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Gracchiando a caso

In questi giorni plumbei (che parola del c…o) anche il morale ne risente, sono come ovattato, fuori fa un freddo cane e io sento come il bisogno di andare in letargo. Gli orsi sono fortunati, vivono a pieno mangiando tutto quello che gli capita a tiro per i mesi più belli dell’anno, poi, una volta arrivato l’inverno vanno in letargo e se la dormono per mesi. Praticamente una vita perfetta, va bè a parte qualche bracconiere che cerca d’impallinarti, le sfide con gli altri orsi per il territorio, i salmoni che saltano e si divincolano e non li prendi manco a pregà, non è una vitaccia. Ma sono nato Corvo, quindi niente letargo, niente salmoni, una vita sopra a un ramo a guardare quelli a terra che s’incasinano in giro. Ci sono alcuni che vanno a lavorare per comprarsi la macchina per andare a lavorare, sono strani animali, a due zampe, tutti lisci senza neanche una pelliccia o qualche piuma, vivono in quelle zone puzzolenti che s’illuminano di notte, le chiamano città, io li osservo ma non li capisco mica tanto…

Ciao mezzasega, mi mancherai…

Purtroppo devo scrivere questo post in memoria del mio cagnolino di cui non farò il nome per motivi di privacy, devo ma soprattutto voglio scriverlo perché è stato un buon compagno di viaggio, mi ha dato tanto in termini di affetto e compagnia e spero di essere riuscito a ricambiare in pieno, ma si, credo di aver contribuito in modo positivo alla sua vita. A pensarci bene non so se ho agito bene, molte persone, e mi ci metto anch’io tra queste, tendono a umanizzare molto il cane, è un riflesso del tutto normale per noi esseri umani, ma ovviamente non è salutare per i cani, sono animali e non possiamo pretendere che capiscano e obbediscano a ogni nostro ordine o volere. Come ho già scritto in uno dei miei primi post penso che gli animali debbano esser lasciati in pace, devono poter fare come e quando gli pare, se avessero potuto scegliere avrebbero scelto noi come padroni o avrebbero preferito scorrazzarsene per conto loro? Non ce lo chiediamo mai… Va bè, io non ho avuto scelta, trovai questo cagnolino in giro, quasi morto di fame, che dovevo fare? Lasciarlo li? Io l’ho preso e ho cercato di rimetterlo in forma, quando è tornato a stare bene ormai si era creato un legame tra noi, non potevo lasciarlo libero, tornava comunque da me, mi vedeva come la sua mamma o forse come il suo branco. Adesso tornerà nel cerchio della vita, l’ho portato in campagna, in un campo coltivato tra le colline toscane, ho scavato una buca che lo potesse contenere, e si, è scesa anche una lacrima mentre bucavo quella terra scura, l’ho adagiato con cura e gli ho dato l’ultima carezza, ho ricoperto la buca e me ne sono andato, senza croci ne scritte, tanto io lo so dov’è, tanto tra qualche tempo tutto ciò che è adesso diventerà parte del circostante, che siano fiori, frutti o semplicemente terra, e lui, anche se con altre forme, tornerà a scorrazzare libero nel cerchio della vita…

Occhio agli aforismi

Ma cos’è questa mania per gli aforismi, ormai sono onnipresenti sul web, ogni blog ne fa uso e direi anche abuso, sempre più spesso queste frasucce vengono spiattellate ovunque come se fossero la verità manifesta, come se tre parole messe in croce, presentate come perle di saggezza, possano rivelare chissà quale verità incontestabile di vita. Come se dal momento che vengono letti la vita possa essere illuminata e si possa iniziare un cammino stile Siddharta che porta inevitabilmente alla felicità e alla pace dei sensi.

Ruberò un’intercalare romana: Ma de che!

Tra gli aforismi ci sono delle cazzate immani, di proporzioni gigantesche, roba epica, tipo: “Non è importante quanti respiri fai nel corso di una vita, ciò che è importante sono i momenti che i respiri te lo tolgono”. Vorrei dire al genio del male che ha inventato questa frasuccia che l’ultimo momento che mi ha tolto il respiro che io ricordi, è stato quando il cane di un amico saltando sul mio divano per salutarmi mi è atterrato sui gioielli di famiglia, e questo dovrebbe essere un momento importante, magari da ricordare? Se fossi masochista probabilmente. Mi sono ripreso dopo cinque minuti di apnea imprecando e guardando con aria famelica la povera bestiola che, con sguardo innocente mi faceva capire di aver pensato che fosse un gioco, e scodinzolava allegramente il bastardo come a suggerirmi di ripetere il tutto. Io l’avrei lanciato volentieri direttamente nel camino ma poi, grazie al mio proverbiale autocontrollo, ho optato per non farlo, del resto povera bestiola non può capire che rompe i cogl…., in tutti i sensi.

