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Mi faccio abbastanza schifo…

Cammino per il centro commerciale da solo, i miei pensieri si aggrovigliano su cose inutili, cosa comprare per cena, se mi manca il bagnoschiuma, cosa usare per pulire lo schermo del computer… Poi ad un tratto una voce che conosco mi chiama per nome, mi volto e ci sei tu, non ti vedevo da anni, il tuo viso si riempie di quel simpatico sorriso che ti ha sempre contraddistinta, quel sorriso da stupidera che anni fa mi facevi prima che scoppiassimo a ridere per qualche stronzata che sicuramente avevo detto io. Non ti rispondo neanche, mi avvicino, ti prendo e ti strizzo ben bene, bacio con lo schiocco sulla guancia e ti chiedo solamente “come stai?”. Mi rispondi che va tutto bene, che hai trovato un nuovo lavoro e tra alti e bassi te la cavi, sembri serena, ne sono felice, ti spiego un po’ i miei ultimi anni fatti di partenze e ritorni e dopo quattro futili chiacchiere esordisci con “ma quindi tu non sai niente”, cado dal pero, “di che?”, rispondi “di me”… A quel punto mi spieghi che due anni fa hai tentato il suicidio, che ti hanno ripreso per i capelli e che la tua vita per un bel periodo è andata in frantumi… Ti vorrei abbracciare e stringere forte… Subito dopo vorrei urlarti in faccia “Perchè l’hai fatto?!”… Vorrei fare qualcosa per aiutarti ma ormai è tutto passato, non posso tornare indietro e impedirtelo… Penso che non c’ero… Cerco di perdonarmi, del resto non sapevo… E mentre nella mia testa c’è un twister di tutti questi pensieri l’unica cosa che mi esce è “mi dispiace”… A me, il tuo amico a cui raccontavi tutto, quello delle chiacchierate di tre ore sulle panchine del centro, e poi regolarmente facevamo tardi a casa, quello che ti consolava quando piangevi perchè tuo padre aveva alzato le mani… Mi faccio abbastanza schifo… Vorrei chiamarti e rimediare ma non ne ho il coraggio… sono passati anni… avrò ancora la confidenza per chiederti di vederci? E poi, se rivango il passato sarà deleterio per te? Non lo so… Proprio non lo so…

Achille chi???

