono aver preso anche una bella craniata che li ha resi così smielatamente ebeti… Rivoglio il mio collega!!!

Aristide e la fiducia

Domenica sera, il corvo è sdraiato semicosciente con bolla al naso stile cartone animato anni ottanta a guardare il suo filmetto inutile e il cellulare squilla. Risponde, e dall’altra parte sente una voce concitata che fa “sono Aristide (per una questione di privacy ho cambiato il nome… non si era notato vero?), ascolta sono da solo a casa e sto sotto un treno, mi devo sfogare così ho pensato di chiamarti” il mio pensiero è andato immediatamente a un altro amico in simili condizioni che, un paio di giorni prima, ho dovuto portare fino al coma etilico per instillargli un’amnesia temporanea che placasse i suoi dolori d’amore. Il corvo risponde “ok Aristide dimmi pure…” e lui infatti “temo che la mia ragazza mi tradisca” e io “ah si? E cosa te lo fa pensare?” a questo punto Aristide parte con un racconto ai limiti dello stalkeraggio compulsivo in cui lui fa appostamenti e incredibilmente non riesce a raccogliere alcuna prova di adulterio, così capisco l’antifona e gli faccio “Aristide… amico mio… sei un coglione…” e lui “ma come!? Cosa dici!?” e io “gli indizi che hai raccolto possono essere veri o potresti aver frainteso, lei può averti fatto o non averti fatto un cornino, ma ti ripeto, amico mio, la domanda è una sola… tu ti fidi di lei?” Aristide rimane in silenzio per qualche istante, se fosse un computer sullo schermo ci sarebbe scritto a caratteri cubitali bianco in sfondo nero “loading”… Alla fine con un filo di voce “No…” e io “allora di cosa stiamo parlando? Lasciala e falla finita di mangiarti il fegato no?” Ora, bisogna precisare che io conosco i miei polli, lui è uno che s’innamora facile, lei è stata una che in passato la svendeva al miglior offerente, quindi non ci vuole uno bravo per capire che probabilmente i dubbi di Aristide, erano pure fondati, ma quello che mi preme far capire a te lettore, e mi preme far ricordare a me, è che se di base non c’è fiducia la storia non ha senso. A meno che non si tratti di una storia basata su altri interessi… e a questo punto forse non si potrebbe definire neanche storia…

PS: Aristide, ovviamente, non ha seguito il mio consiglio, le ha parlato e lei, come sempre, se l’è rigirato come un calzino, e per adesso vive felice e beato… fino al prossimo dubbio, e gli toccherà risolvere il vecchio e il nuovo che, ovviamente si saranno accavallati… auguri Aristide…

Le farfalline nello stomaco

Ebbene si, lo ammetto, le mie farfalline si sono estinte. Una volta c’erano, me le ricordo bene, quel momento in cui sei consapevole di avere un’espressione facciale a metà tra il cerebroleso e il completamente fatto e speri con tutto te stesso che chi hai davanti non se ne accorga.

Besotted-Ron

Bene, a me quella faccia nonmi viene più. Non so dove sia andata a finire. Forse è seppellita sotto i cocci di qualche relazione andata male, forse non credo più di poter trovare la persona giusta, forse il mio pessimismo cronico se l’è mangiata… bho… fatto sta che al momento rimane non pervenuta. Sono arido di sentimenti. Chiariamoci, non è che veda le donne come un mero strumento per la creazione di orgasmi, non sono un playboy e neanche voglio esserlo, è che proprio non mi riesce di innamorarmi. C’ho pure provato, mi sono detto, esci con questa ragazza e dalle una possibilità di diventare la TUA ragazza, del resto a lei piaci, e dalle informazioni che hai sai anche che non è tipa da una botta e via. Quindi ci sono uscito, abbiamo parlato, siamo stati bene ma nient’altro, il mio cuore se c’era dormiva, e se dormiva sognava sicuramente un’altra cosa… Non lo so, forse non è scattata la scintilla, forse non mi piaceva abbastanza (mi viene in mente Cassini “non mi sta sul cazzo, che è già un buon inizio…”), forse il problema sono io… anzi sicuramente sono io… Ora lo so, ma il fatto è come lo risolvo?