Altro aforisma altra corsa: “Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in sè genialità, magia e forza. Comincia ora”. L’autore di quest’altra genialata è Goethe, e forse adesso qualcuno penserà che non posso permettermi di criticare un filosofo, poeta, scienziato, critico ecc. del suo calibro. E invece si! Primo perchè penso che anche i migliori sbaglino di tanto in tanto, secondo mi stanno sui cogl…. i tuttologi e lui lo è, quindi non vedo perchè il nostro amatissimo Johann Wolfgang non debba sorbirsi in silenzio (del resto come potrebbe controbattere, è morto…) i miei sproloqui sul suo conto. L’aforisma è, a mio avviso, irrimediabilmente sbagliato perché, ci arriva anche un bambino, il problema del 99% delle persone non è cominciare qualcosa ma perseverare in quello che fa, è la costanza il problema di quasi tutti, quanti di noi cominciano svariati hobby o progetti o sogni e non li portano a termine? Quindi caro Goethe, stavolta hai toppato! Dietro la lavagna e in ginocchio sui ceci! E già che che ci sei portami il diario che ti scrivo una nota da far firmare ai tuoi genitori! (ma cosa sto dicendo? Bho…)

L’ultimo aforisma che ho intenzione di criticare viene, purtroppo, dalla mente di uno degli uomini che stimo di più al mondo, Fabrizio De Andrè. L’aforisma in questione è: “è stato meglio lasciarsi che non essersi mai incontrati”. Lo trovo abbastanza banale, mi sarei aspettato molta più originalità da una mente smisurata come la sua, e inoltre, basandomi sulla mia esperienza di vita e quindi anche sentimentale, direi che alcune delle gentil pulzelle che ho avuto la sfortuna nera di frequentare avrei preferito non averle incontrate mai, mi sarei risparmiato diversi travasi di bile, diverse boccate di veleno che ho dovuto mio malgrado ingoiare, unica consolazione è che grazie a loro forse ho imparato a non illudermi troppo quando le cose sembrano andar bene, ma l’ho davvero imparato? Non saprei.

Vista l’abitudine a chiudere i post con un pezzo musicale oggi propongo un live molto carino, si noti come al minuto 4:00 si senta in sottofondo la sirena di un ambulanza che sembra intonata col pezzo, fatta apposta per l’occasione, si noti inoltre alla fine del pezzo lo squillo di cellulare così perfettamente in sincrono da suscitare ilarità nei suonatori. Come ho scritto in un altro post non sono un fatalista, ma a volte le coincidenze sono così azzeccate che ti lasciano quantomeno un istante di esitazione, di riflessione sul fato e sul destino. Buon ascolto.

Animali e libertà

Inciampare in pensieri di libertà è sempre bello, del resto a chi non piace pensare alla libertà, ancora meglio se la libertà in questione è la propria e non è negata, chiunque penso sostenga che la libertà debba essere un diritto, come credo sia palese che la libertà non debba essere negata, ovviamente a meno che la stessa non precluda la libertà di un altro individuo.
Asserire il contrario non ha senso, è impensabile, assolutamente illogico a meno che non si tratti di pazzia o follia è semplicemente ovvio che la libertà debba essere un diritto dell’individuo, e forse se ci pensiamo bene potremmo a rigor di logica estendere questa libertà, questo diritto, a tutti gli esseri viventi.
C’è da dire che noi questo diritto a una serie infinita di animali non glie lo diamo, ovviamente, e parlo da essere onnivoro e non animalista, molti esemplari di alcune specie vengono abbattuti per essere mangiati e non ci trovo nulla di male in questo, penso a questa pratica come a un comportamento del tutto normale e naturale, del resto tutte le specie onnivore uccidono per mangiare.
A molti animali vengono praticate torture inimmaginabili, esempio lampante sono gli “orsi della luna”, una vita intera in una gabbia minuscola con un tubo conficcato nel fegato per estrarre la bile che serve per la produzione di farmaci se non sbaglio, e dulcis in fundo artigli e denti tolti per evitare il suicidio.  Pratiche disumane che chiunque penso possa ritenere amorali e condannabili.
Quello a cui però molta gente non fa caso e che credo sia per certi versi ancora più grave è negare la libertà a un animale per puro divertimento, e succede tutti i giorni, sotto gli occhi di tutti, e nessuno dice niente, non una parola.
Ogni giorno c’è chi va al circo a vedere animali addestrati a fare inchini e riverenze a comando, ogni giorno c’è chi va a vedere corse di cavalli drogati e ancora una volta addestrati a correre per il divertimento dell’uomo, e mi dispiace dirlo, ma soprattutto ogni giorno c’è chi va a comprarsi il cane perché si sente solo.
Ma gli animali del circo potranno mai scegliere se fare o non fare quell’inchino? I cavalli potranno mai scegliere se correre o non correre quel giorno? E i cani che ogni giorno vedo al guinsaglio potranno mai decidere se andare a spasso con un essere umano o farsi i fatti loro?
Qualche anno fa ho avuto l’immenso piacere di vedere dei cavalli in libertà, se ne stavano sulla cima di una collina e appena hanno avvistato il nostro gruppo di persone che si avvicinava hanno iniziato a correre, un gruppo di una ventina di esemplari in corsa giù per la collina, liberi di andare dove volevano a fare ciò che volevano, mi sono sentito libero anch’io.

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