Da quando è finito il Festival di Sanremo alcuni amici mi esortano a cercare i video di un tale che dicono abbia letteralmente fatto il botto, dicono che questo “rapper” si sia cimentato anche in alcuni travestimenti particolari e che abbia riscosso, oltre al favore del pubblico anche quello della critica. Quindi, mi sono detto, andiamo a vedere di chi si tratta, non sia mai che ci troviamo davanti a un fenomeno la cui musica riecheggerà nei secoli a venire… Quindi ho visionato e ascoltato le performance di tale “Achille Lauro”… Non so davvero da dove cominciare… Proviamo dal fatto che lui si autodefinisce rapper e di rap non ho sentito praticamente niente, allora cerchiamo di analizzarlo come cantante. Bene, cioè male, semplicemente è negato, assolutamente stonato in diverse occasioni, becca qualche nota intonata ogni tanto e per sbaglio, e il suo timbro vocale è anonimo e mal sfruttato. L’unica cosa che si riesce bene a sentire è la calata romanesca, tra l’altro non voluta, perchè è evidente che cerchi di cantare in italiano, purtroppo per lui gli esce spessissimo il dialetto, ora, esistono bravi cantanti che cantano esclusivamente o quasi in romanesco ad esempio Mannarino, che a differenza di Achille Lauro ha un timbro roco ma bello e particolare ed è sempre intonato, ma è voluto, lui no, lui vorrebbe ma non ci riesce… Tralasciando la performance canora ho semplicemente cercato di dargli un’altra chance esaminando il testo… che dire… insipido, scontato e a tratti strafottente… in alcuni passi non se ne capisce il significato… Quindi, dopo aver analizzato tutto ciò mi sono detto, vuoi vedere che non riesco a scorgere il genio perchè non conosco la persona? Quindi sono andato a vedere chi è questo simpatico virgulto della canzone italiana. Purtroppo anche su Wikipedia le cose non vanno meglio, dopo aver letto il vero nome e dove nasce si passa alla formazione dell’individuo, e qui si legge testuale “Cresce a Roma nel Municipio III, frequentando prevalentemente quartieri come Serpentara, Vigne Nuove e Conca d’Oro”. Ora quando ho letto frequentando mi aspettavo il conservatorio, una scuola d’arte, una scuola superiore in generale, no, i quartieri, come se nel curriculum mettessi “ho frequentato la stazione, il porto e un campo nomadi vicino a casa mia…” ma che significa??? Bho… magari sono io che non scorgo il genio… Non saprei che altro dire se non fosse che si è travestito in tutte le occasioni, ce n’era davvero bisogno? Non credo, comunque già che ci siamo analizziamo anche i travestimenti. Il primo è stato quello col mantello nero che poi si è tolto rimanendo con un… un… un… bho non lo so come si chiama quella specie di robo color carne che sembra fatto dello stesso materiale delle calze mediche di mia nonna… lui dice che l’ha fatto per lanciare un messaggio di “Libertà” per me ha lanciato solo qualche secchiata di cattivo gusto, ma sono punti di vista… Un altro travestimento è stato quello sempre in nero con un mega cappello anch’esso nero, che appena l’ho visto ho pensato “ma si è travestito da Re degli Stregoni di Angmar” del Signore degli Anelli? Poi è stata la volta del travestimento alla David Bowie che non commento, dico solo che il grande Bowie, come minimo, si starà rivoltando nella tomba… E dulcis in fundo è apparso tempestato in faccia di perle e con una capigliatura stile ‘700 che io amo definire saltata in padella, sembrava “Mugatu” di Zoolander 2… orribile… dice che dietro a questi travestimenti ci sia niente po’ po’ di meno che Gucci… Che culo… Comunque quello che più mi ha sconvolto non è stato lui, ma gli altri, i critici musicali, che non chiedetemi perchè hanno solo tessuto lodi su lodi, ora, io può anche darsi che di musica capisca poco e niente, ma questo tutto è tranne un cantante… Ci sarebbe da parlare anche di un’altra performance degna di nota a Sanremo, quella di Elettra Lamborghini, ma ho pietà di voi, e non lo farò…

Hanno sdoganato il rutto

Spesso per diletto (e per cercare di non perdere quel poco che ho imparato) girovago tra i video di Youtube in inglese. Cercando e visionando abbastanza spesso questa tipologia di video Youtube capisce cosa ti piace e piano piano ti consiglia i video che ritiene più appropriati per te. Infatti con questo sistema oltre ai video in inglese direttamente dalla Gran Bretagna, Youtube mi ha presto consigliato quelli di un altro paese che usa, anche se non proprio con la stessa pronuncia, la lingua inglese, l’America (intesa come stati uniti d’America). Guardando i video americani mi sono piano piano accorto che in America il rutto è sdoganato… ruttano tutti… in ogni occasione… e se la ridono pure… Ora, io non sono stato certo educato dalle Suore Orsoline, non ho frequentato ambienti tipo Oxford o Cambridge, però, c’è un limite a tutto dai. Certi rumori prodotti dal nostro corpicino, che per carità, starà sicuramente espletando funzioni del tutto naturali, non sono proprio eufonici, anzi, proprio per la loro natura, almeno a me, riportano alla mente immagini abbastanza stomachevoli. Adesso non vorrei sembrare lo snob di turno ma ricollegandomi anche al post precedente direi che con le parole e i gesti ultimamente stiamo esagerando un tantino, il confine tra goliardia e maleducazione si sta facendo sempre più sottile. Penso che ognuno debba essere libero di comportarsi come vuole, fare ciò che vuole quando vuole, sempre però non rompendo le scatole al prossimo, non puoi sederti a un bar e ruttare sonoramente mentre gli altri sorseggiano le loro bevande, perchè fa schifo, oppure non puoi creare contenuti video destinati ai più piccoli e infilarci dentro un mega-rutto, perchè poi sono io quello che si ritrova col nipote che per emularti se ne va in giro per casa a ruttare a più non posso… e poi mi tocca punirlo… come diceva il grande Martin Luther King “La mia libertà finisce dove comincia la vostra”. Meditare gente, meditare.