La mia donna ideale

Un cigolio di ventilatore che evidentemente esala i suoi ultimi respiri accompagna una serata strana. Riscopro dopo almeno quindici anni l’Holophonic sound che tra l’altro non saprei come pronunciare in italiano, olofonia? Forse… Bho… Comunque è interessante, se possiedi delle cuffie di buon livello puoi fare un’esperienza di percezione niente male. Mi diverte esattamente come quando la provai per la prima volta. Sorrido. I pensieri, come al solito in questo periodo, vertono sull’andarsene ma la voglia oggi non è di prendere un treno, preferirei di gran lunga un aereo o magari una nave. Li scaccio. Stasera ho bisogno di sognare, è da tanto che non lo faccio, forse troppo. Cosa potrei sognare? Ma è ovvio, la donna ideale, che ovviamente cambierà ogni volta che ci penserò. Dunque, vediamo, la mia donna ideale…. Mmm…

La mia donna ideale si trucca il giusto
La mia donna ideale canta mentre fa le cose
La mia donna ideale è curiosa
La mia donna ideale sa cos’è il pudore
La mia donna ideale decisamente non mi chiede di che segno sono
La mia donna ideale non è volgare
La mia donna ideale piange quando si arrabbia
La mia donna ideale è coerente
La mia donna ideale o non sa cucinare o quando cucina mi ascolta
La mia donna ideale non apostrofa le amiche con ammoreee o teesoooroo con voce squillante quando le incontra
La mia donna ideale mi fa i dispetti e gli scherzi
La mia donna ideale m’insegna ciò che sa
La mia donna ideale non è mai invadente
La mia donna ideale sogna un bel po, ma non ci crede
La mia donna ideale non mi chiama pucci pucci, tesorino o cazzate simili. Mi chiama amore che è ciò che voglio essere
La mia donna ideale non vive su facebook
La mia donna ideale non guarda uomini e donne e beautiful
La mia donna ideale non è ottimista a oltranza
La mia donna ideale sa chiedere scusa
La mia donna ideale mi spiega perché
La mia donna ideale sa che la solitudine a volte serve
La mia donna ideale CAZZO NON ESISTE!

Romanticismo post moto

Potrei scrivere del sogno erotico fatto ieri sera con protagonista una tailandese niente male, e poi chissà il mio cervello da dove l’ha tirata fuori… bho… Oppure potrei scrivere dell’ennesimo diverbio con l’amico che crede a tutto, Dio? Alieni? Uomini e donne? Lui beve tutto, anche l’imbevibile… No stasera no, non ce la faccio… Stasera parlo di romanticismo. Una volta tanto anche l’uomo che non crede all’amore ne ha visto uno scorcio, e vuole raccontarvelo. Come sempre nei miei giri in moto succede che mi viene sete, quindi decido di fermarmi e andare a bere qualcosa. Spengo la bimba e mi accingo a togliermi il casco quando li vedo, mano nella mano con un sorriso a diecimila denti. Camminano pacati, non parlano ma guardandosi sporadicamente è come se si dicessero: “sono felice qui e adesso”. Tolgo il casco e apro la giacca. Entro nel bar e ordino. Dopo qualche minuto entrano anche loro, le facce distese, sorridenti, si mettono seduti nel tavolo accanto al mio. Continuano a non dirsi una parola, si guardano complici e sorridono, come quelle coppie che hanno appena consumato l’amore e cercano ristoro. Mi trovo a invidiarli, sono felici, è innegabile, forse come capita spesso nelle storie d’amore è una felicità illusoria e a scadenza ma, si percepisce chiaramente che in questo momento sprizzano gioia da tutti i pori. Sorrido e bevo. Il barista fa una smorfia poco felice. Mi alzo e quando vado a pagare mi scappa un: ”Vergognati”. Esco arrabbiato. Ah dimenticavo un particolare insignificante, la coppia era formata da due maschi.

PS: Stasera faccio coming out! Sono etero ma le più belle manifestazioni d’amore le ho viste tra omosessuali!

