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Mp3 e Dobermann

Domenica pomeriggio, la giornata è soleggiata ma non c’è quel caldo afoso dell’estate inoltrata, siamo comunque a maggio, e il maestrale che da queste parti è ormai un’abitudine a queste ore mitiga non poco il clima e permette, a chi come me piace fare un po di attività fisica, di andare a correre senza boccheggiare letteralmente come un pesce. Quindi ok, pantaloncini scarpe, maglietta e via. Inizio a correre e subito il mio pensiero va al lettore mp3 che ho volutamente lasciato a casa, eh si, in questi ultimi tempi il Corvobianco ha avuto grossi diverbi con i lettori mp3, ne ho acquistato uno che una volta collegato al pc tramite cavetto usb mi ha fatto capire di non essere in sintonia col mio computer, quest’ultimo non se lo cagava minimamente ne per il download delle tracce audio ne tantomeno per caricare le batterie. Ok, ho pensato, ci può stare di beccare un pezzo difettoso, domani vado a cambiarlo, che problema c’è? Così l’indomani mi reco nel negozio dove lo avevo acquistato e me lo cambiano con un altro, lo collego al pc et voilà funziona! Carico le batterie e le tracce e godo al pensiero di ascoltarmi la musica mentre vado a correre. L’indomani cuffie nelle orecchie parto con la corsa e: 1- a ogni passo di corsa il movimento del corpo, com’è normale che sia, fa ruotare il minijack nella presa del lettore provocando un gracchiamento ( e io di gracchiare me ne intendo, sono un Corvo…) nelle mie orecchie a un volume pari all’atterraggio di un Concorde; 2- dopo circa 25 minuti di corsa la batteria del lettore mi mette una mano sulla spalla mi guarda e mi dice: per me… a posto così… Quindi è scritto, non devo ascoltare musica mentre corro, mi devo accontentare dei suoni della natura. Quindi tornando alla domenica di corsa inizio l’allenamento senza musica e mi concentro sul mio respiro e sui rumori della natura che mi circonda. Mentre vado, all’orizzonte scorgo due figure che avvicinandosi scopro essere un ragazzo in bici con accanto il suo cane, un bell’esemplare di Dobermann senza le orecchie tagliate (per fortuna). Penso, se viene da queste parti con il cane sciolto, probabilmente il cane non è propenso a mordere, l’avrà addestrato, o almeno educato ad avere un minimo di rispetto per il prossimo. Grave errore di valutazione perché man mano che mi avvicino il cane mi punta, mi guarda e inizia ad allungare il passo verso di me, e io non avendo paura dei cani commetto un altro grave errore di valutazione, penso che voglia solo giocare. Giocare un cazzo! Mi si avvicina e mi attacca un morso all’altezza del ginocchio! D’istinto, non so neanche da dove mi sia uscito, gli mollo un cazzotto con tutta la forza che ho in piena testa, lui accusa il colpo e molla la presa. Nel frattempo arriva il padrone che con voce risoluta richiama all’ordine la bestia che obbedisce mortificata. Per fortuna non mi è entrato nella carne, me la sono cavata con un bel livido a forma di morso, però che cavolo, se il cane fa di queste stronzate mettigli il guinzaglio no? Tra altre varie imprecazioni è ciò che ho detto al padrone che si è beccato la ramanzina senza proferire parola. Quindi ribadisco quello che scrissi tempo fa: QUANDO BUTTA MALE BUTTA MALE.

Primavera

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1482 circa tempera su tavola Sandro Botticelli – Primavera

E’ arrivata la primavera con tutto il suo splendore, io me ne sono accorto principalmente da tre indizi piacevolissimi: 1) la strada dove quasi ogni giorno vado a correre si sta riempiendo ai lati di ciclamini; 2) la temperatura tiepida mi permette di usare la bici anche di primo mattino; 3) e le donzelle hanno iniziato ad andare in giro con pantaloncini e gonne cortissime. Quindi si, è assolutamente arrivata la primavera, non che non sia giunta già da un po, ma in questi giorni si fa davvero sentire con tutto il suo splendore. Il primo indizio che allieta piacevolmente le mie corse è veramente gradevole, una strada che solo qualche mese fa ero abituato a vedere grigia e piena di pozzanghere adesso si è completamente trasformata in un sentiero fiorito al profumo di ciclamino, si è vero io continuo a spaccarmi di fatica ma vuoi mettere inzupparsi di sudore tra fango e cielo grigio o invece sotto un sole tiepido e in mezzo ai fiorellini col loro tipico profumo? Il secondo piacevole indizio invece è il poter usare la bici di primo mattino per andare a fare le commissioni, una parola soltanto, fantastico, esco di casa buttando un’occhiata di scherno (si dice occhiata di scherno? Bho, vabbè licenza poetica…) all’auto e inforco la biruota a pedali, inutile dire quanto orgasmica sia la sensazione dei peli sulle braccia che possono liberamente svolazzare fra la brezza mattutina, donne non sapete cosa vi perdete, e vogliamo parlare dell’immensa sensazione di onnipotenza data dal sorpassare le auto in coda in pieno centro? Impagabile. Ultimo ma non per importanza il fatto che le donzelle escono di casa con dei pantaloncini e delle gonne corte che stuzzicano l’occhio umano maschile, e noi esponenti del sesso forte (forte?) ne siamo davvero felici, e poi è risaputo che anche l’occhio vuole la sua parte. In definitiva è arrivata la primavera, forse la stagione più bella in assoluto, o forse sono solo io che ho uno dei miei ormai rarissimi momenti di positività, che ne so, ma così è.

Correre

correre

 

Le mie gambe danno segni di vita. Si, oggi me ne sono accorto, l’ho percepito chiaramente. Dico questo perchè per le mie gambe risentirsi vive è un evento epocale. Diciamo che negli ultimi anni le avevo discretamente trascurate, con il risultato di avere degli stecchini al posto delle gambe. Adesso che vado a correre mi rendo conto che piano piano stanno ritornando in forma anche loro, il tono muscolare si rinvigorisce e anche la risposta agli sforzi è migliorata. Ovviamente le prime volte che andavo a correre mi sentivo come un vecchio di ottant’anni, fiato corto e passo da pensionato, ogni volta pensavo “ma chi me lo fa fare di venire qui a spaccarmi di fatica”, e invece devo ammettere che aver tenuto duro e aver perseverato ha pagato. E non solo mi sono reso conto di averne guadagnato di tono muscolare ma anche di fiato, qualsiasi tipo di sforzo adesso è più facile e meno faticoso, credo addirittura di essere più lucido, non so, come se la corsa avesse delle influenze positive sullo stato mentale. Oggi mi sono accorto di tutto ciò perchè ho fatto le scale di casa a due a due senza un minimo di fiatone, di solito un pochino ne risentivo in passato, le gambe che accusavano, respiro allungato, e invece oggi niente, bene, potrei quasi affermare di stare bene (perfetto, l’autogufata anche oggi me la sono fatta).