Pubblicità oibò

Erano anni che non perdevo del tempo a cercare uno spot su Youtube ma oggi ho dovuto farlo. Eh si, perchè mentre guardavo un filmato è partita la pubblicità e sono rimasto un attimo interdetto, credevo di aver visto e sentito male, sono dovuto andare a ricercarlo per sincerarmi di tutto ciò. La pubblicità era quella di un noto panettone che in periodi natalizi, ogni anno, viene pubblicizzato fino allo sfinimento, il problema è che la bionda signora dello spot, portando un vassoio con una lama dentata in tavola se ne esce enfatizzando con “UNA SEGA” con voce narrante tipicamente maschile che continua con “QUESTO OFFRIRESTI A NATALE SE NOI DI… NON AVESSIMO INVENTATO IL NOSTRO PANETTONE”. Ora, io, dopo Roccone nazionale che in vestaglia diceva di aver provato tutte le patatine, dopo la supposta effervescente che con un pratico modello 3D faceva vedere l’inserimento della suddetta, dopo lo scoiattolino che con un venticello sgradevole spegne un incendio, pensavo di aver visto tutto. Invece no. Ora, per quanto la suddetta pubblicità possa essere interpretata col maggior buon senso che si possa avere, e quindi pensando a quell’espressione come un semplice utensile da falegname, è ovvio che la stessa parola ha comunque un altro significato. Un significato molto meno nobile direi, e usata con quel tono e ragionando sul messaggio si capisce che l’oggetto sul vassoio è un mero tentativo di rimanere nel lecito. Con tutto il rispetto per i pubblicitari che l’hanno realizzata, direi che come messaggio di Natale è abbastanza di cattivo gusto, potevano evitare secondo me. Mi si potrà dire che ormai, film, serie tv, videogiochi, e tanti altri prodotti per l’intrattenimento, sono letteralmente cosparsi di turpiloqui e sconcezze varie, è vero, ma è pur vero che la maggior parte di essi hanno comunque dei sistemi di avvertimento per i più piccoli, vedi i vari bollini rossi e gialli alla tv e il famoso Pegi dei videogiochi, cosa che gli spot non hanno. Insomma, cari pubblicitari, capisco che bisogna cercare il modo di scioccare lo spettatore per attirare l’attenzione sul prodotto, ma c’è modo e modo…

Il fenomeno Joker

Ebbene, ho visto Joker, il film tanto osannato dal pubblico, definito da tanti un vero e proprio capolavoro del cinema. Leggendo le varie recensioni che si possono trovare in rete si capisce che il film è piaciuto a tutti, viene osannata l’interpretazione di Joaquin Phoenix, elogi a non finire sulla regia di Todd Phillips, gente che giorni dopo la visione del film al cinema dichiarava di essere ancora scossa, insomma, un vero e proprio delirio per questo nuova pellicola. Devo dire che anche a me è piaciuto, però gridare al capolavoro mi sembra un tantino eccessivo, probabilmente il pubblico è troppo abituato ai pezzi informi di materia organica anfibia comunemente detta merda che negli ultimi anni il cinema si diverte a proporci. L’interpretazione di Phoenix è azzeccata, ma del resto raramente ha deluso, è risaputo che sia un bravo attore, qualcuno ha elogiato in particolar modo il fatto che sia dimagrito tantissimo per interpretare Arthur Fleck ma anche questo non mi sembra niente di nuovo nel mondo del cinema, ricordo ad esempio un Christian Bale che nel film “L’uomo senza sonno” era letteralmente scheletrico. Sempre parlando dell’interpretazione di Phoenix molti hanno glorificato la risata “triste” del Joker, sinceramente si, è sempre ben eseguita ma penso anche che la risata del Joker sia il punto di forza del personaggio, è ovvio che debba essere destabilizzante altrimenti il personaggio Joker non ha senso di esistere. Per quanto riguarda la regia devo dire che anche in questo caso è stato fatto un buon lavoro che però spero che la maggior parte del pubblico non confonda con la fotografia, che a mio parere è l’elemento di spicco dell’intero film, erano anni che non vedevo una fotografia così ben realizzata. Poi c’è la questione psicologica, molti sono rimasti turbati da questa triste pazzia che gradualmente cresce in Arthur e che sfocia poi nel Joker, ma anche in questo caso non ci vedo niente di particolarmente eclatante, il cinema è pieno di personaggi che impazziscono o che sono pazzi, c’è anche chi ci ha forgiato una carriera su quei tipi di personaggi, tipo un tale di nome Jack Nicholson. Insomma, Joker è un gran bel film, e ripeto, abituati allo schifo che ormai impazza sul grande schermo trovarsi di fronte a una pellicola ben realizzata e interpretata fa solo piacere, ma gridare al miracolo mi sembra un tantino esagerato.