PPS: Forse perché molti avendo avuto problemi ad essere accettati, sviluppano una sensibilità maggiore… non saprei… ma tant’è…

Il folletto coatto

Nuova comitiva, che frequento sporadicamente. L’altra sera si palesa una new entry al femminile. Carina, davvero, minuta, particolarmente, un folletto in pratica, ma rimanendo vago e sobrio diciamo “con tutte le sue cosine a posto”. Non parla molto, seduta al suo posto scruta più volte il cellulare come se incrociare lo sguardo con qualcuno la mettesse in imbarazzo. Penso, probabilmente è timida. Unghie curate, abbigliamento giusto, bel sorriso, inizio a essere attratto. E’ ufficiale. Così inizio a pensare di attaccare bottone al più presto, che non si sa mai. Ma mentre sono li bel bello a lambiccarmi il cervello arriva un amico che, entrando nel locale, la chiama a gran voce appellandola in maniera a dir poco sconcia. Io mi volto verso di lei per non perdermi una smorfia e il conseguente schiaffeggiamento, e questa come se ne esce? Prende tutto il fiato che ha e gli risponde con un altro termine che lasciatemelo dire, in bocca a una ragazza così carina sta davvero male, mi ha lasciato di stucco. La serata continua e il folletto si trasforma in un coatto docg. Beve come un Hummer, sproloquia e un paio di volte quando è scoppiata a ridere credo mi abbia sputato. Finisco la mia bevuta e: “Scusatemi ragazzi domattina devo svegliarmi presto, ciao e alla prossima…”. Esco dal locale e penso a un aforisma che lessi tempo fa: La luce è più veloce del suono. Per questo motivo alcune persone sembrano brillanti fino a quando non aprono bocca.

Una promessa

Sembra proprio che la primavera stia arrivando, c’è un bel sole fuori, giornata perfetta per andare a farsi una passeggiata sul mare o in campagna… averci tempo… Comunque tutto fuori sembra idilliaco, uccellini che cinguettano, cielo terso e brezza fresca, una giornata come non se ne vedevano da mesi e mesi. Quindi ci starebbe benissimo un post positivo e ottimista, scritto appositamente per dare la carica, per risollevare gli animi e regalare sorrisi a diciottomila denti! E invece no. Il corvo non si smentisce e spoetizza senza batter ciglio anche in un giorno come questo. E qualcuno si chiederà “quale altra sfiga ci racconterà questo corvaccio oggi?”, nessuna, o meglio, nessuna nuova sfiga, ho ancora quelle vecchie che mi fanno compagnia. Ho perso recentemente una persona cara e chi è rimasto, dopo un brevissimo periodo di silenzio, ha ricominciato a sputare veleno, che dovrei fare? Potrei optare per un blitz con clistere al peperoncino! Oppure comprare un tir di fialette puzzolenti e bombardargli la casa! Potrei, ma non lo farò. Purtroppo ho fatto una promessa e dovrò mantenerla, quindi l’unica arma che mi rimane è l’indifferenza, sorvolare sarà il mio compito, e chi meglio di un pennuto come me può farlo. Dovrò lasciare che tutto mi scorra addosso senza lasciare traccia, riuscire a nascondere le smorfie del viso quando alcune parole verranno pronunciate e sentirò il forte impulso di rispondere a tono. Credo che dovrò inventarmi una specie di mantra interno da ripetermi, che riesca a infondermi calma e quiete. Tanta quiete… Camionate di quiete… Non so perché ho promesso questa cosa, o meglio so il perché ma mi chiedo quanto sia giusto mantenerla, il senso di ingiustizia che mi pervade ogni volta che qualcuno rigurgita cattiverie gratuite sulla persona che ho perso è potente, non so quanto riuscirò ancora a tenerlo a bada. Poi penso che se dovessi sbottare farei danno, e penso anche che sarebbe un danno ingente, e allo stesso tempo giusto. In definitiva sono bloccato, mantenere la parola data e lasciare che l’ingiustizia spadroneggi o prendere un bel respiro e dare una bella lezione a chi se la merita davvero? Non mi piace tradire le promesse, non lo faccio mai, ma in questo caso mi risulta davvero difficoltoso frenarmi, credo che in un certo senso mi provochi dolore. Eri una persona buona, davvero buona, come non se ne trovano, e sentire parlare di te in quel modo mi dilania. Cerco di resistere ma forse ti ho promesso troppo…