Consigli per la settimana del Black Friday!

Benvenuti nella fantasmagorica settimana del Black Friday! Oggi voglio proporvi qualche simpatico consiglio per gli acquisti per approfittare della settimana degli sconti più famosa del mondo! Ma non indugiamo oltre e partiamo subito (che poi è la stessa cosa…)!

Il primo articolo che voglio consigliarvi è “L’Ascia Bipenne”! Una simpatica ascia in acciaio inox da tenere comodamente accanto alla porta di casa, contemporaneamente arreda e ti permette di accogliere rappresentanti di provider di vario genere e curatori di anime nel modo più consono, cioè tagliandoli in due longitudinalmente così che si aprano tipo buccia di banana. Del resto si sa, anche loro vanno accettati…

Continuiamo adesso con un oggetto tanto caro ai manifestanti, il “Megafono”! Ci allontaneremo però dall’uso più classico di tale oggetto, e cioè urlare slogan di dubbio gusto per manifestare (d’altronde ci sono persone che ad oggi non hanno ancora capito che manifestare non serve a un c***o… perdonateli…), per accingerci all’uso più consono e moderno visti i tempi e cioè avvicinarlo al proprio smartphone e urlare improperie al gentile operatore del call center che quotidianamente ci sfibra il sacchettino scrotale con chiamate a tutte le ore del giorno e della notte.

Bene Signori, passiamo all’articolo più economico della nostra lista di consigli per un fantastico Black Friday, il “Multifunzionale Rotolo di Nastro Adesivo”! Un coloratissimo nastro adesivo super-resistente per nastrare tutto ciò che vi va, tipo se come me avete un nipote particolarmente vivace e scalmanato, potete simpaticamente nastrarlo alla ringhiera delle scale o a un termosifone di modo da impedirgli qualsiasi tipo di movimento. Non scordatevi però di nastrare bene anche la bocca del piccino in modo da impedirne qualsiasi suono troppo acuto. Unica controindicazione, i mugolii dell’infante, ma Signori, qualcosa dovremo pur sopportare, del resto “so’ ragazzi…”.

Adesso passiamo a un articolo veramente esplosivo signori! Il famoso “Pacco Bomba”! Questo cordiale pacco bomba può essere recapitato a domicilio a qualsiasi indirizzo che indicherete. Se per esempio avete dei vicini rumorosi tipo i miei, che da un mese a questa parte hanno iniziato a martellare e trapanare i muri quotidianamente, potrete recapitargli, con tanta amicizia, questi 4/5 kg di tritolo. E domattina, quando un boato vi sveglierà di soprassalto, potrete semplicemente girarvi dall’altra parte e continuare a dormire, consci che il pacco è stato prontamente consegnato.

Ultimo, ma non per importanza, l’articolo “Sedia Elettrica da Ufficio”! Regala anche tu una comodissima sedia elettrica al tuo capo-ufficio, collegala al pulsante di accensione del computer aziendale del tuo capo e goditi lo spettacolo pirotecnico di un capo-ufficio che brilla di luce propria!

E non dimenticatevi di usare il codice sconto “RIDI E STERMINA COL CORVO” per approfittare dello sconto del 25% su tutti i prodotti!!!! Alla prossima amici!!!!

Ognuno porta le sue cicatrici come può…

Non sono piacevoli le cicatrici, è un agglomerato di roba che si forma sulle ferite per rimarginarle, per ridarti una parvenza di integrità. A volte si induriscono e non permettono più l’elasticità di prima, a ogni minimo movimento ti avvisano di esserci ancora, e proprio per questa loro natura diversa è praticamente impossibile scordarsi di averle. E quando hai la sfortuna di averne (che poi se sia proprio una vera e propria sfortuna è ancora da dimostrare) fai di tutto per non renderle visibili agli altri, le nascondi spesso in modo maldestro, cerchi di mascherarle con posture assurde, trucchi di vario genere. Quello che però non si dice mai delle cicatrici è che comunque sono parte di te, sei tu, è la dimostrazione che hai vissuto qualcosa che andava oltre la tolleranza minima, che poi, una volta passata ha creato una lacerazione con conseguente cicatrizzazione…e ci vuole coraggio… E oggi l’ho sentita tirare bene una cicatrice… Mi sono capitate per le mani alcune foto tue, e già lì ha iniziato a tirare. Poi sfogliandole c’eri tu col tuo motorino, e tirava, poi tu con la tua mitica radiolina, e tirava, poi ho visto me in braccio a te, e nei tuoi occhi c’era quella luce che solo le persone come te hanno, e lì ha iniziato a tirare di brutto. Ma brutto brutto. Quindi ho riposto subito le foto… E mi sono nascosto… Tranquillo, nessuna lacerazione per questa volta….

Fato o Caos?

Avete mai la sensazione di trovarvi in un posto per un qualsiasi motivo dettato dal destino? Nel senso che vai da qualche parte e succedono cose che il tuo cervello stenta a ritenerle casuali. Una combo di eventi che ti fanno pensare che era il fato che aveva precedentemente deciso che dovevi trovarti là in quel momento lì. Ora, chi mi conosce sa bene che non sono per niente fatalista, ne tanto meno credo a entità superiori che possano in qualche modo predeterminare il destino, di solito quando mi si parla di Dio, alieni, angeli, demoni, fantasmi e cazzate varie come minimo mi metto a ridere. Però a volte il caos e le casualità della vita ti mettono davanti a vicissitudini che fatichi a chiamare coincidenze. La storia è questa, giorni fa sono andato in un negozio di strumenti musicali per consigliare dei miei parenti sull’acquisto di uno strumento, ovviamente appena entrato nel negozio ho fatto il mio bel compitino di bravo consulente e ho sistemato chi mi aveva chiesto consiglio. Dopo ciò ho apertamente informato chi era con me che non me ne sarei andato da lì dentro prima di aver visitato tutto il negozio minuziosamente (tre piani di negozio), del resto dopo la consulenza assolutamente gratuita mi sembrava il minimo che mi potessero e dovessero concedere, aggiungiamoci poi che le chiavi della macchina ce le avevo io… quindi detenevo il potere! Sono partito dal reparto chitarre elettriche e mentre me le studiavo una a una un ragazzino si siede su uno sgabellino, attacca il jack all’amplificatore e se ne parte con Long Train Running dei Doobie Brothers (fortunatamente esistono ancora ragazzini che amano la musica quindi non fanno TRAP), canzone storica che mi ricorda i miei tredici/quattordici anni e cioè i primi tempi che iniziai a suonare, i primi baci con le ragazzine… le prime sbronze… e mentre lui se la suona e se la canticchia arriva il ritornello che fa “Without lo-o-o-ove”, e lo stavamo cantando neanche troppo silenziosamente io, lui e il commesso del negozio. XD. Infatti il commesso se ne esce con “dove lo abbiamo il concerto stasera che non me lo ricordo…” risata generale. Così, dopo questo surreale siparietto continuo la mia visita al negozio e dopo il reparto chitarre elettriche, quello chitarre acustiche e quello chitarre classiche, salgo le scale e al primo piano trovo il reparto pianoforti. Appena entro vengo folgorato dalla quantità di strumenti, e in mezzo a questi, una ragazza sulla trentina curva su un piano che con una delicatezza inverosimile improvvisa sull’aria del Koln Concert Parte uno di Keith Jarreth. Rimango congelato ad ascoltare. Sublime. Il mio pezzo di piano preferito. Dopo ciò mi dirigo al secondo piano, adibito alle percussioni. E’ deserto, questo significa che se non faccio troppo casino magari riesco a provare il Cajon, perchè prima o poi quella cavolo di scatola io me la compro! Quindi mi metto a suonare un ritmino più leggero possibile per non disturbare, ma mentre suono mi arriva all’orecchio un’altra percussione che mi viene dietro, così smetto, poi riparto e queste cavolo di Congas da lontano mi vengono dietro nuovamente. Penso “bah, chiunque sia è pure bravino, diamogli corda” così per qualche minuto continuiamo a suonare finchè magicamente finiamo questa specie di Jam Session nello stesso istante. Mi alzo, mi guardo intorno e da dietro una colonna esce un ragazzo che avrà più o meno la mia stessa età sorridendo “bravo, mi è piaciuto” mi dice, rispondo che è piaciuto un sacco anche a me. Dopo due chiacchiere col percussionista torno giù al piano terra e un grassone coi capelli lunghi e ricci afferra un Sax e si mette a fare un solo bellissimo, non ne sono sicuro ma sembrava tanto quello che c’è in Time Passages di Al Stewart, canzone che dà il nome all’album dell’artista, e che ricordo perfettamente perchè quest’album lo ascoltavo da piccolo in macchina con mio padre ogni volta che dovevamo fare un viaggio lungo. Questo Sax luccicante in mano a questo gigante sembrava un flautino, una scena surreale ma al contempo bellissima. Che dire, dentro a quel negozio è filato tutto liscio, oserei dire troppo liscio, conoscevo ogni canzone e ognuna mi ricordava qualcosa di bello, tutte le persone che ho incontrato sembravano essere in perfetta sintonia con me ma anche tra sé… Per un attimo mi è pure balenato in testa che ci fosse un copione dietro, di essere in una specie di Truman Show… bho, ancora non me lo spiego…

Gente ma cosa cercate?

L’altro giorno mi sono messo a spippolare allegramente tra le statistiche di wordpress e mi sono ritrovato in una sezione a dir poco curiosa, quella dei “Termini di ricerca”. In questa sezione WordPress ti informa da quali parole chiave o ricerche sui motori, tipo Google e simili, gli utenti arrivano al tuo sito. C’è roba strana… Perchè la gente è strana… Ne ho scelti alcuni, e dato che qualcuno li ha ricercati mi sono permesso di commentare o magari dare risposte, del resto sono un Corvo buono… forse…

se uno ti regala una cazzata – è uno con le tagliole in tasca, lascialo.

se si inciampa in gravidanza e pericoloso – noooo, ma scherzi? Se poi cadendo atterri di pancia ancora meno…

come sentirsi bene nei giorni del ciclo – Bha, la vedo dura, da quello che ne so è più facile che Gandhi resusciti…

da dove dipende il non saper amare – Da dove??? Probabilmente dal cervello.

che si fa dopo aver ricevuto un calcio nei coglioni – C’è ben poco da fare nei primi venti minuti amico mio. Nei seguenti si cerca vendetta in ogni modo possibile.

ginocchiata nei coglioni – aridaje…

più doloroso di un calcio nei coglioni – ragazzi ma che c’avete? E’ un chiodo fisso!

il cervello di un trentenne – Eh lo so… è un mistero anche per me…

quando ad uomo si rizza subito appena lo tocchi – Si, a noi maschietti a volte capita, si spera più spesso del contrario…

mogli con molte voglie – Non cercarle su Google, evitale anche nella vita reale, sono pericolose!

cosa vi suscita la poesia mattina di Ungaretti? – Mi fa pensare che probabilmente si drogava…

se un uomo mi chiede mi compri le caramelle – è un segno inequivocabile del fatto che voglia delle caramelle…

l amore è quando ti si rizza ancora – Cantini docet

come incazzarsi quando tutto va storto? – Ma sono sicuro che ti verrà naturale, insomma non me ne preoccuperei più di tanto…

tema cosa provoca in te la nostalgia di quello che eri in passato – Smetti di cercare i temi su internet e usa quell’organo che la natura ti ha incastonato nel teschio! E fila a scuola!

cristo nei coglioni – O.o

inciampi e non ti reggo – e vaffanculo così mi fai prendere una musata!

mia moglie e l’idraulico video provocanti – è quel “provocanti” che stona in questa ricerca, cioè lui non vuole video porno, lui li vuole provocanti… birbantello…

cercheresti un uomo dopo 3 settimane – se mi deve dei soldi anche dopo tre secoli…

fidanzata ciabattata – le donne con le ciabatte in mano diventano un’arma di distruzione di massa. Madri, fidanzate, nonne, non importa l’età, nascono già col gene della ciabattata facile, e noi siamo quelli che la riceveranno… triste destino…

quanti respiri fa una scimmia – ma che cazzo te ne frega???

cosa mi succede se inciampo su un politico e lo ammazzo? – Che i passanti ti fanno la ola ma poi i Carabinieri t’arrestano…

gocce per rompere fiato sport? – Non esistono, vatti ad allenare lavativo!

nonne molto anziane megatettone – Degustibus non disputandum est

Odio le banche… Tutte…

Oggi si parla di banche e di quanto queste spadroneggino costantemente a scapito nostro. In questi ultimi tempi c’è stato un cambiamento che mi ha fatto abbastanza pensare, sto parlando dell’adozione da parte di tutti gli istituti della direttiva europea PSD2, quella che in poche parole obbliga, e sottolineo obbliga, chiunque ad avere uno smartphone per accedere al proprio conto in banca. In pratica la vecchia chiavetta generatrice di codici potete anche lanciarla fuori dalla finestra, non serve più, il codice da inserire per accedere al conto on-line sarà generato da una comoda app del vostro smartphone. E voi vi chiederete, e chi non ha uno smartphone? La risposta della banca è, “problema vostro”. Infatti per accedere al conto, mia nonna ultranovantenne, dovrà acquistare uno smartphone… già non riesce a usare bene neanche il telefono normale, figuriamoci lo smartphone… Inoltre vorrei portare all’attenzione una cosina che mi è capitata personalmente mesi fa, quando risiedevo in cruccolandia. In Germania hanno recepito o semplicemente si sono portati avanti con la suddetta nuova direttiva già da un annetto ormai, infatti per controllare il proprio estratto conto era obbligatorio, e ripeto, obbligatorio, avere lo smartphone con su la app della banca stessa. Purtroppo, per non so quale motivo, la app del mio telefonino non funzionava correttamente e quindi ero incapace a entrare nel mio conto. Così una mattina ho deciso di andare personalmente alla banca per ritirare il mio estratto conto e controllare il saldo, ho spiegato tutto alla sorridente signorina della cassa e lei, sempre sorridendo, mi ha detto di essere impossibilitata a darmi l’estratto conto cartaceo nonostante io fossi fisicamente presente davanti a lei e munito di passaporto e documentazione del conto aperto pochi mesi prima. Mi ha spiegato inoltre che l’unico modo per controllare l’estratto conto era on-line, passando forzatamente per quella cacchio di app che non mi funzionava. Al mio metterla al corrente del malfunzionamento la risposta è stata “problema suo”. Ovviamente le ho detto subito di chiudere immediatamente il conto e che mi sarei rivolto ad altro istituto, sorridendo, si capisce. Ora ho un altro problemino, per acquistare on-line io uso da sempre una carta prepagata, con questa faccio acquisti io, mia madre, mio padre, mia sorella e suo marito. Con questa nuova direttiva non possiamo accedere più alla carta dal sito con una normale login e password, sono stato costretto a installare una app e solo con questa posso avere i codici per entrare. Questo comporta che chiunque di noi voglia fare un acquisto debba necessariamente chiamare quello che ha la app sul telefono per farsi dare i codici, ogni movimentazione, ogni acquisto, e anche ogni volta che sprechi troppo tempo davanti al pc e la pagina internet si aggiorna automaticamente. E’ una rottura di cazzo o no? E scusate se sono stato scurrile ma hanno veramente rotto! E poi dato che siamo a dirsele, quando ero fanciullo tu mettevi 100 soldini alla banca e la banca l’anno successivo ti regalava un soldino perchè avevi scelto loro, e tu andavi a 101, oggi metti 100 soldini alla banca e l’anno dopo ce ne trovi 90, sempre ammesso che tu riesca fottutamente a entrare on-line, tramite la cazzo di app, e controllare il tuo stramaledettissimo estratto conto!!!